Quando qualche settimana fa abbiamo iniziato la nostra prova su LumenTale: Memories of Trey, credevamo di avere già ben chiaro cosa scrivere per introdurre la recensione che state leggendo. Sarebbe iniziata con l’ennesima constatazione riguardante il declino del brand Pokémon e con la storia di Beehive Studios, il team italiano nato dalle menti dietro Pokémon Xenoverse, una delle hack rom più amate e conosciute dagli appassionati, che dopo un fortunato Kickstarter ha dato vita al suo primo progetto originale. LumenTale si prefigurava, per molti, come il letterale monster collector dei sogni: un titolo sviluppato da appassionati di Pokémon, traditi da Pokémon, per appassionati di Pokémon traditi da Pokémon. Ebbene, il gioco è anche questo, ma si è rivelato essere molto di più rispetto a ciò che mostrava in superficie: sono bastate poche ore in compagnia di Trey, Ales e degli oltre 130 Animon presenti per vedere tutte le nostre certezze crollare, tra un misto di spaesamento e stupore, nel senso più positivo del termine. LumenTale non è soltanto un monster collector di altissima qualità, capace di dare lustro al genere, ma è anche un gioco che dimostra un coraggio sempre più raro da trovare nell’industria videoludica odierna.
Il gioco è ambientato nella regione di Talea, una penisola divisa in due macroprovince distinte: Mythos, a meridione, legata alle tradizioni e al passato, e Logos, a settentrione, incentrata sul progresso e sede delle principali aziende tecnologiche. Il giocatore impersona Trey, un misterioso ragazzo cyborg che si ritrova senza memoria nei pressi della cittadina di Borgo Iride, situata al centro della regione. Dopo diverse vicissitudini, sarà spinto a diventare un Lumen, un agente in grado di interagire con gli Animon, le misteriose creature di questo mondo, catturandoli, allevandoli e combattendo al loro fianco attraverso l’Holoken, uno strumento simile a uno yo-yo. Ad accompagnarlo in questa avventura alla ricerca dei suoi ricordi ci saranno Ales, un giovane orfano e geniale inventore, e Nada, una misteriosa ragazza dagli altrettanto enigmatici poteri. La trama di Lumentale non si discosta troppo dai tropi classici del genere: la struttura episodica fa sì che ogni nuova città visitata diventi lo scenario di vicende differenti, ciascuna caratterizzata da temi e toni propri, culminando infine nella sfida contro il Lumen capo della squadra cittadina. Naturalmente, una volta sconfitti tutti i capi di Talea, si otterrà l’accesso al canonico torneo finale. Preferiamo non svelare altro riguardo alla trama del gioco, se non che sono presenti tre finali diversi, compreso il true ending, e che siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla grande varietà di situazioni ideate dagli scrittori di Beehive Studios, dalla maturità di alcuni temi affrontati e dagli immancabili riferimenti alla nostra penisola italica, evidente fonte d’ispirazione per la regione di Talea.

Il gameplay di Lumentale si divide tra l’esplorazione dell’overworld e le sezioni di combattimento contro Animon selvatici o contro quelli degli altri Lumen. L’esplorazione adotta una classica impostazione in terza persona con visuale dall’alto, anche se in alcune situazioni specifiche la telecamera cambia dinamicamente inquadratura attraverso movimenti di regia studiati per enfatizzare scene particolarmente spettacolari o panorami suggestivi. La mappa di Talea è suddivisa in grandi macroaree interconnesse, intervallate da città e dungeon, e presenta una struttura sorprendentemente intelligente, fortemente ispirata ai metroidvania. Proseguendo nell’avventura, il giocatore ottiene infatti nuovi poteri che sbloccano ulteriori possibilità di movimento e interazione con l’ambiente, incentivando il backtracking alla ricerca di strumenti, segreti e dungeon opzionali precedentemente inaccessibili. Queste abilità vengono attivate tramite l’Holoken, uno strumento centrale sia durante l’esplorazione sia, soprattutto, nel sistema di combattimento. Gli Animon, infatti, sono visibili direttamente nell’overworld e possono essere affrontati sia entrando in contatto con loro sia lanciando un Holoken per iniziare la battaglia in vantaggio. I pattern comportamentali delle creature contribuisce a sua volta a rendere il mondo più vivo e credibile: alcuni Animon attaccano aggressivamente il giocatore inseguendolo, altri preferiscono fuggire, ignorarlo o addirittura danzargli attorno in maniera curiosa e giocosa.

Il sistema di combattimento è senza dubbio uno degli elementi più riusciti di Lumentale. Il gioco presenta infatti un sistema estremamente stratificato e ricco di variabili, capace di incentivare sia la sperimentazione sia la cattura ripetuta delle creature. Sono presenti tredici tipi elementali e ogni specie di Animon ne possiede due potenziali: uno predefinito e un secondo, definito “tratto nascosto”, assegnato casualmente a ogni singolo esemplare. Per esempio, i Mollupon appartengono normalmente al tipo Geo, ma alcuni possono ottenere anche il tipo Acqua. Questa componente legata alla casualità spinge il giocatore a catturare più volte la stessa specie nel tentativo di ottenere combinazioni particolarmente rare o vantaggiose. La personalizzazione strategica viene ulteriormente ampliata dalla presenza di abilità passive multiple, anch’esse generate casualmente, oltre che dal classico sistema di statistiche. Ogni Animon possiede infatti valori dedicati ad attacco, attacco speciale, difesa, difesa speciale, fortuna e agilità, statistica che accorpa sia la velocità sia l’elusione. A differenziare ulteriormente le creature contribuisce il sistema degli “Attributi”: ogni specie appartiene infatti a una delle cinque categorie disponibili (Furor, Horrens, Mestus, Felicis e Sereum) ciascuna dotata di effetti unici attivabili dal giocatore una sola volta durante il proprio turno. Si tratta di una meccanica che aggiunge un ulteriore livello tattico agli scontri, soprattutto nelle battaglie più avanzate.

Durante i combattimenti è possibile schierare da uno fino a quattro Animon contemporaneamente. La composizione della squadra influenza direttamente gli SP disponibili, ovvero i punti azione consumati per eseguire mosse e abilità. Essendo una risorsa limitata, gli SP richiedono una gestione attenta e strategica, trasformando ogni turno in un delicato equilibrio di ottimizzazione delle risorse. Ogni Animon può inoltre disporre di un moveset composto da cinque mosse, modificabili liberamente dal menu della squadra anche al di fuori dei combattimenti. Le abilità si dividono in diverse categorie (offensive, difensive e di supporto o cura) e sono a loro volta associate a uno specifico elemento. A rendere gli scontri ancora più dinamici interviene poi una meccanica che premia lo sfruttamento delle debolezze elementali. Quando il giocatore mette a segno una mossa superefficace contro un Animon avversario, viene infatti riempito progressivamente un indicatore dedicato posto a lato dello schermo. Una volta completato, questo consente di ottenere un turno bonus completamente gratuito, utilizzabile senza consumare SP e senza rispettare il normale ordine d’azione. La stessa regola vale anche per gli avversari controllati dall’intelligenza artificiale, dando vita a un sistema che ricorda da vicino il Press Turn System della serie Shin Megami Tensei. Per quanto riguarda i valori individuali delle statistiche (i cosiddetti IV, sul modello dei giochi Pokémon), questi vanno da 0 a 10 per ogni statistica. Gli EV, invece, non vengono assegnati casualmente dopo la lotta, ma vengono accumulati in un apposito menu e successivamente distribuiti dal giocatore tra le varie statistiche. Per ottenere Animon perfettamente ottimizzati entra in gioco il cosiddetto “Cimelio Mistico”, uno strumento che permette di fondere quattro Animon per ottenerne uno di livello 1 che eredita la statistica più alta degli IV delle creature sacrificate. Grazie a questo sistema è teoricamente possibile massimizzare tutte le statistiche di una creatura, oppure modellarle in modo più mirato per esaltare punti di forza specifici e compensare eventuali debolezze. Sul piano della difficoltà, il gioco dà il meglio di sé in modalità difficile, mentre già in modalità normale, per i più avvezzi al genere, risulterà un esperienza piuttosto semplice.

Con questa sintetica spiegazione abbiamo soltanto sfiorato la punta dell’iceberg della profondità contenutistica e meccanica che Lumentale è in grado di offrire al giocatore. Esiste infatti un sistema che permette di trasferire le mosse da un Animon all’altro, con abilità ulteriormente potenziabili attraverso risorse specifiche ottenute come ricompensa dagli scontri contro le creature selvatiche. È inoltre presente uno spazio virtuale chiamato Anispace, completamente personalizzabile, all’interno del quale il giocatore può collocare i propri Animon in allenamento passivo tramite arredi dedicati, così da incrementare le IV di una singola statistica. A questo si aggiunge un vero e proprio Card Game interno, impreziosito da splendide illustrazioni realizzate da artisti italiani coinvolti grazie alla partnership con la Tomodachi Press di Dario Moccia. Le carte non costituiscono una semplice raccolta di collezionabili, ma nascondono anche una meccanica che influenza la percentuale di comparsa di determinate creature.

Il punto nevralgico di questo lungo preambolo è che, al contrario delle moderne filosofie di game design incentrate su accessibilità e chiarezza, Lumentale non spiega praticamente nulla delle proprie meccaniche al giocatore, fatta eccezione per un rapido tutorial iniziale. Tutte le informazioni riportate in questa recensione sono infatti il frutto esclusivo della ricerca e della sperimentazione del recensore, maturate anche attraverso il confronto con colleghi esteri. Lumentale è un titolo volutamente criptico, costruito su indizi e suggerimenti velati, che pretende dal giocatore attenzione costante, spirito d’osservazione e la volontà di comprendere autonomamente i propri sistemi attraverso tentativi, errori e sperimentazione diretta. Persino le informazioni sugli stessi Animon richiedono diversi passaggi per essere ottenute: al contrario di Pokémon, non basta incontrare o catturare una creatura, ma è necessario sacrificare turni durante i combattimenti per scannerizzarla più volte, fino al raggiungimento del Livello 3, così da sbloccarne la scheda informativa completa. Questa è consultabile tramite l’Aniwiki che, come suggerisce il nome, non si limita a essere una semplice enciclopedia interna, ma si presenta come una vera e propria wiki in stile sito web, ricca di informazioni dettagliate: moveset appresi salendo di livello, abilità disponibili, statistiche base, linee evolutive e tabelle relative a debolezze e resistenze. Anche i criteri evolutivi rimangono volutamente nascosti al giocatore: alcuni Animon si evolvono semplicemente raggiungendo un determinato livello, ma nella maggior parte dei casi è necessario soddisfare condizioni specifiche che possono essere intuite soltanto attraverso indizi disseminati dagli sviluppatori nel corso dell’avventura. Da non sottovalutare nemmeno la componente esplorativa: il gioco spinge a setacciare ogni anfratto della mappa, inclusi i dungeon opzionali, per sbloccare nuove meccaniche ed eventi legati alla trama. Lo stesso “Cimelio Mistico”, necessario per fondere gli Animon e gestirne gli IV, può essere ottenuto in una grotta completamente fuori dal percorso principale, senza che il gioco ne spieghi apertamente l’esistenza o il funzionamento. In parole povere, giocare a Lumentale significa vivere un’esperienza totalizzante, pensata soprattutto per una specifica nicchia di giocatori. È facile immaginare, tuttavia, che con il tempo la community inizierà a scandagliare il gioco nei minimi dettagli, dando vita a guide e wiki dedicate ai novizi: una prospettiva comprensibile, ma che finirebbe inevitabilmente per tradire, almeno in parte, quell’esperienza “vergine” e misteriosa concepita originariamente dagli sviluppatori.

Dal punto di vista grafico e artistico, Lumentale è una vera gioia per gli occhi. Ispirandosi chiaramente agli amatissimi Pokémon Versione Nera e Pokémon Versione Bianca, considerati dagli appassionati l’apice artistico della serie e omaggiati apertamente dagli stessi sviluppatori, gli Animon si presentano con sprite 2D in pixel art costantemente animati, così come tutti gli NPC presenti nell’overworld. Quest’ultimo propone ambientazioni 3D semplici sotto il profilo tecnico e del dettaglio poligonale, ma al tempo stesso estremamente ispirate dal punto di vista artistico ed estetico. I vari biomi risultano ben differenziati, mentre ogni città possiede una propria identità e una chiara ispirazione culturale, così come assolutamente eccezionali sono i design delle oltre 130 creature e dei numerosi personaggi. Una menzione particolare merita anche la colonna sonora, firmata dal trio composto da Giovanni Santolla, Lorenzo Varriano e Tiziano Bellu, con la presenza di un brano cantato da Emi Evans, conosciuta ai più per il suo lavoro sulla serie NieR.

Nota dolente sul fronte delle prestazioni: abbiamo testato Lumentale su Nintendo Switch 2, piattaforma sulla quale il gioco gira bloccato a 30 fps, con diversi casi di stuttering e cali di frame rate nei passaggi da una zona all’altra e nei momenti più concitati, quando lo schermo è ricco di elementi in movimento. Non sono mancati alcuni bug minori e sporadici crash di sistema che hanno reso necessario il riavvio del gioco. Si tratta di problematiche che, con ogni probabilità, verranno progressivamente risolte tramite patch post-lancio.
Il gioco è ambientato nella regione di Talea, una penisola divisa in due macroprovince distinte: Mythos, a meridione, legata alle tradizioni e al passato, e Logos, a settentrione, incentrata sul progresso e sede delle principali aziende tecnologiche. Il giocatore impersona Trey, un misterioso ragazzo cyborg che si ritrova senza memoria nei pressi della cittadina di Borgo Iride, situata al centro della regione. Dopo diverse vicissitudini, sarà spinto a diventare un Lumen, un agente in grado di interagire con gli Animon, le misteriose creature di questo mondo, catturandoli, allevandoli e combattendo al loro fianco attraverso l’Holoken, uno strumento simile a uno yo-yo. Ad accompagnarlo in questa avventura alla ricerca dei suoi ricordi ci saranno Ales, un giovane orfano e geniale inventore, e Nada, una misteriosa ragazza dagli altrettanto enigmatici poteri. La trama di Lumentale non si discosta troppo dai tropi classici del genere: la struttura episodica fa sì che ogni nuova città visitata diventi lo scenario di vicende differenti, ciascuna caratterizzata da temi e toni propri, culminando infine nella sfida contro il Lumen capo della squadra cittadina. Naturalmente, una volta sconfitti tutti i capi di Talea, si otterrà l’accesso al canonico torneo finale. Preferiamo non svelare altro riguardo alla trama del gioco, se non che sono presenti tre finali diversi, compreso il true ending, e che siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla grande varietà di situazioni ideate dagli scrittori di Beehive Studios, dalla maturità di alcuni temi affrontati e dagli immancabili riferimenti alla nostra penisola italica, evidente fonte d’ispirazione per la regione di Talea.

Il gameplay di Lumentale si divide tra l’esplorazione dell’overworld e le sezioni di combattimento contro Animon selvatici o contro quelli degli altri Lumen. L’esplorazione adotta una classica impostazione in terza persona con visuale dall’alto, anche se in alcune situazioni specifiche la telecamera cambia dinamicamente inquadratura attraverso movimenti di regia studiati per enfatizzare scene particolarmente spettacolari o panorami suggestivi. La mappa di Talea è suddivisa in grandi macroaree interconnesse, intervallate da città e dungeon, e presenta una struttura sorprendentemente intelligente, fortemente ispirata ai metroidvania. Proseguendo nell’avventura, il giocatore ottiene infatti nuovi poteri che sbloccano ulteriori possibilità di movimento e interazione con l’ambiente, incentivando il backtracking alla ricerca di strumenti, segreti e dungeon opzionali precedentemente inaccessibili. Queste abilità vengono attivate tramite l’Holoken, uno strumento centrale sia durante l’esplorazione sia, soprattutto, nel sistema di combattimento. Gli Animon, infatti, sono visibili direttamente nell’overworld e possono essere affrontati sia entrando in contatto con loro sia lanciando un Holoken per iniziare la battaglia in vantaggio. I pattern comportamentali delle creature contribuisce a sua volta a rendere il mondo più vivo e credibile: alcuni Animon attaccano aggressivamente il giocatore inseguendolo, altri preferiscono fuggire, ignorarlo o addirittura danzargli attorno in maniera curiosa e giocosa.

Il sistema di combattimento è senza dubbio uno degli elementi più riusciti di Lumentale. Il gioco presenta infatti un sistema estremamente stratificato e ricco di variabili, capace di incentivare sia la sperimentazione sia la cattura ripetuta delle creature. Sono presenti tredici tipi elementali e ogni specie di Animon ne possiede due potenziali: uno predefinito e un secondo, definito “tratto nascosto”, assegnato casualmente a ogni singolo esemplare. Per esempio, i Mollupon appartengono normalmente al tipo Geo, ma alcuni possono ottenere anche il tipo Acqua. Questa componente legata alla casualità spinge il giocatore a catturare più volte la stessa specie nel tentativo di ottenere combinazioni particolarmente rare o vantaggiose. La personalizzazione strategica viene ulteriormente ampliata dalla presenza di abilità passive multiple, anch’esse generate casualmente, oltre che dal classico sistema di statistiche. Ogni Animon possiede infatti valori dedicati ad attacco, attacco speciale, difesa, difesa speciale, fortuna e agilità, statistica che accorpa sia la velocità sia l’elusione. A differenziare ulteriormente le creature contribuisce il sistema degli “Attributi”: ogni specie appartiene infatti a una delle cinque categorie disponibili (Furor, Horrens, Mestus, Felicis e Sereum) ciascuna dotata di effetti unici attivabili dal giocatore una sola volta durante il proprio turno. Si tratta di una meccanica che aggiunge un ulteriore livello tattico agli scontri, soprattutto nelle battaglie più avanzate.

Durante i combattimenti è possibile schierare da uno fino a quattro Animon contemporaneamente. La composizione della squadra influenza direttamente gli SP disponibili, ovvero i punti azione consumati per eseguire mosse e abilità. Essendo una risorsa limitata, gli SP richiedono una gestione attenta e strategica, trasformando ogni turno in un delicato equilibrio di ottimizzazione delle risorse. Ogni Animon può inoltre disporre di un moveset composto da cinque mosse, modificabili liberamente dal menu della squadra anche al di fuori dei combattimenti. Le abilità si dividono in diverse categorie (offensive, difensive e di supporto o cura) e sono a loro volta associate a uno specifico elemento. A rendere gli scontri ancora più dinamici interviene poi una meccanica che premia lo sfruttamento delle debolezze elementali. Quando il giocatore mette a segno una mossa superefficace contro un Animon avversario, viene infatti riempito progressivamente un indicatore dedicato posto a lato dello schermo. Una volta completato, questo consente di ottenere un turno bonus completamente gratuito, utilizzabile senza consumare SP e senza rispettare il normale ordine d’azione. La stessa regola vale anche per gli avversari controllati dall’intelligenza artificiale, dando vita a un sistema che ricorda da vicino il Press Turn System della serie Shin Megami Tensei. Per quanto riguarda i valori individuali delle statistiche (i cosiddetti IV, sul modello dei giochi Pokémon), questi vanno da 0 a 10 per ogni statistica. Gli EV, invece, non vengono assegnati casualmente dopo la lotta, ma vengono accumulati in un apposito menu e successivamente distribuiti dal giocatore tra le varie statistiche. Per ottenere Animon perfettamente ottimizzati entra in gioco il cosiddetto “Cimelio Mistico”, uno strumento che permette di fondere quattro Animon per ottenerne uno di livello 1 che eredita la statistica più alta degli IV delle creature sacrificate. Grazie a questo sistema è teoricamente possibile massimizzare tutte le statistiche di una creatura, oppure modellarle in modo più mirato per esaltare punti di forza specifici e compensare eventuali debolezze. Sul piano della difficoltà, il gioco dà il meglio di sé in modalità difficile, mentre già in modalità normale, per i più avvezzi al genere, risulterà un esperienza piuttosto semplice.

Con questa sintetica spiegazione abbiamo soltanto sfiorato la punta dell’iceberg della profondità contenutistica e meccanica che Lumentale è in grado di offrire al giocatore. Esiste infatti un sistema che permette di trasferire le mosse da un Animon all’altro, con abilità ulteriormente potenziabili attraverso risorse specifiche ottenute come ricompensa dagli scontri contro le creature selvatiche. È inoltre presente uno spazio virtuale chiamato Anispace, completamente personalizzabile, all’interno del quale il giocatore può collocare i propri Animon in allenamento passivo tramite arredi dedicati, così da incrementare le IV di una singola statistica. A questo si aggiunge un vero e proprio Card Game interno, impreziosito da splendide illustrazioni realizzate da artisti italiani coinvolti grazie alla partnership con la Tomodachi Press di Dario Moccia. Le carte non costituiscono una semplice raccolta di collezionabili, ma nascondono anche una meccanica che influenza la percentuale di comparsa di determinate creature.

Il punto nevralgico di questo lungo preambolo è che, al contrario delle moderne filosofie di game design incentrate su accessibilità e chiarezza, Lumentale non spiega praticamente nulla delle proprie meccaniche al giocatore, fatta eccezione per un rapido tutorial iniziale. Tutte le informazioni riportate in questa recensione sono infatti il frutto esclusivo della ricerca e della sperimentazione del recensore, maturate anche attraverso il confronto con colleghi esteri. Lumentale è un titolo volutamente criptico, costruito su indizi e suggerimenti velati, che pretende dal giocatore attenzione costante, spirito d’osservazione e la volontà di comprendere autonomamente i propri sistemi attraverso tentativi, errori e sperimentazione diretta. Persino le informazioni sugli stessi Animon richiedono diversi passaggi per essere ottenute: al contrario di Pokémon, non basta incontrare o catturare una creatura, ma è necessario sacrificare turni durante i combattimenti per scannerizzarla più volte, fino al raggiungimento del Livello 3, così da sbloccarne la scheda informativa completa. Questa è consultabile tramite l’Aniwiki che, come suggerisce il nome, non si limita a essere una semplice enciclopedia interna, ma si presenta come una vera e propria wiki in stile sito web, ricca di informazioni dettagliate: moveset appresi salendo di livello, abilità disponibili, statistiche base, linee evolutive e tabelle relative a debolezze e resistenze. Anche i criteri evolutivi rimangono volutamente nascosti al giocatore: alcuni Animon si evolvono semplicemente raggiungendo un determinato livello, ma nella maggior parte dei casi è necessario soddisfare condizioni specifiche che possono essere intuite soltanto attraverso indizi disseminati dagli sviluppatori nel corso dell’avventura. Da non sottovalutare nemmeno la componente esplorativa: il gioco spinge a setacciare ogni anfratto della mappa, inclusi i dungeon opzionali, per sbloccare nuove meccaniche ed eventi legati alla trama. Lo stesso “Cimelio Mistico”, necessario per fondere gli Animon e gestirne gli IV, può essere ottenuto in una grotta completamente fuori dal percorso principale, senza che il gioco ne spieghi apertamente l’esistenza o il funzionamento. In parole povere, giocare a Lumentale significa vivere un’esperienza totalizzante, pensata soprattutto per una specifica nicchia di giocatori. È facile immaginare, tuttavia, che con il tempo la community inizierà a scandagliare il gioco nei minimi dettagli, dando vita a guide e wiki dedicate ai novizi: una prospettiva comprensibile, ma che finirebbe inevitabilmente per tradire, almeno in parte, quell’esperienza “vergine” e misteriosa concepita originariamente dagli sviluppatori.

Dal punto di vista grafico e artistico, Lumentale è una vera gioia per gli occhi. Ispirandosi chiaramente agli amatissimi Pokémon Versione Nera e Pokémon Versione Bianca, considerati dagli appassionati l’apice artistico della serie e omaggiati apertamente dagli stessi sviluppatori, gli Animon si presentano con sprite 2D in pixel art costantemente animati, così come tutti gli NPC presenti nell’overworld. Quest’ultimo propone ambientazioni 3D semplici sotto il profilo tecnico e del dettaglio poligonale, ma al tempo stesso estremamente ispirate dal punto di vista artistico ed estetico. I vari biomi risultano ben differenziati, mentre ogni città possiede una propria identità e una chiara ispirazione culturale, così come assolutamente eccezionali sono i design delle oltre 130 creature e dei numerosi personaggi. Una menzione particolare merita anche la colonna sonora, firmata dal trio composto da Giovanni Santolla, Lorenzo Varriano e Tiziano Bellu, con la presenza di un brano cantato da Emi Evans, conosciuta ai più per il suo lavoro sulla serie NieR.

Nota dolente sul fronte delle prestazioni: abbiamo testato Lumentale su Nintendo Switch 2, piattaforma sulla quale il gioco gira bloccato a 30 fps, con diversi casi di stuttering e cali di frame rate nei passaggi da una zona all’altra e nei momenti più concitati, quando lo schermo è ricco di elementi in movimento. Non sono mancati alcuni bug minori e sporadici crash di sistema che hanno reso necessario il riavvio del gioco. Si tratta di problematiche che, con ogni probabilità, verranno progressivamente risolte tramite patch post-lancio.

Lumentale: Memories of Trey è un gioco che, al di fuori della dimensione indie, semplicemente non potrebbe esistere. In un panorama videoludico sempre più omologato, in cui si perseguono esperienze sempre più accessibili, pensate per guidare costantemente il giocatore senza mai disorientarlo, gli sviluppatori di Beehive Studios tentano coraggiosamente la strada opposta, confezionando un titolo audace che arriva persino a nascondere l’esistenza del viaggio rapido. Si tratta però anche di un’opera estremamente intelligente, che non spiega tutto in modo diretto ma, al tempo stesso, riesce a comunicare moltissimo in maniera implicita. Lumentale non nasconde di avere come target principale tutti quei veterani di Pokémon cresciuti nell’era pre-internet, quando il mondo di gioco era un mistero da decifrare e solo lo scambio di informazioni tra compagni di classe permetteva di progredire. Detto questo, non bisogna però fraintenderlo come un titolo nostalgico o rivolto esclusivamente al passato. Pur risultando in parte derivativo in alcune meccaniche, Lumentale riesce a dare nuovo lustro a un genere ormai spesso trascurato e in difficoltà come quello degli RPG monster collector, senza sfigurare tra gli altri esponenti del genere, ma anzi distinguendosi e rivendicando con decisione la propria identità. Indubbiamente uno dei migliori esponenti del nuovo panorama dello sviluppo italiano, con la speranza di sentire parlare ancora a lungo di Beehive Studios in futuro.
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Se la nostra recensione vi ha fatto venire voglia di acquistare il gioco, vi consigliamo di farlo direttamente su Instant Gaming: potrete portarvelo a casa già scontato e contemporaneamente darete una mano ad AnimeClick!
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Pro
- Direzione artistica di altissimo livello sia per creature che ambienti
- Sistema di combattimento riuscito ed equlibrato nel suo tatticismo
- Allevamento degli Animon stratificato ed esaustivo
- È un esperienza appagante che non prende per mano il giocatore ma richiede di essere scoperta autonomamente
Contro
- Difficoltà tarata verso il basso al di fuori della modalità difficile
- Qualche calo di framerate durante il passaggio tra un area e al'altra
- Bug minori












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