Quando si parla di Captain Tsubasa è difficile non pensare alle interminabili partite, alle traiettorie impossibili e a quelle mosse speciali capaci di trasformare il calcio in uno spettacolo che sfida le leggi della fisica. Un immaginario che negli anni ha trovato spazio anche nei videogiochi. Dopo sei anni dall'uscita di Captain Tsubasa: Rise of New Champions (di cui potete trovare qui la nostra recensione), la serie torna su console e PC con Captain Tsubasa 2: World Fighters. Il team di Tamsoft riparte dalle basi del precedente capitolo e interviene soprattutto sul sistema di gioco, dando al giocatore un controllo maggiore sulle azioni e introducendo nuove possibilità per affrontare le partite. Un passo avanti evidente sul campo, accompagnato però da una struttura meno convincente quando si passa dalle partite effettive all'organizzazione complessiva dell'esperienza. Vediamo quindi se World Fighters riesce a trasformare le sue buone intuizioni in un sequel all'altezza dell'eredità che porta con sé.
 
Captain Tsubasa 2: World Fighters

La storia principale di Captain Tsubasa 2: World Fighters, denominata Nuove Stelle, ripercorre diversi momenti dell'opera di Yōichi Takahashi, arrivando poi a concentrarsi sugli eventi del World Youth. Prima di affrontare la competizione mondiale, infatti, il gioco accompagna il giocatore attraverso alcune delle vicende che la precedono, comprese le esperienze di Tsubasa in Brasile, il percorso scolastico in Giappone e gli eventi che portano alla formazione della nuova nazionale giovanile under 19. È all'interno di questo percorso che viene inserito il nostro avatar (altamente personalizzabile per aspetto e mosse), un ragazzo giapponese che milita nelle giovanili del San Paolo e che si ritrova a condividere parte del proprio percorso con Tsubasa, già impegnato nel calcio professionistico. Una volta rientrato in patria, il protagonista si trasferisce alla Nankatsu, dando così inizio al percorso verso la nazionale. Il personaggio non è però un semplice osservatore degli eventi: il suo ruolo cresce progressivamente all'interno della squadra e le sue azioni influenzano concretamente l'andamento delle partite e, in alcuni casi, anche quello della storia. A completare questa integrazione ci sono diverse opzioni di dialogo (più o meno in stile visual novel), attraverso le quali è possibile intervenire nei momenti narrativi e dare una maggiore personalità al proprio percorso. Anche il risultato degli incontri può portare a variazioni nei dialoghi della partita, con reazioni differenti da parte dei vari personaggi coinvolti, siano essi giocatori, allenatori o collaboratori delle squadre.

La componente narrativa non si limita inoltre a riproporre quanto già raccontato nel manga: World Fighters introduce diverse sequenze inedite, realizzate con la supervisione del maestro Takahashi, che si inseriscono lungo il percorso senza limitarsi a fungere da riempitivo. È proprio questo rapporto tra fedeltà e materiale originale a rappresentare uno degli aspetti più riusciti della campagna, capace di offrire qualcosa sia a chi conosce già l'opera, sia a chi si avvicina per la prima volta a queste vicende. Il principale limite risiede però nel ritmo con cui il gioco alterna narrazione e gameplay, ereditando lo stesso sbilanciamento già visto nel capitolo precedente. La qualità delle sequenze non è in discussione, ma in alcuni momenti la componente narrativa prende il sopravvento per periodi considerevoli, come nella lunga fase che precede la partita contro il Messico, arrivando a richiedere circa trenta o quaranta minuti prima di poter tornare effettivamente in campo. Il problema, quindi, non è la quantità di storia proposta, quanto la sua distribuzione all'interno dell'esperienza: World Fighters dimostra di saper valorizzare il materiale originale e di riuscire a ritagliare uno spazio significativo per il personaggio del giocatore, ma non sempre trova il giusto equilibrio tra il desiderio di raccontare e quello di far giocare.
 
Captain Tsubasa 2: World Fighters

All'interno della modalità storia, accanto agli Episodi Principali, World Fighters propone diversi contenuti opzionali pensati per ampliare l'esperienza e approfondire l'universo di Captain Tsubasa. Gli Episodi Laterali permettono di assistere a eventi e vicende che non riguardano direttamente la squadra del giocatore, offrendo così una prospettiva più ampia sulle altre formazioni e sui personaggi che accompagnano il percorso verso il World Youth. A queste si aggiungono gli Episodi Link, che coinvolgono direttamente l'avatar attraverso conversazioni via chat con compagni di squadra e avversari. Spesso è proprio il personaggio del giocatore a dare avvio agli scambi, che possono riguardare argomenti differenti e, in alcuni casi, sfociare in scene di allenamento nelle quali i personaggi si confrontano e si scambiano opinioni e consigli. Sono contenuti che arricchiscono il percorso dell'avatar e permettono di approfondire rapporti e personaggi anche al di fuori delle partite, mentre gli Episodi Laterali ampliano la narrazione oltre gli eventi che ci riguardano direttamente. Oltre a questi contenuti ci sono poi le sfide, obiettivi aggiuntivi che possono essere completati durante gli incontri principali. Il loro completamento permette di sbloccare scene extra e ottenere anche diverse ricompense, tra cui nuove mosse. Alcune di esse consentono inoltre di sbloccare gli Episodi Link, che a loro volta possono offrire ulteriori ricompense. L'idea è interessante sulla carta perché crea un legame diretto tra ciò che accade sul campo e la progressione dei contenuti secondari, facendo sì che le attività opzionali non siano semplicemente aggiunte decorative, ma abbiano una funzione concreta all'interno dell'esperienza di gioco.

Il problema principale emerge però in alcune partite, dove il numero di obiettivi diventa eccessivo: al giocatore viene richiesto di schierare determinati personaggi, effettuare contrasti e dribbling, segnare o utilizzare mosse specifiche, talvolta coinvolgendo più giocatori contemporaneamente. Una quantità così elevata di condizioni da tenere a mente può generare confusione durante gli incontri, rendendo difficile ricordare tutti gli obiettivi da completare nel corso di pochi minuti di partita e rischiando di spostare l'attenzione dal normale svolgimento del gioco alla necessità di tenere sotto controllo una lunga lista di compiti, certe volte persino incompatibili tra di loro e che ti forzano a ripetere le partite. Non l'abbiamo trovata una scelta molto centrata. A completare questo sistema ci sono gli Episodi Rivali, che propongono amichevoli tra squadre che normalmente non avrebbero modo di affrontarsi nel corso della storia. È un'aggiunta semplice ma efficace, perché permette di sfruttare il ricco roster del gioco per creare incontri altrimenti impossibili. Anche queste partite presentano delle sfide, ma in numero inferiore e generalmente più semplici da completare, anche grazie alla rosa prestabilita di undici giocatori. Rispetto agli obiettivi degli Episodi Principali non bisogna quindi scervellarsi troppo, rendendo la partita più divertente senza demandare al giocatore troppi compiti. Per dovere di cronaca vi citiamo che nel postgame avrete accesso alla modalità storia Leggenda, una storia totalmente originale e che devia dal corso naturale del manga, rappresentando un interessante percorso alternativo alla storia canonica. Tuttavia non entriamo troppo nei particolari per non farvi ulteriori spoiler.
 
Captain Tsubasa 2: World Fighters

È soprattutto sul campo che Captain Tsubasa 2: World Fighters mostra i miglioramenti più evidenti rispetto a Rise of New Champions. Il gioco riprende il sistema di base del precedente capitolo, comprese le diverse tipologie di Mosse e le Super Mosse, che continuano a rappresentare una parte fondamentale delle azioni offensive e difensive e a contribuire alla spettacolarità degli incontri. Tamsoft interviene però su questo impianto introducendo nuove meccaniche che aumentano il controllo lasciato al giocatore e rendono più leggibili e strategiche alcune situazioni di gioco. La nuova linea tratteggiata aiuta innanzitutto a comprendere meglio le distanze e la posizione dei giocatori avversari, mentre le Azioni Max rendono più articolati i duelli individuali: possono essere utilizzate per effettuare dribbling e contrasti e, quando due giocatori le eseguono contemporaneamente, danno vita a uno scontro nel quale il tempismo del giocatore determina l'esito del confronto. In questo caso, l'azione utilizzata dal giocatore senza palla per respingere il dribbling prende il nome di Contrattacco Max. Il sistema non si limita inoltre a premiare l'utilizzo delle mosse più potenti: un dribbling eseguito con il giusto tempismo può infatti superare anche un'Azione Max o una Super Mossa difensiva, dando maggiore importanza alla capacità del giocatore di leggere e reagire all'azione.

A rendere le partite ancora più dinamiche interviene il Chain System, un contatore che aumenta attraverso le azioni compiute dalle due squadre e che permette, una volta accumulato, di infliggere un danno maggiore al portiere. Raggiungere livelli elevati della catena può quindi rendere più efficace un tentativo di segnare, ma il sistema rappresenta anche un'arma a doppio taglio, dal momento che il contatore può essere sfruttato tanto dal giocatore quanto dall'avversario. Costruire una catena non significa quindi semplicemente accumulare un bonus, ma esporsi anche alla possibilità che l'altra squadra faccia lo stesso. La gestione del rischio diventa così parte integrante delle partite e contribuisce a renderle meno lineari rispetto al passato. A completare questo sistema ci sono le Mosse miracolose di squadra, azioni speciali che possono essere attivate una sola volta per partita e il cui metodo di attivazione varia a seconda della squadra utilizzata. Si tratta di mosse capaci di incidere in maniera significativa sull'andamento dell'incontro e, nei momenti giusti, persino di ribaltare una situazione sfavorevole. La loro limitazione a un solo utilizzo impedisce però di abusarne e porta il giocatore a valutare con attenzione quando sfruttarle, aggiungendo un ulteriore elemento di gestione alle decisioni prese durante la partita. È presente anche una componente versus online, che non abbiamo potuto verificare direttamente e che non rientra quindi nella nostra valutazione.

Nel complesso, World Fighters rappresenta quindi un'evoluzione riuscita del gameplay di Rise of New Champions. Il gioco non cerca di sacrificare lo spettacolo in favore di un approccio più realistico o simulativo, ma interviene sulle situazioni in cui il giocatore può avere maggiore influenza sull'esito dell'azione. Tiri e parate direzionali, Azioni Max, Chain System e Mosse miracolose di squadra rendono le partite più ricche di decisioni, mentre la linea tratteggiata contribuisce a renderle più leggibili. Il risultato è un sistema che riesce a essere contemporaneamente spettacolare e più strategico, mantenendo l'identità esagerata di Captain Tsubasa ma dando al giocatore un controllo sensibilmente maggiore su ciò che accade in campo. È probabilmente questo il principale merito del sequel: le nuove meccaniche non cercano semplicemente di aggiungere possibilità, ma intervengono direttamente sul modo in cui si affrontano le partite.
 
Captain Tsubasa 2: World Fighters

Sul piano prettamente tecnico, Captain Tsubasa 2: World Fighters si dimostra un titolo solido e ben ottimizzato. L'azione sul rettangolo verde scorre fluida e priva di cali di framerate significativi, anche nelle fasi di gioco più concitate e dense di effetti particellari. Graficamente, il lavoro svolto con il cel-shading traspone in maniera encomiabile il caratteristico tratto di Yōichi Takahashi: i modelli dei personaggi sono fedeli e le transizioni verso le storiche scene d'intermezzo della trama risultano fluide e visivamente appaganti. Di grande impatto è anche l'inclusione di tavole e illustrazioni statiche che richiamano lo stile originale del manga, capaci di conferire un ulteriore tocco di autorialità alle sequenze narrative. L'unico vero appunto risiede nella qualità altalenante di alcune texture ambientali e di contorno, che risultano meno curate rispetto alla qualità generale dei modelli e delle scene principali. Nulla da eccepire, invece, sul fronte sonoro: il doppiaggio originale giapponese è estremamente coinvolgente e beneficia del cast vocale della più recente serie animata remake, con i doppiatori che replicano lo splendido lavoro già apprezzato sul piccolo schermo. Le musiche, infine, ereditano lo stile incalzante e orchestrale visto in Rise of New Champions, accompagnando le sfide con la giusta carica di adrenalina e trasporto.
 
GIUDIZIO FINALE
Captain Tsubasa 2: World Fighters si dimostra un seguito solido e un'evoluzione riuscita, capace di compiere importanti e necessari passi in avanti proprio sul terreno di gioco. Le numerose novità introdotte da Tamsoft aumentano sensibilmente il controllo del giocatore e la profondità strategica dei match, senza intaccare l'anima esagerata e spettacolare dell'opera. Anche la modalità storia Nuove Stelle colpisce per il rispetto del materiale originale, per l'ottima integrazione dell'avatar e per la presenza di sezioni totalmente inedite. A impreziosire l'offerta spicca poi la modalità Leggenda nel postgame, un interessante percorso alternativo e originale rispetto alla storia canonica che aumenta la longevità. I veri limiti del titolo risiedono nella gestione dei tempi narrativi e dei contenuti secondari: il ritmo del gameplay viene troppo spesso spezzato da pause narrative eccessivamente lunghe e la valanga di micro-obiettivi opzionali richiesti in partita rischia di trasformare il divertimento in frustrazione. Al netto di qualche incertezza strutturale e di texture non sempre all'altezza del resto del comparto visivo, World Fighters resta un acquisto consigliato soprattutto agli appassionati di Captain Tsubasa e a chi cerca un'esperienza calcistica spettacolare e più strategica rispetto al precedente capitolo.

Gioco testato su PlayStation 5.
 
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