Molti giochi di ruolo sono usciti all'epoca della prima PlayStation, ma solo pochi sono stati capaci di sopravvivere fino ad oggi. Brigandine non rientrava nella cerchia, ma per qualche motivo nel 2020 è stato deciso di riesumare questo peculiare titolo con il sequel Brigandine: Legend of Runersia. Forte dello stesso peculiare gameplay e di una direzione artistica fortemente distintiva, il gioco ha attirato l'attenzione degli appassionati portando alla nascita di un terzo capitolo, ovvero Brigandine Abyss preso oggi in esame.
Conoscere i capitoli precedenti non è un prerequisito per apprezzare Brigandine Abyss; infatti, a parte qualche nome o fazione che ritorna non ci sono legami. Il nuovo titolo mantiene la sua forte personalità conferita dal gameplay strategico originale, appagante e difficile il giusto ma - inspiegabilmente - sacrifica gli straordinari artwork di Raita Kazama (noto per Xenoblade e Nier Reincarnation) in favore di Niji Hayashi (Fire Emblem: Heroes), che pur riuscendo a diversificare le singole unità tende a uno stile anime-generico, perdendo quella punta dark intrigante che rendeva Brigandine: The Legend of Runersia visivamente accattivante. Estetica a parte, Brigandine Abyss offre una ampia quantità di contenuti e promette una grande rigiocabilità, ma la varietà viene meno dopo le prime run e alla lunga la magia si perde, tuttavia il titolo rimane nel complesso valido e saprà intrattenere a dovere i fan degli strategici. Tutti gli altri potranno farsi interessare dal design anime moderno, ma difficilmente il resto li intrigherà altrettanto.
Dopo 200 anni di tranquillità, conquistati grazie alla magica armatura Brigandine e alla sconfitta del terribile impero di Abyssloa, il regno di Solginat è ora la nuova super potenza e a un tratto, con un colpo di stato, si mostra per ciò che è davvero: il nuovo impero di Abyssloa. I vari regni si attivano per fermare la minaccia, ogni leader con le proprie ambizioni, e parte così una guerra su ampia scala che il giocatore affronta impersonando una delle sei fazioni disponibili nella modalità storia oppure con una qualsiasi delle ventiquattro fazioni disponibili. Le premesse non sono delle più originali e gli sviluppi dei vari punti di vista restano a grandi linee sullo stesso piano per una storia che si lascia seguire nella sua classica semplicità, ma che proprio per questo lascia poco al giocatore una volta conclusa. I protagonisti hanno dei buoni design, ma le loro caratterizzazioni puntano più al ricalcare un certo ruolo o categoria più che ad alimentare la storia e per questo risultano un po' tutti delle sagome dimenticabili.
Se il comparto narrativo non decolla mai, il gameplay invece è davvero ottimo e caratteristico, capace di fondere magistralmente gli elementi migliori dei gestionali e degli strategici a scacchiera. Le battaglie di Brigandine Abyss si svolgono nella classica maniera degli strategici a turni, ovvero due fazioni composte da diverse unità si scontrano in arene dalla topografia particolare, chiedendo al giocatore di gestire con astuzia e maestria tanto le peculiarità dei singoli personaggi quanto la loro disposizione, questo perché il terreno conferisce bonus importanti così come l'accerchiare un nemico. A rendere particolarmente interssante il battle system troviamo anche la distinzione tra unità Leader e unità Mostro. Un Leader, che non è necessariamente più forte di altri, può portare con sé fino a un massimo di cinque Mostri e questi possono venire gestiti liberamente dal giocatore, il quale può trattarli come normali unità oppure affiancarle al Leader per conferire a quest'ultimo bonus alle statistiche e nuove abilità passive. Esistono Mostri di tantissime categorie, ognuno con mosse, abilità e statistiche molto diverse, portarne uno con sé ha un costo e per poterli scegliere è necessario crearli nel loro habitat, ovvero avere sotto il proprio controllo la regione a cui appartengono - qui entra in gioco il lato manageriale.
Il vero campo di battaglia in Brigandine Abyss è la mappa del continente, ogni regione è gestita da uno dei 24 clan e ad ogni turno tutti cercano di espandere il proprio territorio conquistando un'area vicina. Possedere una regione permette di ottenere delle risorse automaticamente e di creare Mostri e Leader appartenenti a diverse categorie. Avere più regioni di più significa avere più possibilità di scelta e maggior margine di manovra, ma al contempo difendere i propri confini non sarà scontato. Ad ogni turno i nemici salgono di livello e si potenziano, gestire le tante unità che si arriverà ad avere,bilanciando la forza nelle diverse zone per tenerle al sicuro sotto il proprio controllo non sarà scontato perché non basta avere tante unità in loco, queste devono essere sufficientemente forti da poter gestire i vicini. Le unità nelle aree possono dedicarsi a delle quest che portano risorse e oggetti importanti, ma così facendo non potranno prendere parte a eventuali scontri in attacco, per invadere e conquistare i vicini, o di difesa, battaglie nella propria area la cui sconfitta equivale alla perdita della regione. Da notare che non ci sono limiti al numero di invasioni che si possono compiere o subire in un turno e non esiste la perma-death: venire sconfitti in Brigandine Abyss si traduce nella necessità di resuscitare l'unità, operazione che richiede il consumo di oggetti costosi acquistabili in negozio.
Brigandine Abyss offre due modalità di gioco: la Story Mode e la Mission Mode. Entrambe le modalità seguono la stessa struttura, ovvero si alterna il tabellone delle regioni in cui si organizzano le proprie risorse per poi invadere o venire invasi e quindi passare alla battaglia vera e propria. Entrambe le modalità permettono di afforontare il gioco con diverse fazioni, ma la modalità storia offre solo sei clan e le loro avventure sono arricchite anche da saltuari cutscene di buona fattura, la modalità missione permette invece di vestire i panni di uno qualsiasi dei 24 clan. Se nella modalità storia l'obiettivo è sempre sconfiggere l'impero di Abyssloa passando per alcuni eventi programmati che limitano alcuni piani del giocatore, la modlità Missione è libera e i clan possono avere condizioni di vittoria diverse, aspetto che rende il titolo effettivamente più interessante da giocare. Va segnalato che la difficoltà Normale offre un livello di sfida percepita più alto rispetto ad altri giochi dello stesso genere, questo soprattutto perché gli approcci del giocatore e le scelte che esso può compiere sono innumerevoli. Lo stesso scenario può risultare estremamente difficile per un neofita che non ha organizzato bene il proprio esercito e non ha ancora compreso i migliori approcci per le unità che ha portato in campo mentre potrebbe risultare facile per un esperto che ha gestito meglio i propri turni.
L'esperienza aiuta molto nella gestione manageriale e questo si traduce in una difficoltà più o meno alta negli effettivi scontri. A parte cambiare tra uno dei tre livelli di difficoltà disponibili, il modo migliore per imparare è giocare prestando attenzione alle variabili, magari aiutandosi - soprattutto all'inizio - con l'uso di salvataggi multipli per poter ripetere gli ultimi turni o interi scontri. Nel corso della modalità storia con uno dei sei clan o delle 24 campagne della modalità missione ci si troverà a combattere sempre gli stessi clan e per quanto le unità disponbili siano molte e la situazione interna di nemici e alleati possa variare, alla lunga si impareranno punti di forza e deboleze delle varie unità e si sfrutteranno per portare a casa la vittoria, anche quando si scende in campo con unità di livello sensibilmente più basso rispetto ai nemici. Ribaltare la situazione in tal senso è spesso possibile grazie al fatto che eliminando un Leader si vanno a rimuovere anche tutti i suoi mostri, dunque concentrandosi su di lui si potrà vincere più rapidamente. Ovviamente è vero anche il contrario, dunque è importante non esporre troppo i propri personaggi principali.
Gioco testato su PlayStation 5.

Conoscere i capitoli precedenti non è un prerequisito per apprezzare Brigandine Abyss; infatti, a parte qualche nome o fazione che ritorna non ci sono legami. Il nuovo titolo mantiene la sua forte personalità conferita dal gameplay strategico originale, appagante e difficile il giusto ma - inspiegabilmente - sacrifica gli straordinari artwork di Raita Kazama (noto per Xenoblade e Nier Reincarnation) in favore di Niji Hayashi (Fire Emblem: Heroes), che pur riuscendo a diversificare le singole unità tende a uno stile anime-generico, perdendo quella punta dark intrigante che rendeva Brigandine: The Legend of Runersia visivamente accattivante. Estetica a parte, Brigandine Abyss offre una ampia quantità di contenuti e promette una grande rigiocabilità, ma la varietà viene meno dopo le prime run e alla lunga la magia si perde, tuttavia il titolo rimane nel complesso valido e saprà intrattenere a dovere i fan degli strategici. Tutti gli altri potranno farsi interessare dal design anime moderno, ma difficilmente il resto li intrigherà altrettanto.
Dopo 200 anni di tranquillità, conquistati grazie alla magica armatura Brigandine e alla sconfitta del terribile impero di Abyssloa, il regno di Solginat è ora la nuova super potenza e a un tratto, con un colpo di stato, si mostra per ciò che è davvero: il nuovo impero di Abyssloa. I vari regni si attivano per fermare la minaccia, ogni leader con le proprie ambizioni, e parte così una guerra su ampia scala che il giocatore affronta impersonando una delle sei fazioni disponibili nella modalità storia oppure con una qualsiasi delle ventiquattro fazioni disponibili. Le premesse non sono delle più originali e gli sviluppi dei vari punti di vista restano a grandi linee sullo stesso piano per una storia che si lascia seguire nella sua classica semplicità, ma che proprio per questo lascia poco al giocatore una volta conclusa. I protagonisti hanno dei buoni design, ma le loro caratterizzazioni puntano più al ricalcare un certo ruolo o categoria più che ad alimentare la storia e per questo risultano un po' tutti delle sagome dimenticabili.

Se il comparto narrativo non decolla mai, il gameplay invece è davvero ottimo e caratteristico, capace di fondere magistralmente gli elementi migliori dei gestionali e degli strategici a scacchiera. Le battaglie di Brigandine Abyss si svolgono nella classica maniera degli strategici a turni, ovvero due fazioni composte da diverse unità si scontrano in arene dalla topografia particolare, chiedendo al giocatore di gestire con astuzia e maestria tanto le peculiarità dei singoli personaggi quanto la loro disposizione, questo perché il terreno conferisce bonus importanti così come l'accerchiare un nemico. A rendere particolarmente interssante il battle system troviamo anche la distinzione tra unità Leader e unità Mostro. Un Leader, che non è necessariamente più forte di altri, può portare con sé fino a un massimo di cinque Mostri e questi possono venire gestiti liberamente dal giocatore, il quale può trattarli come normali unità oppure affiancarle al Leader per conferire a quest'ultimo bonus alle statistiche e nuove abilità passive. Esistono Mostri di tantissime categorie, ognuno con mosse, abilità e statistiche molto diverse, portarne uno con sé ha un costo e per poterli scegliere è necessario crearli nel loro habitat, ovvero avere sotto il proprio controllo la regione a cui appartengono - qui entra in gioco il lato manageriale.
Il vero campo di battaglia in Brigandine Abyss è la mappa del continente, ogni regione è gestita da uno dei 24 clan e ad ogni turno tutti cercano di espandere il proprio territorio conquistando un'area vicina. Possedere una regione permette di ottenere delle risorse automaticamente e di creare Mostri e Leader appartenenti a diverse categorie. Avere più regioni di più significa avere più possibilità di scelta e maggior margine di manovra, ma al contempo difendere i propri confini non sarà scontato. Ad ogni turno i nemici salgono di livello e si potenziano, gestire le tante unità che si arriverà ad avere,bilanciando la forza nelle diverse zone per tenerle al sicuro sotto il proprio controllo non sarà scontato perché non basta avere tante unità in loco, queste devono essere sufficientemente forti da poter gestire i vicini. Le unità nelle aree possono dedicarsi a delle quest che portano risorse e oggetti importanti, ma così facendo non potranno prendere parte a eventuali scontri in attacco, per invadere e conquistare i vicini, o di difesa, battaglie nella propria area la cui sconfitta equivale alla perdita della regione. Da notare che non ci sono limiti al numero di invasioni che si possono compiere o subire in un turno e non esiste la perma-death: venire sconfitti in Brigandine Abyss si traduce nella necessità di resuscitare l'unità, operazione che richiede il consumo di oggetti costosi acquistabili in negozio.

Brigandine Abyss offre due modalità di gioco: la Story Mode e la Mission Mode. Entrambe le modalità seguono la stessa struttura, ovvero si alterna il tabellone delle regioni in cui si organizzano le proprie risorse per poi invadere o venire invasi e quindi passare alla battaglia vera e propria. Entrambe le modalità permettono di afforontare il gioco con diverse fazioni, ma la modalità storia offre solo sei clan e le loro avventure sono arricchite anche da saltuari cutscene di buona fattura, la modalità missione permette invece di vestire i panni di uno qualsiasi dei 24 clan. Se nella modalità storia l'obiettivo è sempre sconfiggere l'impero di Abyssloa passando per alcuni eventi programmati che limitano alcuni piani del giocatore, la modlità Missione è libera e i clan possono avere condizioni di vittoria diverse, aspetto che rende il titolo effettivamente più interessante da giocare. Va segnalato che la difficoltà Normale offre un livello di sfida percepita più alto rispetto ad altri giochi dello stesso genere, questo soprattutto perché gli approcci del giocatore e le scelte che esso può compiere sono innumerevoli. Lo stesso scenario può risultare estremamente difficile per un neofita che non ha organizzato bene il proprio esercito e non ha ancora compreso i migliori approcci per le unità che ha portato in campo mentre potrebbe risultare facile per un esperto che ha gestito meglio i propri turni.
L'esperienza aiuta molto nella gestione manageriale e questo si traduce in una difficoltà più o meno alta negli effettivi scontri. A parte cambiare tra uno dei tre livelli di difficoltà disponibili, il modo migliore per imparare è giocare prestando attenzione alle variabili, magari aiutandosi - soprattutto all'inizio - con l'uso di salvataggi multipli per poter ripetere gli ultimi turni o interi scontri. Nel corso della modalità storia con uno dei sei clan o delle 24 campagne della modalità missione ci si troverà a combattere sempre gli stessi clan e per quanto le unità disponbili siano molte e la situazione interna di nemici e alleati possa variare, alla lunga si impareranno punti di forza e deboleze delle varie unità e si sfrutteranno per portare a casa la vittoria, anche quando si scende in campo con unità di livello sensibilmente più basso rispetto ai nemici. Ribaltare la situazione in tal senso è spesso possibile grazie al fatto che eliminando un Leader si vanno a rimuovere anche tutti i suoi mostri, dunque concentrandosi su di lui si potrà vincere più rapidamente. Ovviamente è vero anche il contrario, dunque è importante non esporre troppo i propri personaggi principali.
GIUDIZIO FINALE
Brigandine Abyss è un ottimo titolo per gli amanti degli strategici. La parte manageriale è sufficientmente snella da non richiedere tutto quello studio e analisi che spesso contraddistinguono questo genere di titoli, offrendo quindi tutti gli strumenti per plasmare la battaglia nel modo più congeniale al giocatore senza appesantire troppo l'esperienza globale. L'importanza del terreno e la grande quantità di avanposti obbligano il giocatore a diversificare e sperimentare con mostri e leader che in altri titoli sarebbero invece stati dimenticati in panchina. I neofiti potrebbero venire disorientati dalla quantità di decisioni da prendere e l'assenza di un comparto narrativo forte sposta tutto il peso sul gameplay quindi, se questo non prende, il gioco non avrà altro da offrire. Detto questo, le due anime strategiche e quella sana punta di casualità rendono Brigandine Abyss un titolo ricco di personalità e chi avrà voglia di dedicarsici troverà pane per i propri denti.
Gioco testato su PlayStation 5.
I prezzi indicati sono stati rilevati alle 17:11 del 21/08/2026.
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Pro
- Gameplay strategico profondo e accessibile
- Ottima interazione tra le due anime del gioco
- Tanti contenuti anche se...
Contro
- Comparto narrativo poco incisivo
- ... un po' ripetitivi
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