Negli ultimi anni gli anime hanno conosciuto una crescita travolgente, uscendo dalla nicchia e conquistando un posto stabile nelle abitudini di visione di un pubblico sempre più ampio e diversificato, trasformandosi in un medium capace di parlare a generazioni diverse, adattarsi a gusti eterogenei e assumere per molti fan un valore profondamente personale.

A spingere questa costante crescita è soprattutto la diffusione capillare dello streaming e la forza virale dei social: piattaforme di intrattenimento come TikTok, Instagram e anche YouTube, sono diventati veri e propri ecosistemi per il fandom, luoghi in cui scoprire nuove serie, condividere contenuti e costruire comunità. Ma cos'è che ha contribuito a rendere gli anime così riconoscibili e accattivanti per il pubblico? E in che direzione potrebbe muoversi questo fenomeno nei prossimi anni? Per rispondere a queste domande, Crunchyroll ha commissionato a National Research Group, una delle principali società globali di analisi, uno studio dedicato ai valori, alle identità e ai comportamenti che definiscono l'ormai crescente pubblico degli anime.
 
Witch hat atelier
 

Un fenomeno ormai globale

I risultati della ricerca, che ha coinvolto 29.000 consumatori di intrattenimento tra i 13 e i 54 anni, di cui 3.500 fan attivi in sette mercati chiave come Stati Uniti, Regno Unito, India, Germania, Francia, Brasile e Messico, mostrano quanto questo medium sia ormai diventato una forza di primo piano nell’intrattenimento globale. Tra la Generazione Z, il seguito è paragonabile a quello delle principali star della musica e dello sport, mentre per portata e coinvolgimento ha già superato fenomeni internazionali come i K‑drama e Bollywood. Pur non essendo ancora completamente mainstream ovunque, i prodotti di animazione giapponese hanno lasciato completamente alle spalle l’immagine di prodotto di nicchia, affermandosi come presenza stabile della cultura pop, soprattutto tra i più giovani.
La diffusione varia da mercato a mercato, ma il fandom si distingue anche per la sua longevità: oltre metà dei Millennial e il 54% della Generazione X segue infatti anime da più di dieci anni, trasformando spesso questa passione in un interesse condiviso anche in famiglia; ciò che mantiene vivo l'interesse sembra essere proprio l’equilibrio tra nostalgia e novità, con un pubblico che mostra lo stesso entusiasmo per i classici e per le nuove uscite, confermando la capacità del medium di parlare a generazioni diverse.
 

Gli anime avvicinano le persone, online e nella vita reale

Lo studio condotto da National Research Group ha poi rivelato un altro aspetto importante: per moltissimi fan questa passione non rappresenta più solo un interesse privato, ma anche un’occasione di condivisione. Il 78% di loro dichiara che gli anime hanno contribuito a creare o rafforzare amicizie, una percentuale ancora più alta tra la Gen Z. Il 58% afferma di parlarne di persona sia con amici che familiari, il 43% lo fa invece sui social, mentre il 42% guarda serie insieme ad altre persone. Secondo i dati, fan art, cosplay, AMV e discussioni online diventano quindi vere e proprie occasioni ed espedienti per conoscere nuove persone e stringere nuovi legami. Tra gli adolescenti, molti ragazzi considerano l’animazione giapponese parte della propria identità, e una larga maggioranza la percepisce come un elemento importante del proprio modo di essere: l’88% lo afferma apertamente e il 93% dichiara di esserne orgoglioso. Condividere questo interesse significa spesso riconoscersi in qualcosa di comune, creando un senso di appartenenza che va oltre il semplice intrattenimento. Anche le generazioni più adulte vivono il medium in modo personale, seppur con motivazioni diverse: per la Generazione X, rappresenta soprattutto un momento di pausa e conforto, con il 71% degli appassionati che dichiara di rivolgersi agli anime per trovare sollievo, mentre il 60% continua a seguire le storie anche attraverso i manga originali.
 
Nana
 

L'autenticità delle emozioni

Uno degli aspetti chiave emerso dallo studio riguarda l’autenticità. Oltre alla cura artistica e alla crescita dei personaggi, il pubblico apprezza la profondità delle storie e il modo diretto con cui vengono raccontate le emozioni. È soprattutto la Generazione Z, insieme ai Millennial, a mostrare una forte sintonia con questo approccio, preferendo spesso la visione in lingua originale con sottotitoli: una scelta che permette di cogliere ogni sfumatura dell’opera senza alterazioni e di mantenere l’autenticità della storia anche quando esplora mondi completamente fantastici. Secondo molti degli intervistati, questa sincerità non è soltanto una cifra stilistica, ma un elemento che può influenzare il modo in cui i più giovani imparano a comprendere e gestire le proprie emozioni. Attraverso personaggi alle prese con difficoltà e conflitti interiori, gli anime possono riuscire a fornire strumenti per affrontare le incertezze di un mondo talvolta complesso.

La componente emotiva gioca inoltre un ruolo centrale: amicizia, resilienza, vulnerabilità e capacità di superare le difficoltà sono solo alcuni dei temi ricorrenti nelle storie, attraverso i quali molti giovani si confrontano con questioni legate all'identità, al futuro e al senso di appartenenza, e per quasi un terzo dei fan adolescenti questa influenza arriva a incidere direttamente sul proprio modo di vedere la vita. Il coinvolgimento emotivo riguarda poi anche un altro aspetto importante: i personaggi. Quasi la metà dei fan ammette infatti di aver avuto una cotta per un personaggio di un anime, un dato questo che riflette la capacità delle opere di costruire personaggi e mondi narrativi in cui il pubblico spesso riesce ancora a immedesimarsi davvero.
 
Naruto e Sasuke
 

Come lo streaming ha cambiato l’accesso ai contenuti

La crescita globale del fenomeno non sarebbe però stata possibile senza un cambiamento radicale nell’accesso ai contenuti. Prima dello streaming, come molti di voi ricorderanno, seguire una serie al di fuori del Giappone era spesso molto complicato, motivo per cui tanti fan ricorrevano ai fan sub o alla pirateria. Oggi il panorama è completamente diverso: il 78% della visione avviene tramite servizi legali, mentre solo il 13% utilizza fonti non autorizzate. Quasi l’80% ritiene inoltre che la pirateria danneggi autori e interpreti. In questo nuovo ecosistema, le piattaforme specializzate giocano un ruolo centrale: tra chi conosce Crunchyroll, il 54% la considera una componente essenziale non solo per la distribuzione dei contenuti, ma anche per il sostegno agli autori e alla community.
 
Grafico
 

Il ruolo dei social e le nuove voci del fandom

Streaming e social sono quindi oggi i principali canali di scoperta: più della metà degli appassionati indica infatti le piattaforme ufficiali come primo punto di accesso, mentre il 40% cita i fan edit su TikTok e Instagram. Un caso emblematico è quello di Jujutsu Kaisen, che negli Stati Uniti è stato scoperto sui social da una parte significativa del pubblico prima ancora della visione. La diffusione online ha portato poi l'animazione giapponese ad estendersi ben oltre il suo pubblico tradizionale; diversi sono stati infatti anche gli atleti che nel corso degli ultimi anni hanno mostrato pubblicamente la propria passione: il campione olimpico Noah Lyles, ad esempio, ha celebrato la sua vittoria con una posa ispirata proprio all'iconico protagonista di Dragon Ball, Goku, così come anche il nostrano Massimo Stani, che durante i più recenti campionati europei di atletica leggera, ha celebrato la sua medaglia d’oro indossando il cappello di paglia simbolo di One Piece, imitando il celebre protagonista del manga di Eiichirō Oda davanti alle telecamere. Episodi come questo evidenziano quanto gli anime siano ormai radicati nell’immaginario collettivo globale.
 
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La crescita del pubblico femminile e il ruolo dei creator

Un altro aspetto importante è come il pubblico degli anime si stia diversificando sempre più rapidamente: secondo uno studio globale condotto nel 2025 sempre dal National Research Group, le ragazze rappresentano oggi il 44% dei fan adolescenti, segno di quanto l’animazione giapponese si sia ormai allontanata dalla vecchia idea di un intrattenimento rivolto principalmente ai ragazzi. Se da un lato i titoli storici e la nostalgia continuano a coinvolgere soprattutto i fan più adulti, dall’altro le generazioni più giovani, in particolare le donne e la Generazione Z, chiedono storie più ampie e inclusive. I dati mostrano inoltre che negli Stati Uniti quasi sei fan su dieci vorrebbero una maggiore diversità etnica nelle opere, mentre cresce la richiesta di personaggi LGBTQ+, persone con disabilità e culture indigene. Il 44% desidera invece più protagoniste femminili forti, mentre il 38% vorrebbe vedere più personaggi adulti, indice di un pubblico che non solo si è ampliato, ma che sta contribuendo attivamente a ridefinire l’industria.
La crescita di generi come romance, slice of life e fantasy, insieme all’arrivo di un pubblico più ampio e variegato che include sempre più ragazze, ha quindi contribuito in modo significativo a spingere il mercato globale degli anime fino a 25,4 miliardi di dollari.

In questo scenario, creator come Lena Lemon svolgono un ruolo centraleLa sua attività online è uno degli esempi più evidenti di come i social abbiano trasformato il fandom. Durante la pandemia ha visto gli anime esplodere su TikTok e ha deciso di dedicarsi ai contenuti a tema, passando dai video di lifestyle a meme, reaction e approfondimenti. Secondo la creator giapponese-americana, la maggiore disponibilità di titoli e la crescita di generi hanno permesso a un pubblico più ampio, soprattutto al di fuori del tradizionale target maschile giovane, di trovare storie vicine ai propri interessi. Negli anni la Lemon è diventata inoltre uno dei personaggi più riconoscibili del settore, collaborando con brand come Sony, Crunchyroll e Netflix, partecipando a convention e lavorando anche come doppiatrice. La sua esperienza mostra come i creator siano diventati parte integrante dell’ecosistema degli anime: attraverso le community online contribuiscono a orientare le conversazioni, evidenziare tendenze e avvicinare nuovi pubblici, diventando veri e propri volti del fenomeno sulle piattaforme frequentate dalle nuove generazioni. La Lemon ha dichiarato inoltre che il suo desiderio maggiore è quello di collaborare più direttamente con gli studi e i distributori giapponesi, un settore che per i creator internazionali resta difficile da raggiungere. Secondo la stessa infatti, un rapporto più stretto potrebbe avvicinare ulteriormente l’industria al pubblico estero, offrendo ai creator maggiore accesso a interviste, talent e materiali di produzione.
 

I dati raccolti finora suggeriscono dunque una trasformazione che potrebbe aprire nuove possibilità, in cui il futuro degli anime dipenderà dalla capacità di dialogare con un pubblico sempre più ampio e con immaginari in continua evoluzione. Quello che è certo è che l'animazione giapponese sta attraversando una fase di profonda trasformazione: non solo cresce il pubblico, ma cambiano le aspettative, le sensibilità e le storie che si desidera vedere rappresentate. In un panorama in cui l'accesso è sempre più semplice e la conversazione sempre più globale, gli anime continuano a evolversi insieme ai loro spettatori, riflettendo bisogni, identità e immaginari di una generazione che li considera ormai parte integrante della propria cultura.