In un video pubblicato sui social lo scorso 2 ottobre, il CEO di CyberConnect2 Hiroshi Matsuyama ha affermato che ci saranno solo sviluppi positivi per l'intero settore quando le versioni fisiche dei giochi spariranno dal mercato.

Alla domanda "Quali ripercussioni avrà sull'azienda il calo delle vendite dei giochi in edizione fisica?", Hiroshi Matsuyama afferma che: «Dal punto di vista culturale, le copie fisiche erano una cosa normale, quindi capisco perché ad alcune persone possa dispiacere vederle scomparire. Tuttavia, al giorno d’oggi, non possono competere in termini di praticità». Citando gli dati delle recenti vendite di Capcom e Square Enix, spiega che attualmente oltre il 90% delle vendite di videogiochi proviene dai download digitali, mentre le copie fisiche rappresentano meno del 10%. In questo senso, per lui non è realistico mantenere attive le linee di produzione per quantità così piccole.
Secondo lui, non si tratterà di una scomparsa improvvisa: le versioni fisiche contenenti un codice di download con contenuti extra o gadget bonus continueranno a esistere, come oggetti da collezione per un piccolo numero di giocatori nostalgici, ma i dischi fisici, d’altra parte, «sono destinati a scomparire». I giochi moderni sono troppo grandi per stare su un CD fisico. «Siamo in un’epoca in cui un singolo gioco supera i 160 GB o i 200 GB. GTA 6 è troppo grande per stare su un disco fisico, e i dischi Blu-ray hanno un limite massimo di 80 GB, quindi quanti CD servirebbero effettivamente per quello? Non credo che offrire ai clienti qualcosa di così scomodo sia una buona cosa. Controllando la capacità massima di una cartuccia per Switch, si capisce che i giochi attuali sono troppo grandi per poterci stare interamente. Ecco perché si sta passando alle versioni digitali”, sostiene.
«Gli sviluppatori lavorano per guadagnarsi lo stipendio, e pensare a come aumentare i profitti e incrementare le vendite è un dovere per chiunque sia un professionista. Se volete pubblicare giochi in formato fisico anche a costo di ridurre gli stipendi, allora certo, si può fare, ma non credo che ci sia nessuno disposto a farlo», afferma Matsuyama. «Io stesso ne sono rattristato», continua, «ma noi del settore dell’intrattenimento dobbiamo mostrare a tutti cosa riserva il futuro». «Penso che sia importante portare avanti questo cambiamento. Per quanto riguarda l’impatto che avrà, ci saranno solo aspetti positivi: la redditività aumenterà molto più rapidamente e gli sviluppatori riceveranno bonus più consistenti».
Dopo l'annuncio di Sony, secondo cui l'azienda terminerà di vendere versioni fisiche dei giochi a partire dal 2028, si è aperto in ambito videoludico un grande dibattito. La fine del fisico cambierà per molti la stessa fruizione dei media, ma allo stesso tempo i dati delle vendite di copie digitali mostrano già una forte preferenza degli utenti per l'acquisto dematerializzato dei giochi.聞かれたので答えました。 実態というか、ありのままの真実をお話ししています。 「ゲームソフトのパッケージ販売が縮小することで、会社にはどんな影響がありますか?」 https://t.co/xiGiLMIEXu
— 松山洋@サイバーコネクトツー (@PIROSHI_CC2) October 2, 2026

Alla domanda "Quali ripercussioni avrà sull'azienda il calo delle vendite dei giochi in edizione fisica?", Hiroshi Matsuyama afferma che: «Dal punto di vista culturale, le copie fisiche erano una cosa normale, quindi capisco perché ad alcune persone possa dispiacere vederle scomparire. Tuttavia, al giorno d’oggi, non possono competere in termini di praticità». Citando gli dati delle recenti vendite di Capcom e Square Enix, spiega che attualmente oltre il 90% delle vendite di videogiochi proviene dai download digitali, mentre le copie fisiche rappresentano meno del 10%. In questo senso, per lui non è realistico mantenere attive le linee di produzione per quantità così piccole.
Secondo lui, non si tratterà di una scomparsa improvvisa: le versioni fisiche contenenti un codice di download con contenuti extra o gadget bonus continueranno a esistere, come oggetti da collezione per un piccolo numero di giocatori nostalgici, ma i dischi fisici, d’altra parte, «sono destinati a scomparire». I giochi moderni sono troppo grandi per stare su un CD fisico. «Siamo in un’epoca in cui un singolo gioco supera i 160 GB o i 200 GB. GTA 6 è troppo grande per stare su un disco fisico, e i dischi Blu-ray hanno un limite massimo di 80 GB, quindi quanti CD servirebbero effettivamente per quello? Non credo che offrire ai clienti qualcosa di così scomodo sia una buona cosa. Controllando la capacità massima di una cartuccia per Switch, si capisce che i giochi attuali sono troppo grandi per poterci stare interamente. Ecco perché si sta passando alle versioni digitali”, sostiene.
«Gli sviluppatori lavorano per guadagnarsi lo stipendio, e pensare a come aumentare i profitti e incrementare le vendite è un dovere per chiunque sia un professionista. Se volete pubblicare giochi in formato fisico anche a costo di ridurre gli stipendi, allora certo, si può fare, ma non credo che ci sia nessuno disposto a farlo», afferma Matsuyama. «Io stesso ne sono rattristato», continua, «ma noi del settore dell’intrattenimento dobbiamo mostrare a tutti cosa riserva il futuro». «Penso che sia importante portare avanti questo cambiamento. Per quanto riguarda l’impatto che avrà, ci saranno solo aspetti positivi: la redditività aumenterà molto più rapidamente e gli sviluppatori riceveranno bonus più consistenti».
Lo sguardo di Matsuyama offre spunti interessanti su un dibattito che infiamma i giocatori e che sta spingendo sempre più sviluppatori e grandi aziende, come dimostrano anche le recenti dichiarazioni di Xbox, a prendere posizione sul futuro del formato fisico.
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Se sarà vero che il formato fisico rimarrà come una specie di nicchia per collezionisti, immagino che quelli costeranno di più, mentre i prezzi del digitale saranno "uguali".
Vero o falso si dirà che così non aumenteranno.
E penso a chi si aspettava GTA6 a più di 100 dollari.
Sul fronte prezzi il problema semmai è la mancanza della concorrenza degli store online delle console, a differenza dell'ambito pc.
Mah, le vendite e il successo di steam dice una cosa diversa.
E si che la pirateria su PC non è affatto scomparsa e anzi per assurdo dovrebbe aumentare visto l'aumento dei costi dell'hardware che si mangia il budget del giocatore.
Effettivamente su PC con un po' di pazienza è facile trovare offerte molto forti. Anche non entrando nel mercato grigio di rivenditori di chiavi steam, i siti che vendono le loro chiavi (Steam, Fanatical, Goag e gli altri) a volte mettono offerte importanti. Dopo 6 mesi o un anno è facile che un jrpg 4A sia al 40% in una offerta steam e se uno ha pazienza per PC trova prezzi stracciati. In questi saldi di steam di autunno c'era il primo del rifacimento di FF Vii a 9.99 euro. Per console è molto più difficile. Va detto che con l'aumento folle di RAM e memorie i prezzi dell'hardware del PC stanno diventando estremamente importanti. Io due anni fa comprai nelle offerte Amazon un PC da gamer di fascia media a quell'epoca a 600 euro. Adesso su Amazon, vecchio di due anni in più, costa 1000.
La capacità massima è di 128 GB, basterebbero due dischi per contenere tutto GTA 6, anche se dovesse pesare più di 200 giga.
I Bluray tradizionali si usavano per PS3/PS4 e Xbox One.
Triste che a dire queste cose sia il CEO di Cyberconnect 2, degli sviluppatori che reputo in gamba.
1) i giochi digitali dovrebbero costare molto di meno, perché non hai oltre al costo del supporto, nemmeno quello dí packaging e distribuzione… e invece non è così, vero che su PC la situazione è migliore rispetto alle console, ma parliamo soprattutto di sconti diverso tempo dopo l’uscita, non al Day1
2) cosa succede con i giochi digitali acquistati sul lungo periodo? Perché se giochi tramite un servizio tipo Game Pass sai che è un semplice noleggio e ok, ma se i giochi gli acquisti e poi lo store chiude, e bloccano anche il funzionamento dei giochi li acquistati, che si fa? Con le vecchie cartucce del mega drive, super Nintendo e compagnia ci potrai giocare sempre, con i giochi acquistati in digitale ci sarà questa garanzia (vedere la notizia qua di pochi giorni fa sul servizio di Webtoon Tapas…)?
Questo senza considerare il problema rivendita e prestito, che ovviamente le case non gradiscono, ma che potrebbe essere in parte mitigato se in digitale i giochi costassero meno, sia all’uscita che sul lungo periodo.
Ma porco il cazzo se non è vero, i precedenti sono la prova.
La garanzia non c'è neanche col fisico purtroppo visto patch o registrazioni di account nei vari sistemi di sicurezza dei singoli produttori.
Ad esempio ti puoi anche aver comprato Diablo 4 su disco o cartuccia ma se "salta" battlenet non si potrai giocare.
Riusciresti a fare lo stesso discorso per le console tradizionali, dove Steam non esiste?
Come avrai letto ho scritto anche:
"Sul fronte prezzi il problema semmai è la mancanza della concorrenza degli store online delle console, a differenza dell'ambito pc."
Per questo così come per il pluridecennale problema della "nonproprietà" dei beni digitali (musica, film, libri e videogiochi) è la legislazione a dover definire le regole a protezione dei consumatori.
Leggi che dovremmo stabilire noi tramite i nostri eletti visto che almeno in UE siamo ancora una democrazia elettiva.
Ma è più facile lamentarsi solo con le multinazionali che ovviamente fatto i propri interessi economici.
E non dovrebbe essere così… e sarebbe tranquillamente fattibile (ovviamente tranne per i giochi esclusivamente online).
Mi ricollego anche al tuo messaggio successivo, ovvio che le multinazionali (e pure le aziende più piccole) non hanno la minima intenzione di fare nulla in questa direzione, infatti la mia è stata più una considerazione utopistica che una speranza reale, anche perché non sono molto convinto che la politica farà mai qualcosa, visto quello che non fa su situazione ben più serie.
L’unica sarebbe qualcosa che parte dagli utenti, ma finché troviamo una marea di gente che spende centinaia di euro in più per avere una console serigrafata, miglia per delle carte pokemon, che paga altri per fare code per autografi, direi che le multinazionali, non solo quelle dei videogiochi, possono dormire sonni tranquilli.
E su questo le multinazionali fanno fronte comune.
Le copie fisiche si possono rivendere mentre quelle digitali invece no.
La vita dei giochi digitali è indissolubilmente legata alla vita dei server che una volta spenti questi i giochi in questione non saranno mai più disponibili e recuperabili in nessun modo.
Come i produttori di anime avevano già torto sugli stipendi degli animatori, agli sviluppatori di VG non resta che raccontare che la loro tara è il fisico, l'ultima scusa.
10-15% o meno che siano, un mercato collectors di milioni di utenti rimarrà, così come le produzioni piccole che si autosostengono.
Quello interessante saranno le produzioni medie, che di base staranno su un bluray anche fra 10 anni: saranno spinte verso brand forti per riempirci APPOSTA di DLC gli HDD? Così il mercato rimarrà asfittico sia per idee che per gli sviluppatori.
Mi correggo, la capacità massima è 100 GB ma il mio punto regge, se il loro problema fosse realmente il peso dei giochi in un disco, potrebbero tranquillamente usarne più di uno, di certo i big dell'industria dei videogiochi non sono a corto di soldini per stamparli.
Se GTA 6 pesasse anche 400 GB in quattro dischi ci starebbe senza problemi, Rockstar non è una software house indie con base operativa in chissà quale luogo perduto, che non può permettersi di stampare dischi in gigantesche quantità.
Le loro sono tutte balle da corporativi, la verità è che non vogliono renderti davvero proprietario della tua copia di gioco e ogni scusa è buona per darti meno possesso dei giochi che compri.
Prima è l'account obbligatorio, poi la connessione internet obbligatoria e così via.
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