Il mondo del fumetto giapponese piange Tetsuya Chiba, il mangaka che ha disegnato Rocky Joe (Ashita no Joe in originale), morto il 22 ottobre in un ospedale di Tokyo a 87 anni a causa di una sindrome mielodisplastica, una malattia del midollo osseo. La notizia è stata resa pubblica oggi e, secondo quanto riportato dalle fonti giapponesi, i funerali si sono svolti in forma strettamente privata, con la sola famiglia. Nato a Tokyo l’11 gennaio 1939, Chiba ha passato l’infanzia nella Manciuria occupata dal Giappone, l’attuale nord-est della Cina, ed era lì quando finì la seconda guerra mondiale; la famiglia rientrò in patria nel 1946 dopo mesi durissimi, e fu proprio durante quel periodo che il piccolo Tetsuya, il maggiore di quattro fratelli, cominciò a inventare storie disegnate per tenere buoni i più piccoli. Tra questi c’era Akio Chiba, destinato a diventare a sua volta un autore di successo con Captain e Play Ball.

 



Chiba debuttò nel 1956, a 17 anni, con un libro a noleggio, il circuito dei kashihon che per anni fu la palestra di molti futuri maestri, e negli anni Sessanta lavorò in parallelo per il pubblico femminile e per quello maschile, firmando titoli come Yuki no Taiyo, Chikai no Makyu, Shidenkai no Taka e Harris no Kaze. Il salto definitivo arrivò nel 1968 con Ashita no Joe, scritto da Asao Takamori, pseudonimo dello sceneggiatore Ikki Kajiwara, e pubblicato su Weekly Shonen Magazine fino al 1973: la storia del giovane Joe Yabuki, dell’allenatore Danpei e del rivale Toru Rikiishi diventò un fenomeno sociale, al punto che alla morte di Rikiishi nel manga i fan organizzarono un vero funerale, e il celebre finale con Joe seduto, bianco, sul suo sgabello continua a dividere i lettori a distanza di oltre cinquant’anni. Dall’opera sono nati anime, film d’animazione, trasposizioni dal vivo, e in Italia, dove arrivò con il titolo Rocky Joe, è stata ristampata da Star Comics nella Perfect Edition. Dopo Joe Chiba ha continuato a fare scuola con lo sport e la vita quotidiana, da Io sono Teppei (Ore wa Teppei) al manga di sumo Notari Matsutaro, fino a Tutti in campo con Lotti (Ashita Tenki ni Naare), la serie di golf pubblicata dal 1981 al 1991. Accanto al lavoro di autore ha portato avanti per decenni un impegno a favore della pace, raccontando la guerra attraverso i suoi fumetti e le sue conferenze, e ha guidato la Japan Cartoonists Association come direttore generale e presidente, oltre a insegnare e poi dirigere l’Università d’Arte Bunsei. Tra i riconoscimenti figurano l’Ordine del Sol Levante nel 2012, il titolo di Persona di Merito Culturale nel 2014 e, nel 2024, l’Ordine della Cultura, mai assegnato prima a un mangaka. Anche il Kikuchi Kan Prize e il Tetsuya Chiba Award, il premio per i nuovi talenti che Kodansha porta avanti da 46 anni, raccontano quanto Chiba abbia fatto per la nuova generazione. Il suo ultimo lavoro, Hinemosu Notari Nikki, diario autobiografico a fumetti serializzato su Big Comic di Shogakukan dal dicembre 2015, era in pausa dal settembre 2026, e in Italia è arrivato con il titolo Diario di una vita tranquilla, edito da Star Comics a partire dal 7 luglio 2026 e ancora in corso di pubblicazione. Kodansha lo ha ricordato come un autore che aveva un amore e una fiducia infiniti nel linguaggio del manga, e la Japan Cartoonists Association ha parlato di un contributo enorme alla diffusione e alla dignità del fumetto. Con lui se ne va uno degli ultimi grandi della generazione che ha costruito il manga moderno, e il modo migliore per ricordarlo resta quello che amava ripetere: il manga non si legge soltanto, si sente.