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"Con un'inquietudine che rasentava il parossismo, misi assieme attorno a me gli strumenti della vita con cui avrei potuto infondere una scintilla di esistenza nella cosa inanimata che giaceva ai miei piedi."

[Mary Shelley - Frankenstein, 1816.]



Ci sono autori in Italia che, pur non avendo forse all'attivo manga campioni di vendite, possono vantare un nutrito ed accanito gruppo di estimatori; autori dei quali, come si suol dire, si vorrebbe veder pubblicata anche la lista della spesa. Uno di questi è di sicuro Tsutomu Takahashi, famoso per titoli come Jiraishin, Tetsuwan Girl o Skyhigh.
Ed ecco che a sorpresa, mentre gli appassionati chiedono a gran voce la pubblicazione di Jiraishin Diablo o Blue Haven, Flashbook Edizioni ci tira fuori dal cilindro, non la lista della spesa, ma il recentissimo Muyung - Senza ombra; opera corale nella quale, stavolta, Tsutomu Takahashi si occupa del solo soggetto; mentre la componente grafica è affidata ad un promettente Kim Jung-Hyun, premiato alla cinquantesima edizione del “Premio Chiba Tetsuya” come miglior autore esordiente.

Le primissime vignette ci catapultano senza indugiare nel bel mezzo di un campo di battaglia. Il momento sembra essere cruciale, ma la regia si sposta concitata in un luogo appartato nei paraggi, dove il re in persona è faticosamente riuscito a trascinare il suo più fidato generale, Hobaek, impossibilitato a combattere perché ferito da una freccia. In pochi istanti però accade l’irreparabile. I due vengono infatti sorpresi da una pattuglia di soldati nemici in avanscoperta, ed al sopraggiungere di Biyong (figlio di Hobaek e fino a poco prima impegnato sul campo di battaglia), è ormai tristemente delineata la tragedia: il generoso e amato re giace al suolo esanime, assassinato mentre cercava di difendere il generale ferito. Il regno ora è irrimediabilmente destinato alla rovina.
Proprio quando Hobaek e Biying, padre e figlio, sembrano riflettere sul da farsi, compare per caso sul posto una ragazza, Kiku, in compagnia di sua madre. Ma Hobaek sembra deciso a tenere nascosta la morte del sovrano il più a lungo possibile, e non è disposto a lasciare testimoni in vita… Ma Kiku avanza una proposta incredibile: lei afferma di essere in grado di riportare in vita i morti, ed è pronta a metter a disposizione questo suo dono per resuscitare il re, pur di aver salva la vita.
Ed è a questo punto che viene marcato il fulcro narrativo di Muyung; con una scelta nefasta che ribadisce, alla stessa maniera di tante altre opere passate (vedasi il succitato celeberrimo "prometeo moderno" di Mary Shelley), come sia impensabile voler prescindere dalle leggi naturali impunemente. Una scelta che si ripercuoterà in maniera inaspettata sul destino travagliato dei protagonisti di questo racconto: Biyong, il nobile rampollo d’indole insicura in grado di vedere gli spiriti; e Kiku, una fanciulla semplice ma determinata che riporta in vita i morti.

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Muyung sembra sin dai primissimi capitoli un titolo che scorre con un ritmo forse non troppo incalzante, ma comunque dispensa alcuni degni picchi di coinvolgimento emotivo; come il flashback sul passato ignominioso di Biying, un autentico pugno nello stomaco che, da solo, vale già il prezzo del biglietto.
Di sicuro la firma di Takahashi alla sceneggiatura lascia ben sperare per gli sviluppi narrativi futuri, ma comunque sappiate che non siamo al cospetto di un’opera destinata ad abbracciare un arco narrativo lunghissimo: come detto su, Muyung è un’opera recentissima, infatti è ancora in corso di pubblicazione in patria, ma comunque se ne prevede la fine entro il sesto tankobon, a detta dell’editore.

In merito allo stile del coautore di questo seinen, Kim Jung-Hyun, si può notare come risalti (giustamente) la sua forte matrice di scuola coreana, riconoscibile di primo acchito già dai costumi, le figure, le scenografie e la gestualità grafica.
Il tratto di Kim Jung-Hyun sa essere essenziale, ma anche squisitamente virile, istintivo o drammatico quando necessario, votato alla resa di bei effetti chiaroscurali, che ben si sposano con scene emotivamente molto cariche. Guizzi creativi che, dunque, non ci fanno rimpiangere troppo lo stile unico (ma non sempre apprezzato, purtroppo) di Takahashi, nonostante la presenza di qualche sporadico calo qualitativo.
Menzione d'onore per le particolari cover, che impreziosiscono i volumi della serie fondendo tra loro, in maniera originale e piacevolissima, personaggi disegnati con semplice matita, elementi colorati ed altri particolari effetti grafici.

Muyung_conclusioniSaremmo ovviamente ingenerosi a non spendere due righe anche per l’operato della Flashbook Edizioni, che si conferma un editore attento ai particolari ed alle esigenze del lettore. Encomiabile come sempre la scelta della cara carta uso mano, carta che (il sottoscritto non si stancherà mai di far notare) è una delle poche (se non l’unica) tra quelle attualmente utilizzate nel panorama editoriale italiano, a non presentare alcun tipo di trasparenza. Buona anche la qualità di stampa, e particolarmente pregevole è la robusta sovraccoperta con rilievi lucidi. Per quel che riguarda l'adattamento, come consuetudine dell’editore ogni onomatopea è stata completamente adattata, e testi scorrono senza intoppi o refusi.

Concludendo, Muyung - Senza ombra è un’opera di ambientazione storica con una valida componente fantastica, che non lesina inoltre scene d’azione e combattimenti dinamici. Indubbiamente consigliato agli amanti del genere, visto che la sua lettura dona e promette pathos, profondità emotiva, nonché interessanti digressioni morali e socio-politiche che però non richiedono chiavi di lettura particolarmente impegnative.

Titolo Prezzo Casa editrice
Muyung  1 € 5.90 Flashbook Edizioni
Muyung  2 € 5.90 Flashbook Edizioni
Muyung  3 € 5.90 Flashbook Edizioni
Muyung  4 € 5.90 Flashbook Edizioni
Muyung  5 € 5.90 Flashbook Edizioni