Buon martedì a tutti voi! Benvenuti ad un nuovo articolo dell' Italian Indie Comics Award! Oggi  vi parleremo di Mad World di Daniel Croward.
 
Daniel Croward è il nome d’arte di un fumettista, illustratore e graphic designer italiano di 24 anni, cresciuto a Padova e Venezia ma ora residente a Londra. Non ricorda di preciso quando potrebbe aver iniziato a disegnare, ma probabilmente già ai tempi dell’asilo questa scelta era abbastanza chiara, difatti quando le maestre appendevano i suoi disegni sulle pareti della scuola  lo riteneva un motivo di orgoglio davvero non da poco, così grande che nonostante la tenera età gli ha assolutamente mosso qualcosa dentro. Anche la passione per le storie è qualcosa che ha sempre avuto, ricorda i magici momenti della sua infanzia nei quali consumava le videocassette dei classici Disney e di altri film per tutte le età, come la prima saga di Star Wars o Godzilla. Si laurea nel 2014, con il massimo dei voti, in Nuove Tecnologie dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Venezia, con una tesi sulle influenze del genere fantascientifico nel mondo del design. Lavora dal 2014 come illustratore e grafico free-lance. Attualmente collabora al progetto L’Arcano degli Eventi, del quale è vicedirettore e curatore di tutto il materiale grafico insieme all’autore.

A livello di sceneggiatura e storia il suo più grande riferimento artistico sono gli autori di Low Fantasy, che è inoltre il genere letterario che predilige maggiormente. Reputa che questo genere nei fumetti sia poco esplorato, nonostante si possa prestare ad uno stile di narrazione particolare ed innovativo. Preferisce leggere opere di letteratura classica che opere di letteratura “disegnata” (citando Eisner) per cui adora da morire autori come George R.R. Martin, Gene Wolfe, Tanith Lee e Patrick Rothfuss, mentre le sue opere preferite nel mondo del fumetto sono Berserk di Kentaro Miura e The Sandman di Neil Gaiman.

Ecco di seguito la trama di Mad World:
 
Mad World è ambientato in un mondo molto diverso dal nostro, dove le leggi della fisica sono stravolte e dove la stessa concezione di “pianeta” non trova logica apparente. Immaginate un pianeta completamente piatto, diviso a metà da un titanico artefatto di metallo simile alla lama di una spada, risalente all’alba dei tempi, indistruttibile ed impenetrabile. Il lato ad ovest, ove viene narrata la storia, è costituito da numerosi continenti in perenne guerra tra loro. Ed è proprio sullo sfondo di questi sanguinosi conflitti che i protagonisti si muovono, alla costante ricerca di una casa accogliente dove poter stare.

Mad World è un progetto fumettistico piuttosto ambizioso, che ha come fine ultimo quello di stupire il lettore mischiando temi maturi e situazioni avventurose, il tutto attraverso un tratto caricaturale ed una narrazione che prende spunto da diversi capisaldi del genere fantascientifico. L’obiettivo dell’autore è abbinare le trame mature delle graphic novel agli avvincenti combattimenti in stile shonen, ma lasciando dei contenuti accessibili ad ogni tipologia di lettore, soprattutto adulto. Mad World infatti non è una mera e semplice opera di intrattenimento, ma si pone l’ambizioso obiettivo di far riflettere presentando al lettore varie tematiche adulte (come ad esempio il degrado provocato dalla corruzione delle classi amministrative, la ribellione al potere, la droga e la discriminazione vero le persone diverse) ricreando un mondo fantastico e ben articolato la cui struttura verrà approfondita man mano che procede la storia grazie alla presentazione di nuovi attori e comprimari che ne svilupperanno le tematiche e caratteristiche dipingendo un affresco sempre più vivo e dinamico della triste e "pazza" realtà che li circonda.
 

A livello artistico l’opera è figlia della grande ammirazione dell’autore nei confronti dell’illustratore ceco Jiří Trnka, il quale raffigurava ogni personaggio con uno stile diverso, con la personalità degli stessi che riusciva a condizionare lo stile ed il modo con i quali venivano disegnati. L’autore inoltre ammette di non avere utilizzato uno stile di disegno che gli facesse puntare all’eccellenza tecnica, perché la cosa più importante di ogni altra per lui era concentrarsi sul raccontare la storia che aveva in mente, e tutto preferibilmente in breve tempo (difatti con lo stile attuale riesce a disegnare almeno una tavola e mezza al giorno).

Infine ecco l’intervista:
 
Ecco ora il momento dell'intervista, e qui con noi c'è Daniel: pronto?

Sì, prontissimo!

Con che stile preferisci disegnare? Quali tecniche usi ?

Questa è facile! Realizzo ogni fase delle mie tavole direttamente in digitale, dalla sceneggiatura fino al lettering. La mia scelta deriva principalmente per un motivo temporale: essendo unico autore delle mie opere e necessitando di realizzare molte tavole entro un breve periodo, questa è la tecnica che mi è più congeniale e che a mio modesto parere è la più veloce in assoluto.

Non ho uno stile di disegno particolare. Nel senso che preferisco adattarlo allo stile della storia che andrò a raccontare, e al tono particolare che dovrà avere. Adoro inoltre spaziare moltissimo le tecniche con le quali disegno e/o dipingo, non mi piace ancorarmi troppo su uno stile predefinito, la troverei una scelta troppo comoda per non dire noiosa. Mi capita lo stesso quando devo realizzare delle illustrazioni, ed infatti sarà molto difficile individuare nelle mie opere uno stile uguale. Trovo che molti autori, soffermandosi solo su un personale stile di disegno, per quanto sia riconoscibile, siano artisticamente limitati, tanto da non riuscire, arrivati ad un certo punto, a staccarsi dai paletti artistici che si sono imposti di non scavalcare (e la paura credo sia quella di non trovarsi a loro agio, per pigrizia o per non rischiare di perdere lo loro identità artistica).
In Mad World, lo stile è volontariamente caricaturale e serve come elemento contraddittorio in raffronto ai particolari temi che vengono trattati, allo scopo di creare una suggestiva e originale antitesi visiva. Ricordo anche che anche se si tratta di un’opera dedicata ad un pubblico maturo lo stile di disegno non necessariamente deve dimostrarlo.
 

Cosa significa per te fare fumetti? Che cosa differenzia per te i fumetti da tutto il resto?

Fare fumetti per me non è troppo diverso dal raccontare una storia mediante un altro supporto. Si tratta di un media che offre i suoi evidenti vantaggi, soprattutto rispetto alla letteratura, ma limitato se paragonato a quello audiovisivo. Se non altro, si tratta di quello più completo tra quelli a basso budget di realizzazione, per questo l’ho scelto come mio supporto per raccontare storie.
 

Cos'è che ti piace del tuo lavoro come fumettista? E cosa no? Raccontaci una una cosa che ami e una cosa che odi del mondo dei fumetti e del tuo lavoro.

Fare fumetti è un mestiere? Da quando? Scherzi a parte, trovo questo mondo, perlomeno in Italia, troppo marcio per poterci lavorare seriamente. Il primo motivo è il pubblico: a causa dell’esaltazione da parte dei media di modelli e di stili di vita a mio parere sbagliati, il livello culturale medio (anche di chi legge fumetti) è troppo basso per poter offrire al pubblico qualcosa di più maturo rispetto alle classiche storie trite e ritrite, con stili di disegno poco originali e troppo influenzati dal mercato (che non si tenta nemmeno di cambiare con qualcosa di nuovo, figuriamoci). Gli stessi crowfunding non si spingono mai oltre dal proporre le solite storiette comiche o verso quel tipo prodotto che è solo bei disegni e poca sostanza.
La seconda motivazione sono gli editori: troppo pochi e troppo poco coraggiosi per poter scegliere opere un attimino differenti da quelle abitualmente pubblicate. Ma questo deriva principalmente dal fatto che si basino sulle statistiche di vendita di un mercato molto piccolo e per questo destinato a non cambiare mai. Ci sarà futuro nel fumetto italiano solo se ci si staccherà da questa superficialità e si inizierà a cercare anche qualcosa di “diverso”.
 

Com’è nata la tua opera? Quali sono i tuoi piani per essa?

La mia opera nasce dalla mia necessità impellente di narrare storie. E’ ovviamente una passione che mi porto dietro da sempre, e Mad World è stata l’occasione giusta per poter esprimere me stesso per mezzo di uno dei supporti che preferisco e che padroneggio meglio, il fumetto.
La mia opera nasce dal mio tentativo di portare qualcosa di nuovo nel mercato, una storia particolare, che piacesse in primis al sottoscritto. Il mio obiettivo è quello di realizzare una saga fantasy/sci-fi molto lunga, con un cast di personaggi elevato e che riesca ad intrattenere ed al tempo stesso far pensare il lettore per mezzo di situazioni sempre nuove ed originali.
 

Cosa vuoi trasmettere con Mad World?

Con Mad World vorrei tramettere un po' di tutto quello che trovo piacevole nel fumetto, soprattutto la libertà che questo media può offrire rispetto alla letteratura. Non avere limiti in ciò che si vuole raccontare perchè le immagini comunicano spesso e volentieri molto più delle parole e io penso che sia più facile veicolare messaggi, anche molto importanti. La mia idea di fumetto, e di narrazione in generale, è proprio quella di comunicazione senza ombre e senza filtri se mi fosse stata data la possibilità di continuare Mad World, avrei spinto ancora di più su temi crudi e forti. Perché a mio parere, se nella narrazione non c'è dramma, tutto ha meno mordente, ma soprattutto non c'è immedesimazione.
 
 
Qual è la differenza tra Italia ed Inghilterra per quanto riguarda il mondo del fumetto?

Il fumetto in Inghilterra, per quanto ho potuto vedere, vive un panorama prettamente indie, poichè non esistono grosse case editrici in Regno Unito, perciò sotto questo punto di vista ce la passiamo meglio noi. In Inghilterra c'è un buon mercato nel campo dell'illustrazione, ma il fumetto ha pochissimo riscontro da parte del pubblico. Pensa che a Londra le fumetterie sono scarsissime e pochissime.
 

Cosa ami della tua opera? Perché i nostri lettori dovrebbero votarla al nostro Award?

La mia opera non ha paura di raccontare nulla. Mi sono imposto di non avere filtri quando ho scritto questa storia. Essa è specchio di alcune mie idee sulla società e sulla nostra condizione di esseri umani, che per quanto possano o no essere condivisibili, meritano di essere esplorate anche per mezzo del fumetto, che per me è un tramite per raccontare storie, il media che trasmette il messaggio.
 

Cosa pensi quindi del mondo dell’autoproduzione?

Che è un modo per farsi conoscere, ma consiglio di non fossilizzarsi su di esso se non si hanno riscontri.
Il mondo è pieno di altre possibilità, e puntare tutto su un singolo obiettivo può rivelarsi  controproducente.


Ringraziandoti per la disponibilità nel rispondere a questa intervista: saluta il tuo pubblico.

Ciao ragazzi, spero che Mad World vi piaccia almeno la metà di quanto è piaciuto a me realizzarlo. Se lo avete apprezzato, spargete la voce e diffondete il verbo! Voglio tanto riprendere in mano questa storia e finalmente far diventare la mia passione una vera e propria professione! Fate crescere qualcosa di buono anche nel panorama del fumetto indipendente!
 
Che cos'è l'IICA?

L'Italian Indie Comics Award è un concorso nato per promuovere le autoproduzioni partecipanti e cercare di far conoscere loro ed i loro autori ad un pubblico più vasto, stabilendo nel frattempo quali sono le migliori per diverse categorie di genere e di stile (qui l'elenco completo e tutti i dettagli) in maniera da mettere le opere più meritevoli in risalto secondo divisioni il più possibili omogenee e pertinenti . Il concorso è strutturato in due fasi: la prima di rassegna, che si sta svolgendo attualmente, per presentare le opere partecipanti e la seconda di voto pubblico, che sarà effettuata verso giugno, dove tutti gli interessati saranno chiamati a votare ed esprimere le proprie preferenze (tale voto pubblico si unirà a quello della giuria di settore per dar vita al giudizio finale per ogni categoria).

Questa rassegna quindi è un'occasione di festa dove poter ammirare e commentare gli autori partecipanti, rammentando che sono esordienti, molte volte autodidatti, e che in quanto tali non sono perfetti, ma hanno tantissima voglia di mettersi in gioco, crescere e migliorare. Ci auguriamo quindi che possiate leggere le loro opere ed apprezzare i loro sforzi in quanto tali, promuovendo quelle opere che considerate meritevoli dando loro il vostro supporto. La maggior parte di loro lavora solo per passione nutrendosi dei commenti del proprio pubblico ed anche un piccolo parere positivo può fare la differenza e sostenerli nel loro sogno, non deludiamoli!