Come ben sappiamo, le scuole giapponesi la maggior parte delle volte impongono ai propri studenti e ai professori severissimi codici di abbigliamento e di aspetto estetico, spesso impedendo l'espressione personale dell'individuo.
È il caso di una studentessa diciottenne di Osaka che ha denunciato il consiglio d'istituto della sua prefettura per averla forzata molteplici volte a tingere i propri capelli, castani di nascita, di colore nero per adeguarsi alle regole della scuola.

Lo staff della scuola ha insistito sul fatto che i suoi capelli fossero una distrazione per i suoi compagni di scuola, affermando che perfino gli studenti stranieri dovranno tingere i propri capelli per conformarsi all'estetica canonica giapponese.
Come se non bastasse, la ragazza è stata espulsa dalla scuola dopo alcune affermazioni vergognose dei professori riguardo la sua vita privata come "È perchè tua madre è single che ti tingi i capelli di color castano?" oppure "Se hai intenzione di non tingere i capelli di nero allora non venire più a scuola.".

La faccenda ha creato discussioni nei social media tra studenti e genitori, che hanno mostrato il proprio sdegno riguardo la decisione di costringere dei ragazzi a colorare i propri capelli naturali di nero.
Il mangaka Niichi ha criticato a sua volta l'assurda politica delle scuole giapponesi, e prendendo spunto dalla storia ormai arcinota ha pubblicato un piccolo manga che evidenzia le pressioni attuate dagli adulti nei confronti degli studenti, costringendoli alla normalità.

 


Professore: "Ehi, tu! L'anno scolastico è appena iniziato e ti sei già tinta i capelli? Vieni con me!"
Yukari: "...okay."
Yukari, pensando: "Mi è accaduto talmente tante volte che mi chiedo solo 'di nuovo?'"
Professore: "Hmmmm..."


Professore: "È davvero il tuo colore naturale di capelli?"
Yukari: "...è naturale. Non lo vede dalle radici?"
Professore: "Va bene. Mi dispiace molto. È solo che...come posso dirlo...se permettiamo che tu tenga i capelli in quel modo altri studenti potrebbero usarlo come scusa per tingersi i capelli dello stesso colore a loro volta. Allora le cose potrebbero sfuggirci di mano. Quello che intendo dire è che siamo una scuola privata e abbiamo una reputazione da proteggere, capisci? Non ti forzeremo ma se potessi tingerti i capelli di un colore normale-"
Yukari: "Professore..."
 


Yukari, pensando: "Cos'è normale?"
Yukari: "...ho capito."
Ragazza: "Buongiorno, Yukari!"
Yukari: "Buongiorno."
Ragazza: "... Hanno detto qualcosa riguardo i tuoi capelli?"
Yukari: "Già, immagino si facciano notare molto."
Yukari, pensando: "Capisco."


Yukari, pensando: "Molte persone passano il tempo assieme a scuola, dunque per mantenere l'ordine è necessario porre dei limiti. I tuoi capelli devono essere neri. La tua gonna deve arrivare alle ginocchia. Il colletto dev'essere ordinato e ben stirato. Devi fingere di essere normale."
Ragazzo: "UH? I tuoi capelli, sono neri!"
Yukari: "Ci conosciamo?"
Ragazzo: "Sai, sembravi molto più felice alla cerimonia di apertura. Hai tinto i capelli?"
Yukari: "Già. Quello è il tuo colore naturale?"
 

Ragazzo: "...dunque li hai tinti. È un peccato."
Yukari: "Che intendi dire con 'un peccato'?"
Ragazzo: "Sai cosa intendo. I tuoi capelli erano meravigliosi. Erano così belli nel giorno della cerimonia. Ero nella fila dietro di te e ho osservato i tuoi capelli che fluttuavano nel vento, brillando alla luce del sole."
 

Ragazzo: "Il loro modo di brillare era così bello. Ero geloso e per quanto tinga i miei capelli-"
Professore: "Ehi, tu laggiù, ragazzo!"
Ragazzo: "Oh oh! Ci becchiamo dopo!"
Yukari: "Sì..."
Professore: "Tu, laggiù! Non si corre nei corridoi!"
Yukari: "Ah..."
 


Uomo delle consegne: "Signorina Tachibana? Questo è l'ultimo scatolone, dove lo metto?"
Yukari: "Grazie. Proprio lì, per piacere."
Yukari, pensando: "Quella fu l'ultima volta che io e quel ragazzo parlammo. Non condividemmo nessuna classe durante gli anni di scuola. Non avemmo nessun'altra conversazione, dunque non so dove si trovi tanto meno il suo nome. 'Meravigliosi'. Scommetto che nemmeno si ricorda di avermelo mai detto. Probabilmente nemmeno ricorda la ragazza dai capelli chiari."


Yukari, pensando: "Ma io non ho dimenticato. Ogni volta che apro le tende la mattina, ricordo."
Yukari: "Ok, immagino di dover iniziare a svuotare questi scatoloni."
Yukari, pensando: "Ogni volta che il sole brilla attraverso la mia frangetta, ricordo le parole che mi hai detto."


Fonte consultata:
Goboiano