Sono sempre più numerosi i casi di truffe telefoniche ai danni degli anziani. Il copione è sempre lo stesso: il malvivente fa credere di essere il figlio dell'interlocutore e dichiara di aver avuto un incidente oppure di avere un grave problema al lavoro che potrebbe essere causa di licenziamento o di disonore per l'intera famiglia.
La voce è rotta dall'emozione, agitata, c'è bisogno dell'aiuto immediato dei propri cari. Questa truffa è spesso definita "ore-ore sagi" perché di solito il truffatore inizia la conversazione con le parole "(Mamma/Papà) Sono io, sono io". E così, presi dalla concitazione, gli anziani sborsano anche ingenti somme. Niente di nuovo, purtroppo, sotto al sole, se non fosse che negli ultimi anni si è scoperto che nella maggior parte dei casi, dietro a queste frodi c'è sempre più spesso la yakuza, la famigerata organizzazione criminale del Sol Levante.
 

Ma come mai una delle mafie più potenti del pianeta si è ridotta a truffare i vecchietti? Perché grazie a vari provvedimenti legislativi, essere semplicemente un membro della yakuza non permette più di fare la bella vita; ora riuscire a vivere è diventato riuscire a sopravvivere.
Essere affiliati significa anche pagare una quota associativa mensile che permette all'organizzazione di mantenersi e che può raggiungere anche gli 850.000 yen al mese (quasi 7.000 euro). L'aumento di queste quote ha portato negli ultimi anni ad una spaccatura all'interno della Yamaguchi-gumi, il clan principale della yakuza con sede a Kobe. Ad agosto del 2015 c'è stata la prima scissione (che ha portato alla nascita della Kobe Yamaguchi-gumi) e ad aprile del 2017 una seconda (che ha dato vita alla Ninkyô Yamaguchi-gumi). Le forze di polizia si aspettavano uno spargimento di sangue, l'inizio di una guerra fra clan ed invece nulla o quasi. Questo perché le tre associazioni hanno problemi più urgenti a cui pensare.
 
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Infatti con l'avvento della Legge Antimafia la partecipazione della yakuza ad attività legali è strettamente sorvegliata e praticamente impossibile, quindi le gang devono affidarsi unicamente a commerci illegali per fare soldi. E le due attività più remunerative al momento sono il traffico di droga e le frodi telefoniche appunto.
Ma entrambe, soprattutto nella mentalità delle vecchie generazioni, sono disonorevoli: il traffico di sostanze stupefacenti rende bene ma è molto rischioso ed è considerato "sporco", mentre truffare persone indifese quali gli anziani non si addice a quel "codice cavalleresco" detto ninkyô di cui gli yakuza si sono sempre fatti un vanto.
Ma al giorno d'oggi non si può guardare tanto per il sottile e ogni mezzo è buono per poter sopravvivere. I clan sono ancora dentro ai settori immobiliari e finanziari, ma questo genere di affari ormai non rappresentano che un decimo, a volte un ventesimo di quello che erano alla fine degli anni '80.
 

Prima dello scoppio della bolla economica, intorno al 1990 si stimava che gli affiliati alla yakuza avessero patrimoni dell'ordine di miliardi di yen, mentre un numero due di un clan poteva contare su dieci miliardi e un capo arrivava tranquillamente a decine di miliardi di yen.
Cos'è cambiato da allora? Negli anni d'oro la yakuza tiene il piede in due staffe: guadagna tranquillamente denaro alla luce del sole e in modo legale (nei settori finanziario, edile e del divertimento) ed illegale (gioco d'azzardo, prostituzione, pizzo e droga).
Il confine fra i due universi è labile e spesso sono le aziende stesse a far ricorso alle gang per avere servizi che non possono gestire da sole. Prestare soldi ad un tasso di interesse da usura, avere denaro contante in caso di estrema necessità, far alzare il prezzo di un terreno, inviare manodopera in siti a rischio radioattività oppure occuparsi del recupero crediti sono tutte attività che vengono affidate alla yakuza in maniera totalmente legale e per questo spesso la società la considera come un "male necessario".
 

Durante gli anni della cosidetta "bolla economica" il Giappone sembra inarrestabile e la yakuza non è da meno: accumula denaro e potere in quantità mai viste. Ed il problema è proprio qui: le autorità e il paese stesso non possono più continuare a chiudere gli occhi su quella che è diventata una vera e propria potenza finanziaria, non con il Sol Levante sotto ai riflettori di tutto il mondo. Occorre estirparla e per questo nel 1992 viene varata la Legge Anti Mafia a cui succedono negli anni vari emendamenti per aggiustare il tiro ed arrivare così all'arresto del capo di un clan se uno dei suoi sottoposti compie un reato, in quanto ritenuto responsabile delle azioni dei suoi "dipendenti".
Il colpo di grazia si ha poi nel 2011 quando si può condannare una persona solo per aver intrattenuto rapporti con uno yakuza. A questo punto non è più possibile usare dei prestanome e semplici azioni come aprire un conto in banca o affittare un alloggio diventano imprese quasi impossibili.
 

I metodi per finanziarsi restano così pochi: ed ecco il traffico di droga, la prostituzione, il gioco d'azzardo, la presenza in affari immobiliari talmente complessi per cui è difficile risalire alla yakuza, infiltrarsi nel nuovo mercato finanziario su Internet (come i bitcoin) e appunto le frodi telefoniche agli anziani.
Riuscirà la fenice a risorgere dalle sue ceneri partendo da questo?

Fonte consultata:
Nippon1
Nippon2