“Adoro le ragazze che cadono e di faccia, poi piene di fango e con le ginocchia sbucciate si rialzano da sole piangendo, per iniziare a correre! Ho scritto queste storie mossa dal mio amore per le donne che lottano e che si dibattono. Per rimostrare quanto siano carine e tenere e sia impossibile non amarle”

Her è un josei, volume unico di Tomoko Yamashita, autrice celebre per manga Boy’s Love, edito in patria da Shodensha e pubblicato in Italia da Dynit per la collana Showcase. Tradotto da Asuka Ozumi, disponibile ad un prezzo di 16,90 per un volume di 165x240 mm.
 
Her manga Dynit

È estenuante la superficialità tossica che attanaglia la nostra gola obbligandoci ad ingurgitare definizioni, spiegazioni, luoghi comuni e banalità senza darci il più delle volte la possibilità di reagire. Quando si parla di donne è sempre così, tutti hanno la propria idea, tutti sanno come sono o peggio ancora si beano del loro non sapere; concetti che presi parola per parola possono pure avere quel barlume di senso ma ciò che dà fastidio è la depersonificazione cocente, il ridurre il tutto a schemi ideologici se non ad offese da bar. Her è un manga che parla di donne, di vita, di paura e indovinate un po’… parla di persone.

Sei storie simili e sei storie diverse, com'è normale che sia. Le vite di queste donne in qualche modo si incrociano ma non s’intrecciano mai, sottolineando la meravigliosa unicità di ognuna di loro, riconoscendo la propria forza in una debolezza altrui e viceversa, a volte in modo meschino e altre palesando invece un affetto puro. Non voglio sottovalutare il lavoro svolto dall'autrice con queste mie parole; sono numerose le difficoltà che intercorrono nel rappresentare una narrazione perlopiù attinente alla realtà, non c’è niente di più difficile del mostrarti la quotidianità e farti credere che sia qualcosa di speciale. Lei ci riesce, senza ombra di dubbio: le ragazze sono tutte interessanti, alcune storie sono più riuscite di altre ma il filo rosso che le lega permette di giudicare l’opera come un insieme di anime e non come vite separate.
 
Her manga Dynit

Non posso far altro che ribadire quanto i temi siano alla portata di tutti. Senza dilungarmi in maniera eccessiva vi illustro cosa sia Her. Iniziamo per forza da Ide (la ragazza in copertina), una ragazza dallo sguardo truce e dall'atteggiamento perennemente scazzato, una 25enne come tante che vorrebbe essere amata ma che non ha alcuna idea di che cosa voglia dire. Una storia interessante e come tutte fortemente introspettiva, per quanto il finale sia il più bizzarro tra tutti, lasciandoci con una sensazione di straniamento che rappresenta un unicum in tutta l'opera; lascio giudicare a voi se sia stata una conclusione degna o meno. Subito dopo siamo con Onofusa, una parrucchiera di 31 anni (proprio quella di Ide), una donna che ha paura del futuro, dell’ignoto. Un bel cliente si vanta con lei dei suoi tradimenti alla moglie ed è un piacere vivere le riflessioni di Onofusa in merito e lasciarci trascinare dal prosieguo della storia. È un capitolo che più di ogni altra cosa parla di rispetto e di comprendere quali errori non si dovrebbero mai commettere, nemmeno nella propria giornata più buia.

La terza storia è quella che a mio modo di vedere risulta la migliore: Kozue, una ragazza di 16 anni vede le sue certezze crollare quando scopre che la sua anziana vicina di casa è lesbica; una storia che esalta i classici temi adolescenziali ma proprio per questo più semplici da proporre e di maggior impatto, un capitolo che può creare un ponte ben saldo anche tra più generazioni di lettrici. Ritorniamo velocemente a temi più maturi: Nishiura è una donna di 34 anni e collega di Ide, che a 15 anni ha scoperto che sua madre stesse tradendo suo padre ma dopo diciannove anni ha ancora moltissimi problemi a superare questo trauma. Una storia che si può riassumere con una frase: “si dice che tutto ciò che capita a una donna, fortune e sventure, derivi dalla madre”. Il valore di certe parole può essere soggettivo, ma l’intento di mostrarci un cammino alla ricerca di un qualcosa di perso, di un qualcosa di essenziale per poter vivere a testa alta, è senza dubbio riuscito.
 
Her manga Dynit

Nella penultima storia abbiamo come protagoniste la gelosia, l’odio, la paura ma anche l’affetto. Una donna, Hanakawa, che odia tutte le donne, odia quello che non è, che non potrà mai essere. Hanakawa odia la bellissima Honmi (anche lei come Ide presente nel capitolo precedente, essendo tutte loro colleghe), ragazza che sembra incarnare ogni qualità. Un’invidia che allontana due persone: la società sembra infatti suggerirci che certe persone debbano stare in competizione tra di loro in modo innato, la follia di un mondo che vuol far credere alle donne e non solo di non essere abbastanza e di odiare chi potrebbe prendere il loro ruolo in una farsa orchestrata da chissà chi. Un odio che in realtà ha sempre un altro nome, in quella che forse risulta la storia più reale tra tutte. Concludiamo con l’unica storia che ritrae un maschio come narratore: Yanai è un uomo che ha paura delle donne, ha paura del giudizio della sua ragazza, ma che ama tutti quegli aspetti che tanto teme. Una dichiarazione d'amore finale a tutto quel che abbiamo visto, un po’ troppo autoreferenziale per poterla apprezzare al meglio, facendolo risultare il capitolo meno riuscito.

Solitudine. Paura. Dubbi. Amore. Voglia di essere compresi, voglia di essere accettati, la speranza di essere viste come delle persone, con le proprie uniche fragilità che devono essere cullate, magari viziate ma prima di tutto comprese.

Ogni storia è impreziosita da un dettaglio stravagante, spesso una sfumatura caratteriale o un elemento della narrazione che può risultare sopra le righe, ma il tutto mantenendo una perfetta coerenza narrativa e senza rovinare i toni delle storie, le quali avanzano con leggerezza, capitolo dopo capitolo, scorrendo di fronte ai nostri occhi come le giornate di queste donne, sublimandosi in finali moraleggianti ma non pedanti. L’elemento “Rock’n’Roll” sottolineato nella serie stessa è voluto sia dall'anima frizzantina di molti dei personaggi ma anche alla tracklist che si trova nell'ultima pagina, con ogni capitolo connesso ad una canzone giapponese… purtroppo in alcuni casi difficili da reperire e ascoltare online, rendendo così più complesso vivere la musica come parte integrante della nostra esperienza con questo albo, proprio come nelle intenzioni dell’autrice. Posso apprezzare comunque il suo collegare i capitoli a delle canzoni, apprezzo questo ulteriore pezzo di anima che la sensei Yamashita ci ha donato, rendendoci ancora più partecipi del suo modo di vedere la vita, e dando al tutto un sapore ancor di più vero, contestualizzandolo a un Giappone fatto di persone ma anche di suoni, cosa non scontata in questo medium.

Allo stesso modo parliamo di un’opera che di certo non rivoluziona nulla, che non ci porta a incredibili scoperte o a storie capaci di cambiare la vita. Forse le lettrici/lettori perfetti per Her potrebbero essere proprio i/le liceali come Kozue, quelle persone che hanno più dubbi che timori, che potrebbero sfogliare queste 200 pagine per rincuorarsi, per sapere cosa fare e forse soprattutto non fare. Però la verità la conosciamo, considerando il prezzo dell’opera e la sua evanescente promozione, Her difficilmente sarà acquistato da coloro che ne potrebbero giovare di più, peccato. Il tratto dell’autrice non è impeccabile, si basa esclusivamente sulla presenza dei vari personaggi rendendo il resto un mero sfondo, la somiglianza tra qualche donna è eccessiva ma lo stile rimane intrigante e in linea con il genere di riferimento.
 
Her manga Dynit


“Impossibile capire le donne” si è detto per anni e anni. Forse è più vero che le donne sembrano “quelle cose” (e non persone) così estranee perché fin troppi uomini non hanno mai avuto abbastanza empatia, e interesse, per mettersi nei loro panni… regalate Her, quindi, a chi credete ne abbia più bisogno.