"Forse è magia... sì, che è magia...
o forse è solamente il frutto della nostra fantasia..."

Ci sono favole che iniziano con antefatti in cui, sulle vicende dei protagonisti, di luce non ne brilla a profusione; di norma, ciò avviene poco prima di uno stupefacente cambiamento o del provvido intervento della magia.
Quella dell'opera Saint Tail di Megumi Tachikawa non è precisamente magia, e vi si narrano vicende che potrebbe suonare avventato paragonare a una sorta di favola. Ma ciò che si nota ad un primo sguardo, come spesso accade, non è tutto.
Meglio conosciuto dai fan italiani con il titolo all'epoca conferito in Italia all'adattamento animato dell'opera, ovvero Lisa e Seya - Un solo cuore per lo stesso segreto, dopo quasi venticinque anni dal suo primo e peculiare passaggio il manga fa il suo ritorno nel nostro Paese con la New Edition proposta da Star Comics in quattro volumi mensili a partire dal 15 giugno 2022.
Per Saint Tail si tratta invero della prima vera edizione italiana in volume monografico, perché proprio come in una favola, il lieto fine cui si approda ora è il frutto di una serie di vicissitudini che sono entrate a parte della storia stessa del manga nel Belpaese.
 


C'era in effetti una volta, in Italia, un periodo durante il quale pubblicare i cosiddetti 'shōjo manga' scritti e destinati a un pubblico perlopiù femminile appariva impresa azzardata e destinata a fallire in partenza, eccezion fatta per certi determinati titoli che potevano godere di quella luce riflessa donata dalla popolarità riscossa in anni precedenti dalle rispettive versioni animate, oppure fortemente ibridati con i generi fantasy e robot come Magic Knight Rayearth delle CLAMP. 
La scommessa, tuttavia, aleggiava nell'aria: se le avventure di Pretty Guardian Sailor Moon di Naoko Takeuchi, Versailles no Bara (Lady Oscar) di Riyoko Ikeda e Georgie di Mann Izawa e Yumiko Igarashi si erano guadagnate di diritto un loro spazio anche nella loro versione originale cartacea, grazie un pubblico di lettori sempre più incuriositi dalla varietà che i manga offrivano, perché altre eroine più o meno d'avanguardia non avrebbero potuto tentare la medesima fortuna?

Favorito a piè sospinto dalle tante serie televisive animate giapponesi trasmesse a pioggia sulle emittenti italiane tra gli anni '80 e '90, il boom del manga era appena ai suoi inizi, e titoli shōnen eterogenei quali Dragon Ball, Video Girl Ai, Kimagure Orange Road e Ranma 1/2 riuscivano facilmente ad espandere la loro base d'attrazione verso un pubblico tanto maschile quanto femminile. Un pubblico che stava letteralmente crescendo a pane, latte e cartoni animati giapponesi di ogni sorta, e che dunque poteva ad esempio essere del tutto ignaro dell'esistenza dello shōjo manga Haikarasan ga tooru - Una Ragazza Alla Moda, ma questo non significava che la relativa trasposizione anime non fosse già ampiamente conosciuta e apprezzata con il titolo di Mademoiselle Anne. Lo stesso poteva dirsi di una più recente ladruncola in calzamaglia scura, all'epoca conosciuta con il nome di Seya a storpiare l'originale Saint Tail, figlia di uno shōjo manga che stava vivendo in Giappone una straordinaria e rapida evoluzione.
 


In assenza della telefonia cellulare, della posta elettronica, di Internet declinato in forma di connessione stabile e veloce, là dove il social media era al di fuori di ogni possibile cognizione, l'informazione viaggiava su poche riviste a tema, sulla corrispondenza cartacea, sulla competenza di consulenti come i Kappa Boys e sulla curiosità del lettore di saperne e leggere di più, espandere i propri orizzonti, intuire l'esistenza di un mondo enorme, appena dischiuso e tutto da scoprire.
Ed è così che l'editore perugino Star Comics, già precursore e fautore della grande fame di manga che ne verrà, attraverso i Kappa Boys decide di provare a portare avanti l'idea di allargare ulteriormente le porte al fumetto giapponese, consultando i propri lettori circa la possibilità di pubblicare in maniera regolare gli shōjo manga.

E' l'anno 1996 quando viene istituito lo "shōjometro", incoraggiando lettori e lettrici ad inviare in redazione a Bosco (Perugia) una cartolina "pro-shōjo" o raccolte firme atte a raggiungere una quota minima di 5.000 persone disposte a spendere per davvero parte della propria risicata paghetta per leggere 'storie di ragazze per ragazze', almeno sulla carta.
Nel settembre 1997, a distanza di oltre un anno, il conteggio è ancora al di sotto delle 4.000 cartoline, tuttavia come in una sospirata favola, si decide ugualmente di tentare di spiccare il volo, e il miracolo accade: è così che nasce la testata raccoglitore Amici, pubblicata due mesi più tardi in forma di ordinario tankōbon da 200 pagine ma con al suo interno quattro singoli capitoli in versione ribaltata di altrettanti diversi manga, diversi per autrici, generi, anni di creazione eppur accomunati da una frizzante popolarità.


Si tratta del già citato Haikarasaan ga tōru - Una ragazza alla moda della veterana Waki Yamato, di Codename: Sailor V di Naoko Takeuchi, delle gemelle esper Miracle☆Girls (E' un po' magia per Terry e Maggie) di Nami Akimoto e, per l'appunto, di Saint Tail di Megumi Tachikawa, questi ultimi titoli moderni 'reduci' dal contemporaneo ed apprezzato passaggio televisivo animato sulle reti Mediaset.
Sembra quasi una fortunata coincidenza, che ben tre delle quattro opere selezionate venissero serializzate sulle riviste nipponiche 'Nakayoshi' ('buoni amici') e 'Shōjo Friend' di Kōdansha. Per tale ragione non può che essere Amici il nome prescelto per il raccoglitore, il quale a sua volta non può che ereditare il brio e la freschezza dei titoli che si intervallano al suo interno: la serializzazione della testata infatti prosegue, i primi titoli si concludono e vengono sostituiti da altri, votati dai lettori stessi attraverso lo 'Shōjo Grand Prix', e soprattutto si cresce passando finalmente ai volumetti monografici, dapprima alternando più titoli tra loro, poi arrivando alla pubblicazione mensile di un titolo per volta, come accade al celeberrimo MARS di Fuyumi Sōryō oggetto di una fresca riedizione per Star Comics.
 


E' la ladra prestigiatrice Saint Tail nella sua calzamaglia nera dal gonnellino rosa, e la fluente 'coda santa' dalla vivace tinta arancione, ad avere l'onore della copertina del numero 1 di Amici in un'illustrazione che a distanza di quasi un quarto di secolo riesce ancora a soggiogare l'occhio: un tripudio di rose a richiamare gli stilemi degli shōjo manga più datati, unite a quella vaporosità e morbidezza che caratterizzano invece fortemente gli shōjo degli anni '90 in avanti.
Eppure, curiosamente, a differenza di Haikarasaan ga tōru, Sailor V e Mahō no Tenshi Creamy Mami, Saint Tail non vedrà a lungo alcuna ristampa in monografico, rendendo oltremodo difficoltoso al lettore medio il recupero della storia di questa piccola grande ladra così affettuosamente ricordata in Italia.
L'annuncio a Lucca Comics & Games ne riporta in auge l'attenzione, e la New Edition italiana in quattro volumetti di quasi 300 pagine di formato 12,8 x 18 cm al prezzo di 8 euro cadauno unisce le illustrazioni della prima edizione nipponica del 1996 in sette regolari tankōbon al formato accorpato della riedizione del 2011 in quattro tomi.

A rubare lodevolmente l'attenzione è la sovraccoperta, realizzata con pregiate finiture dorate presenti sia sul fronte che sul retro del volume, oltre che sulla costina stessa; una tale attenzione e cura alla veste grafica fa immaginare al lettore di rinvenire una foggia altrettanto ricercata nella carta utilizzata per la stampa, che risulta invece essere in questo caso non dissimile da quella di ordinarie pubblicazioni da edicola, per quanto caratterizzata dalla consueta flessibile sfogliabilità. A dispetto dell'esile grammatura e della forte trasparenza, la resa di stampa si presenta in ogni caso priva di sbavature e ben fatta anche sui chiaroscuri, a maggior ragione in raffronto con la precedente edizione che sotto questo punto di vista, marcando eccessivamente il contrasto, non era sempre riuscita a  ben rendere il tratto talora etereo della Tachikawa.
Le prime pagine del nuovo albo recano inoltre quattro pagine a colori su buona carta lucida, riportanti i frontespizi illustrati originariamente pubblicati sulla rivista Nakayoshi in apertura dei capitoli del manga.
 


Chi già conosceva o aveva letto le avventure della quattordicenne Meimi Haneoka, dolce e ordinaria fanciulla che di notte indossa i panni dell'inafferrabile ladra Saint Tail, giustiziera a fin di bene inseguita dal giovane detective di cui è innamorata, si sarà sentito sopraffare in maniera importante dall'effetto nostalgia che il far scorrere le pagine del manga inevitabilmente provoca.
L'ariosità del tratto della Tachikawa è l'essenza più tipica degli anni '90 che i lettori di Sailor Moon non faticheranno a rievocare: ci riporta a personaggi dagli occhi grandi e luminosi e capigliature più soffici che voluminose, in un disegno morbido e rotondo che non teme di disfarsi delle corrette proporzioni nel rappresentare i corpi, a conferire la massima espressività proprio ai volti e alle iridi in particolare.
La costruzione stessa delle tavole in Saint Tail è identico emblema del cambiamento che, in quel periodo, lo shōjo manga stava intraprendendo, abbandonando pian piano gli schemi grafici classici per sperimentare, cercare e trovare un proprio inedito modo di essere e di raccontare storie, temi e personaggi, anche stilisticamente parlando.
Ecco perché ci ritroviamo di fronte a vignette estremamente regolari in una pagina e dirompenti nel rompere ogni struttura in quella appena successiva, aprendosi a spazi che talora si allargano alla doppia tavola e si caratterizzano per linee oltremodo sottili, sfondi assenti o a malapena abbozzati e un uso anche cinetico dei retini.
Si tratta di tavole che non smarriscono la predilezione oltremodo tradizionale nell'utilizzo di fiori di ogni tipo per contornare i personaggi in primo piano, ma che al contempo appaiono persino caotiche o disordinate in certi altri punti, là dove tuttavia l'azione e il movimento vengono proprio così rese con maggior dinamismo e leggerezza.
 
rubare il velo


Per chi si trova invece ad affrontare le avventure della 'coda santa' per la prima volta, è certo possibile scoprirsi un po' spiazzati dalla natura autoconclusiva e saldamente slice-of-life dei capitoli.
Non va dimenticato in tal senso che in origine il manga Kaitō Saint Tail (怪盗セイント・テール ovvero "La ladra Saint Tail") della Tachikawa è nato episodico il 12 ottobre 1994 e si sarebbe dovuto concludere al quarto capitolo appena; dopo l'incontro da batticuore tra la ladra e il suo testardo inseguitore in una cabina telefonica innevata, tuttavia, e grazie al favore nel frattempo riscontrato da parte del pubblico giapponese, l'opera è invece proseguita assai più a lungo, sino all'ottobre 1996.
Per quanto declinato qui al femminile, il cliché del ladro gentiluomo potrebbe comunque suonare fin troppo collaudato, ma forse il suo fascino che non conosce tramonto risiede proprio in questo, con una rivisitazione dello stereotipo in cui è sufficiente già solo un pizzico di originalità. Così, pur ispirandosi palesemente a opere quali il Lupin III di Monkey Punch o Occhi di Gatto di Tsukasa Hojo, Saint Tail rivendica fortemente un cuore di commedia romantica, e poco importa dunque se l'attenzione investigativa è ridotta all'osso, poiché il proprio target si trova decisamente altrove.
Tale tendenza è rimarcata dalla caratterizzazione dei personaggi, che nella loro pur semplice varietà condividono tutti una certa esuberanza e spensieratezza di fondo.
E' comunque la Tachikawa stessa ad ammettere che la costruzione del personaggio della ladra Saint Tail deriva dalle influenze avute nel corso degli anni dalle figure sopra citate, oltre a quelle di Magica magica Emi e persino La Pantera Rosa della canzone "Pink no hyo" di Seiko Matsuda, che narra le gesta di una ladra innamorata dell'investigatore che cerca invano di arrestarla.
Un po' maghetta che con le sue abilità ricorda le celeberrime 'majokko' dello Studio Pierrot degli anni '80, Saint Tail prende volutamente soltanto a prestito elementi sottratti a vari generi, per giocarci con leggerezza e rispetto.
 
"Ti prego... non rinunciare a catturarmi!"
- Saint Tail - 

"Finché non ti avrò acciuffato
non dovrai lasciarti prendere da nessun altro!"

- Asuka jr. - 
 

Non sorprenderà dunque nessuno quel finto triangolo amoroso del 'lei-lui-ladra' costituito in realtà da due sole punte, che si ricambiano peraltro segretamente. La premessa conosciuta sin dall'inizio dal lettore non impedisce a quest'ultimo di affezionarsi ai protagonisti mentre li si osserva crescere nel loro percorso di adolescenti: la dolce Meimi Haneoka muta assumendo un atteggiamento assai più furbo e scanzonato una volta indossati i panni della sua identità segreta, mentre il cocciuto Asuka jr., pur borioso collezionista di un fallimento dopo l'altro come detective incaricato di catturare Saint Tail, si rivelerà pian piano un bravo ragazzo, portatore di invidiabili valori morali, affatto scontati alla sua giovane età.

Trait d'union tra i due ragazzi e il loro romantico gioco di acchiapparella è l'interessante figura di Seira Mimori, che nella versione animata italiana è stata peraltro il soggetto maggiormente bersagliato dalle censure. La ragazza è infatti la migliore amica di Meimi, sua compagna di scuola ma anche apprendista novizia nel convento di religione cattolica annesso alla scuola che frequentano tutti i personaggi della serie, il Saint Paulia Gakuin.
Nel nostro Paese il suo personaggio è stato sdoppiato nelle due figure gemelle di Sara e Mara: la prima è una semplice studentessa, unica persona a conoscenza della doppia identità della protagonista. La seconda è una novizia che riceve in confessione i pensieri che angustiano svariate persone, poi trasmessi in tutta innocenza all'amica Meimi. L'adattamento voleva così raggiungere il duplice scopo di evitare che una novizia fosse a conoscenza dell'identità di una ladra e si rendesse inoltre complice dei suoi furti; implicitamente tale pesante forzatura riteneva di "rimediare" in parte all'ingenuità della mangaka che, da fervente persona credente, ha inteso inserire nella storia un personaggio in noviziato che frequenta la medesima scuola dei coetanei e dispone inoltre del potere della confessione, cosa che in verità non è concretamente possibile.
 
seira


Allo stesso modo, sempre nella versione animata, era stato rimosso ogni riferimento a Dio e mutato il nome d'arte della protagonista da Saint Tail (ovvero 'coda santa') a Seya per svestirlo di qualsivoglia presunta "sacralità", mentre il manga pubblicato su Amici è giunto a noi fin dall'inizio nella sua versione originale con nomi e riferimenti culturali invariati, senza rifarsi dunque all'adattamento italiano della serie animata.
Oltre a riconfermare la correttezza nei personaggi e di ogni testo e dialogo così come previsti nell'originale giapponese, Saint Tail New Edition presenta una accurata revisione totale dei testi ad opera di Rie Zushi e Anna Scopano, che si esplica in particolare su traduzioni più precise e in riferimenti più numerosi e diretti alla preghiera e alla protezione perennemente invocata da Meimi/Saint Tail e Seira al Signore. Si ravvisa poi una maggior presenza di note a corredo e il mantenimento delle onomatopee così come in originale, affiancate dalla relativa traduzione, insieme alla completa restaurazione di molte tavole originali nella loro interezza, nelle quali il lettering era intervenuto in passato in maniera massiccia attraverso le cosiddette 'pecette'.
Comprensibilmente assenti, invece, gli approfondimenti sui personaggi e le note dell'autrice che comparivano nei capitoli pubblicati su Amici, di norma non presenti nemmeno nelle riedizioni nipponiche cui la New Edition si rifà appieno.
 
saint tail meimi
Se la fama dell'anime prodotto in 43 episodi per Tokyo Movie Shinsha (TMS) è ciò che ha concretamente permesso al manga Saint Tail di approdare nel nostro Paese, l'opera originale della Tachikawa non ha lasciato minori ricordi, dal momento che è stata attesa con pazienza e, a distanza di venticinque anni, accolta con un fervore ancora frizzante: creata per un pubblico molto giovane, Saint Tail rimane a tutt'oggi un divertissement pienamente valido, attuale e piacevolissimo, per tutte le ragazzine -e non solo- che guardando alla moderna ladruncola in stile Robin Hood sognino di diventare più forti e sicure di sé stesse, portando avanti i propri sentimenti, sogni e valori.
La magia di Saint Tail non si ferma pertanto ai giochi di prestigio, poiché nella ventata di leggerezza che offre ci sprona implicitamente a farci avanti, spalancare una finestra nella notte e tentare l'avventura a nostra volta.
Forse falliremo in certi casi, ma in altri potremmo scoprire di saper colpire dritti nel segno, di riuscire a fare solidi passi in avanti, di poter aspirare a ciò che più ci sta a cuore.
Possiamo dunque permetterci di sognare un mondo più rosa, più vivace e più dolce; perché ora possiamo farlo anche attraverso le pagine dell'ottima riedizione di un manga che, alla bella storia degli shōjo manga in Italia, ha contribuito in maniera decisamente non indifferente.
 
 

Saint Tail New Edition  1

Meimi Haneoka, studentessa dell’Istituto Saint Paulia, di giorno è una ragazza come le altre ma, quando cala la notte, al grido di “Uno, due, tre!”, si trasforma nella misteriosa ladra Saint Tail, impegnata in brillanti missioni in soccorso delle pecorelle smarrite! A quasi venticinque anni dalla prima pubblicazione in Italia, le magiche avventure di Saint Tail tornano a risplendere in un'edizione nuova di zecca con fantastica gallery a colori in apertura di ogni volume e un’accurata revisione dei testi che rende onore a una delle magical girl più amate della storia dei manga!

Opera:  La ladra Saint Tail - Lisa e Seya
Editore: Star Comics
Nazionalità: Italia
Data pubblicazione: 15/06/2022
Prezzo: 8,00 €


Totale voti:   9  1  0


Arashi84

Che bello avere finalmente tra le mani un volumone tutto dedicato a Saint Tail! Bellissima l'edizione con tanto oro in copertina e gallery a colori. È giustamente un prodotto per giovanissimi, per cui tutta la sua ingenuità e semplicità sono normalissime!

 20/06/2022

CloveRed

Che meraviglia quest’albo🥰 abbiamo aspettato ma è valsa la pena. Rileggere le avventure di Meimi e Co. è stato piacevole come la prima volta. Le storie forse non brillano per quanto riguarda la trama ma il tratto è così bello e delicato che basta quello.

 18/06/2022

drugodavidee

il manga è parecchio mediocre l'edizione è stupenda la mia compagnia voleva leggerlo e quindi l'abbiamo preso finiremo la serie solo perchè ha pochi volumi ma se per prendere questo dovete togliere soldi ad altro pensateci bene pollice giallo

 18/06/2022

Mitsuki_92

“Uno, due, tre!” finalmente per quest'opera una degna edizione! Meimi e Seira nascondono un misterioso segreto... Asuka Jr., aspirante detective, ha la missione personale di catturare una ladra dal cuore buono. L'arrivo di Rina complicherà la situazione..

 16/06/2022

zettaiLara

Non sembra vero poter tenere in mano un vero tankobon di Saint Tail dopo così tanti anni♥ Nella loro semplicità, storia e personaggi rimangono a tutt'oggi freschissimi, in un volume corposo con finiture dorate e vaporosissimi disegni. It's showtime!

 16/06/2022

Rory-84

Storia estremamente ingenua e facilona. Gli episodi si susseguono ripetitivi e senza che i furti avvengano con un vero e proprio piano. Manca tutto l’ingegno che una serie su una ladra dovrebbe avere. Carini i disegni, si salva per il fattore nostalgia

 14/06/2022


Altri Voti



Titolo Prezzo Casa editrice
Saint Tail (Amici)  23 € 3.90 Star Comics
Saint Tail New Edition  1 € 8.00 Star Comics
Saint Tail New Edition  2 € 8.00 Star Comics
Saint Tail New Edition  3 € 8.00 Star Comics