Pochi mesi fa Kei Urana, autrice di Gachiakuta, aveva preso una posizione netta sulla pirateria dei manga, sostenendo con fermezza che leggere gratuitamente le opere senza autorizzazione finisce per erodere il valore del lavoro creativo, pur riconoscendo apertamente le difficoltà economiche di molti lettori internazionali. Ora, da una prospettiva diametralmente opposta, arriva la voce di Boichi, l'illustratore sudcoreano responsabile dei disegni del popolare manga Dr. Stone, che nelle ultime settimane ha pubblicato su X una lunga serie di riflessioni che ribaltano completamente l'approccio tradizionale dell'industria verso la pirateria.
L'idea centrale di Boichi è semplice e provocatoria: chi legge manga su siti pirata non è il nemico dell'industria, ma rappresenta una domanda di mercato che semplicemente non ha ancora trovato un'offerta legale adeguata. "I lettori di manga piratati non sono i nostri avversari. Sono il nostro pubblico futuro. Sono la prova che la domanda esiste già", ha scritto l'illustratore in uno dei passaggi più diretti della sua serie di post, aggiungendo che in molti casi sono proprio quelle persone le prime a pagare per i servizi legali quando questi diventano accessibili e convenienti.
Boichi a Napoli Comicon con il nostro staffer Marco

Si tratta di una posizione che contrasta nettamente con la tendenza recente dell'industria editoriale giapponese, sempre più orientata verso la repressione diretta. Negli ultimi mesi diversi tra i maggiori siti di pirateria di manga sono stati chiusi: Bato.to, che arrivava a registrare 350 milioni di visite mensili, è stato smantellato nel gennaio 2026 dopo l'arresto del suo operatore. Ad aprile, la polizia spagnola ha chiuso TuMangaOnline, una delle maggiori piattaforme di manga in lingua spagnola, mentre in Corea del Sud Newtoki e i suoi siti affiliati, con oltre 100 milioni di visite mensili combinate, hanno cessato definitivamente le attività nello stesso mese. Secondo un rapporto del governo giapponese, le perdite causate dalla pirateria di manga e anime hanno raggiunto i 38 miliardi di dollari nel 2025, il triplo rispetto al 2022.
Uno degli aspetti più sorprendenti dell'argomentazione di Boichi riguarda la questione della legalità stessa. Nel suo primo post, l'illustratore spiega che leggere manga piratati non è sempre illegale dal punto di vista tecnico: "Perché la lettura di opere estere piratate sia illegale in un determinato paese, quel paese deve essere membro di un sistema internazionale di diritto d'autore basato sull'Accordo TRIPS. Dopo aver aderito a questo sistema internazionale, il paese deve anche revisionare le proprie leggi nazionali sul copyright per allinearle agli standard globali." Ciò detto, Boichi chiarisce subito che dal punto di vista etico la pirateria resta comunque un problema, indipendentemente dall'inquadramento legale di ciascun paese: "Anche senza discutere di leggi, la maggior parte di noi condivide un principio morale semplice: prendere ciò che appartiene a qualcun altro senza permesso è sbagliato." L'illustratore distingue inoltre con attenzione tra il singolo lettore individuale e le grandi piattaforme di pirateria organizzate, che generano ricavi pubblicitari su scala industriale e che, secondo lui, dovrebbero essere il vero obiettivo di qualsiasi azione legale.
Per sostenere la propria tesi, secondo cui i lettori pirata possono trasformarsi in consumatori legali, Boichi attinge alla propria esperienza personale in Corea del Sud. In uno dei suoi post ricorda che, alla fine degli anni Novanta, la pirateria riguardo ai fumetti nel paese era diffusissima e l'atteggiamento verso i contenuti a pagamento spesso ostile: "Alla fine degli anni Novanta, in Corea, la pirateria verso contenuti fumettistici era generalizzata e gli atteggiamenti erano spesso molto ostili verso i contenuti a pagamento. Molti credevano che pagare per un fumetto fosse superfluo, o addirittura che l'industria non dovesse nemmeno esistere." Quando sono comparse piattaforme legali con prezzi accessibili, lo scenario è cambiato radicalmente: i lettori hanno aderito in massa, l'industria, in particolare quella dei webtoon, è cresciuta in Coreaa ed è diventata oggi uno dei maggiori esportatori di proprietà intellettuale per il cinema e la televisione a livello mondiale.

La logica proposta da Boichi è dunque quella di costruire alternative concrete: quando un paese sviluppa case editrici locali, servizi digitali con prezzi adeguati alla realtà economica regionale e reti di distribuzione funzionanti, si crea un ecosistema in cui anche i governi hanno un interesse diretto a combattere la pirateria, perché ci sono tasse da riscuotere e posti di lavoro da proteggere. In un testo condiviso già nel 2016, Boichi aveva ricevuto un'email da un aspirante mangaka del Marocco che scriveva: "Voglio diventare mangaka, ma in Marocco non esiste un'industria editoriale di manga." È esattamente questo il problema che l'illustratore vuole vedere risolto, non la criminalizzazione di chi, per mancanza di alternative concrete, ricorre alla pirateria. Come ha sintetizzato in uno dei suoi post: "Dire ai fan di manga in questi paesi 'dovreste comprare i manga' non ha alcun senso se non esiste un modo concreto per farlo."
Mentre Boichi propone di combattere la pirateria costruendo alternative legali accessibili piuttosto che inseguendo i singoli lettori, l'approccio istituzionale in Corea del Sud sembra andare in una direzione decisamente più repressiva. Il 9 giugno 2026, il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo sudcoreano (MCST) ha organizzato a Seoul un incontro internazionale per rafforzare la cooperazione globale contro le violazioni del copyright che colpiscono i contenuti coreani, dai webtoon ai K-drama.
La "2026 International Copyright Protection Enforcement Conference", tenutasi al Lotte Hotel di Seoul, ha riunito le forze dell'ordine di cinque paesi, Thailandia, Indonesia, Vietnam, Filippine e Paesi Bassi, insieme a Interpol, all'ufficio coreano dell'Homeland Security Investigations (HSI) statunitense e alle autorità sudcoreane, tra cui il Ministero della Giustizia, la procura e la polizia. Tra i partecipanti del settore privato figuravano anche importanti realtà dell'industria dei contenuti come Naver WEBTOON e Kakao Entertainment, due dei principali colossi coreani nella distribuzione di fumetti digitali e intrattenimento.
L'incontro si è concentrato sulla condivisione di strategie investigative e sul coordinamento di operazioni congiunte per individuare e arrestare i responsabili di violazioni del copyright all'estero. Le discussioni hanno toccato anche le indagini internazionali in corso nell'ambito dell'iniziativa Interpol "Stop Online Piracy" (I-SOP), oltre alle iniziative di collaborazione tra pubblico e privato. Il ministero ha sottolineato come i crimini di copyright transfrontalieri richiedano risposte globali coordinate, impegnandosi a rafforzare ulteriormente la propria rete investigativa con i partner internazionali.
L'iniziativa coreana mostra dunque un volto diverso, e per certi versi opposto, rispetto alla visione propositiva di Boichi: se l'illustratore di Dr. Stone invita l'industria a interrogarsi sulle ragioni economiche e infrastrutturali che spingono i lettori verso i siti pirata, i governi continuano a privilegiare la strada del contrasto diretto e della cooperazione internazionale tra forze dell'ordine. Due approcci che, lungi dall'essere necessariamente in contraddizione, raccontano comunque quanto la questione della pirateria nell'industria dei contenuti asiatici resti aperta e complessa, senza una soluzione univoca all'orizzonte.
Fonte: Otaku PT; Anime News Network
ma per alcuni è naturale usufruire senza pagare di film serie tv o fumetti e chi paga è un fesso
Il problema è che non tutto arriva da noi e quindi ci si arrangia come si può.
Però capisco cosa ci sia di sbagliato alla base e che c'è anche chi si accontenta di leggere tutto ciò che trova gratis non comprando poi nulla.
C'è poi un altro aspetto, l'incubo di ogni lettore: le serie interrotte. Se mi interrompono una serie che amo alla follia tento in ogni modo di continuare a leggerla, se viene pubblicata in una lingua che riesco a leggere l'acquisto (mi è capitato anche di comprare cose in francese che non so leggere e mi aiutavo col traduttore) però se non sono editate in nessun Paese cerco comunque un modo per ultimare la lettura.
Io ad esempio avevo già letto in parte Candy & Cigarettes, e quando venne pubblicato in Italia lo presi senza nemmeno pensarci un secondo. Ma purtroppo lo aveva preso Goen, ed è andato tutto a donnine allegre.
Secondo loro io dovrei attaccarmi al tram.
Oramai comunque è difficilissimo scegliere tra la miriade di titoli esistenti.
no, oramai uno pensa chi paga è fortunato, perché se lo può permettere.
K-Manga esiste da tempo immemore, ha un sistema che è praticamente analogo a quello di Manga Plus dove però si paga un canone minimo per poter leggere.
Accettabile.
>Bloccato regionalmente nel Nord America
Durante i primi tempi utenti non nordamericani pagavano abbonamenti annuali alle vpn anche per poter accedere ai server americani e farsi degli account lì.
>Introducono delle restrizioni per cui ti bloccano l'accesso se stai usando una vpn
Oggi si paga per la comoditá , ma ad esempio quanto vorrei leggere online determinati libri italiani ma che non possa farlo se non comprandolo fisicamente ... cioé puó mai essere una scelta quella di comprarsi un libro , manga o fumetto e dopo qualche giorno restituirlo poiché magari ti attirava la copertina e la trama ma che alla fine non ti ha lasciato nulla sia ad inizio lettura che alla fine della stessa ?
Non dico che bisogni piratare , é inconcepibile ed irrealistico che uno per hobby e passione debba avere milioni di moneta sonante per poter quantomeno farsi un idea di un prodotto che andrá probabilmente ad acquistare , magari giá intenzionato a farlo o soltanto per curiositá : non é agevole / sostenibile economicamente , quindi , grandi aziende , autori ed editor , fate come Boichi ... FOTTETEVENE ! Che tanto il ritorno in guadagno lo avrete sempre , non fate tutta l'erba un fascio , che di sicuro al mille per mille ci siano gente come me ed altri che , amando questo medium , comprano opere solo grazie al fatto che gli sia piaciuto dopo averli letti online .
Ergo , AMO BOICHI !!! ed in parte giá ero conscio di questa sua mentalitá , lo faceva trasparire tanto in Sun Ken Rock , ed il come abbia trattato quest'opera ( tralasciando il finale , non tutti son perfetti ) ... dirlo pubblicamente é una grandissima cosa , seppur son sempre i soldi a farla da padrone , quindi questa mentalitá sará esclusiva per pochi eletti nel panorama dei mangaka giapponesi .
Comunque, sembra quasi assurdo che un artista Sudcoreano trasferitosi in Giappone abbia più sale in zucca di tutti gli editori Sudcoreani e Giapponesi messi insieme... Che poi i sudcoreani sono pure peggio dei giapponesi... Cioè, hanno fatto chiudere Tachiyomi che non c'entrava nulla...
Inoltre, io i prezzi "accessibili" di cui parla Boichi non so dove siano attualmente... Ormai tutte le loro piattaforme hanno dei sistemi predatori PPV in cui per sbloccare i capitoli più recenti devi comprare le loro valute, nei casi più estremi, non si limitano solo a bloccare gli ultimi capitoli ma intere serie...
Immagino che agli inizi fossero veramente accessibili, così come anni fa Webtoon era completamente gratuita, ma poi avranno seguito il modello Netflix pure loro... Peccato, avevano le carte in regola per mantenere a bada la pirateria, invece la stanno facendo ritornare in auge...
Mi dispiace contraddirvi ma non è affatto così, altrimenti non romperebbero continuamente le balle a MD che non ci guadagna una cippa e non avrebbero nemmeno fatto chiudere Batoto(quello originale intendo) o Tachiyomi... Tra l'altro MD è ancora sotto blocco da parte dell'AGCOM in Italia perché gli editori locali si sono lamentati... Eppure non mi pare che i gestori del sito non rimuovano della roba quando ricevono delle lamentele...
La verità è che le associazioni Sudcoreane/Giapponesi vanno solo a caccia dei millemila fantastiliardi di dollari dei loro """ipotetici""" mancati introiti, poco importa a chi vadano a colpire, basta solo fare la figura dei forti...
Poi, per quanto riguarda la parte delle traduzioni fatte dai fan per "passione", di recente ho notato con molto rammarico che diversi gruppi pirata(soprattutto inglesi che traducono manhwa), hanno messo su dei sistemi "premium" per accedere a certi contenuti come traduzioni più accurate, immagini in alta definizione oppure per leggere in anticipo, cioè non si parla più di semplici donazioni volontarie, ma di vera e propria attività a fine di lucro... Poi è ovvio che gli editori si accaniscano di più con tutti quando certa gente fa stupidaggini del genere... 😔
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