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6.0/10
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<b>ATTENZIONE, VI SONO INFORMAZIONI SPOILEROSE.</b>

Guilty Crown è una serie anime di 22 episodi prodotta dalla Production I.G e con una regia di tutto rispetto. La regia è infatti stata affidata a Testuro Araki e la sceneggiatura a Hiroyuki Yoshino, tutti elementi che farebbero presagire la nascita di un grande anime: e invece ci troviamo di fronte a un anime con una trama incostante e piena di lacune, con personaggi piatti e poco caratterizzati, il tutto accompagnato con una grafica eccelsa e un comparto sonoro ottimo.

Ma procediamo per gradi: la storia è ambientata in una Tokyo futuristica afflitta da una misteriosa epidemia: Virus Apocalypse. Un'organizzazione internazionale nota come GHQ interviene e ristabilisce l'ordine in Giappone, che ne paga il prezzo con la propria indipendenza. Dopo avere preso le redini del comando sotto legge marziale, la società, forte di un proprio esercito militare, approfitta della situazione nei modi più svariati, arrivando anche a giustiziare civili sul momento dopo averli classificati come infetti.

Ouma Shu, studente di diciassette anni, rimane coinvolto in una ribellione contro la GHQ dopo essere entrato casualmente in contatto con Yuzuriha Inori, la quale si rivelerà essere un membro in fuga degli Undertaker, gruppo terroristico che mira all'indipendenza del Giappone.
Tsutsugami Gai è il leader e l'anima della resistenza, che, per dimostrare la propria mancanza di timore verso l'ordine costituitosi dopo il disastro, arriva anche a mostrare pubblicamente il proprio volto alla nazione durante un'ufficiale annuncio dell'esistenza dell'opposizione. Contrariamente alla sua indole poco temeraria, Shu mette a rischio la propria incolumità per salvare Inori dopo che questa viene rapita da un gruppo di perlustrazione della GHQ, portando con sé una misteriosa fiala appartenente alla ragazza. Il piccolo contenitore di vetro nascosto nella sua camicia s'infrange, salvandogli la vita da un proiettile e cambiandogliela per sempre. Il codice genetico di Shu viene riscritto ed egli ottiene "l'Abilità del Re", un potere che gli consente d'estrarre artefatti chiamati Void, spesso offensivi, dal corpo delle persone.

La serie si può dividere in due parti e diciamo subito che nella prima parte (episodi 1-12) la trama avanza molto lentamente, e infatti i primi otto episodi sono piuttosto noiosi e ripetitivi: il classico protagonista pauroso con i suoi monologhi sempre uguali, la classica situazione di pericolo, il protagonista che riesce a risolvere la situazione grazie ai suoi poteri, senza che la trama si sviluppi. Poi in 4-5 episodi la trama subisce una brusca impennata, mostrandoci colpi di scena a non finire. Peccato che tutto ciò è stato fatto in modo troppo frettoloso e poco chiaro provocando nello spettatore confusione e disorientamento.
La seconda parte è un pochetto meglio, benché vi sia l'impressione che la trama corra troppo, come se avesse poco tempo per spiegare tutto: ma chissà come mai! Poi non c'è da meravigliarsi se ci sono molti dubbi senza risposta (come si sono originati il movimento terrorista Undertaker, qual'è il passato di Inori, è stata veramente sconfitta l'organizzazione Daarth?), se i colpi di scena siano poco efficaci e mal inseriti e hanno l'effetto di una doccia fredda nello spettatore, visto che praticamente in metà serie non succede quasi nulla.

Benché la trama non sia molto originale e vi siano molti elementi attinti da altri anime ("Neon Genesis Evangelion" e "Code Geass" in primis) sarebbe stato meglio farla procedere poco a poco, episodio per episodio, e non per metà serie noia piatta, poi colpi di scena un po' forzati e la trama che impenna per qualche episodio, poi si ristagna e poi procede con fretta e furia: tutto ciò dà vita a una serie incostante con molti alti e bassi. Tutti questi difetti sono ben evidenziati nel finale: troppo frettoloso, a tratti ridicolo e confusionario, lascia molte domande senza risposta o con risposte approssimative.

Altro punto debole di questa serie sono i personaggi: in generale i personaggi sono piuttosto piatti, stereotipati e incapaci di suscitare emozioni negli spettatori, per non parlare dei personaggi secondari, che sembrano più delle comparse o marionette, privi di spessore psicologico o capaci di azioni senza senso.
Tale discorso si applica anche ai personaggi principali: Shu è il classico ragazzo che non ama né essere ferito né ferire, un debole, indeciso il cui carattere assomiglia più a quello di un'ameba vegetale che a quello di un essere umano, tranne alla fine che diventa un eroe-martire amato da tutti. Peccato che poco prima, impazzito dal dolore della perdita di una sua amica, era diventato un essere freddo e cupo che aveva causato la morte di molti suoi amici. Molto credibile.
Inori è la copia mal fatta di Rei Ayanami: passato misterioso, poche parole, il solito cliché, mentre Gai è lo stereotipo del ragazzo perfetto e invincibile, ossia l'opposto di Shu, peccato che poi all'improvviso sveli la sua vera natura e diventi l'antagonista finale. E il tutto avviene in pochi episodi, così all'improvviso, con spiegazioni sommarie e poco credibili

La grafica invece è molto curata e spettacolare e infatti gli effetti dell'estrazione dei void e le scene d'azione sono ben rese e sono una vera gioia per gli occhi; il comparto sonoro è molto buono, caratterizzante ed efficace, e le musiche controbilanciano un anime troppo incostante.
"Guilty Crown "è il classico anime 'tutto fumo e niente arrosto', cioè una grafica e un sonoro superbi controbilanciano una trama altalenante e personaggi piatti e stereotipati. Consiglio di vederlo senza aspettarsi alcunché, altrimenti potreste rimanerne delusi, visto che c'era il potenziale perché esso diventasse un bell'anime.