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Certo che è proprio dura mettere un voto a quest'anime.
Per certi versi merita meno di 0, per altri più di 10, per altri ancora galleggia sul 5. Ma il giudizio è complessivo, quindi devo chiedermi: quest'anime merita la sufficienza? E la risposta è sì. Ma se la domanda fosse stata del tipo "lo consiglieresti?", non so cosa avrei risposto.

Faccio questo preambolo perché molti leggono le recensioni per capire se valga o meno la pena guardare una determinata serie animata. Però in questo caso leggere le opinioni altrui servirebbe a poco, "Mawaru Penguindrum" è un anime difficile da giudicare, difficile da spiegare, difficile persino da capire. E questo perché alla regia c'è un tale Kunihiko Ikuhara, chi conosce "La rivoluzione di Utena" capirà cosa intendo. Chi invece non la conosce potrà afferrare il concetto attraverso questo termine: simbolismo.
Sì, simboli. Allegorie. Metafore. "Mawaru Penguindrum" è questo, un susseguirsi di scene apparentemente nonsense legate da un comune denominatore.

Se amate la roba di Yoshitoshi Abe (Haibane renmei) siete a cavallo, avete trovato l'anime che fa per voi. Se invece preferite le storie vecchio stile, con una trama chiara e lineare, vi avverto: il rischio noia è enorme. Arrivare al ventiquattresimo episodio per me è stato un parto. Ho pensato più volte di mandare quest'anime a quel paese, ma volevo sapere come andava a finire. Più avanzavo con gli episodi, più avevo l'impressione d'essere sotto effetto di stupefacenti. Vedevo soltanto una serie di cose "strane", slegate tra loro, prive di qualunque spiegazione.
Ai personaggi non sono riuscito ad affezionarmi, potevano morire tutti e non avrei battuto ciglio (cosa che non m'era capitata praticamente mai).
Il fatto è che la confusione nella trama è così tanta che la sospensione dell'incredulità inizia a vacillare. Le regole che governano quell'universo sono totalmente oscure, in qualunque momento può succedere di tutto: gente che muore, resuscita, vola, si trasforma, dice una cosa per poi fare immediatamente tutt'altro, elementi di fantascienza inseriti a scopo onirico/allegorico ma trattati come elementi reali.
Io stavo lì e guardavo tutto questo casino in modo passivo, sperando (invano) che almeno parte di quello a cui stavo assistendo sarebbe stato spiegato negli episodi successivi.
Come ho detto, mi sono annoiato. E quando lo spettatore s'annoia, secondo me, il problema è grave. Soprattutto in un anime come questo, dove il ritmo è abbastanza alto e ci sono cliffhanger sparsi come prezzemolo.
Il problema non è dato dalle numerose allegorie, che invece ho trovato geniali. Nemmeno dalla regia, che ho trovato stupefacente. È la sceneggiatura a non andare, secondo me è stata gestita malissimo. I puzzle vanno bene, anche i milioni di flashback, ma la colla che tiene insieme i pezzi dev'essere di prima qualità. O comunque, avrei apprezzato almeno un po' di sputo, non il nulla cosmico.

Basta, mi fermo qui. Esattamente come "Mawaru Penguindrum" sto parlando di tutto e niente, recensione che ben s'abbina all'opera.
Di trama non ne parlo, anche perché non saprei nemmeno cosa dire. Il comparto tecnico merita invece una menzione speciale: nonostante abbia una certa allergia per gli occhioni shojo, stavolta il tutto era così ben fatto che l'ho semplicemente adorato. Disegni stupendi, esaltati da una regia d'alta scuola. Se anche il resto mi fosse piaciuto allo stesso modo, questo sarebbe diventato il mio anime definitivo. Invece è e rimarrà un titolo che difficilmente rivedrò (salvo problemi d'insonnia).