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"Avatar - The Last Airbender" (o "Avatar: The Legend of Aang"): un anime inaspettatamente e incredibilmente interessante! Vidi in un primo momento qualche episodio in tv senza dargli troppo peso (in fondo era solo un "cartone per bambini"), e invece, dopo i ripetuti consigli di alcuni amici, eccomi lì a guardare con passione un prodotto diverso da quello che mi aspettavo: "Avatar", un anime davvero di magnifica fattura. Ma andiamo con ordine.

"Avatar" è una serie di animazione americana riuscita particolarmente bene. È divisa in tre stagioni chiamate, in ordine, Acqua, Terra e Fuoco. Il motivo è presto detto: nel mondo delineato nell'anime esistono persone in grado di dominare e sfruttare a proprio piacimento i classici quattro elementi: terra, fuoco, aria e acqua. Chi ha questa abilità innata può sfruttare però un solo elemento, mentre l'unico che li padroneggia tutti e quattro è il leggendario avatar. Costui è Aang, un adolescente dominatore dell'aria e protagonista della nostra storia. Per il resto la trama è semplice: il nostro eroe dovrà imparare a manipolare tutti gli elementi e sconfiggere il re della nazione del fuoco che spadroneggia e sottomette le altre nazioni.

Durante il suo viaggio Aang si circonda di amici e nemici e nascono così filoni narrativi paralleli i quali si riconducono sempre e comunque, in qualche modo, alla trama principale. Personaggi secondari, visti solo per una puntata, spesso in seguito riappaiono, alle volte in maniera decisiva. È una caratteristica non da poco in una serie lunga come questa e che perciò valuto molto positivamente.

I personaggi principali che ruotano attorno ad Aang aumentano sempre più durante l'arco narrativo arrivando a contare, alla fine dell'opera, circa undici figure tra protagonisti e antagonisti (tredici se vogliamo contare il curioso lemure alato Momo e il fantastico bisonte gigante volante Appa, a cui è impossibile non affezionarsi). Il carattere di ognuno di essi è ben delineato nei tratti principali ma, come in tutte le storie di avventura e crescita formativa, mutano e si arricchiscono di tratti particolari che alla fine rendono ogni personaggio unico nel racconto. I sentimenti e i ricordi delle varie figure avranno più volte modo, durante gli episodi, di venire alla luce rendendo così il legame fra loro e lo spettatore sempre più forte.

Sebbene concettualmente la storia sia semplice, la sceneggiatura è realizzata magistralmente. Ogni episodio aumenta il pathos narrativo. Non esistono episodi inutili - dico davvero -, nessuna puntata filler in una serie da 3 stagioni e complessivamente da sessantuno episodi! È veramente difficile trovare anime così. A guardare "Avatar" non ci si annoia mai: si ride un sacco, ci si emoziona, ci si carica a guardare gli scontri (mai banali) e si resta incollati allo schermo mentre la storia va avanti e la trama diventa sempre più fitta e robusta. Purtroppo capita che certi aspetti dell'avventura risultino un po' troppo semplicistici e poco realistici, ma in fondo l'anime è di fantasia e, con tutta la carne al fuoco, ci si può aspettare che alcuni dettagli vengano tralasciati, anche considerato il target principale per cui l'opera è stata concepita.

Per quanto riguarda l'impianto grafico, chiunque può osservare quanto sia ben curato. Il disegno è semplice ma mai trascurato, neanche negli sfondi. A volte può capitare che certi soggetti vengano resi in modo un po' "cartonato", ma credo che anche questo faccia parte della semplicità con cui l'anime inizialmente si propone. È negli scontri e nelle battaglie che "Avatar" dà però il massimo. Combattimenti fluidi, dinamici e curatissimi; una scena non viene mai riutilizzata due volte (e vale per tutto l'anime, non solo per i combattimenti). Vedere i dominatori utilizzare gli elementi e scontrarsi fra loro è davvero appassionante e man mano che la serie prosegue le tecniche e le abilità dei personaggi si moltiplicano, migliorano e si affinano.

Anche il comparto audio non è niente male. Sebbene non esista una opening, l'anime si correda di molte colonne sonore specifiche per i diversi momenti scenici: combattimenti, momenti di pace o romantici, attimi di suspance e così via. Ovviamente le musiche non sono le stesse dall'inizio alla fine, ma vengono gradualmente modificate durante l'arco di tutta la serie.

Nel complesso "Avatar: The Last Airbender" (o "Avatar: The Legend of Aang" che dir si voglia) è un prodotto incredibilmente ben riuscito. Nonostante sia stato proposto come un titolo per bambini (e forse questo lo penalizza po'), risulta uno degli anime più completi e ben fatti che abbia mai visto: mai un momento di defaillance; ogni episodio ha un suo obbiettivo da raggiungere e lo centra in pieno; personaggi curati, che ritornano sempre in scena al momento giusto; una trama per niente scontata, che si dipana in un intreccio narrativo ben strutturato e mai trascurato; disegni semplici ma perfetti. Insomma, un anime che sa appassionare lo spettatore su più fronti. Di certo una delle migliori opere che abbia visto.

Un consiglio? Guardatelo in inglese: i dialoghi sono semplici da capire e secondo me rendono molto meglio.