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Secondo i canoni classici degli shoujo, intesi come love story tra ragazzi adolescenti, una ragazza col complesso della Cenerentola di solito si innamora del tipico principe azzurro. Non è il caso di "My Little Monster", dove una ragazza sciatta e dal carattere burbero si innamora di un compagno di classe dalla rissa facile.

La storia inizia quando una professoressa chiede a Shizuku di recarsi da Haru per convincerlo a frequentare la scuola, pena la ripetizione dell'anno scolastico. Grazie a questo incontro entrambi cambieranno, riuscendo ad aprirsi agli altri e a fare nuove amicizie.
Tralasciando l'annosa questione degli adolescenti giapponesi incapaci di fare amicizie, la trama in sé risulta essere discreta, nonostante la poca originalità. Eppure, trascorse le prime puntate, la sceneggiatura è così mediocre da spingerti a pensare che il potenziale della storia c'è, ma non è sfruttato, e che l'anime risulta infine essere quasi un fallimento.

I due protagonisti, pur essendo interessanti nella loro atipicità, alla lunga sono irritanti; Haru è così manesco che, quando è in preda alla gelosia e alla possessività, colpisce l'amata con pugni e oggetti vari. Un soggetto del genere è da rieducazione ed è il motivo principale per cui ho detestato quest'anime. Avrei preferito invece una love story con Yamaken, soggetto ambiguo ma più adatto a una ragazza con la testa sulle spalle come Shizuku. Amica della coppia è Natsume, ragazza complessata che ha una cotta per un adulto, rapporto questo che poteva avere del vero potenziale, ma lasciato in sospeso.
La sfera amorosa di Natsume non è la sola ad essere stata trattata con superficialità e senza approfondimento. Il rapporto difficile tra Haru e suo padre (e suo fratello) non ha una spiegazione; si intuisce solo che il fratello lo odia (o lo invidia), ma non si capisce il perché. Dicasi altresì per la zia di Haru, la madre in carriera di Shizuku e la capoclasse secchiona, altro personaggio trascurato. Nota invece d'onore per Yuu, personaggio simpaticissimo che porta una ventata d'allegria nella seconda parte.

L'anime è appena sufficiente anche nel comparto tecnico: grafica accettabile ma non priva di difetti, e colonna sonora anonima e senza mordente.

Consiglio la visione solo agli amanti delle love story tra studenti, con gag dalla comicità spicciola e demenziale, e che si accontentano di un comparto tecnico accettabile ma criticabile.