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7.5/10
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Qual'è la più grande paura di ogni essere umano? Rimanere soli, essere dimenticati da tutti, e se questo valesse anche per un dio?
Yato è un dio senza seguaci, senza un tempio o qualsivoglia luogo di culto, un vagabondo che presta il suo aiuto agli esseri umani in cambio di soli 5 yen, in tal modo il suo ricordo passa di persona in persona come una sorta di testimone ed in tal modo riesce a rimanere in vita (se una divinità viene dimenticata essa cessa di esistere).
Spesso i problemi che si trova a dover risolvere sono di origine sovrannaturale, in genere causati dagli ayakashi, spiriti maligni, invisibili all'occhio umano, che prendono forma dai pensieri negativi delle persone.
Per poter sconfiggere gli ayakashi le divinità usufruiscono della collaborazione degli shinki, fantasmi che stabiliscono un contratto con un dio, in tal modo essi ricevono un nome e la possibilità di potersi trasformare in un oggetto/animale ad utilizzo del proprio padrone. Le forme che uno shinki può assumere sono molteplici, da spade ed armature a leoni, aquile, fino a oggetti di uso quotidiano come orecchini e ventagli.
Yato dopo aver reciso l'ennesimo contratto col suo ultimo shinki, a causa della sua natura scontrosa e trasandata, incontra Hiyori, una giovane studentessa di liceo che a causa dello stesso Yato verrà investita da un camion. L'incidente avrà effetti a dir poco bizzarri sulla vita di Hiyori, la quale soffrirà di una sorta di attacchi narcolettici durante i quali l'anima della ragazzi si scinderà dalle sue spoglie mortali.
Da qui in poi Hiyori continuerà a pregare Yato di ristabilire la normalità nella sua vita, ma seguendolo nelle sue avventure inizierà ad affezionarsi a lui e ad abituarsi a questo nuovo modo di vivere.
Lo story-telling nonostante gli spunti interessanti, una buona caratterizzazione dei personaggi con complessi background (Yato e Vaisravana) ed un evoluzione dinamica dei vari character, in primo luogo Yukine nel suo cammino di redenzione dalla corruzione degli ayakashi, riprende spunti da altri manga già esistenti certe volte risultando derivativo in maniera eccessiva.
Il carattere burbero ed egoista, l'obbiettivo di diventare un dio a tutti gli effetti, fanno accostare facilmente il personaggio di Yato a quello di Inuyasha, eccezion fatta che quest'ultimo volesse diventare un demone anziché un dio. Il parallelismo diventa ancora più netto osservando il rapporto di Yato con Hiyori che si evolve seguendo la stessa progressione di quello di Kagome ed Inuyasha.
Fortunatamente questo lato derivativo se ne contrappone uno evolutivo, infatti il rapporto divinità-shinki ricorda subito quello meister-weapon di "Soul Eater", ma quello di Noragami risulta essere più profondo ed introspettivo, gli shinki sono come una famiglia per un dio, se quest'ultimi sono tristi la divinità ne soffrirà di riflesso, se iniziano a covare odio ed invidia vengono corrotti ed il loro padrone dopo una serie di "punture" si ammalerà e morirà. L'autore è profondamente consapevole della drammaticità di questo tipo di legame e così andrà ad inscenare episodi di squisita teatralità, come nel caso della faida del clan "ma".
Dal punto di vista grafico il manga di difende bene, con un tratto pulito, mai confusionario e con buoni contrasti tra i bianchi e neri. Da notare anche la cura dei dettagli che viene riposta sia nel ricreare il dinamismo delle scene di combattimento, sia nel realizzare scene di tensione.
Piccolo appunto sull'edizione italiana, il 15 febbraio la jpop ha ufficialmente confermato che la serializzazione è interrotta, quindi vi consiglio vivamente di leggerlo su scan.