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Terminata la lettura del quindicesimo volumetto di «Bungo Stray Dogs», penso si possa fare una prima valutazione di questo manga, che nasce dalla storia di Kafka Asagiri e dai disegni di Sango Harukawa (entrambi alla prima serializzazione, iniziata nel 2012).
Le vicende narrate sono quelle dell'Agenzia di Detective Armati, al cui interno lavorano individui dotati di poteri sovrannaturali. L'Agenzia, sullo sfondo della città portuale di Yokohama, si scontra con l’organizzazione criminale denominata Port Mafia (e non solo con questa).

I volumi finora pubblicati mi hanno parecchio soddisfatta, è un’opera “leggera” che riunisce molte delle qualità che spero di trovare quando inizio a leggere una nuova storia: per prima cosa si tratta di una storia corale, perché Atsushi Nakajima, il ragazzo che compare nella prima scena, cacciato dall'orfanotrofio e che cerca di trovare il coraggio di derubare i passanti, è il protagonista, ma non è “sempre sulla scena” e intorno a lui si muovono molti personaggi che costituiscono un gruppo di individui decisamente “sopra le righe”, ognuno è eccentrico a modo suo. Sono personaggi ben scritti: per quanto “strambi”, ognuno risulta coerente con sé stesso (e ricorda un po’ «Durarara!!» per entrambi questi aspetti).
Una particolarità di «Bungo Stray Dogs» che è per me vera fonte di piacere nella lettura è senza dubbio quella dovuta al gioco dei riferimenti letterari: i personaggi hanno nomi di scrittori famosi, giapponesi e non, e anche i poteri paranormali dei personaggi sono legati, per il nome e per gli effetti, alle opere letterarie di quegli stessi scrittori. Ogni volta che viene presentato un nuovo personaggio è divertente cercare di indovinare quale sia la sua “specialità”.

Ben giocato è l’aspetto investigativo: nonostante la presenza di poteri sovrannaturali i casi spesso sono del tipo “giallo classico”: perché i poteri si conoscono prima e si possono fare ipotesi su come ognuno giocherà le carte a disposizione (e poi i casi con Rampo e Poe hanno anche un’aura da “super-classici”). Oltre all'azione molto spazio è dato anche alla strategia e ai giochi tattici, a improbabili (e interessanti) alleanze temporanee; gran mattatore per quest’aspetto è il mio personaggio preferito, Osamu Dazai: intelligente, ironico, cinico e con sprazzi di dolcezza inaspettata, con gran sangue freddo e con un che di inspiegato, di tetro che lo rende ancora più interessante. A quest’ultimo aspetto si collega un altro elemento che trovo vincente: i confini fra bene e male, fra buoni e cattivi, non sono mai troppo netti, i “cattivi” non sono personaggi secondari senza approfondimento psicologico, messi lì solo perché devono esserci: hanno le loro motivazioni, sono parimenti intelligenti e abili, fascinosi e, talora, anche amabili.

Il tono non è però pesante, c’è anche una componente comica, in cui gioca un ruolo l’eccentricità dei personaggi, che dà la gradevole impressione che l’autrice non voglia prendersi troppo sul serio: sono personaggi che cercano il proprio posto nel mondo, soffrono e le situazioni possono essere pericolose, ma la narrazione mantiene un tocco di divertimento.

Promuovo, quindi, a pieni voti il lavoro della scrittrice; lo stesso per me vale per il lavoro dell’illustratore. I personaggi hanno un character design molto efficace, sono tutti decisamente belli, gli uomini come le donne, i ragazzini come gli adulti, in modo più o meno convenzionale ognuno di loro esprime fascino. Il disegno è particolare, non è detto che piaccia a tutti: è sporco e duro, gli sfondi spesso sono appena accennati, ma anche per questo lo trovo molto adatto alla storia. Molto intrigante anche il "gioco" di corrispondenze fra il tratto usato per le iridi dei personaggi e il loro stato emotivo (spiegare di più sarebbe spoiler). Meno dichiarato (forse solo un'impressione mia) anche una sorta di "scherzo" grafico per cui ciocche di capelli o accessori vari (le cinture, le sciarpe, le felpe arrotolate in vita) che, qui e là, danno l’idea di essere quasi “propaggini animate”, quasi una sottile "suggestione furry".

Una formula che potrebbe andare avanti a lungo o terminare in pochi volumi, la cosa sarà - immagino - decisa dalle vendite, al momento non si vedono cali: un gruppo di nuovi personaggi introdotti proprio nel volume 15 testimonia che le idee, al momento, non mancano. Secondo me è una serie che merita una possibilità: un intrattenimento “leggero” ma ben fatto. Voto provvisorio, in attesa di vedere come si concluderà: 8,5.