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7.5/10
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Ecco un altro pilastro della mia gioventù. Kanon (2006, non l'altro...) è una serie a cui sono profondamente affezionato, non solo per l'effetto nostalgia datomi da una serie che ho visto la prima volta ormai 15 anni fa... ci sono affezionato proprio perché è una serie divertente.
Ovviamente ha i suoi anni e il tempo non è stato molto clemente sotto certi aspetti (come il character design), ma dopo un episodio di "adattamento", ritorna subito godibilissima. Infatti, nonostante il già citato character design decisamente datato, le animazioni in molte scene sono molto fluide. Tutto sommato, poco da sorprendersi visto che rimane un prodotto KyoAni.
Ma la cosa che forse mi ha sorpreso di più è che, nonostante sia una storia così datata, i "tempi morti" sono pochissimi. E' un problema che ho riscontrato in tantissimi prodotti di quell'epoca, zeppi di silenzi innaturali fra una battuta/scena e l'altra... ma questa serie (almeno a parer mio) ne è un'eccezione, buona sceneggiatura.
Buon lavoro pure agli scrittori per lo storytelling, in diverse scene il foreshadowing è gigantesco.
Altro punto di forza è il doppiaggio e la scrittura dei dialoghi: le scenette/gag fra il protagonista e la "spalla comica" di turno sono quasi sempre molto divertenti (pure 15 anni dopo, "Uguu~ Boku Ayu." mi stende ancora), e col tempo finisci per affezionarti a questi personaggi, creando una connessione emotiva che ti porta ad aprire i rubinetti quando capita una scena commovente o triste.
A proposito, le scene intense e commoventi non mancano... ho frignato più di una volta, pure negli archi narrativi più "deboli".


Ed ora, tocchiamo le note leggermente più dolenti.


!!! SPOILER ALERT, suppongo... !!!

Anche se personalmente non mi ha mai dato fastidio, lo stereotipo del protagonista con l'amnesia risulta abbastanza noioso al giorno d'oggi, avendolo già visto un milione di volte. E' di fatto un espediente un po' facilone per far calare lo spettatore nei panni del protagonista, essendo entrambi piuttosto ignoranti dei precedenti rapporti con gli altri personaggi, ed è un ottimo mezzo per creare un bel po' di drama. Ma, allo stesso tempo, bisogna riconoscere che almeno narrativamente la cosa è giustificata (il trauma passato) e riconosco anche che nel 2006 forse non era ancora nemmeno uno stereotipo così affermato per questo genere di storie.
Pure il finale non l'ho trovato esaltante. Non tanto per l'happy ending che ci stava, ma per l'ESTREMA velocità con cui è arrivato, tanto che passando dal penultimo all'ultimo episodio ho temuto di essermi perso qualcosa e ho controllato di aver cliccato play su quello giusto. Visto che si sono presi la libertà di prendersi il loro tempo a costruire i diversi archi narrativi, speravo in un finale un po' meno frettoloso. Discorso simile per l'arco narrativo di Shiori, che pare quasi interrotto a metà.
Per non dimenticarci del fatto che la serie risente palesemente della visual novel da cui è tratta, ovvero che nel passaggio da un arco narrativo all'altro, il cambio di focus da una ragazza all'altra risulta a volte un po' forzato... con quelle che (a mio parere) sono le uniche eccezioni: Ayu, con la quale Yuuichi ha costruito lentamente un rapporto per circa 20 episodi, e Makoto, che rimane nei pensieri di Yuuichi.

!!! FINE SPOILER !!!


Ma, a parte qualche stereotipo narrativo di troppo e qualche problemino col ritmo di alcuni archi narrativi, l'opera complessivamente rimane godibilissima.

Nota d'onore per la bellissima sigla iniziale che ti catapulta indietro a quell'epoca e ti mette nel mood perfetto per l'inizio dell'episodio, penso di averla skippata giusto un paio di volte quando proprio avevo tanta fretta.