Recensione
To Your Eternity
6.5/10
Recensione di Johnny Ryuko
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Di recente ho rivisto La forma della voce e recuperato anche il manga. Un apprezzamento per questa opera che mi ha dato la spinta definitiva a orientarmi verso To Your Eternity, l'altra creazione di Yoshitoki Ōima. Purtroppo sono rimasto un po' - tanto - deluso.
Attenzione, la recensione contiene spoiler.
Non mi perdo nel raccontarvi la trama, che trovate ovunque. Mi limiterò come sempre alle mie impressioni. E quelle del primo episodio, non lo nego, sono state eccellenti. L'incipit potrebbe essere anche una storia a sé, ti fulmina, per poesia e drammaticità, per la colonna sonora. Potresti anche dire "io sono a posto così", eppure ne vuoi di più. E quindi prosegui.
Ma la storia dell'entità subito dopo inizia a zoppicare. Se l'arco narrativo di March può anche essere accettabile e termina in tragedia, costringendo Fushi, l'entità, a "crescere" se vogliamo, quello dedicato a Gugu risulta interessante ma si dilunga fin troppo e qui la chiusura appare una ripetizione di quello precedente, con la morte dell'individuo al quale Fushi si appoggia. C'è una ricerca forzata del dramma, dell'intensità emotiva a tutti i costi. Capisco che possa colpire un certo spettatore, ma io ci leggo artificiosità. Il che stona con i personaggi, per esempio Gugu è davvero ben scritto e nella parte finale, prima della sua dipartita, diventa il vero protagonista. Ma non è il solo ad avere tridimensionalità. Anche Pioran, Parona, Rean, persino Shin, il fratello di Gugu, sono credibili. Eppure la narrazione risulta meccanica.
Un altro elemento che non funziona quasi del tutto in To Your Eternity è l'antagonista. Ve ne sono ben due. Ma il primo, i nokker, è inconsistente, è un avversario senza concretezza.
Hayase invece risulta a tratti macchiettistica, più un pretesto per spingere in avanti la storia che altro.
Purtroppo la serie, da metà in avanti, subisce un crollo con il pastoso e pastrocchiato arco narrativo di Jananda. Sarò sincero, ma l'hanno riletta la sceneggiatura prima di dare il visto/approvato? È così un controsenso continuo che sembra una fan fiction da wattpad scritta da un ragazzino alle prime armi. Tutto il world building dell'isola non ha senso logico, una struttura sociale che non ha basi e che crolla su se stessa se si prova ad analizzarla nel dettaglio. Il personaggio di Tonari sembra bipolare. E, anche qui, finale drammatico con morti e sacrifici, un'apocalisse zombi e lo strappalacrime (!) addio finale. Fushi sembra subire un'involuzione vertiginosa e si fa davvero fatica a prestare anche solo attenzione, tra uno sbadiglio e l'altro. Con poco senso il finale, nel quale si porta dietro Hayase per poi abbandonarla alla deriva. Perché non ucciderla e basta? E infatti ci viene mostrato in maniera palese come sopravviva e sarà ancora un villain nel prossimo futuro. Fin troppo scontato.
Il comparto tecnico è discreto. Belle le musiche e le sigle, c'è qualche animazione più studiata ma in genere si attesta sopra la sufficienza. Mi ha dato l'idea di una produzione "industriale", con sfondi un po' scarni e dettagli ridotti al minimo.
Proseguirò con le stagioni successive? Non lo so e comunque non subito. In tutta onestà non ne ho grande voglia adesso, questa prima stagione non mi hanno fornito quel gancio di curiosità per spingermi ad andare avanti. L'anime merita la sufficienza ma, visti i tanti commenti positivi che rafforzavano le mie aspettative, mi aspettavo qualcosa di molto più rifinito. Un peccato perché quel primo episodio è stato tanto folgorante quanto illusorio.
Attenzione, la recensione contiene spoiler.
Non mi perdo nel raccontarvi la trama, che trovate ovunque. Mi limiterò come sempre alle mie impressioni. E quelle del primo episodio, non lo nego, sono state eccellenti. L'incipit potrebbe essere anche una storia a sé, ti fulmina, per poesia e drammaticità, per la colonna sonora. Potresti anche dire "io sono a posto così", eppure ne vuoi di più. E quindi prosegui.
Ma la storia dell'entità subito dopo inizia a zoppicare. Se l'arco narrativo di March può anche essere accettabile e termina in tragedia, costringendo Fushi, l'entità, a "crescere" se vogliamo, quello dedicato a Gugu risulta interessante ma si dilunga fin troppo e qui la chiusura appare una ripetizione di quello precedente, con la morte dell'individuo al quale Fushi si appoggia. C'è una ricerca forzata del dramma, dell'intensità emotiva a tutti i costi. Capisco che possa colpire un certo spettatore, ma io ci leggo artificiosità. Il che stona con i personaggi, per esempio Gugu è davvero ben scritto e nella parte finale, prima della sua dipartita, diventa il vero protagonista. Ma non è il solo ad avere tridimensionalità. Anche Pioran, Parona, Rean, persino Shin, il fratello di Gugu, sono credibili. Eppure la narrazione risulta meccanica.
Un altro elemento che non funziona quasi del tutto in To Your Eternity è l'antagonista. Ve ne sono ben due. Ma il primo, i nokker, è inconsistente, è un avversario senza concretezza.
Hayase invece risulta a tratti macchiettistica, più un pretesto per spingere in avanti la storia che altro.
Purtroppo la serie, da metà in avanti, subisce un crollo con il pastoso e pastrocchiato arco narrativo di Jananda. Sarò sincero, ma l'hanno riletta la sceneggiatura prima di dare il visto/approvato? È così un controsenso continuo che sembra una fan fiction da wattpad scritta da un ragazzino alle prime armi. Tutto il world building dell'isola non ha senso logico, una struttura sociale che non ha basi e che crolla su se stessa se si prova ad analizzarla nel dettaglio. Il personaggio di Tonari sembra bipolare. E, anche qui, finale drammatico con morti e sacrifici, un'apocalisse zombi e lo strappalacrime (!) addio finale. Fushi sembra subire un'involuzione vertiginosa e si fa davvero fatica a prestare anche solo attenzione, tra uno sbadiglio e l'altro. Con poco senso il finale, nel quale si porta dietro Hayase per poi abbandonarla alla deriva. Perché non ucciderla e basta? E infatti ci viene mostrato in maniera palese come sopravviva e sarà ancora un villain nel prossimo futuro. Fin troppo scontato.
Il comparto tecnico è discreto. Belle le musiche e le sigle, c'è qualche animazione più studiata ma in genere si attesta sopra la sufficienza. Mi ha dato l'idea di una produzione "industriale", con sfondi un po' scarni e dettagli ridotti al minimo.
Proseguirò con le stagioni successive? Non lo so e comunque non subito. In tutta onestà non ne ho grande voglia adesso, questa prima stagione non mi hanno fornito quel gancio di curiosità per spingermi ad andare avanti. L'anime merita la sufficienza ma, visti i tanti commenti positivi che rafforzavano le mie aspettative, mi aspettavo qualcosa di molto più rifinito. Un peccato perché quel primo episodio è stato tanto folgorante quanto illusorio.
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