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Che cosa si può dire di un film che dura solo 46 minuti?
Purtroppo non molto e, in questo caso, addirittura niente.

Considerati i minuti a disposizione, la trama è molto semplice: Kaede è una liceale presa di mira da alcune ragazze della sua classe, capeggiate dalla sua ex migliore amica.
Un giorno, Kaede coglie in flagrante Kishida, che per noia passa il tempo a rubare biciclette aprendone i lucchetti, e gli chiede di aprire la porta chiusa che conduce al tetto.
Nel mentre, una nuova insegnante giunge a scuola.

Il tema del film è più attuale che mai, nonostante sia stato realizzato nel 2001, e di certo non meritava di essere così corto.
Con film che durano due ore, ai personaggi viene dedicato fin troppo tempo per raccontare il loro background (sfociando spesso nella noia), mentre qui non viene spiegato niente di niente.

Per quale motivo Kasumi, l’amica di Kaede, comincia a prenderla di mira una volta alle superiori?
Il motivo per cui Kishida ruba le bici altrui è davvero la noia, o c’è dietro qualcosa di più serio?
Perché gli insegnanti sono ciechi di fronte al bullismo che Kaede subisce?
Queste sono solo tre delle domande che mi sono posta mentre guardavo il film, ma di cui non si intuisce minimamente la risposta.

Avendo solamente 46 minuti a disposizione, tutto si svolge di corsa, e poco importa se qualcosa viene perso per strada.
Chi non sono riuscita assolutamente a inquadrare in fatto di utilità è stata la nuova insegnante.
Con ciò che ha fatto in passato, mi ha stupito che sia riuscita a diventare insegnante e che sia stata addirittura assunta nella scuola dove aveva studiato.

Si pensa che sarà lei ad aiutare Kaede a uscire dalla situazione in cui si trova, ma in realtà le due non hanno alcuna interazione, a parte incrociarsi per pochi secondi su una rampa di scale.
In sostanza, il personaggio fa giusto un discorso alla classe riguardante il bullismo, che ha un risvolto positivo semplicemente perché mancavano davvero pochi minuti al finale.

In sintesi, il messaggio che il film lancia è molto chiaro, ma ciò che lo penalizza è il pochissimo tempo a disposizione.
Promosso per il tema che viene affrontato, ma bocciato sul fronte della durata.