Recensione
Parto subito con una premessa: sono sempre molto scettica quando si parla di anime che affrontano il tema della disabilità. Visto che ero stata piacevolmente sorpresa da La forma della voce, speravo in qualcosa di simile. Non per i temi specifici (come il rischio di suicidio legato al bullismo), ma per il modo in cui le problematiche venivano toccate. Speravo di vedere affrontato il tema dell’essere "diversi" in una società che non tollera le diversità come quella giapponese, dove, se non sei performante come gli altri, vieni emarginato, magari con garbo e cortesia, ma pur sempre isolato.
Mi aspettavo di vedere le difficoltà dell'accettazione e le dinamiche complesse che ne derivano (e sì, mettiamoci pure la componente romance, che fa parte del pacchetto). Invece, Love Unseen Under Beneath the Clear Night Sky si rivela un’accozzaglia di drammi medici assurdi, capaci di far venire la pelle d’oca persino al peggior cancer movie del decennio.
[Lievi spoiler]
La trama ha una buona premessa bruciata male. La cecità è l'elefante nella stanza solo all'inizio, dove la narrativa, a dire il vero, parte anche bene. Koharu è un problema per i compagni di corso e vive le classiche difficoltà di una studentessa non vedente. Quella a cui non si parla metti che ti chiede qualcosa. La compagna di corso dedicata al supporto che le prende gli appunti scarica il compito a Kakeru, il nostro eroe, un compagno di classe troppo educato per tirarsi indietro. Parlatale, Kakeru scopre in lei una personalità positiva e gioiosa, magari un po' forzata e poco credibile, ma funzionale a creare quel contrasto narrativo necessario a far risaltare Kakeru stesso, un normodotato depressivo che risulta essere un conglomerato di problemi ben peggiore della compagna cieca ed eccentrica.
La premessa era buona e sensata. Poi però, dopo un avvicinamento tra i due discutibile ma che stava quasi funzionando, la storia crolla. Ci si dimentica di Kakeru e dell'analisi sull'essere diversi, e via entriamo nel baratro del drama medico assurdo.
Ci buttano dentro la recidiva del tumore che aveva reso cieca Koharu: un quarto stadio con metastasi al fegato e cicli di chemioterapia. Il tutto gestito "a tarallucci e vino": lei rimane sempre bellissima e lui passa dal non sapere cosa fare all'eleggerla a propria ragione di vita, senza alcun passaggio logico nel mezzo. Lo spettatore viene sommerso dalla scheda clinica della ragazza e martellato da eventi grotteschi, come oncologi che in pausa caffè violano la privacy del paziente e fanno affermazioni mediche pericolose. Cose del tutto credibili, insomma.
Da un certo punto in poi sembra che l'unico scopo della narrazione sia accanirsi sullo spettatore con questa parentesi cancer movie, peraltro gestita malissimo. La cecità e l'integrazione sociale finiscono dritte nel WC: conta solo che lei ha un piede nella fossa ma, col potere dell'amore, ci si riprende pure da un quarto stadio metastatico. Non cito nemmeno certi commenti che ho letto in giro, giuro che ho dovuto farmi del male per finire la serie.
Si arriva così disperati e delusi a un finale ridicolo. Ma googlare cosa succede agli organi riproduttori dopo anni di chemioterapia costava troppo al team di sceneggiatori?
[/lievi spoiler]
Vorrei almeno poter dire che il comparto tecnico è stupendo, ma è drammaticamente nella media.
Musiche: del tutto dimenticabili.
Character design: semplice e privo di mordente.
Animazioni: blande e senza guizzi.
Voto: 3 / 10
Do 3 invece di un -5 solo ed esclusivamente perché l'inizio illude parecchio, facendo credere che la serie voglia davvero parlare d'altro.
Mi aspettavo di vedere le difficoltà dell'accettazione e le dinamiche complesse che ne derivano (e sì, mettiamoci pure la componente romance, che fa parte del pacchetto). Invece, Love Unseen Under Beneath the Clear Night Sky si rivela un’accozzaglia di drammi medici assurdi, capaci di far venire la pelle d’oca persino al peggior cancer movie del decennio.
[Lievi spoiler]
La trama ha una buona premessa bruciata male. La cecità è l'elefante nella stanza solo all'inizio, dove la narrativa, a dire il vero, parte anche bene. Koharu è un problema per i compagni di corso e vive le classiche difficoltà di una studentessa non vedente. Quella a cui non si parla metti che ti chiede qualcosa. La compagna di corso dedicata al supporto che le prende gli appunti scarica il compito a Kakeru, il nostro eroe, un compagno di classe troppo educato per tirarsi indietro. Parlatale, Kakeru scopre in lei una personalità positiva e gioiosa, magari un po' forzata e poco credibile, ma funzionale a creare quel contrasto narrativo necessario a far risaltare Kakeru stesso, un normodotato depressivo che risulta essere un conglomerato di problemi ben peggiore della compagna cieca ed eccentrica.
La premessa era buona e sensata. Poi però, dopo un avvicinamento tra i due discutibile ma che stava quasi funzionando, la storia crolla. Ci si dimentica di Kakeru e dell'analisi sull'essere diversi, e via entriamo nel baratro del drama medico assurdo.
Ci buttano dentro la recidiva del tumore che aveva reso cieca Koharu: un quarto stadio con metastasi al fegato e cicli di chemioterapia. Il tutto gestito "a tarallucci e vino": lei rimane sempre bellissima e lui passa dal non sapere cosa fare all'eleggerla a propria ragione di vita, senza alcun passaggio logico nel mezzo. Lo spettatore viene sommerso dalla scheda clinica della ragazza e martellato da eventi grotteschi, come oncologi che in pausa caffè violano la privacy del paziente e fanno affermazioni mediche pericolose. Cose del tutto credibili, insomma.
Da un certo punto in poi sembra che l'unico scopo della narrazione sia accanirsi sullo spettatore con questa parentesi cancer movie, peraltro gestita malissimo. La cecità e l'integrazione sociale finiscono dritte nel WC: conta solo che lei ha un piede nella fossa ma, col potere dell'amore, ci si riprende pure da un quarto stadio metastatico. Non cito nemmeno certi commenti che ho letto in giro, giuro che ho dovuto farmi del male per finire la serie.
Si arriva così disperati e delusi a un finale ridicolo. Ma googlare cosa succede agli organi riproduttori dopo anni di chemioterapia costava troppo al team di sceneggiatori?
[/lievi spoiler]
Vorrei almeno poter dire che il comparto tecnico è stupendo, ma è drammaticamente nella media.
Musiche: del tutto dimenticabili.
Character design: semplice e privo di mordente.
Animazioni: blande e senza guizzi.
Voto: 3 / 10
Do 3 invece di un -5 solo ed esclusivamente perché l'inizio illude parecchio, facendo credere che la serie voglia davvero parlare d'altro.