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VENERDÌ 9 OTTOBRE 2026

Recensione


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Anime romance/psicologico che non porta nulla di nuovo con se, non è particolarmente originale ma comunque tiene botta, con una seconda stagione in uscita ottobre '26 in patria.
Disegni e animazioni ineccepibili, con espressioni facciali che trasmettono esattamente ciò che la sceneggiatura tratteggia. Appunto la sceneggiatura, ok ma un pò "destabilizzante" una volta che si arriva alla fine di questi primi 13 episodi, perchè la direzione imboccata pare un pò buttata lì.
La caratterizzazione dei personaggi è abbastanza curata per alcuni di loro, che "paiono" i drivers della serie. Altri personaggi avrebbero forse meritato più spazio ma vengono quasi da subito messi un pò in naftalina, ma entrerò a breve nello specifico.

Allerta Spoiler!

Vorrei dire che siamo un pò "alle solite", nel senso che certi comportamenti e pensieri sono del tutto incompatibili con ragazzi adolescenti di seconda superiore, questo oramai è un cliché che negli anime giapponesi viene fin troppo abusato.
Funziona? Ni, molto probabilmente per i nipponici, molto meno per me.
Ciò che ha funzionato non benissimo, a mio avviso, è dunque la sceneggiatura e la caratterizzazione dei personaggi.
Nella parte iniziale compare un Kenta che poi evapora letteralmente dalla serie. Dell'harem di Saku, due (Haru e Yua) praticamente fanno da cartonati di fondo, sostanzialmente inutili o poco più. Ma, più in generale, se si volesse dividere in sezioni la prima stagione, direi un 20% iniziale su Kenta, 70% su Yuzuki e 10% finale, quasi un colpo di coda nel tentativo di creare scompiglio, su Asuka. Così è, se vi pare.
Nel mentre ci sono i flashback dell'infanzia di Saku, in campagna in compagnia del suo primo amore (che pare tanto Asuka, me se davvero fosse lei e lui non'avesse ancora riconosciuta...allora è da camicia di forza anche lo sceneggiatore), alcuni suoi atteggiamenti del tutto incomprensibili: rifugge ad ogni contatto, anche stretta di mano, senza apparente motivo, salvo poi (alla fine) concederle senza problemi, fugge quasi intimorito da qualunque strafiga gli si avvicini...Diciamo che se per i Giapponesi è normale concepire un adolescente che fa certi discorsi o tiene certi atteggiamenti e poi tiene le distanze da ogni ragazza...beh, hanno serissimi problemi. Tipo il personaggio di Yanashita...ma esistono davvero ragazzi del genere in Giappone?! Da paura...
Poi, uno sforzo in più per diversificare Tomoya e Kazuki potevano anche farlo, in pratica differiscono per il ciuffo portato a destra o sinistra. L'unico personaggio maschile sano mi è parso Kaito, il resto è da neuro.
A Saku, il protagonista, manca solo la tutina con la S davanti e una cabina del telefono dove cambiarsi, poi sarebbe apposto. Anche meno...
Concludo su Asuka, dove viene data prima un'immagine e poi viene quasi stravolta, come se parlassimo di due persone diverse o della stessa ma completamente instabile, che passa dall'anima libera per eccellenza alla figlia devota...
Insomma, una lunga serie di forzature che stonano non poco.

Concludendo, sul comparto tecnico non c'è nulla da dire, ineccepibile.
Sulla sceneggiatura qualche scivolone è invece stato fatto, con una ripartizione della story-line poco omogenea/lineare, alcuni argomenti buttati lì ma non si sa bene perchè e altri invece lasciati in un angolo senza apparente motivo.
Sulla caratterizzazione dei personaggi ci sono delle forzature che stridono da morire.
Dire che è un'anime brutto e che non ti "stuzzichi la curiosità" sarebbe una bugia, peccato però perchè sarebbe potuto essere molto meglio secondo me.