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VENERDÌ 16 OTTOBRE 2026

Recensione


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Nella pletora di Isekai tutti uguali, come premessa e svolgimento si colloca anche questo Failure Frame, uscito nel 2024, con 12 episodi e una seconda stagione non ancora annunciata, sebbene il materiale cartaceo sia già disponibile. Qual è il motivo allora per dare una chance a questa serie? La risposta, in buona sostanza, sta nel protagonista e in quello che fa.
Toka Mimori è uno studente di liceo di 17 anni, in gita con una classe che, in buona sostanza, è fatta da ragazzi abbastanza mediocri e presuntuosi. Come in molte opere di questo genere, una sorta di evocazione, li porta dal pulman della gita al cospetto di un edificio in stile medielvale, con una "dea", Vicius, pratiacmente nuda, che li proclama eroi. Sempre ricalcando i cliché del genere Isekai, abbiamo la valutazione con le lettere dell'alfabeto latino, ed a Toka tocca il livello più basso, E. Vi suona tutto familiare? Se avete visto uno tra "Solo Levelling", oppure "My Status as an Assassin Obviously Exceeds the Hero's", avrete già capito dove andremo a parare, con Toka che viene scartato dalla non molto divina Vicius e mandato a morire in un posto chiamato Le rovine degli scarti. Ma a quanto pare, le capacità di Toka sono tutt'altro che scarse...
Come avrete intuito, l'icipit non è dei migliori, ed oltre a questo fin dai primi episodi balzerà all'occhio un altro problema dell'opera, la scarsa realizzazione tecnica. Spesso vedremo usata la CGI in maniera davvero scadente, non solo con mostri e combattimenti, ma a volte persino con movimenti semplici dei protagonisti. Questo diventa un vero pugno nell'occhio, soprattutto perché i disegni senza CGI sono comunque apprezzabili.
Quello che salva l'anime è la caratterizzazione di alcuni personaggi, e come già anticipato, del protagonista, Toka: lungi da essere l'eroe incompreso che fa tanto presa su certo pubblico, abbiamo un ragazzo incazzato contro le ingiustizie e pronto a usare tutti gli strumenti in suo possesso per vendicarsi di chi lo voleva condannare a morte. Inoltre, pur essendo potentissimo come spesso accade ai protagonisti degli isekai, ha dei limiti d'uso ben precisi dei suoi poteri, il che evita di renderlo una macchina di morte inarrestabile.
Anche alcuni dei compagni di classe hanno una certa caratterizzazione, sebbene siano essenzialmente negativi, mentre avrei gradito un po' più di cura nel personaggi di Seras, poco più che fan service con perennemente le poppe di fuori, e di Eve Speed, fin troppo bidimensionali.
Si spera in una seconda stagione, possibilmente con più budget per la parte tecnica.