Recensione
Albus cambia il mondo
6.0/10
Abbandonato al primo numero.
Di base, questo manga unisce due premesse. La prima è la dinamica tipica del JRPG; quell'insieme di avventure fantasy in cui un eroe deve radunare attorno a sé una squadra di personaggi per raggiungere uno scopo.
La seconda è quella del loop temporale alla "giorno della marmotta", un concetto per cui il nostro eroe continua a rivivere la caccia al demone, apprendendo a ogni tentativo cosa modificare e cosa mantenere invariato nella sua avventura.
Ovviamente il tutto è commutato in una dimensione di attualità, andando a prendere a piene mani dal concetto di videogioco moderno e soprattutto l'aspetto della speedrun.
Quello che differenzia quest'opera da altre con premesse simili, sia nel mondo dei manga sia in contesti occidentali (pensiamo a Edge of Tomorrow con Tom Cruise), è il fatto che la vicenda viene mostrata dal punto di vista di Fiona. La ragazza è una nuova recluta nel team dell'eroe che si ritrova, di riflesso, già a conoscenza di questo meccanismo e di come affrontarlo.
Questo espediente permette uno sguardo sicuramente innovativo, capace di aprire a dinamiche narrative più affascinanti rispetto alla classica scoperta del loop da parte del protagonista (come accade, ad esempio, in Tokyo Revengers).
A tutto ciò si aggiunge un buon comparto grafico, caratterizzato da disegni puliti e netti che non fanno da semplice contorno, ma aiutano a rendere l'opera sicuramente meritevole di una lettura, anche solo del primo volume, per capire se proseguire o meno.
Di base, questo manga unisce due premesse. La prima è la dinamica tipica del JRPG; quell'insieme di avventure fantasy in cui un eroe deve radunare attorno a sé una squadra di personaggi per raggiungere uno scopo.
La seconda è quella del loop temporale alla "giorno della marmotta", un concetto per cui il nostro eroe continua a rivivere la caccia al demone, apprendendo a ogni tentativo cosa modificare e cosa mantenere invariato nella sua avventura.
Ovviamente il tutto è commutato in una dimensione di attualità, andando a prendere a piene mani dal concetto di videogioco moderno e soprattutto l'aspetto della speedrun.
Quello che differenzia quest'opera da altre con premesse simili, sia nel mondo dei manga sia in contesti occidentali (pensiamo a Edge of Tomorrow con Tom Cruise), è il fatto che la vicenda viene mostrata dal punto di vista di Fiona. La ragazza è una nuova recluta nel team dell'eroe che si ritrova, di riflesso, già a conoscenza di questo meccanismo e di come affrontarlo.
Questo espediente permette uno sguardo sicuramente innovativo, capace di aprire a dinamiche narrative più affascinanti rispetto alla classica scoperta del loop da parte del protagonista (come accade, ad esempio, in Tokyo Revengers).
A tutto ciò si aggiunge un buon comparto grafico, caratterizzato da disegni puliti e netti che non fanno da semplice contorno, ma aiutano a rendere l'opera sicuramente meritevole di una lettura, anche solo del primo volume, per capire se proseguire o meno.