logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 0
Otaku moderato

Episodi visti: 48/48 --- Voto 8
Attenzione: la recensione contiene spoiler

Dice il famoso detto: “Non c’è rosa senza spine” e, per la saga delle Pretty Cure, anche questo detto calza molto, dal momento che vengono mostrate sì affascinanti, ma che sanno fare molto male, poiché ci si fa incantare dalla loro bellezza.
Quando si fa il sequel di un anime, bisogna prendere in considerazione molte cose, ma la più ovvia, secondo chi scrive, è se la serie che l’ha preceduta ha avuto successo per giustificarne la produzione; nel caso delle Pretty Cure vi sono stati due casi: il primo è il caso di “Max Heart”, con l’inaspettato successo delle vertiginose vicende che hanno avuto protagoniste Nagisa e Honoka, e il secondo caso, cioè “Yes! Pretty Cure 5 Go Go!”, con il continuo successo della saga delle leggendarie guerriere in generale, e la simpatia che Nozomi e compagne devono aver suscitato in madrepatria per poter giustificare una nuova serie che le abbia avute come protagoniste.
Ed eccoci qua, con una nuova avventura per le cinque guerriere che, da farfalle che volavano con grazia e diventavano api pronte a pungere, ora diventano guerriere meravigliose e inebrianti come rose, che possono pungere con le loro spine nascoste.

E' passato un bel po’ di tempo da quando la minaccia di Nightmare è stata sventata e gli abitanti di Palmier, inclusi Nuts, Coco, e Milk, sono tornati nel loro regno in compagnia delle cinque luci; di fatto, Nozomi e amiche sono tornate alla loro vita normale, ma ciò non vuol dire che si sono perse di vista: al contrario, continuano a frequentarsi, ma come semplici amiche e compagne di scuola.
Peccato che l’oscurità non conosce la parola riposo, e stavolta a portare la sua bandiera vi è l’organizzazione Eternal, la cui principale occupazione è rubare i tesori dei svariati mondi paralleli per poi esporli a mo’ di museo, con la scusa di preservarli; il loro prossimo obiettivo è fare irruzione nel giardino delle Cure Rose per poter catturare Flora, la custode del luogo, per conto del sinistro Direttore di Eternal.
Ma per entrare servono delle chiavi speciali, ovvero cinque speciali corone, ubicate, manco a farlo apposta, nel regno di Palmier, di cui una appartiene al regno omonimo, mentre le altre quattro appartengono ai quattro regni limitrofi, ognuno governato da un re. Senza pensarci due volte, sferrano un attacco durante una riunione dei sovrani per poter rubare le corone, ma nella confusione essi fuggono sulla Terra sotto forma di Palmin insieme a degli omonimi, ma la corona di Palmier è sparita.
Ma non finisce mica qui, infatti Eternal sta dando la caccia anche a un ragazzo senza memoria di nome Shiro Amai, il quale porta con sé il misterioso scrigno della rosa; per puro caso incontra Nozomi e compagnia, e improvvisamente una lettera in suo possesso si apre mostrando la figura di Flora, la quale chiede alle ragazze di proteggere lo scrigno della rosa in quanto leggendarie guerriere. Peccato che loro non sono più guerriere, ma Nozomi non ne vuole sapere di dire di no a una richiesta, e come d’abitudine la sua allegria convince tutte.
Peccato che uno degli scagnozzi di Eternal di nome Scorpion l’ha intercettato, e in breve tempo avviene la fuga; qui si scopre che Shiro non è un umano ma una fata a forma di pinguino di nome Syrup, che può anche assumere una poderosa forma volante. Alla fine Syrup e le ragazze vengono messi alle strette, quando all’improvviso arrivano Coco e Nuts in versione umana, ovvero Kokoda e Natsu, seguiti dalle cinque farfalle, le quali uniscono i loro poteri con quello della scrigno della rosa, trasformandosi in un nuovo Device di trasformazione: il cellulare Cure Mo, che permette a Nozomi e compagne di trasformarsi in nuove e più potenti versioni delle leggendarie guerriere Pretty Cure.
Dopo aver costretto Scorpion alla ritirata e dopo una felice e un po’ difficoltosa riunione con i loro amici fatati, capiscono l’accaduto e, dopo aver ristrutturato la loro base, ovvero la Nuts House, si prefissano i seguenti obiettivi: ospitare Syrup finché non recupererà la memoria, proteggere lo scrigno della rosa da Eternal, cercare i Palmin in modo da poter trovare i quattro sovrani dei regni limitrofi a Palmier e ottenere le loro corone, e infine recuperare la corona del regno di Palmier in modo che essa, insieme alle altre quattro, possa evocare l’accesso al giardino delle Cure Rose e salvare Flora dal Direttore di Eternal. Insieme a loro si unirà anche Milk, la quale ha acquisito la capacità di trasformarsi in umana, con il nome di Kurumi Mimino, e in guerriera Pretty Cure, dopo aver trovato e coltivato un misterioso seme che si rivelerà la leggendaria Rosa Blu, col nome di Milky Rose, la guerriera della rosa blu.

La serie riprende e migliora gli elementi della serie precedenti, con puntate dedicate a una o più guerriere che ne illustra i pregi e difetti, i loro sogni e hobby e il loro legame come amiche e compagne, oltre a puntate che riprendono, seppur in misura minore, le “presunte love story” viste nella serie precedente, alle quali si aggiunge il legame fra Kirara e Syrup/Shiro.
I miglioramenti si ritrovano in una trama molto più avvincente e a tratti intricata, inoltre vi è un netto miglioramento nel parco mosse delle protagoniste, mostrando uno specifico quanto spettacolare attacco per guerriera e con un incredibile aumento degli attacchi combinati.
E anche i nuovi arrivati sono molto caratterizzati, sia nelle figure di Syrup e dei quattro sovrani sia negli antagonisti, con poteri, caratteri e modus operandi diversi per ciascuno, e tra essi ritorna il bizzarro Bunbee.

Anche graficamente il titolo fa faville; stessa cosa anche nel comparto sonoro fra musiche e voci, sia giapponesi che italiane.

“Yes! Pretty Cure 5 Go Go!” riporta sulla scena, e in grande stile, le cinque mitiche guerriere, o meglio sei con Milky Rose, fra scene di vita quotidiana e combattimenti avvincenti in una nuova e incredibile avventura che non potrà che fare piacere agli amanti dei maho shojo e delle vicende delle leggendarie guerriere, ma anche a chi non ha potuto non affezionarsi proprio alle “Yes! Pretty Cure 5”, sempre pronte a lanciarsi con entusiasmo in emozionanti avventure.


 0
GianniGreed

Episodi visti: 48/48 --- Voto 7
Quinta serie del brand Pretty Cure, questa "Yes! Pretty Cure 5 Go Go!" è il sequel diretto della precedente e vede ancora per protagoniste Nozomi e le sue quattro amiche.
Dopo aver salvato il regno di Palmier dalla minaccia della Nightmare Company, una nuova battaglia si profila all'orizzonte per le leggendarie guerriere.
Tutto inizia con una lettera recapitata alle Pretty Cure da un misterioso ragazzo. La missione delle Pretty Cure consiste nel custodire lo Scrigno della Rosa, e impedire all'organizzazione chiamata Eternal di impossessarsene. Tale oggetto è infatti la chiave magica del giardino delle Cure Rose, ma per aprirlo è necessario il potere dei quattro Re e delle loro corone.
Dunque le Pretty Cure tornano di nuovo a combattere.

Essendo una nuova serie è d'obbligo l'inserimento di novità. Le Pretty Cure cambiano costume e ricevono nuovi attacchi, molto più belli esteticamente, e d'effetto. Ad esempio, il Fire Strike di Rin, che nel tempo libero gioca a calcetto, è praticamente il Tiger Shoot di Hyuga di Capitan Tsubasa, e lo Emerald Saucer di Komachi è il Kienzan di Krillin da Dragon Ball.
Vengono introdotti nuovi alleati, tra cui una nuova guerriera, Milky Rose, e ovviamente nuovi nemici.

Questa seconda serie dedicata a Nozomi e co. sistema qualche difetto della prima serie, ma ne porta altri.
Una cosa positiva è che gli scontri sono tornati ad essere più fisici rispetto a quelli visti nella serie precedente. Nozomi e le altre Pretty Cure sono tornate a tirare calci e pugni, ed è un piacere vederle combattere.

D'altro canto, invece, la serie diventa presto noiosa e ripetitiva. Gli episodi si focalizzano solo ed esclusivamente sui personaggi principali, e quelli secondari (già poco presenti nella quarta serie) spariscono del tutto. Giusto mostrare la crescita e la maturazione delle ragazze, ma qualche episodio in meno non avrebbe guastato. Inoltre ci sono troppi discorsi ridondanti sull'amicizia. Ho capito che sono amiche, che si vogliono bene e hanno fiducia l'una nell'altra, ma non c'è bisogno di ripeterlo ad ogni episodio.

Non aiutano nemmeno i cattivi della serie, che, seppure qualche spanna sopra rispetto agli impiegati della Nightmare, non riescono ad essere convincenti o a farsi ricordare, né in positivo né in negativo, Bumbee escluso.

Le animazioni sono più o meno le stesse viste nella serie precedente, non ho visto miglioramenti di sorta, ma nemmeno peggioramenti. Gli sfondi sono finalmente più curati rispetto a quelli grezzi della quarta serie. La cosa migliore è pero la regia nei combattimenti, migliorati e più coinvolgenti.

Buona la parte audio, con una bella colonna sonora, che accompagna bene tutte le scene, e delle sigle molto orecchiabili, tra cui anche una nuova versione di "Gambalance de Dance".
Il doppiaggio italiano è più che buono. I vari doppiatori forniscono un'interpretazione abbastanza convincente, tranne in qualche piccolo caso, come ad esempio nel caso di Kurumi / Milky Rose doppiata da Valentina Mari.
Perlomeno la serie, a differenza di quella prima non è stata censurata in nessuna scena.

A conti fatti, Yes! Pretty Cure 5 Go Go! si rivela essere tutto sommato migliore della quarta serie, e riesce ad essere un buon anime per il genere a cui appartiene. E' una serie ben confezionata, con i suoi messaggi positivi, diretti ad un pubblico di giovani.
Personalmente, ho fatto fatica ad arrivare alla fine, verso metà serie non ne potevo davvero più, ma mi portavo addosso i quarantanove episodi della quarta serie, e vederle una dopo l'altra non è stata una buona idea. Fortuna che negli ultimi episodi si risolleva un po'.

Comunque dopo ben cinque stagioni, le Pretty Cure vanno ancora abbastanza forte, e anche se la saga di Nozomi e compagne iniziata nella quarta serie è un punto di rottura, per stile e ambientazione, presenta le caratteristiche base che hanno reso famoso Pretty Cure, e dimostra di essere degna di portare avanti il marchio.


 2
Swordman

Episodi visti: 48/48 --- Voto 7
Dopo aver salvato il regno di Palmier dalle grinfie della Nightmare Company, Nozomi, Rin, Urara, Komachi e Karen hanno riposto nell'armadio i panni delle Pretty Cure e sono tornate alla vita scolastica e alle loro attività quotidiane. L'incontro con un ragazzo che consegna a Nozomi e l'arrivo di un losco figuro sulle tracce del fantomatico “Scrigno della Rosa” faranno si che i poteri delle Leggendarie Guerriere ritornino a Nozomi e compagne che, insieme ai redivivi Coco e Nuts, dovranno rintracciare l'ingresso del “Giardino delle Cure-Rose” e preservarlo dai malvagi.

Seguito diretto del precedente Yes! Pretty Cure 5, questo GO GO costituisce la quinta serie televisiva del fortunato filone Pretty Cure. L'architettura di base della serie non cambia di molto: si segue sempre la vita quotidiana delle ragazze a cui si affianca la lotta contro la schiera dei cattivi ancora una volta raccolti in una organizzazione, molto simile a una azienda, denominata Eternal il cui obbiettivo è quello di raccogliere oggetti rari e preziosi da conservare poi nella propria smisurata collezione.
Novità importanti arrivano invece dai personaggi: su tutti il postino Syrup/Shiro il cui ignoto passato è legato al misterioso giardino da ricercare, una buona aggiunta al gruppo dei protagonisti e ben reso in italiano dal bravo Gabriele Patriarca. Ma c'è anche una nuova guerriera che affiancherà le Pretty Cure: Milky Rose, alias Kurumi Mimino alias ancora Milk che ora può assumere forma umana e partecipare attivamente agli scontri. Ritroviamo poi anche il simpatico e sfortunato Bumbee, che ha trovato una nuova occupazione nei ranghi di Eternal.

Nuova serie dunque e con essa arrivano una nuova sequenza di trasformazione decisamente meno statica rispetto alla precedente nonché abbastanza differente per ciascuna Pretty Cure. C'è ora un netto miglioramento nelle suddette trasformazioni cosi come nella resa dei nuovi attacchi nei quali, diciamolo, è possibile vedere delle citazioni da vari evergreen tra giochi e anime. Va detto anche che con l'andare degli episodi questi nuovi colpi ce li perdiamo un po' per strada in favore del nuovo attacco di squadra – il "Rainbow Rose Explosion" – che, per carità, ha una sequenza bellissima ma anche lunghetta che si ripete per un bel po' di volte.
Parlando in termini calcistici “squadra che vince non si cambia”, ma non avendo convinto appieno nella precedente serie, per le Precure 5 si è messo in atto un bel restyling che si completa con dei nuovi costumi che riescono ora a far risaltare ciascuna delle guerriere al contrario del vecchio stile sin troppo uniforme.
E se poi si può “aprire il mercato” perché non fare un innesto come può essere Milky Rose, la quale si integra piuttosto bene col gruppo nonostante alle volte appaia un po' come un corpo estraneo. Tra l'altro nelle sue primissime apparizioni sembra essere sensibilmente più forte delle altre Pretty Cure, ma la distanza ben presto si annulla quasi che gli autori si siano resi conto di avere esagerato inizialmente.

La storia si svolge secondo il classico marchio di fabbrica del filone Pretty Cure ovvero incentrandosi sulla vita quotidiana dei protagonisti con gli scontri che si inseriscono nel mezzo. È vero che in questo modo il rischio della ripetitività è piuttosto alto ma gli autori riescono a variare un po' le situazioni inserendo qua e là spunti puramente fantastici come ad esempio quello di uno degli antagonisti che per affrontare le Pretty Cure trasporta varie volte il gruppo nel mondo delle fiabe più disparate (La sirenetta, Taro Urashima, Le Mille e una notte...).
Senz'altro molto positivo poi è che procedendo verso il finale la storia si faccia più incalzante e sia presente una certa tensione narrativa che renda poi la conclusione compiuta e almeno soddisfacente (la serie precedente invece terminava in modo scialbo e piuttosto sdolcinato). Merito anche dei cattivi (quelli rimasti...) che fin lì erano stati piuttosto anonimi ma che non restano solo “cattivi e basta”.

Tutto confermato sul fronte del doppiaggio e adattamento italiani. Da rilevare la performance di Valentina Mari, che ora presta la voce a Milk anche in forma umana e non solo come folletto. Il risultato è pregevole, con la sola macchia delle frasi usate nella trasformazione e negli attacchi dove il tono tende un po' troppo al triste, quasi al piangente, il ché non si adatta molto in quel contesto. Promozione globale comunque assegnabile a tutto il cast. Non male neanche la sigla italiana, consueta cover dell'originale.

Inevitabilmente sempre sotto il paragone con la sua serie prequel, Yes! Pretty Cure 5 GO GO conquista la sua dignità uscendo ben a testa alta tra le serie delle Precure, la correzione di parecchi difetti presi in eredità ha sortito il suo effetto.
Tra la metà della serie e la parte finale si avverte un po' di stanca per via della già citata ripetitività ma è una cosa che si affronta e si supera in un limitato numero di episodi.
Certamente siamo ancora distanti dal livello della Splash Star ma per livello tecnico e coinvolgimento nella storia il risultato è molto buono.


 3
Kotaro

Episodi visti: 48/48 --- Voto 8
Sono passati diversi mesi dalla battaglia contro la Nightmare Company e, mentre i folletti Coco, Nuts e Milk si impegnano per la ricostruzione del loro regno, Nozomi, Rin, Urara, Komachi e Karen riprendono le loro vite di tutti i giorni.
La pace tuttavia durerà poco, perché una nuova minaccia si profila all’orizzonte.
Le cinque ragazze ricevono all’improvviso la visita di Syrup, folletto simile ad un papero che lavora come postino e recapita loro un messaggio da parte di Flora, enigmatica sovrana del fantomatico luogo chiamato Giardino delle Cure Roses. Flora chiede alle Pretty Cure e ai loro amici folletti di proteggere l’oggetto magico chiamato Scrigno della Rosa dagli attacchi di Eternal, una misteriosa associazione di mercanti d’arte che intende impadronirsi di tutto ciò che c’è di valore al mondo, compreso lo Scrigno della Rosa e la stessa Flora, che l’enigmatico direttore dell’organizzazione intende tramutare in una bellissima statua da collezione.
Per perpetrare il suo malvagio scopo, Eternal ha attaccato i quattro regni limitrofi a Palmier, i cui quattro sovrani, se riuniti insieme allo Scrigno della Rosa, possono aprire l’accesso al magico giardino. Fortunatamente, però, i quattro regnanti sono riusciti a scampare all’attacco, e adesso si trovano sulla Terra, nascosti chissà dove sotto le sembianze di esserini chiamati Palmin.
La nuova missione delle Pretty Cure è dunque duplice: debellare Eternal e ritrovare e purificare i quattro Palmin nei quali si nascondono i re, per far sì che le porte del Giardino delle Cure Roses possano aprirsi e permettere al piccolo Syrup (ora trasferitosi sulla Terra sotto le sembianze del giovanissimo Shiro Amai) di farvi ritorno.
Ad aiutarle, nuovi poteri, ma anche una nuova amica e guerriera, Kurumi Mimino alias Milky Rose, ragazza dai modi un po’ snob che nasconde diversi segreti.

Bentornati a casa, amici spettatori di Yes! Pretty Cure 5!
Visto il successo della precedente avventura di Nozomi e compagne, gli autori nel 2008 le regalano un seguito, Yes! Pretty Cure 5 Go Go, quinta serie della popolare saga Pretty Cure.
Certo, la nostra casa è ancora un po’ spoglia, è ancora uno strambo universo narrativo che non si capisce bene se sia il Giappone o la Francia e che sembra, ancor più che nella serie precedente, unicamente incentrato sui protagonisti, ma ammettiamo che farvi ritorno, francamente, non ci dispiace.
Il setting della storia si è decisamente ristretto, consistendo unicamente nella scuola (che, rispetto alla serie precedente, si vede tuttavia più di rado), nella torre cittadina e, soprattutto, nella rinata Nuts’ House, il negozio di bigiotteria gestito da Natsu/Nuts, headquarter e principale punto di ritrovo di tutta la banda. Altri luoghi si vedranno di tanto in tanto, ma più per un caso che per reale voglia di creare un universo narrativo ben definito. Difatti, ancor più che nella serie precedente, la nostra bizzarra città sembrerà essere ben poco viva. Assisteremo nostro malgrado ad una progressiva scomparsa dei già pochi comprimari che attorniano i protagonisti (come il maggiordomo di Karen, la manager di Urara, le famiglie delle ragazze, la preside della scuola o la loro compagna di classe giornalista in erba), che compariranno in uno o due episodi su un totale di una cinquantina, e anche altri personaggi “di sfondo” come abitanti della città estranei alla vicenda sono purtroppo decisamente rari.
Ripensando agli splendidi e realistici setting delle prime tre stagioni, questo inizialmente dispiace un po’ , ma dopo aver visto la serie precedente si sta un po’ al gioco e non gli si dà peso, poiché i pregi di questo Yes! Pretty Cure 5 Go Go sono decisamente ben altri, non certo il realismo dell’ambientazione.
La struttura di base della serie sembra ricalcare quasi pedissequamente le precedenti (in particolar modo, per ovvie ragioni, la quarta, addirittura a livello di “nell’episodio X della quarta serie succedeva questo dato power up o era basato su questo dato personaggio, e anche il corrispondente episodio X di questa quinta è basato esattamente sulle stesse cose), con magici esserini da catturare (lì i Pinky, qui i Palmin) e malvagi che episodio dopo episodio importunano le protagoniste per rubar loro un oggetto (lì il Dream Collet, qui lo Scrigno della Rosa).
Eppure, c’è qualcosa che differenzia questa serie Pretty Cure da tutte le precedenti e che decisamente intriga: una storia meno lineare del solito, che, se in un primo momento appare fumosa, andando avanti si fa più chiara, inserisce diversi misteri, risvolti narrativi e colpi di scena piacevoli che tengono lo spettatore incollato allo schermo.
Ci sono, finalmente, diversi misteri da svelare. Se quelli relativi a Milky Rose sono molto in stile “Quale sarà la vera identità di Tuxedo Kamen?”, per via di giochi linguistici sul suo nome chiarissimi per chi si intende un po’ di giapponese e della presenza di una doppiatrice (purtroppo, in un cartone animato come anche in un film, è un po’ futile celare la vera identità di un personaggio, quando entrambe le sue identità hanno la stessa voce, è uno stratagemma che funziona molto meglio su carta), decisamente più interessanti sono quelli relativi a Syrup, per via del suo passato molto sofferto e misterioso, della perdita della sua memoria e del lento riaffiorare della stessa tramite enigmatici sogni e rivelazioni shock lanciate al momento opportuno.

Gli avversari delle guerriere, fortunatamente, sono di ben altra pasta rispetto a quelli, decisamente piatti, della quarta serie. Se è vero che alcuni di questi sono ugualmente piatti e usati soltanto per creare qualche gag carina, come il duo formato dai laconici Yadokan e Isogin, privi di carattere e un pochino inutili, l’indomito Scorpion o il poco paziente polpone Nebatakos, d’altra parte ve ne sono di nettamente più carismatici e capaci di dare una svolta originale ai loro combattimenti. E’ il caso, ad esempio, di Mucardia, cattivone bishounen dai lunghi capelli biondi che, facendosi passare per l’umano Kyosuke Momoi, tenta di ingraziarsi le ragazze per poi sottrar loro lo Scrigno della Rosa, dando vita a semplici ma sempre efficaci risvolti quando la sua vera identità verrà scoperta. O, ancora, della vecchia strega Shibiretta, che per attaccare le guerriere le trasporterà di volta in volta in fiabe o favole della narrativa occidentale (come Pinocchio, Jack e il fagiolo magico, Hansel e Gretel, La Sirenetta) o orientale (Taro Urashima, le Mille e una Notte, diversi racconti del folclore giapponese), donando una piacevole freschezza e varietà agli episodi oltre che diversi spunti comici molto ispirati.
Pollice decisamente in su per i demoni Hoshiina, dal nome simbolico e dall’apparenza decisamente divertente, a differenza degli anonimi Kowaina della serie precedente.
Gli avversari più interessanti sono però il sub-boss Anakondy, oscura segretaria dalla grande potenza e dal velenoso carattere, e il nemico finale, il direttore di Eternal, che esula dal classico “Io voglio distruggere tutto perché sì” e anzi rivela una interessante caratterizzazione psicologica e una bella storia personale.
Dulcis in fundo, c’è una bella, bellissima sorpresa per gli spettatori della quarta serie, poiché la quinta vede il ritorno in pompa magna del suo personaggio più riuscito, che sembrava misteriosamente dimenticato dagli autori nel finale di Yes! Pretty Cure 5, ma probabilmente solo perché stava preparando il suo gran ritorno sulle scene. Sto logicamente parlando del buffissimo e sfortunato Bumbee, personaggio divertentissimo, protagonista di esilaranti gags, a cui lo spettatore non darà mai alcun credito come cattivo e anzi sarà portato a tifare per lui e ad aspettare il momento in cui della sua simpatia si renderanno conto anche le protagoniste. Momento che, inaspettatamente e fortunatamente, arriva, dando ulteriore profondità a questa quinta serie.

Con degli avversari così, è indubbio che durante i combattimenti ci si divertirà, eppure, e la cosa non dispiace affatto, Yes! Pretty Cure 5 Go Go sa anche farsi serissimo e passionale quando serve.
Se l’ambientazione scarna della serie in un primo momento farà storcere il naso, ci si sentirà decisamente più coinvolti una volta entrati nel vivo, rendendosi conto che Pretty Cure si sta facendo, in pieni anni 2000, portavoce di un pathos d’altri tempi che sta ultimamente cominciando a scemare nella maggior parte delle produzioni odierne, ed è buffo che sia un prodotto per un pubblico femminile a farcelo notare.
Yes! Pretty Cure 5 Go Go si rivela essere dunque una serie inaspettatamente e piacevolmente “nekketsu” (passionale), laddove i combattimenti sono l’occasione perfetta per parlare di sogni da realizzare, di impegno, di costanza, d’amore, di sentimento, di coraggio, di giustizia, di un’amicizia talmente forte da regalare agli spettatori a casa dei bellissimi messaggi, di infondergli fiducia, di farli sognare.
Le nostre ragazze, dopo esser state stentati stereotipi nella serie precedente, sembrano aver acquisito personalità e spessore, trasformandosi in amiche sincere che ci ha fatto piacere ritrovare e le cui nuove vicende seguiamo con passione.
E’ decisamente migliorata la caratterizzazione dei personaggi, ora più sfaccettati e messi a nudo, con tutti i loro sogni e timori, e lo spettatore riesce stranamente quasi a capire come e perché Nozomi, quel bizzarro clone di Momoko Hanasaki, sia considerata il trait d’union fra tutti i personaggi e perché incarni Cure Dream, la guerriera dei sogni e della speranza. Come una certa Usagi Tsukino di tanti anni fa, anche Nozomi Yumehara regala sogni ai personaggi e agli spettatori, emozionandoli e dandogli fiducia con il suo bel sorriso e la sua travolgente allegria.

A migliorare rispetto alla serie precedente non sono soltanto trama e personaggi, ma anche le animazioni e i colori. Le sequenze di trasformazione, tanto statiche nella quarta serie, sono qui una vera e propria gioia per gli occhi, un’esplosione di colore in alta definizione. Idem dicesi per gli attacchi, che sono fortunatamente ben lontani dalle sterili farfalline colorate di Yes! Pretty Cure 5 e decisamente più spettacolari, anche se difettano un po’ in originalità dato che sono quasi tutti rielaborazioni o mezzi plagi di attacchi visti in shounen manga come Dragon Ball, Captain Tsubasa o Saint Seiya, precedenti majokko sentai come Sailor Moon o in videogiochi come Street Fighter.
Il compositore Naoki Sato, qui purtroppo al suo ultimo lavoro per la saga delle Pretty Cure, ci fa come regalo d’addio degli scores come sempre impeccabili, epici, indimenticabili, che si adattano perfettamente alle scene che accompagnano e riescono a scolpirsi nella testa dello spettatore dopo un solo ascolto.
Decisamente d’effetto la sigla d’apertura “Full Throttle Go Go”, mentre le due sigle di chiusura, fra le quali annoveriamo una terza versione dell’ormai celebre “Ganbalance de dance”, risultano molto carine ma meno incisive.
Numerosi nomi importantissimi impreziosiscono il doppiaggio giapponese, che però risulta un po’ forzato nelle interpretazioni delle protagoniste. Riguardo al doppiaggio italiano, invece, nonostante qualche piccola imperfezione (come doppiatori che risultano ogni tanto o troppo apatici o troppo enfatici laddove non richiesto), si registra un notevole miglioramento nelle interpretazioni, con doppiatori ormai entrati nel ruolo a pieno titolo e molto bravi, che riescono a far dimenticare le traballanti interpretazioni della serie precedente dimostrandosi molto più adatti ai loro personaggi.
Molte le new entries di gran pregio, fra giovani (Gabriele Patriarca, una delle migliori promesse del nostro doppiaggio) e veterani (il sempre magnifico Mino Caprio, un magnetico Emiliano Coltorti, un sempre ottimo Paolo Marchese qui al suo terzo ruolo nella saga Pretty Cure, una splendida Paola Giannetti e soprattutto un meraviglioso Stefano De Sando nel ruolo del boss).

Se Yes! Pretty Cure 5, fra un realismo inesistente e diversi plagi e scopiazzature, aveva un po’ deluso, fortunatamente il suo sequel fa svariati passi in avanti, imparando dai suoi errori e, lentamente, crescendo.
E’ vero, ci sono ancora delle piccole imperfezioni e difetti, ma ormai, giunti alla quinta serie Pretty Cure, bisogna imparare a passarci un po’ sopra (e chissà che in futuro non vengano corretti) e a godersi quanto ci offre lo spettacolo. Uno spettacolo che, come le rose simbolo della storia, riesce a sbocciare nel cuore degli spettatori dimostrandosi avvincente e davvero ricco di emozioni.
Il realismo delle serie precedenti e la delicatezza della terza serie sono purtroppo lontani, ma la saga sta diventando sempre più passionale e coinvolgente, presentandoci valori d’annata (ma sempre validissimi) in una confezione nuova fiammante, e la cosa non può che far piacere…


 3
izumi

Episodi visti: 48/48 --- Voto 2
Dopo aver visto questa serie delle Pretty Cure sono rimasta sconvolta, non pensavo che un bell'anime come questo potesse cadere così in basso.
Ma andiamo con ordine, le pecche sono molte, ma non sono nella storia (anche se qualcuna c'è anche lì) ma soprattutto nei personaggi, nelle novità inutili introdotte e in alcuni piccoli particolari che forse un osservatore poco attento non noterebbe.

Per quanto riguarda i personaggi, e in particolare le protagoniste, la novità principale è che le Pretty Cure non sono più 2 come nelle precedenti serie, ma ora sono 5. Inoltre se prima sembravano personaggi reali, adolescenti in cui le piccole potevano immedesimarsi, ora le guerriere sono dei personaggi a parte, chiusi nel loro mondo, senza rapporti con le altre compagne, (come ad esempio club sportivi) ma si relazionano SOLO con le altre del gruppo. Anche la caratterizzazione è pessima, infatti ci sono la ragazza sempre allegra, golosona e che non si arrende mai, la campionessa dello sport nonché migliore amica della golosona, la piccola debuttante, la ragazza timida e chiusa in se stessa che lavora in biblioteca e la secchiona ricca e, francamente, anche un po' antipatica.
Da notare il colore dei capelli, totalmente di fantasia, sono fucsia, verdi, giallo canarino e blu; per rendere le protagoniste un po' più reali a una sono stati fatti i capelli ramati, ma l'effetto non è dei migliori.

Altra cosa delle protagoniste che non mi è proprio piaciuta è la trasformazione, in cui le ragazze stanno immobili come manichini, in attesa del formidabile effetto speciale.
Altra cosa che non ho ben capito, e che non è neanche spiegata, è il perché gli abitanti del regno da salvare possano trasformarsi in umani. Non che la cosa mi interessi poi molto perché neanche loro si salvano dalla caratterizzazione pessima, infatti abbiamo il classico belloccio dello shoujo, freddo, distaccato e che qualche volta esce dal suo ibernamento per dare un buon consiglio (almeno questo...) e dall'altra parte c'è l'altro ragazzo che non so bene come definire, perché è molto simile alla protagonista, è golosone, allegro e si fida sempre di tutti, si distingue da quest'ultima solo perché è un ragazzo.

Anche la caratterizzazione dei nemici, impeccabile nelle serie precedenti, in questa perde moltissimo, dandoci personaggi tutti uguali, senza un carattere diverso per ciascuno. Inoltre sono banali, non risaltano sotto nessuna luce, non hanno aspetti comici né abilità particolari che rimangano impresse nella memoria dello spettatore.

Anche i disegni non sono questo spettacolo, anzi, sono piuttosto banali e non mi sono piaciuti per niente.
Oserei dire che l'unica cosa che si salva da questo anime, ma che non è abbastanza per permettermi dia dare la sufficienza, è l'animazione. Questa è fatta decisamente bene, ricca di effetti speciali davvero ottimi, con gli sbrilluccichii al momento giusto; anche le musiche mi sono piaciute, presenti al momento giusto e non troppo irritanti.
Consigliato? Assolutamente no!

tommy-chan

 0
tommy-chan

Episodi visti: 14/48 --- Voto 9
Yes! Pretty Cure 5 Go Go!, a parer mio è sicuramente l'episodio della saga Pretty Cure più avvincente e appassionante. Tutti i commenti che dicono: "Preferivo la prima serie, ora sono tutte una con uno dei colori dell'arcobaleno" o "Più banalità di così non si può", secondo me, appartengono a persone che non sono nelle condizioni di apprezzare un anime di questo genere.

Comunque passiamo alla trama. La storia narra le avventure delle Yes! Pretty Cure 5, che vengono ricercate dalla Regina del Giardino delle Cure Rose, tramite Syrup, l'arancione (e un po' arrogante) volatile che consegna la posta tra regni e che ha l'abilità di trasformarsi in umano sotto nome di Shiro Amai, per difendere il proprio regno dalla Compagnia Eternal, un gruppo di collezionisti che ambisce al preziosissimo Scrigno della Rosa. Le Pretty Cure sono sempre loro, la sbadata Nozomi, che diventa Cure Dream la Pretty Cure dei sogni, l'energica Rin, Cure Rouge, la Pretty Cure della passione, la bella e giovane idol Urara, Cure Lemonade, la Pretty Cure della freschezza, la timida Komachi, Cure Mint, della tranquillità ed infine la seria Karen, che si trasforma in Cure Aqua, Pretty Cure dell'intelligenza. Anche gli animaletti sono sempre loro: Coco lo scoiattolino, affezionato a Nozomi, e Nuts, l'animaletto legato a Komachi. Il gruppo Eternal, per accedere al giardino delle Cure Rose, ha bisogno delle quattro chiavi, custodite nei quattro regni confinanti il regno di Palmier, lo stesso di Coco e Nuts.

Attenzione: la seguente parte contiene spoiler

A salvare le Pretty Cure nell'episodio, 10 avvolta dai petali di rose blu, compare la misteriosa Milky Rose, la guerriera della rosa blu, e nell'episodio 11 la vedremo trasformarsi grazie alla Milky Pallet, una specie di xilofono; nell'episodio 12 la potremo invece vedere in divisa scolastica sotto il nome di Kurumi Mimino, nel 14 invece scopriremo il suo segreto: lei è in realtà Milk, la coniglietta cotta di Coco che appare dopo l'episodio 21 in Yes! Pretty Cure5. È diventata Milky Rose grazie al seme di rosa blu che aveva raccolto ancora nel regno di Palmier! Così alle cinque guerriere se ne aggiunge una sesta, Milky Rose appunto.

Fine parte contenente spoiler

Durante la serie vedremo lo svilupparsi della relazione tra Nozomi e Kokoda e tra Komachi e Nuttsu, e l'iniziare della storia tra Shiro e Urara.
Per quanto riguarda il comparto grafico, in questo seguito si è migliorato rispetto alle serie precedenti, anche se solo lievemente, e le differenze che noteremo sono soprattutto sui costumi, più particolareggiati ed eleganti, per mettere in risalto ovviamente i numerosi gadgets. Colonna sonora, orecchiabile anche se dietro non c'è nulla di eccezionale.

Nel complesso, tenendo da conto la trama che si è sviluppata di molto, la grafica migliorata e il fascino irresistibile delle Cures, da fan della saga gli do un bel 8 e trequarti, quasi nove.

hachi

 0
hachi

Episodi visti: 33/48 --- Voto 10
Secondo me questo cartone (anime) ha molto successo, ma non credo che il merito sia solo della storia ma anche dei disegni e del doppiaggio entrambi molto curati. Le protagoniste del cartone sono molto energiche, ma ciò nonostante a volte hanno dei problemi compresi quelli sentimentali. Secondo me questo è un cartone veramente bello.

PinkPrince

 3
PinkPrince

Episodi visti: 6/48 --- Voto 3
Ho sempre adorato il genere, ma questa serie (come molte altre) è davvero troppo banale e scopiazzata da altre: prima di tutto ricorda molto "Tokyo Mew Mew", per i cinque colori utilizzati e per i disegni (la ragazza verde è uguale a Mew Lory); assomiglia anche a "Mermaid Melody" in qualche modo. Il profilo della protagonista è sempre quello: sbadata, pasticciona e romantica... e il colore è sempre e solo il rosa. I capelli della protagonista assomigliano a quelli della protagonista di "Wedding Peach", e la storia è noiosa, dopo una sola puntata ho intuito come andrà a finire. E i poteri... stra-banali. L'unica cosa che si salva è l'ambientazione: la Francia.
Per il resto è un vero flop. Perché questi cartoni animati tutti uguali hanno cosi successo? Boh...

Keru

 0
Keru

Episodi visti: 33/48 --- Voto 10
Yes Pretty Cure 5 GoGo è una delle serie che mi appassionano di più attualmente in onda in Giappone, tanto che non mi perdo neanche un episodio in Giapponese!
La storia prosegue quella della serie precedente e vede come protagoniste le 5 Pretty Cure precedenti. I nuovi nemici sono fortissimi ma ci sarà l'aggiunta di una nuova guerriera, la bella Milky Rose, pronta a combattere a loro fianco.
Secondo me coloro che lo definiscono clone/copia di Sailor Moon o Mew Mew lo fanno senza vedere neanche un episodio!!
Io che lo seguo sempre posso affermare che la trama è originale nel suo genere, ma il suo vero punto di forza sta nell'animazione che è semplicemente perfetta: fluida e scintillante, si adatta davvero bene a un Mahou Shojo.
Io consiglio di vederlo, senza il pregiudizio che lo fa eticchettare come copia, vedrete che ne resterete incantati =)

Suikoden

 2
Suikoden

Episodi visti: 20/48 --- Voto 1
Banalità, ecco il termine che viene in mente dopo aver visto questo ennesimo clone di Sailor Moon... e finitela! Non se ne puo' più! Che si sforzassero di trovare qualcosa di più originale, per la miserie sempre ste 5 guerriere colorate con gli evidenziatori hanno veramenete stufato. A me piacciono molto le serie majokko, ma quando dimostrano perlomeno un briciolo di originalità, qui si raschia veramente il fondo, trama veramente inesistente, un filler dopo l'altro e in più quell'assurdo "dream catcher" per acchiappare quegli stupidi mostriciattoli, infantile e penoso. Da evitare!

Kaito

 0
Kaito

Episodi visti: 10/48 --- Voto 10
Anche per questa quinta serie di Pretty Cure non posso che dare il massimo dei voti... Lo stile grafico e in continuo miglioramento e questa serie è resa più avvincente dalla comparsa di nuovi personaggi come la misteriosa Milky Rose. Inoltre le nuove trasformazioni sono qualcosa di davvero spettacolare! Un'esplosione di colori e di fluidità, davvero perfette!
La conferma del continuo successo di Pretty Cure è data anche dal fatto che ne è stato annunciato un altro film!

Soldier91

 3
Soldier91

Episodi visti: 4/48 --- Voto 4
Premetto che mi piacevano prima le Pretty Cure, le prime due serie perchè si differenziavano dalle classiche serie di ragazze che si trasformano. Ora da quando le protagoniste sono 5 ragazze dai capelli rosa, verdi, blu, viola, ognuna col suo potere e la sua classica personalità (la studiosa, la sportiva, la snob, la seria...). La serie è calata perchè si nota chiaramente che si hanno un calo di idee, è impossibile non notare la somiglianza alle Mew Mew. Più banalità di questa...

Mepple

 0
Mepple

Episodi visti: 119/48 --- Voto 9
Romanticismo e Combattività: 2 caratteri che spiegano la superiorità di questa 5° serie rispetto al genere Majokko. Tanta animazione precisa e perfetta direi (basta guardare le prime 5 puntate per rimanere abbagliati dalla fluidità delle azioni). Il solo fatto che abbiano programmato un film è qualcosa da non sottovalutare.

Lilly

 0
Lilly

Episodi visti: 7/48 --- Voto 10
In questa serie, anche se sono tornate ad essere 5 eroine, si differenzia comunque dalle classiche, tralasciando che menano stavolta, il tutto è ambientato in Francia, non c'è il classico "Milord" a salvarli, ma hanno due cavalieri che sono anche gli animaletti che portano con loro, si trasformano in umani, insomma non è da sottovalutare, si merita tutto il successo che ha, e continuerà spero ad avere! Peccato solo che nel 2009 la vedremo in Italia...

(¯`° Nozomi Yumehara °´¯)

 0
(¯`° Nozomi Yumehara °´¯)

Episodi visti: 7/48 --- Voto 10
Yes Precure 5 go go è un anime stupendo che in Giappone ha avuto un successone. Qui in Italia lo aspettiamo pazientemente, sperando un giorno (il più presto possibile) di vederlo in lingua italiana. Per ora ho visto i primi 7 episodi in giapponese e posso dire che sono stupendi! E al contrario del pensiero di qualcun altro, sono originali. E' il primo anime nel quale ci sono delle ragazze che combattono con calci e pugni ed è il primo cartone dove vale prima di tutto l'amicizia. Hanno elementi originali e riprendono qualcosa dai due, ormai leggende, Pretty Cure e Pretty Cure Max Heart.

Erika

 2
Erika

Episodi visti: 3/48 --- Voto 3
Una delle serie più banali che ci sono! Le classiche ragazze che si trasformano per combattere i nemici hanno veramente stufato! Di una banalità estrema: la classica protagonista dai capelli rosa e le sue compagne con i colori dell'arcobaleno, verde, giallo, viola, blu... Mi hanno veramente stufato questi tipi di anime, ne ho davvero abbastanza, ora sono in cerca di un anime che sappia veramente stupirmi e sorlprendermi! Spero di trovarlo!