logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 0
erika zago

Episodi visti: 12/12 --- Voto 10
Dopo la pioggia è un anime seinen, tratto dal manga di Jun Mayuzuki, composto da 12 episodi, concluso e senza nessun seguito. La trama è semplice, seguiamo la storia di Akira Tachibana: una liceale al secondo anno alta, bella, dagli occhi magnetici e dal fare serio e tranquillo. Ha iniziato a lavorare part-time in un family restaurant, perchè innamorata del manager Kondo Masami: un quarantenne dall'aspetto scialbo, dal fare timido e un po' maldestro, con alle spalle un matrimonio finito e un figlio.

Quest'anime è stata una visione incredibile, non ricordo più, quand'è stata l'ultima volta che mi sono emozionata così, per un anime dalle caratteristiche così singolari. Non saprei se definirla una storia d'amore o forse si, ma non è l'amore che intendiamo la maggior parte delle volte, questo è un amore diverso, più sincero. Anche se nei primi episodi la protagonista sembra essere solo Akira , nell'avanzare dell'anime anche il manager Masami avrà il suo spazio e devo dire che, è proprio quando si va a conoscere la storia di questo personaggio, che l'anime ha cominciato a coinvolgermi veramente. I due protagonisti sono agli opposti: un quarantenne che pensa di essere ormai arrivato agli sgoccioli della sua vita, si ritroverà a guardare Akira con estrema nostalgia, rivivendo i suoi momenti più belli della giovinezza. Mentre Akira è un personaggio più complesso, l'atletica leggera era tutta la sua vita e quando gli è stata tolta, per colpa di un infortunio, sembra che l'infatuazione per il manager sia la sostituzione di quello che gli piaceva fare di più, sarà davvero così? Una storia semplice, ed è proprio questa semplicità il punto forte dell'anime, si da spazio ad ogni cosa, ad ogni sguardo, ad ogni pensiero, ad ogni soffio di vento che ci fa sussultare, creando quasi un'atmosfera magica. In questo anime il fan service è inesistente, a un tono molto adulto e questo penso sia il miglior modo per trattare la storia di questo anime. Anche se il ritmo è molto lento, io non ho sentito per niente la pesantezza, anzi ogni episodio fluiva leggero. Dato che il manga è ancora in corso,( anche se è stato annunciato che si concluderà con il decimo volume, se non ricordo male) avevo paura che l'anime si concludesse con un finale aperto, cosa che per fortuna, non è successa. La conclusione di quest'anime, mi ha soddisfatta al 100%. Ogni cosa alla fine va al suo posto, vorrei poterne parlare per ore, ma non voglio rovinare la visione di quello che per me, è un capolavoro che va vissuto pienamente.

Il character design dei personaggi mi è piaciuto molto: la protagonista rispetto agli altri ha gli occhi più grandi e lucenti, è più alta e ha un fisico molto snello, questo secondo me si accosta perfettamente al carattere del personaggio. Anche il manager e gli altri personaggi secondari, hanno uno stile e una caratterizzazione molto ben fatta. La sigla e l'ending mi sono piaciute moltissimo: la prima molto allegra e divertente, mentre la seconda più triste e drammatica.
Questa penso sia la prima volta in assoluto, che un ending mi piaccia di più della sigla iniziale.

Alla fine a quest'anime do un 10 pieno, non so quando tornerò a provare queste bellissime emozioni, spero che facciano altri anime di questa maturità e atmosfera molto presto. Lo consiglio agli amanti dei seinen, del genere slice of life e anche shoujo.


 3
npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
“Npepata lo stai seguendo “Dopo la Pioggia”? Scommetto di sì”
“E sbagli. Non è nella mia lista anime al momento.”
“Dovresti mettercelo. Credo che lo troveresti molto interessante”
“Davvero? E' così bello?”
“Non saprei dirlo in assoluto. Ma credo che possa piacere ad una persona come te, appartenente ad una certa fascia di pubblico”
“Ma smettila! Per chi mi hai preso? Lo sai che non mi identifico in nessuna fascia di pubblico e che invece mi piace esplorare fra i generi più diversi alla ricerca anche solo di poche piccolissime emozioni ma che siano sempre e comunque diverse l'una dall'altra! E tu, nonostante questo, vorresti trattarmi alla stregua di uno che sceglie sulla base di preferenze statiche e prevedibili?”
“Parla di una bellissima liceale di diciassette anni che si innamora di un quarantacinquenne senza arte né parte”
“Ah... e perché non lo hai detto subito? Lo comincio immediatamente”
Ho davvero cominciato la visione di questo anime a seguito di una discussione simile. Purtroppo non posso svelare l'identità della mia controparte, perché quando gli ho chiesto il permesso di citarlo in una mia recensione (senza nemmeno specificargli quale) mi ha risposto che ci sarebbero state delle conseguenze legali se mi fossi azzardato a farlo. Comunque aveva perfettamente ragione: con l'età che mi ritrovo, molto vicina a quella del protagonista, non potevo restare insensibile di fronte ad un argomento simile. Ovviamente non ho alcun interesse per le liceali; però ero curioso di vedere in che modo sarebbe stato affrontato un problema del genere e devo dire di non esserne rimasto affatto deluso.
Ma cominciamo proprio con qualche cenno sulla trama: “Koi wa Ameagari no You ni” (nome italiano: “Dopo la pioggia”), racconta la storia di Akira Takibana, una diciassettenne liceale con un gran talento nella corsa. A seguito di un grave infortunio, però, la ragazza decide di smettere di correre ed abbandonare definitivamente il club di atletica leggera. Non si tratta, ovviamente, di una scelta fatta a cuor leggero: il rimpianto per quello che poteva essere e che invece non è stato non smetterà mai di tormentare Akira. Un giorno, però, mentre si trovava da sola in una caffetteria, farà la conoscenza di Masami Kondo, il quarantacinquenne manager del locale. Pur non conoscendo affatto la ragazza, l'uomo riuscirà a percepire la silenziosa sofferenza della ragazza e sentirà il bisogno di rivolgerle delle parole di incoraggiamento; parole semplici ma che la colpiranno dritta al cuore. E così, per star vicino al vecchio ed impacciato manager, Akira deciderà di cominciare a lavorare in quella caffetteria.
“Dopo la pioggia” è un anime che parte da un assunto molto semplice per poi svilupparlo in un modo che mi ha ricordato molto la crescita dei rami attorno ad un albero: il tema portante rimarrà sempre lo stesso ma attraverso questo sarà possibile affrontare diversi altri tipi di argomento. Il tema principale è, ovviamente, l'amore fra due persone con una rilevante differenza d'età (nel nostro caso ventotto anni); la questione verrà analizzata sotto tre diversi punti di vista: quello di Akira, quello di Kondo e quella della società.
Quello di Akira è il punto di vista più semplice, ossia quello dell'adolescente innamorata, secondo cui non sono importanti né il grosso divario generazionale né il giudizio degli altri; l'unica cosa che conta veramente è l'essere corrisposta dal suo amato.
Il punta di vista di Kondo, invece, è già più complesso rispetto a quello della ragazza. L'uomo è sicuramente compiaciuto dalle attenzioni ricevute da una ragazza così giovane ma non al punto di perdere la testa ed a buttarsi in una relazione senza pensare alle conseguenze; la sua posizione, quindi, è quella della resistenza ad oltranza anche se, di tanto in tanto, si fa notare qualche crepa nella sua barriera.
Il punto di vista della società, infine, è quella classica: lui è un vecchio e lei è una bambina, una relazione fra loro sarebbe immorale e dannosa sia per il presente che per il futuro della ragazza.
Ma qual è invece il punto di vista dell'autrice? Da quanto si è visto nel corso di questi dodici episodi, l'impressione che si ricava è che in lei il realismo sia ancora in vantaggio rispetto al romanticismo: il tipo di rapporto che si instaura fra Akira e Kondo, infatti, non cambia molto nel corso della serie. Ma se l'autrice non sembra, almeno per ora, molto intenzionata a far fare ai suoi personaggi il grande passo in campo sentimentale, molto più prolifica è stata, invece, nelle analisi delle vite dei due protagonisti e sui motivi che sono alla base dei loro sentimenti reciproci e che non sempre sono riconducibili alla semplice attrazione fisico/spirituale.
Akira è un personaggio abbastanza controverso, fatto di lunghi silenzi ma anche di reazioni rabbiose, di rassegnazione ma anche di grande determinazione. Ciò che domina tra i suoi stati d'animo, però, è la delusione legata al suo infortunio ed alla sua mancata carriera sportiva.
Kondo, invece, è un uomo di mezza età di grande educazione e rispetto ma che non è mai riuscito a combinare nulla di buono nella vita. Anche lui ha un grosso rimpianto legato al passato: da giovane era deciso ad intraprendere la carriera dello scrittore, ma con scarsi risultati.
Le delusioni sofferte da entrambi sembrano avere una relazione molto forte con il modo in cui i due si approcciano vicendevolmente: lei è alla ricerca di un qualcosa in grado di placare il suo dolore; lui, invece, in piena crisi di mezz'età, vede in lei una persona capace di riportare alla mente la parte migliore della sua giovinezza e le sue grandi aspirazioni.
A questo punto io una domanda me la pongo: ma quella che viene raccontata è una storia basata sul grande amore che supera le barriere del tempo o è solo il racconto di due persone la cui vicinanza riesce ad alleviare le rispettive frustrazioni? Che l'autrice abbia posto al centro dell'attenzione una questione simile è un qualcosa che mi è piaciuto molto; e mi piace l'idea che la risposta a questa domanda sia complessa. Per arrivare ad una conclusione, però, bisognerà aspettare altri episodi; al momento non credo sia possibile azzardare una risposta.
In definitiva “Dopo la pioggia” è un anime che incontra sicuramente il mio favore; non che ci volesse molto dato che si parla di una questione che non può non produrre un certo livello di partecipazione emotiva in persone della mia età. Ovviamente ci sono anche degli aspetti negativi da sottolineare, rintracciabili nei silenzi eccessivi di Akira ed in un ritmo narrativo un tantinello troppo lento. Ma si tratta di piccoli dettagli da collocare in un'opera piena di poesia e contenuti, disegnata benissimo e con una colonna sonora da sballo. L'anime, quindi, va promosso a pieni voti; e speriamo che questa non sia l'ultima volta in cui mi sarà data la possibilità di parlare di questa intrigante e complessa storia.


 0
WatchMan

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Mai avrei pensato di imbattermi in un'opera così ben ponderata, sono rimasto piacevolmente stupito. Incominciato per puro caso, mi sono ritrovato tra le mani un anime coinvolgente che tratta con caparbietà un argomento delicato, di cui ognuno ha sicuramente un proprio punto di vista, però non scade mai nel banale facendone della serietà il suo tratto caratteristico.
Tra le moltitudine di fanservice che sbroccano ultimamente, finalmente uno slice of life sentimentale che ci fa tornare con i piedi per terra e ci canalizza nei punti di vista di una ragazza minorenne segretamente innamorata di un quarantacinquenne, già padre e proprietario di un ristorante, e di quest'ultimo, che rammenta un passato che ormai non esiste più.

Prima di esprimermi sulla storia e i personaggi vorrei soffermarmi sull'atmosfera che questo anime è capace di regalare. La tranquillità con cui traspare e trasmette è il fiore all'occhiello di questa produzione. Basta un'inquadratura sull'astuccio, sulla gamba di lei, un campo lungo avvolto in una quiete irreale, dal frinire della cicala o dalla pioggia che cade dal cielo fino a toccare il suolo, per rimanere affascinato dal silenzio che domina la scena e che lo staff sa convergere sapientemente nei sentimenti di due protagonisti con estrema efficienza.
Sono rimasto estasiato da questo ambiente rilassante, tuttavia mostra un solo punto debole: dopo i primi episodi scoppiettanti, con l'effettivo aumentare sembra andare avanti col freno a mano tirato. La sua calma offre molti momenti riflessivi e in alcuni frangenti pare che debba esplodere da un momento all'altro, solo che lo fa a malapena due-tre volte. Questo non vuol dire che sia piatto poiché l'atmosfera aiuta a creare un senso di empatia e la psicologia dei personaggi è ben implementata.
Akira è diversa da qualsiasi altra protagonista. È una ragazza taciturna, che non dice mai una parola di troppo e non si scompone tanto facilmente, mentre Kondo è il solito imbranato troppo educato, che nasconde dentro di sé un sogno assopito e abbandonato molto tempo fa e che rammenta costantemente dopo averla incontrata.

Malgrado l'incipit iniziale possa far pensare a un amore fra due età opposte, in realtà è qualcosa di più. La relazione di Akira nei confronti della sua amica d'infanzia Haruka è inspiegabilmente fredda e distaccata, cosa che la sua compagna non comprende, ma tenterà in tutti i modi di far ripartire quel legame che un tempo funzionava. Probabilmente questo suo comportamento è dovuto anche all'infortunio che ha subito, abbandonando quello che era il suo sogno da sempre: l'atletica.
Peccato che abbia perso la testa per Kondo. Quest'ultimo si sente in imbarazzo dalle attenzioni insistenti di Akira, ciononostante riscopre grazie a lei i valori della gioventù e al suo sogno sepolto. Il loro rapporto si evolverà gradatamente e si supporteranno a vicenda fino a raggiungere l'esito che soddisferà entrambi.

In conclusione, Dopo la Pioggia possiede un'aura da fare invidia a molti prodotti similari, condita da personaggi ben approfonditi e temi trattati con rispetto. L'aspetto tecnico si poggia su ottimi livelli, belle le animazioni e i colori con un bel blu preponderante; di pregevole fattura la simpaticissima sigla d'apertura e da pelle d'oca l'ending, che vengono sostenute entrambe da un testo che giocano metaforicamente sulla pioggia. L'unico neo è il finale un po' ambiguo, che si può considerare conclusivo e allo stesso tempo no. Purtroppo non avendo letto il manga non so dirlo, comunque rimango soddisfatto.


 4
megna1

Episodi visti: 8/12 --- Voto 8,5
Una premessa è d'obbligo. Da troppo tempo mancavano queste atmosfere adulte dai toni pacati sui teleschermi (e, aggiungerei anche, oggi come oggi, sulle piattaforme del web, vista la tendenza in costante aumento). Come da pure troppo tempo la semplice quotidianità fatta di rispetto ed educazione e l'umorismo agrodolce di un tempo sono diventati parte di un mondo antico che è stato inesorabilmente sostituito da storie di idol di infimo livello infarcite di fan-service, snervanti miniserie sentimental-scolastiche fatte con lo stampo e un marasma di volgari ecchi e harem con protagonisti debosciati che passano il tempo a 'whatsappare' o insultarsi sui social (bella roba, mi basta salire sul bus o fare un giro nei pressi dei giardini pubblici per vedere a che grado di dissolutezza cibernetica siamo arrivati).

Diciamo le cose come stanno: questa è una serie che mette d'accordo tutti e che, speriamo, spianerà la strada a future trasposizioni animate dei capolavori che vengono ospitati sulle pagine di Big Comic Spirit, la leggendaria rivista edita dalla Shogakukan che ospitò, guarda caso, proprio il paradigma delle commedie romantiche, nientepopodimeno che "Maison Ikkoku". Coincidenze o no, "Koi wa Ameagari no You ni" ha tutte le carte in regola per diventare amata e seguita come l'opera portante della Takahashi. (Attenzione, non dico bissarne la popolarità, perché sarebbe equiparabile a bestemmiare in turco) Che ci sia ancora sulla faccia di questa triste terra qualche sparuto proselite della Principessa dei manga? Diamo il giusto merito anche all'autrice dell'appassionante versione cartacea, che si è guadagnata un plebiscito di consensi in Oriente e Occidente.

Le parti vengono invertite, vale a dire che stavolta è una giovane studentessa a innamorarsi di un uomo più grande d'età; non solo, i fatti e i misfatti nascono e si sviluppano all'interno di un elegante ristorante/caffè e non in una scalcinata pensione. Ma la cosa più bella è il realismo dell'ambientazione. Dai giochi di luce ai suggestivi riflessi delle nuvole sui vetri a specchio della scuola, passando per le tinte rossastre tendenti al rosa dei tramonti dopo un rovescio estivo, l'utilizzo di ombre e di filtri speciali, la incessante pioggia di sottofondo ricreata al computer, tutto è realizzato e curato alla perfezione e si ha la sensazione di trovarsi dinnanzi a un nuovo standard per le serie TV (la risoluzione dei particolari in HD è senza pari). Anche la spiritosa opening e la malinconica ending, ambedue animate con splendidi colori e disegni di pregevole fattura, si candidano come le migliori della stagione, se non addirittura dell'anno! L'unico appunto in negativo che si può muovere al comparto tecnico è la presenza di CGI di dubbia qualità: gli automezzi sembrano artificiali e stridono non poco con gli evocativi fondali dipinti a mano, facendo perdere un po' di poesia al tutto (ma è una prerogativa della stragrande maggioranza dei titoli odierni).

Lo store-manager Kondo ha una comprovata somiglianza con il trasognato capitano Goto di "Patlabor" ed è altrettanto sempliciotto e alla mano, nonché oggetto di scherni e deriso da parte dei suoi sottoposti, inoltre è alquanto imbranato, ma a tempo stesso incorruttibile e ligio al dovere. Molto contemplativo, allergico alle nuove tecnologie, possiede ancora un sorpassato cellulare a conchiglia e una sveglietta al quarzo risalente agli anni novanta. Con questo sa benissimo come tirare l'acqua al suo mulino. La longilinea Tachibana non è per niente attratta dai suoi insistenti coetanei e stranamente non è affetta da nomofobia o tantomeno dalla contemporanea sindrome del 'pollice da smartphone'. Non è né formosa né esuberante, ma ha dei preponderanti occhi a mandorla, sguardo magnetico, fluenti capelli blu indaco, un fisico da atleta e una altezza non certo da giapponese media (una stangona in poche parole). A metà delle dodici puntate previste, dopo gli intensi tumulti del settimo capitolo - e su questo era facile professarsi sedicenti indovini -, v'è un momento di stasi, una sorta di rilassante quiete prima della tempesta, nulla di estenuante comunque.

La brevità del manga e dell'anime hanno già scatenato pareri discordi. Meglio restare al passo della brava Jun Mayuzuki o lo staff dello Studio WIT poteva diluirne la durata inventando sceneggiature ex-novo? Io sono più propenso alla prima opzione: meglio pochi ma buoni; in questi anni ho visto troppi filler scadenti e sotto-trame con contenuti esecrabili, anche da parte di registi blasonati. Questa trasposizione animata è fedelissima all'originale e questo è già un pregio più unico che raro. Qualsiasi sia l'epilogo non mancherà di scatenare ulteriori diatribe tra i fan, di certo non andrà a intaccare le impressioni e le valutazioni positive di uno degli slice of life più convincenti (e coinvolgenti) dell'ultimo decennio.