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SirCilantro

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Un anime dolce e delicato che entra timidamente nell'animo dello spettatore: questo è "After rhe Rain" ("Dopo la pioggia" è il titolo dell'adattamento italiano).
Tachibana è una ragazza liceale che, a seguito di un infortunio, ha lasciato quella che era la sua passione, ovvero la corsa. Grazie all'amore platonico verso il suo capo, la ragazza crescerà e maturerà fino a giungere al finale dell'opera.
Atmosfere tenui ed estremamente suggestive fanno da cornice a quest'opera trasudante di malinconia. Un must per chiunque adori storie sentimentali e non voglia vedere qualcosa di già ampiamente trattato e stereotipato.


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Blackspace

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
A differenza di quello che fa credere la trama, "Dopo la pioggia" si distacca nettamente dalle classiche storie d'amore shojo, anzi il lato romantico della storia passa lentamente e dolcemente in secondo piano, per trasportare lo spettatore nel mondo dei due protagonisti Tachibana Akira, una liceale apparentemente molto fredda, e Kondou, il manager del caffè in cui la ragazza lavora e di cui è innamorata nonostante l'ampia differenza d'età, ben ventotto anni.
La storia vuole concentrarsi nel mostrare gradualmente le realtà dei due protagonisti, portando alla luce i loro sentimenti e la loro crescita, in particolar modo come l'influenza dell'uno sull'altra li aiuti in questo. Proprio per questo motivo i personaggi sono molto ben strutturati e caratterizzati, in particolare il manager Kondou. Sono personaggi complessi anche quando si presentano scene per così dire "esagerate", come in molti anime sentimentali: per niente piatti, fanno facilmente appassionare alla narrazione, il cui obbiettivo è quello di emozionare. Anche i personaggi secondari hanno una propria dignità, e anche a questi è dato modo di crescere, per quanto sia possibile in dodici puntate. Oltre a questo spicca il tema dell'amicizia molto bene, affrontato anche perché non limitato al mondo dei ragazzi, ma anche al mondo degli adulti. Questa dicotomia, ovvero il contrasto tra giovani e adulti e la relazione tra questi due mondi, è un cardine importante dell'anime, che riesce in pieno a inquadrare questo delicato rapporto, non solo tramite la relazione tra Kondou e Tachibana, ma anche per come i due affrontano le vicende e i problemi che sono posti davanti loro che, per molti versi, sono simili. L'age gap (che a qualcuno potrebbe far storcere il naso), cosi come la storia d'amore, divengono un espediente per far incontrare due persone e due mondi apparentemente distanti in modo originale, divertente e piacevole. (Menzione d'onore a come è stato trattato, disegnato e rappresentato il rapporto del figlio del manager con il padre e la protagonista)

Ho trovato molto bella la grafica e il character design. La prima riprende l'effetto acquerello in alcune scene, per dar continuità alla sempre presente pioggia, che appunto caratterizza i momenti della crescita di Tachibana. Altra nota va alle visual nei momenti dei ricordi e nei momenti salienti, perché ben esprimono i sentimenti dei personaggi, e mi è piaciuto l'arrangiamento dei colori per le varie situazioni. Abbastanza curata nel dettaglio nel complesso, ciò che forse mi ha colpito di più è lo stile dei personaggi e delle due principali figure femminili, specialmente in quanto sembra molto una rivisitazione dello stile anni '90 di "Sailor Moon" (grandi occhi, gambe lunghe, fisico asciutto ecc.), rivisitazione assolutamente riuscita e che riesce bene a inserirsi nel resto degli stili e dei personaggi.
Molto buono l'uso della musica, che accompagna perfettamente le immagini e anche gli effetti sonori, nonostante siano solo dodici puntate.

"Dopo la pioggia" riesce a raccontare una storia che può benissimo essere definita completa (nonostante, se non erro, il manga continui oltre), con un finale più che soddisfacente. Tuttavia vi sono alcune pecche che non la rendono perfetta, a partire dalla lentezza delle prime puntate, che potrebbe scoraggiare alcuni, al ripetersi di alcuni concetti, forse un po' troppo tirati avanti. Tuttavia è indubbio che si venga immediatamente assorbiti dalla storia e che alla fine se ne rimanga più che soddisfatti; per questo il voto finale è sicuramente 8/10 pieno. Consigliato a chiunque voglia un anime corto ma soddisfacente, che però non richieda neanche molto impegno e che non ecceda particolarmente nel romanticismo classico e smielato.


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K.k96

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8,5
Se pensate che "Dopo la pioggia" sia l'ennesima storiella d'amore, beh, vi sbagliate di grosso. La protagonista è una liceale, ma non per questo assisterete alle solite situazioni scolastiche a cui molti love shoujo ci hanno abituati.

Akira Tachibana è bella, introversa (ma determinata) e lavora part-time dopo scuola presso una caffetteria. Oggetto delle sue attenzioni amorose è proprio il suo capo di lavoro, un padre quarantacinquenne divorziato, amante della letteratura, gentile e con la testa fra le nuvole.
Ma cosa spinge Akira ad amare un "vecchiaccio", così come lo definiscono le persone attorno a lei? Si tratta di semplice e ingenuo amore? Perché l'amore, in questa vicenda, non è che un pretesto di maturazione, una via d'uscita dall'immobilità che permea le esistenze dei protagonisti. E questa immobilità, questo timore di compiere un passo decisivo verso la realizzazione dei propri sogni, è resa alla perfezione dalle atmosfere "sommerse" che questo anime sa regalarci: le vedute paesaggistiche da sogno appartengono a un mondo statico e impregnato di tristezza, mentre la pioggia, metafora delle difficoltà della vita, scorre incessante per tutta la durata della storia. Complici di questa atmosfera, una regia notevole una OST sublime.

Dunque, sui buoni propositi dell'anime e sulla sua realizzazione tecnica non vi è nulla da ridire, ma veniamo a quelle che sono le note dolenti: l'anime vuole commuovere, essere profondo e riflessivo, e alcuni momenti ci riescono eccome. Peccato che sulle ultime battute il discorso "ristagna" nei soliti argomenti, finendo per essere eccessivamente ridondante, e quelli che all'inizio potevano essere considerati come punti di forza a lungo andare annoiano, come ad esempio le lunghe sequenze paesaggistiche con sottofondo musicale. Per fortuna l'anime si fa perdonare con il finale, che soddisfa le aspettative, è coerente e riesce ad emozionare.

In conclusione, si tratta di una storia spensierata, dalle atmosfere trasognate e dal messaggio positivo. Con i suoi pregi e i suoi difetti, "Dopo la pioggia" è certamente una storia valida, che si distingue per la delicatezza poetica con cui è stata raccontata.


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Mitsuki_92

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Premessa doverosa: conoscevo il manga, ma, per i temi trattati, non mi ha mai ispirato, e quindi non l'ho acquistato subito. Poi è uscito l'anime e ho voluto dargli una chance, non so nemmeno io il perché, forse per la grafica o per vedere qualcosa di nuovo, lontano dai soliti cliché scolastici. Fatto sta che, dopo cinque episodi, mi ha fulminato positivamente e sono corsa in fumetteria a prendere il manga. Il cartaceo è sempre più veritiero della controparte animata, ed ero curiosa di vedere com'era narrata lì la storia. Con grande stupore, l'anime è veramente fedele al manga, per cui eccomi qui a scriverne la recensione, appena finita la visione.

"Koi wa Ameagari no You ni", letteralmente "L'amore come dopo la pioggia", è una serie di dodici episodi della stagione invernale 2018. E' animata dallo WIT Studio, produttori de "L'Attacco dei Giganti" e del prossimo film dei Pokémon "Minna no Monogatari". L'omonimo manga è disegnato da Jun Mayuzuki, pubblicato in Italia da Star Comics, e si compone di dieci volumi, di cui l'ultimo uscito dopo la fine dell'anime. Piccola curiosità: ogni episodio ha nel titolo il kanji (ideogramma) di pioggia, così da formare vari composti che descrivono i sentimenti che i personaggi proveranno nei prossimi venti minuti. La scelta del nome del manga/anime non è casuale, e si scoprirà solo nel finale. Per ora, basti pensare che la pioggia sia un po' il filo conduttore della trama.

Akira Tachibana è una studentessa di diciassette anni, frequenta il liceo, e ha un carattere freddo e impassibile. In un giorno di pioggia si ripara in un family restaurant, e il direttore Masami Kondo, un quarantacinquenne divorziato con figlio, un appassionato di letteratura, le offre un caffè con latte. Sarà per il periodaccio che sta vivendo la ragazza, sarà per un gesto così genuino, scatta in lei un colpo di fulmine, e decide di andare a lavorare lì part-time. Akira si getta nel lavoro alla conquista del cuore un po' rinsecchito del Direttore, il cui unico scopo è lavorare onestamente e passare le giornate in modo passivo, senza inseguire un obiettivo. D'altro canto, lei era un asso nell'atletica leggera, ma ha dovuto abbandonare per un'infiammazione al tendine di Achille, e quindi non ha più un obiettivo nemmeno lei. La vita dei due s'intreccerà con gli altri personaggi, per dar vita a una storia che si lascia seguire con molta costanza e curiosità.

In tutto ciò, perché non volevo comprare, all'annuncio, il manga? Cosa mi faceva storcere il naso? Proprio la differenza di età fra Akira e Kondo, ben ventotto anni. Non mi sono mai piaciute questo tipo di storie d'amore... l'amore non ha età, è assodato, ma il tipo di narrazione banalizza sempre la resa finale. Unica eccezione per la coppia di "Marmalade Boy", Meiko e il professore: quella sì che era una bellissima storia d'amore, che mi fa battere il cuore ancora oggi. "Koi wa Ameagari no You ni" mi ha finalmente aperto un portone verso questo tipo di vicende, grazie a una storia che dell'amore fa solo un pretesto per dire altro. Infatti, ci sono tanti spunti di vita reale, sul mondo degli adulti e sul mondo del lavoro giapponese, è un anime molto profondo in qualche dialogo fra i personaggi. L'amore che prova Akira è incondizionato, e cercherà in svariati modi di dimostrarlo, ma Kondo si ritiene solo un vecchio, che non può dare un futuro a nessuno, già a stento si prende cura del figliolo. Quest'avvicinamento fra due generazioni aiuta il Direttore a riscoprire quegli attimi insostituibili della giovinezza, e lo porta ad essere il personaggio migliore di questa serie. Akira, invece, appesantisce la narrazione, con il suo carattere gelido e ormai menefreghista verso il resto del mondo: fatica a spiccare come personaggio, la sua crescita tarda ad arrivare. I personaggi secondari sono ben sviluppati, e rendono la narrazione fluida. Dall'amica di club Haruka, ai colleghi di lavoro, tutti sono indispensabili per l'evoluzione dei due protagonisti, e riescono a spiccare in modo molto buono.

Il comparto grafico è davvero ben reso, grazie ad animazioni fluide e decise, con colori brillanti, rispettoso del carattere del manga, con personaggi dal viso un po' spigoloso. Alcune sequenze sono davvero bellissime, aiutate anche da una colonna sonora che rende al massimo i sentimenti dei personaggi. Opening ed ending sono in linea con il messaggio che si vuole dare: non arrendersi mai. Fortunatamente l'intera narrazione non è superficiale, ma, anzi, dà molti spunti su cui riflettere, soprattutto grazie a Kondo. E' lui, per me, il vero protagonista, colui che ha le redini del successo di questa serie. Non riesco a spingermi oltre l'8 come votazione, proprio perché colei che dovrebbe essere la protagonista perde tantissimo durante la serie. Alle medie era una ragazza solare e spigliata, alle superiori, dopo l'incidente, diventa un automa, si distacca da tutto e tutti, e pensa solo a Kondo. Lui è la sua ancora di salvezza, non c'è che dire.

Mi sento di consigliare questo anime a chi cerca una storia diversa dal solito, con toni più adulti, e con tematiche che possono sorprendere. In generale è un anime che merita tantissimo, e, chissà, si spera in una seconda stagione, visto che il manga era ancora in corso al momento della messa in onda. Oppure non serve una seconda stagione, il finale è giusto e perfetto così. E' comunque consigliatissimo!


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Chiharu

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9,5
"Dopo la pioggia" è un seinen mandato in onda per la prima volta nel 2018.
E' sin da subito coinvolgente, con una trama che tratta un tema davvero importante quanto delicato, che spesso viene giudicato e quasi mai capito dalla maggior parte della gente: l'amore nonostante una consistente differenza di età.

E' la storia di Akira Tachibana, una diciassettenne fredda e schiva, che inizia a lavorare come impiegata di un ristorante e subito si innamora del suo manager, un quarantacinquenne di nome Kondo, divorziato, con un figlio e una grande passione per la letteratura. Un uomo gentile e onesto, un tipo di persona che tutti quanti dovremmo avere nella nostra vita. Egli con la sua saggezza insegna tantissimo ad Akira, donandole a poco a poco la sua esperienza anche grazie alla sua enorme saggezza. Kondo attraverso la ragazza rivive la sua giovinezza, tutti i sogni che alla sua età aveva, l'ingenuità che un tempo faceva parte di lui.
Una volta conosciuta, anche lui sarebbe voluto tornare giovane, e ben presto si troverà a rimpiangere quei tempi che mai più ritorneranno. Inizialmente si pone a lei come un uomo vuoto, vecchio e senza sogni, un uomo poco interessante e con niente di speciale rispetto agli altri, per questo si chiede come Akira si sia così perdutamente innamorata di lui; lei molto semplicemente gli risponde che un motivo non c'è... l'amore non ha senso. Kondo capisce immediatamente che si tratta di sentimenti veri, di cui rimane costantemente sorpreso, così come ne sono rimaste sorprese le persone che ne sono venute a conoscenza. Tutto questo è incredibilmente attuale e realistico, quando si parla di argomenti simili; all'opinione pubblica il fatto risulta quasi surreale e si fa fatica a comprendere, per questo, secondo me, la visione di "Dopo la pioggia" potrebbe essere un'occasione per farlo.

La giovane liceale, in preda a quei forti sentimenti, decide di dedicare la maggior parte del suo tempo a lavorare in quel ristorante. Tra i due non succederà mai nulla, ma col tempo si creerà un legame fortissimo che va oltre l'età, diventeranno complementari e ognuno imparerà qualcosa dall'altro. Una storia romantica e coinvolgente, delimitata da un'atmosfera tranquilla, che sembra quasi d'altri tempi, un anime diverso con una storia ricercata e un ritmo davvero lento, per questo si distingue dalle odierne produzioni, che tendono alla velocità e all'immediatezza.
La pioggia, la vera protagonista, dà un tocco in più alla vicenda, trasmette anch'essa un'emozione, quell'emozione che ti spinge a seguire la storia fino all'ultimo. Anche l'opening svolge un importante ruolo, è molto orecchiabile e rende perfettamente l'idea del contesto.
Il mio voto è nove e mezzo, perché avrei voluto vedere una descrizione più approfondita dei personaggi secondari, molto spesso trattati male da Akira per via del suo carattere poco socievole.
Lodevole la rappresentazione degli ambienti, con dei particolari ben curati che rendono ancora più piacevole la visione dell'anime.

Lo consiglio vivamente a chi ha voglia di emozionarsi attraverso una storia elegante e profonda, ma soprattutto ricca di spunti su cui riflettere.


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Kotaro

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Akira Tachibana è una liceale bella, alta e longilinea, ma dal carattere schivo e taciturno. Ex stella del circolo di atletica, ha smesso di dedicarsi allo sport in seguito a un infortunio, allontanandosi dalle compagne del club e chiudendosi sempre più in sé stessa. Non parla più con le amiche, fugge dal suo amato hobby e non si interessa minimamente dei compagni di scuola che le fanno il filo, ma si getta anima e corpo nel suo lavoro part-time di cameriera in un family restaurant.
Questo perché Akira... ha una cotta per il direttore del ristorante, Masami Kondo, un quarantacinquenne divorziato, goffo e imbranato, da cui la ragazza si sente inspiegabilmente attratta, al punto da dedicare al lavoro part-time nel locale tutto il suo tempo libero.

"Dopo la pioggia" ("Koi wa Ameagari no you ni", "L'amore è come dopo la pioggia") è un anime in dodici episodi andato in onda tra il gennaio e il marzo del 2018, tratto dall'omonimo manga di Jun Mayuzuki, pubblicato sulle riviste seinen Monthly e Weekly Big Comic Spirits della casa editrice Shogakukan e poi raccolto in dieci volumi (il manga è pubblicato in Italia, col titolo "Come dopo la pioggia", da Star Comics).
E' una storia che colpisce per vari aspetti, ma uno dei più curiosi è il fatto che, nonostante la giovane età dell'autrice (nata nel 1983), "Dopo la pioggia" sembra quasi una serie d'altri tempi, che racchiude perfettamente in sé quello spirito un po' malinconico dei fumetti di casa Shogakukan, tra un coprotagonista che sembra il fratello separato alla nascita di Kiichi Goto di "Patlabor" (shounen manga Shogakukan del 1988) e quell'attenzione al quotidiano, ai sentimenti, alle problematiche dell'età adulta, alla crescita personale propri di "Maison Ikkoku" (seinen manga Shogakukan del 1980, pubblicato proprio su Big Comic Spirits).

L'inizio è inusuale, anche un po' divertente per certi versi: c'è questa liceale bella ma algida, dal carattere un po' scontroso, che nutre questo amore impossibile verso il suo capo quarantenne e non sa come farglielo capire, e lui imbranatissimo, che non sa come prenderla, equivoca, non capisce nemmeno quando glielo si dice chiaramente.
E' una coppia strana ma intrigante, e incuriosisce vedere come andrà avanti la loro relazione. Certo, lei è un po' troppo fredda, non pare essere il massimo della simpatia, ma poi la vedi sciogliersi, sorridere e saltellare per la gioia di aver ricevuto una mail dal suo amato capo, e pensi che, beh, forse un cuore ce l'ha anche lei, anche se non lo mostra tanto facilmente.
Discorso diverso per il direttore, goffo e simpatico, a cui ci si affeziona immediatamente.

Man mano che la storia va avanti, si vivacizza con numerosi personaggi secondari che aiutano ad ampliare il mondo dei due protagonisti, fra i colleghi del ristorante che sono tutti uno spasso (e vedere una timida ma piacevolissima love story sbocciare fra due di loro è davvero bello, anche se la cosa rimane piuttosto marginale), il figlioletto del direttore e, soprattutto, vecchi amici.

L'entrata in scena di Haruka, ex compagna del circolo di atletica di Akira, e Chihiro, ex collega d'università di Kondo ora romanziere di successo, aiuta a vedere i due protagonisti sotto una nuova luce.
Akira, purtroppo, continua a non rendersi granché simpatica, dal momento che rifiuta tutti gli approcci della povera Haruka che vuole solo riallacciare i rapporti con lei, trattandola come una pezza da piedi apparentemente senza motivo. Tuttavia, il motivo c'è, condivisibile o meno, ed è proprio l'infortunio da lei subito che ha fatto crollare tutto il suo mondo, cambiandone il carattere. Fuggita da quella che sino a quel momento era stata la sua vita, Akira si è rifugiata nel suo "nuovo" sogno, nell'inspiegabile sentimento che prova per il suo direttore, e vi si è tuffata a capofitto, ignorando (probabilmente, per non soffrire più) tutto il resto che le sta intorno. A nulla servono i mille tentativi dell'ormai ex amica (talmente insistente da far suggerire che, chissà, prova per Akira qualcosa di più dell'amicizia...), che verranno sempre respinti con freddezza e poco tatto, tanto da renderci Akira detestabile in certi frangenti.
Ma si tratta di un percorso necessario per il superamento del suo trauma, cosa che è uno dei punti cardine della storia.

La affianca il miglior personaggio della serie, anche se chiamarlo solo "personaggio" probabilmente sarebbe fargli un enorme sgarbo, visto il realismo e la profondità con cui Kondo è tratteggiato. C'è un Kondo in ognuno degli attuali quarantenni del Giappone: cresciuti con la testa piena di sogni, si ritrovano, invece, adulti a far da direttori in un semplice family restaurant, a sbrigare scartoffie negli uffici, facendosi mettere i piedi in testa da clienti e colleghi, goffi e impacciati nei rapporti con gli altri al punto da avere matrimoni falliti alle spalle, insoddisfatti della loro vita. Che ne è dei sogni che avevano da ragazzi? Volevano diventare romanzieri, eroi, e sono finiti a fare i salaryman, incapsulati in una società che reprime il loro vero io, a meno che... a meno che non spunti una liceale con cui possono essere liberamente sé stessi, che faccia capire loro che non sono solo tristi uomini d'ufficio, che c'è ancora qualcuno che ha bisogno di loro, che i sogni del passato non sono ancora perduti, che c'è ancora qualcuno che vede in loro quegli eroi che desideravano diventare. E che forse sono già, anche se non se ne rendono conto, questi impacciati uomini di mezza età un po' rigidi, un po' ancora bamboccioni che si esaltano con i modellini di treni e aerei, un po' alla Kankichi Ryotsu di "Kochikame", ma che, quando serve, tiran fuori una profondità e una forza incredibili...

Come può, dunque, il semplice manager di un family restaurant diventare un eroe per un'ingenua liceale dal passato traumatico che vede in lui l'amore della sua vita? Magari no, non può ricambiare i suoi sentimenti, ma può offrirle la sua esperienza, sotto forma di perle di una saggezza che nemmeno lui sapeva di avere. Ci sarà tempo per abbandonare i sogni, per darsi ai rimpianti: la vita di Akira è ancora tutta lì, e val la pena di essere vissuta a pieno ritmo, insieme ai propri amici, senza farsi condizionare dai traumi del passato o dai dubbi per il futuro. E, a sua volta, vivendo a stretto contatto con quella ragazza ancora nel fiore degli anni, lo stesso Kondo rivive un po' la sua giovinezza, ripensa alle sue scelte del passato, e decide anche lui di rimettersi in gioco in qualche modo.
Quella che sembrava una stramba storia d'amore, pian piano, si trasforma in qualcosa di molto più profondo, una relazione biunivoca tra due personaggi insoddisfatti della loro vita, che hanno dovuto prendere strade diverse da quello che volevano, ma dentro il loro petto batte ancora un cuore caldo. Akira e Kondo si fanno forza a vicenda, magari anche senza accorgersene, ed entrambi imparano a loro volta che c'è ancora spazio per loro, c'è ancora tempo per ricominciare, per tornare a sognare, per credere in loro stessi e in quello che ancora possono dare agli altri. Magari no, non diventeranno una coppia come Akira sperava, ma quello che entrambi otterranno dal loro strano ma straordinario rapporto sarà comunque qualcosa di importante e insostituibile.

Il realismo con cui sono tratteggiati i pensieri di questo imbranato ma profondissimo, e inspiegabilmente così vero, quarantenne è uno dei maggior punti di forza di "Dopo la pioggia", che fa del realismo la sua parola d'ordine, traslando la cosa anche nelle ambientazioni.
Il Garden, il locale dove lavorano i personaggi, è la parodia del Gusto, una popolarissima catena di family restaurant realmente esistente, e, a parte il nome del ristorante, è tutto identico alla realtà. Il logo, l'architettura del locale, i bicchieri, i tavoli, i distributori delle bevande del drink bar, gli hamburg steak in stile occidentale e i coloratissimi e gustosi parfait serviti dalle cameriere, gli effetti sonori che accompagnano l'ingresso dei clienti, le formule di cortesia sempre uguali che accompagnano le ordinazioni e i saluti: chi vi scrive ha passato un anno e mezzo a cenare in locali simili, e vedere questa serie è stato un durissimo colpo al cuore da questo punto di vista, perché c'è proprio tutto, identico a com'è realmente, al punto che in alcuni frangenti sembrava davvero avessero rubato determinate inquadrature o architetture al Gusto che frequentavo io, che si trova in tutt'altra città rispetto a quella dove è ambientata la storia.
Storia a cui fa da sfondo una bellissima Yokohama (città che mi sta particolarmente a cuore), magari non approfondita eccessivamente in ogni suo aspetto, ma certi scorci sono ugualmente splendidi e rappresentati in maniera molto accurata.

Lo stile di disegno è molto particolare e davvero gradevole. I disegni del manga sono stati abbelliti di molto, e la serie è davvero una gioia per gli occhi, fatta di colori vivaci, occhi luminosi, corpi femminili slanciati e longilinei, e variopinti effetti speciali ad accompagnare le scene più intense.
"Nostalgic Rainfall" dei Chico with Honeyworks (band che abbiamo già conosciuto qualche anno fa con "Magic Kaito 1412" e che è un piacere ritrovare) è una sigla d'apertura frizzante e coloratissima, che sarà impossibile non canticchiare al primo ascolto. Di contro, la ending, "Ref: rain" di Aimer, ha un ritmo molto più dolce, riflessivo, e, ascoltandola, ripenseremo ai momenti più poetici di questa storia.

Essendo il manga ancora in corso di pubblicazione in Italia, non mi è possibile fare confronti sulle due versioni e sui rispettivi finali. Quel che ho potuto notare è che, rispetto ai volumi del manga sinora pubblicati, sono stati effettuati dei tagli sulle parti relative ai personaggi secondari, le cui vicende nel manga vivacizzano un po' la storia, mentre nell'anime restano un po' più risicati. La narrazione relativa ai due protagonisti, rimane, invece splendidamente tratteggiata, e anche il finale, che al momento non so se sia uguale a quello del manga o meno, è tutto sommato quello che questa storia doveva avere, ed è straordinariamente toccante nella sua semplicità, proprio perché racconta quella presa di coscienza che ci si aspettava da entrambi i protagonisti lungo tutto il racconto.
Certo, si potevano realizzare ventiquattro episodi, invece dei soliti dodici, per dare un po' più di spazio ai personaggi secondari o anche solo per non privarci troppo di questa storia e di questi personaggi a cui ci siamo affezionati così facilmente, ma va bene anche così.

"Dopo la pioggia" è un racconto breve ma incantevole, che sembra voglia parlarci d'amore, ma in realtà ci parla dei nostri sogni, dei legami con le persone che ci danno la forza di realizzarli, delle persone per cui val la pena alzarsi ogni mattina e affrontare una dura giornata solo per ricevere un saluto o un incoraggiamento da parte di chi, inaspettatamente, crede in noi più di quanto non facciamo noi stessi.
Con uno stile sobrio, debitore di storie d'altri tempi, "Dopo la pioggia" sembra proprio voler omaggiare chi quegli "altri tempi" li ha vissuti e se li porta nel cuore, chi da quegli "altri tempi" ha imparato valori che si porta ancora dentro ed è pronto, con un sorriso, a tramandarli ai giovani che ne hanno bisogno, in questa società giapponese così stressante, che rende così dura la vita, sia ai liceali sia ai salaryman.
Un anime un po' diverso dal solito, che non ha fanservice, non ha grandi storie d'amore, ma ha tanti sentimenti, tante riflessioni e tanta umanità, e proprio per questo risulta così bello da vedere.


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erika zago

Episodi visti: 12/12 --- Voto 10
“Dopo la pioggia” è un anime seinen, tratto dal manga di Jun Mayuzuki, composto da dodici episodi, concluso e senza nessun seguito.
La trama è semplice: seguiamo la storia di Akira Tachibana, una liceale al secondo anno alta, bella, dagli occhi magnetici e dal fare serio e tranquillo. Ha iniziato a lavorare part-time in un family restaurant, perché innamorata del manager Kondo Masami, un quarantenne dall'aspetto scialbo, dal fare timido e un po' maldestro, con alle spalle un matrimonio finito e un figlio.

Quest'anime è stata una visione incredibile, non ricordo più quand'è stata l'ultima volta che mi sono emozionata così per un anime dalle caratteristiche così singolari. Non saprei se definirla una storia d'amore, o forse sì, ma non è l'amore che intendiamo la maggior parte delle volte, questo è un amore diverso, più sincero. Anche se nei primi episodi la protagonista sembra essere solo Akira, con l'avanzare dell'anime anche il manager Masami avrà il suo spazio, e devo dire che è proprio quando si va a conoscere la storia di questo personaggio che l'anime ha cominciato a coinvolgermi veramente. I due protagonisti sono agli opposti: un quarantenne che pensa di essere ormai arrivato agli sgoccioli della sua vita si ritroverà a guardare Akira con estrema nostalgia, rivivendo i momenti più belli della sua giovinezza. Akira è un personaggio più complesso: l'atletica leggera era tutta la sua vita e, quando le è stata tolta, per colpa di un infortunio, sembra che l'infatuazione per il manager sia la sostituzione di quello che le piaceva fare di più... ma sarà davvero così?
Una storia semplice, ed è proprio questa semplicità il punto forte dell'anime: si dà spazio ad ogni cosa, ad ogni sguardo, ad ogni pensiero, ad ogni soffio di vento che ci fa sussultare, creando quasi un'atmosfera magica. In questo anime il fanservice è inesistente, ha un tono molto adulto, e questo penso sia il miglior modo per trattare la storia di questo anime. Anche se il ritmo è molto lento, io non ho sentito per niente la pesantezza, anzi ogni episodio fluiva leggero. Dato che il manga è ancora in corso (anche se è stato annunciato che si concluderà con il decimo volume, se non ricordo male), avevo paura che l'anime si concludesse con un finale aperto, cosa che, per fortuna, non è successa. La conclusione di quest'anime mi ha soddisfatta al 100%. Ogni cosa alla fine va al suo posto: vorrei poterne parlare per ore, ma non voglio rovinare la visione di quello che, per me, è un capolavoro che va vissuto pienamente.

Il character design dei personaggi mi è piaciuto molto: la protagonista rispetto agli altri ha gli occhi più grandi e lucenti, è più alta e ha un fisico molto snello; questo secondo me si accosta perfettamente al carattere del personaggio. Anche il manager e gli altri personaggi secondari hanno uno stile e una caratterizzazione molto ben fatta. La sigla e l'ending mi sono piaciute moltissimo: la prima molto allegra e divertente, mentre la seconda più triste e drammatica.
Questa penso sia la prima volta in assoluto che un'ending mi piace di più della sigla iniziale.

Alla fine a quest'anime do un 10 pieno. Non so quando tornerò a provare queste bellissime emozioni, spero che facciano altri anime di questa maturità e atmosfera molto presto. Lo consiglio agli amanti dei seinen, del genere slice of life e anche shoujo.

npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
“Npepata lo stai seguendo “Dopo la Pioggia”? Scommetto di sì.”
“E sbagli. Non è nella mia lista anime al momento.”
“Dovresti mettercelo. Credo che lo troveresti molto interessante.”
“Davvero? E' così bello?”
“Non saprei dirlo in assoluto. Ma credo che possa piacere a una persona come te, appartenente a una certa fascia di pubblico.”
“Ma smettila! Per chi mi hai preso? Lo sai che non mi identifico in nessuna fascia di pubblico e che invece mi piace esplorare fra i generi più diversi alla ricerca anche solo di poche, piccolissime emozioni, ma che siano sempre e comunque diverse l'una dall'altra! E tu, nonostante questo, vorresti trattarmi alla stregua di uno che sceglie sulla base di preferenze statiche e prevedibili?”
“Parla di una bellissima liceale di diciassette anni che si innamora di un quarantacinquenne senza arte né parte.”
“Ah... e perché non lo hai detto subito? Lo comincio immediatamente.”

Ho davvero cominciato la visione di questo anime a seguito di una discussione simile. Purtroppo non posso svelare l'identità della mia controparte, perché, quando le ho chiesto il permesso di citarla in una mia recensione (senza nemmeno specificarle quale), mi ha risposto che ci sarebbero state delle conseguenze legali, se mi fossi azzardato a farlo. Comunque aveva perfettamente ragione: con l'età che mi ritrovo, molto vicina a quella del protagonista, non potevo restare insensibile di fronte a un argomento simile. Ovviamente non ho alcun interesse per le liceali; però ero curioso di vedere in che modo sarebbe stato affrontato un problema del genere, e devo dire di non esserne rimasto affatto deluso.

Ma cominciamo proprio con qualche cenno sulla trama: “Koi wa Ameagari no You ni” (nome italiano: “Dopo la pioggia”), racconta la storia di Akira Takibana, una diciassettenne liceale con un gran talento nella corsa. A seguito di un grave infortunio, però, la ragazza decide di smettere di correre e abbandonare definitivamente il club di atletica leggera. Non si tratta, ovviamente, di una scelta fatta a cuor leggero: il rimpianto per quello che poteva essere e che invece non è stato non smetterà mai di tormentare Akira. Un giorno, però, mentre si trova da sola in una caffetteria, farà la conoscenza di Masami Kondo, il quarantacinquenne manager del locale. Pur non conoscendo affatto la ragazza, l'uomo riuscirà a percepire la silenziosa sofferenza della ragazza, e sentirà il bisogno di rivolgerle delle parole di incoraggiamento; parole semplici, ma che la colpiranno dritta al cuore. E così, per star vicino al vecchio e impacciato manager, Akira deciderà di cominciare a lavorare in quella caffetteria.

“Dopo la pioggia” è un anime che parte da un assunto molto semplice, per poi svilupparlo in un modo che mi ha ricordato molto la crescita dei rami attorno a un albero: il tema portante rimarrà sempre lo stesso, ma attraverso questo sarà possibile affrontare diversi altri tipi di argomenti. Il tema principale è, ovviamente, l'amore fra due persone con una rilevante differenza d'età (nel nostro caso ventotto anni); la questione verrà analizzata sotto tre diversi punti di vista: quello di Akira, quello di Kondo e quello della società.
Quello di Akira è il punto di vista più semplice, ossia quello dell'adolescente innamorata, secondo cui non sono importanti né il grosso divario generazionale né il giudizio degli altri; l'unica cosa che conta veramente è l'essere corrisposta dal suo amato.
Il punta di vista di Kondo, invece, è già più complesso rispetto a quello della ragazza. L'uomo è sicuramente compiaciuto dalle attenzioni ricevute da una ragazza così giovane, ma non al punto di perdere la testa e a buttarsi in una relazione senza pensare alle conseguenze; la sua posizione, quindi, è quella della resistenza a oltranza, anche se, di tanto in tanto, si fa notare qualche crepa nella sua barriera.
Il punto di vista della società, infine, è quella classica: lui è un vecchio e lei è una bambina, una relazione fra loro sarebbe immorale e dannosa sia per il presente che per il futuro della ragazza.

Ma qual è invece il punto di vista dell'autrice? Da quanto si è visto nel corso di questi dodici episodi, l'impressione che si ricava è che in lei il realismo sia ancora in vantaggio rispetto al romanticismo: il tipo di rapporto che si instaura fra Akira e Kondo, infatti, non cambia molto nel corso della serie. Ma, se l'autrice non sembra, almeno per ora, molto intenzionata a far fare ai suoi personaggi il grande passo in campo sentimentale, molto più prolifica è stata, invece, nelle analisi delle vite dei due protagonisti e sui motivi che sono alla base dei loro sentimenti reciproci e che non sempre sono riconducibili alla semplice attrazione fisico/spirituale.
Akira è un personaggio abbastanza controverso, fatto di lunghi silenzi ma anche di reazioni rabbiose, di rassegnazione ma anche di grande determinazione. Ciò che domina tra i suoi stati d'animo, però, è la delusione legata al suo infortunio e alla sua mancata carriera sportiva.
Kondo, invece, è un uomo di mezza età di grande educazione e rispetto, ma che non è mai riuscito a combinare nulla di buono nella vita. Anche lui ha un grosso rimpianto legato al passato: da giovane era deciso a intraprendere la carriera dello scrittore, ma con scarsi risultati.
Le delusioni sofferte da entrambi sembrano avere una relazione molto forte con il modo in cui i due si approcciano vicendevolmente: lei è alla ricerca di un qualcosa in grado di placare il suo dolore; lui, invece, in piena crisi di mezz'età, vede in lei una persona capace di riportare alla mente la parte migliore della sua giovinezza e le sue grandi aspirazioni.

A questo punto io una domanda me la pongo: ma quella che viene raccontata è una storia basata sul grande amore che supera le barriere del tempo o è solo il racconto di due persone la cui vicinanza riesce ad alleviare le rispettive frustrazioni? Che l'autrice abbia posto al centro dell'attenzione una questione simile è un qualcosa che mi è piaciuto molto; e mi piace l'idea che la risposta a questa domanda sia complessa. Per arrivare a una conclusione, però, bisognerà aspettare altri episodi; al momento non credo sia possibile azzardare una risposta.

In definitiva, “Dopo la pioggia” è un anime che incontra sicuramente il mio favore; non che ci volesse molto, dato che si parla di una questione che non può non produrre un certo livello di partecipazione emotiva in persone della mia età. Ovviamente ci sono anche degli aspetti negativi da sottolineare, rintracciabili nei silenzi eccessivi di Akira e in un ritmo narrativo un tantinello troppo lento. Ma si tratta di piccoli dettagli da collocare in un'opera piena di poesia e contenuti, disegnata benissimo e con una colonna sonora da sballo. L'anime, quindi, va promosso a pieni voti; e speriamo che questa non sia l'ultima volta in cui mi sarà data la possibilità di parlare di questa intrigante e complessa storia.


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WatchMan

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Mai avrei pensato di imbattermi in un'opera così ben ponderata, sono rimasto piacevolmente stupito. Incominciato per puro caso, mi sono ritrovato tra le mani un anime coinvolgente che tratta con caparbietà un argomento delicato, su cui ognuno ha sicuramente un proprio punto di vista, però non scade mai nel banale, facendo della serietà il suo tratto caratteristico.
Tra la moltitudine di fanservice che sboccia ultimamente, finalmente uno slice of life sentimentale che ci fa tornare con i piedi per terra e ci canalizza nel punto di vista di una ragazza minorenne segretamente innamorata di un quarantacinquenne, già padre e proprietario di un ristorante, e di quest'ultimo, che rammenta un passato che ormai non esiste più.

Prima di esprimermi sulla storia e i personaggi, vorrei soffermarmi sull'atmosfera che questo anime è capace di regalare. La tranquillità che traspare e che trasmette è il fiore all'occhiello di questa produzione. Basta un'inquadratura sull'astuccio, sulla gamba di lei, un campo lungo avvolto in una quiete irreale, tra il frinire della cicala e la pioggia che cade dal cielo fino a toccare il suolo, per rimanere affascinati dal silenzio che domina la scena e che lo staff sa convergere sapientemente nei sentimenti dei due protagonisti con estrema efficienza.
Sono rimasto estasiato da questo ambiente rilassante, tuttavia mostra un solo punto debole: dopo i primi episodi scoppiettanti, con l'effettivo aumentare sembra andare avanti col freno a mano tirato. La sua calma offre molti momenti riflessivi, e in alcuni frangenti pare che debba esplodere da un momento all'altro, solo che lo fa a malapena due-tre volte. Questo non vuol dire che sia piatto, poiché l'atmosfera aiuta a creare un senso di empatia, e la psicologia dei personaggi è ben implementata.
Akira è diversa da qualsiasi altra protagonista. È una ragazza taciturna, che non dice mai una parola di troppo e non si scompone tanto facilmente, mentre Kondo è il solito imbranato troppo educato, che nasconde dentro di sé un sogno assopito e abbandonato molto tempo fa, e che rammenta costantemente dopo averla incontrata.

Malgrado l'incipit iniziale possa far pensare a un amore fra due età opposte, in realtà è qualcosa di più. La relazione di Akira nei confronti della sua amica d'infanzia Haruka è inspiegabilmente fredda e distaccata, cosa che la sua compagna non comprende, ma tenterà in tutti i modi di far ripartire quel legame che un tempo funzionava. Probabilmente questo suo comportamento è dovuto anche all'infortunio che ha subito, abbandonando quello che era il suo sogno da sempre: l'atletica.
Peccato che abbia perso la testa per Kondo. Quest'ultimo si sente in imbarazzo dalle attenzioni insistenti di Akira, ciononostante riscopre grazie a lei i valori della gioventù e il suo sogno sepolto. Il loro rapporto si evolverà gradatamente e si supporteranno a vicenda fino a raggiungere l'esito che soddisferà entrambi.

In conclusione, "Dopo la Pioggia" possiede un'aura da fare invidia a molti prodotti similari, condita da personaggi ben approfonditi e temi trattati con rispetto. L'aspetto tecnico poggia su ottimi livelli, belle le animazioni e i colori con un bel blu preponderante; di pregevole fattura la simpaticissima sigla d'apertura e da pelle d'oca l'ending, che vengono sostenute entrambe da un testo che gioca metaforicamente sulla pioggia. L'unico neo è il finale un po' ambiguo, che si può considerare conclusivo e allo stesso tempo no. Purtroppo, non avendo letto il manga, non so dirlo, comunque rimango soddisfatto.

megna1

Episodi visti: 8/12 --- Voto 8,5
Una premessa è d'obbligo. Da troppo tempo mancavano queste atmosfere adulte dai toni pacati sui teleschermi (e, aggiungerei anche, oggi come oggi, sulle piattaforme del web, vista la tendenza in costante aumento). Come da pure troppo tempo la semplice quotidianità fatta di rispetto ed educazione e l'umorismo agrodolce di un tempo sono diventati parte di un mondo antico che è stato inesorabilmente sostituito da storie di idol di infimo livello infarcite di fan-service, snervanti miniserie sentimental-scolastiche fatte con lo stampo e un marasma di volgari ecchi e harem con protagonisti debosciati che passano il tempo a 'whatsappare' o insultarsi sui social (bella roba, mi basta salire sul bus o fare un giro nei pressi dei giardini pubblici per vedere a che grado di dissolutezza cibernetica siamo arrivati).

Diciamo le cose come stanno: questa è una serie che mette d'accordo tutti e che, speriamo, spianerà la strada a future trasposizioni animate dei capolavori che vengono ospitati sulle pagine di Big Comic Spirit, la leggendaria rivista edita dalla Shogakukan che ospitò, guarda caso, proprio il paradigma delle commedie romantiche, nientepopodimeno che "Maison Ikkoku". Coincidenze o no, "Koi wa Ameagari no You ni" ha tutte le carte in regola per diventare amata e seguita come l'opera portante della Takahashi. (Attenzione, non dico bissarne la popolarità, perché sarebbe equiparabile a bestemmiare in turco) Che ci sia ancora sulla faccia di questa triste terra qualche sparuto proselite della Principessa dei manga? Diamo il giusto merito anche all'autrice dell'appassionante versione cartacea, che si è guadagnata un plebiscito di consensi in Oriente e Occidente.

Le parti vengono invertite, vale a dire che stavolta è una giovane studentessa a innamorarsi di un uomo più grande d'età; non solo, i fatti e i misfatti nascono e si sviluppano all'interno di un elegante ristorante/caffè e non in una scalcinata pensione. Ma la cosa più bella è il realismo dell'ambientazione. Dai giochi di luce ai suggestivi riflessi delle nuvole sui vetri a specchio della scuola, passando per le tinte rossastre tendenti al rosa dei tramonti dopo un rovescio estivo, l'utilizzo di ombre e di filtri speciali, la incessante pioggia di sottofondo ricreata al computer, tutto è realizzato e curato alla perfezione e si ha la sensazione di trovarsi dinnanzi a un nuovo standard per le serie TV (la risoluzione dei particolari in HD è senza pari). Anche la spiritosa opening e la malinconica ending, ambedue animate con splendidi colori e disegni di pregevole fattura, si candidano come le migliori della stagione, se non addirittura dell'anno! L'unico appunto in negativo che si può muovere al comparto tecnico è la presenza di CGI di dubbia qualità: gli automezzi sembrano artificiali e stridono non poco con gli evocativi fondali dipinti a mano, facendo perdere un po' di poesia al tutto (ma è una prerogativa della stragrande maggioranza dei titoli odierni).

Lo store-manager Kondo ha una comprovata somiglianza con il trasognato capitano Goto di "Patlabor" ed è altrettanto sempliciotto e alla mano, nonché oggetto di scherni e deriso da parte dei suoi sottoposti, inoltre è alquanto imbranato, ma a tempo stesso incorruttibile e ligio al dovere. Molto contemplativo, allergico alle nuove tecnologie, possiede ancora un sorpassato cellulare a conchiglia e una sveglietta al quarzo risalente agli anni novanta. Con questo sa benissimo come tirare l'acqua al suo mulino. La longilinea Tachibana non è per niente attratta dai suoi insistenti coetanei e stranamente non è affetta da nomofobia o tantomeno dalla contemporanea sindrome del 'pollice da smartphone'. Non è né formosa né esuberante, ma ha dei preponderanti occhi a mandorla, sguardo magnetico, fluenti capelli blu indaco, un fisico da atleta e una altezza non certo da giapponese media (una stangona in poche parole). A metà delle dodici puntate previste, dopo gli intensi tumulti del settimo capitolo - e su questo era facile professarsi sedicenti indovini -, v'è un momento di stasi, una sorta di rilassante quiete prima della tempesta, nulla di estenuante comunque.

La brevità del manga e dell'anime hanno già scatenato pareri discordi. Meglio restare al passo della brava Jun Mayuzuki o lo staff dello Studio WIT poteva diluirne la durata inventando sceneggiature ex-novo? Io sono più propenso alla prima opzione: meglio pochi ma buoni; in questi anni ho visto troppi filler scadenti e sotto-trame con contenuti esecrabili, anche da parte di registi blasonati. Questa trasposizione animata è fedelissima all'originale e questo è già un pregio più unico che raro. Qualsiasi sia l'epilogo non mancherà di scatenare ulteriori diatribe tra i fan, di certo non andrà a intaccare le impressioni e le valutazioni positive di uno degli slice of life più convincenti (e coinvolgenti) dell'ultimo decennio.