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Kirad

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7,5
Difficile valutare un titolo del genere, perché è talmente pieno che esso ti travolge e rischia persino di renderti difficile vederlo tutto o quasi tutto in una volta. Di cosa è pieno? Di azione frenetica, naturalmente, ma anche di pathos, epica, dramma, cerebralismi, situazioni apocalittiche, gigantismo della messa in scena, insomma di così tanti elementi che rischiano persino di appesantire la visione, nel senso che in ogni puntata c’è talmente tanta roba, che se ne guardi due o tre di fila, per le altre potresti voler rimandare; non perché brutte, ma perché le precedenti erano già… ‘troppo’. "Shin Gettar Robot" mi sembra nascere da un tentativo di Go Nagai di fondere la sua formula tipica dei robottoni, semplice (non semplicistica) ed epica, con un titanismo alla "Giant Robot" e soprattutto con il dramma interiore e la trama complicata di "Evangelion" (in questi OAV è possibile scorgere situazioni e dettagli che si rifanno a NGE, persino uno dei trailer di Getta ad un certo punto riprendeva pari pari il ritmo a raffica della sigla di Eva, nella parte finale).
Se queste sono le premesse, come giudicare il risultato? Molto buono, ma non eccellente, perché persino per il nostro è difficile riunire anime a volte così diverse: la trama è un guazzabuglio, nel senso che se il filo generale si capisce, è tuttavia accompagnato da situazioni strane, a volte contraddittorie, da scelte forzate che mostrano troppo chiaramente il loro esistere solo per giustificare un successivo colpo di scena stile ‘Che cosa?!’. D’accordo che tale elemento è così evidente da dover essere sicuramente voluto, forse perché Nagai voleva realizzare una esperienza narrativa più emotiva che razionale, però il fatto che ci sia un perché non rende tale scelta sempre efficace: se stranezze, incoerenze e forzature si accumulano fino a rendere troppo difficile (se non impossibile) capire tutti gli snodi della storia, rischiano di distrarre lo spettatore dal seguire l’azione, perché chi guarda vuole anche capire ciò che vede. Inoltre l’abbondanza di materiale, come detto, rischia pure di sovraccaricare la narrazione.
Il piano sul quale SGR riesce sicuramente è quello dell’azione: difficile annoiarsi, le battaglie sono tutte semplici e insieme possenti, e in alcuni punti riescono pure a raggiungere il livello memorabile, rendendo innegabile il respiro epico, reso ancora più enfatico dal fatto che sia i personaggi che i robot assumono spesso, nel parlare e nell’agire, delle pose fighe. Le animazioni invece sono altalenanti: i primi due episodi sono quelli animati meglio, poi ci si stabilizza su un livello più medio, mentre gli ultimi sono quelli più ‘rozzi’. Tuttavia il livello generale è sempre accettabile.
Insomma, un esperimento complesso e affascinante, che ha sicuramente dei punti forza, però rischia pure di avere proprio nella sua complessità il principale punto debole.
Voto: 7 e mezzo, con alcuni momenti da 8.


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Darfen

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Shin Getter Robot – Last Day è una breve serie di 13 episodi ed senz’altro uno degli anime robotici più maturi e di maggior impatto che abbia mai visto.
La forza principale di questa serie è senz’altro la potenza epica delle lotte e la grandiosità dei personaggi. Questi pregi però non riescono mai a brillare completamente a causa di un comparto grafico non sempre adeguato e di ampie lacune della trama.
Partendo proprio da queste, il problema maggiore è che molti fatti, potenzialmente spiegabili e sviluppabili, vengono sparati in faccia allo spettatore quasi a caso e non vengono più ripresi successivamente. Poi, personalmente, sono rimasto un po’ infastidito dal fatto che si usassero i raggi getter per spiegare praticamente ogni cosa, dalle forze fisiche, passando per quelle biologiche, fino alla tecnologia più moderna. Ve bene la sospensione del giudizio critico che uno dovrebbe avere quando guarda un’anime del genere, ma questo significa forzare la mano.
Nonostante ciò, non avendo mai visto nulla riguardante Getter Robot, questa serie mi è sembrata essere influenzata da due “flussi artistici” precisi.
Essendo il soggetto originale di Go Nagai (anche questo è uno dei tanti automi giganti inventati da questo genio) molti dei protagonisti, dei nemici e delle vicende, risentono di quelli che ormai possono definirsi “topoi” Nagaiani. Partendo proprio dalla trama, dopo lo sterminio nucleare, gli uomini sopravvissuti sono costretti a combattere contro gli invasori spaziali, muniti delle classiche bio-machine beasts. A proposito di ciò, mi è spesso sembrato di assistere a una versione animata della Mazinsaga (sebbene il manga non sia mai stato completato), infatti, a parte il protagonista robotico, la storia è praticamente la stessa. Anche le vicende che legano e caratterizzano i protagonisti richiamano a questa saga: un’antica colpa, un rimorso che li tormenta e continua a balenargli davanti agli occhi.
L’altro flusso è invece legato alla versione cinematografica di Akira. Tutto il discorso, svelato soprattutto negli ultimi episodi, legato all’energia derivante dall’evoluzione naturale mi ha ricordato molto uno dei temi principali del sopracitato anime.
Per quanto riguarda invece il reparto tecnico della serie, cominciamo con la parte meno godibile, ovvero la grafica e il disegno. Sebbene infatti si tratti di una serie del 1998, la grafica alterna una fotografia povera e confusionaria con inquadrature dei personaggi completamente sconclusionate. Le scelte di regia classiche per il genere (campi lunghi o lunghissimi per le lotte dei robot contro i mostri, per poi fare primi piani per focalizzarsi sui protagonisti interni) non aiutano certo a migliorare il reparto.
Ciò che invece fa davvero la differenza è la colonna sonora: di base abbiamo un pop rock, a tratti un po’commerciale, che però, nei momenti più cruenti, si sposta su timbri marcatamente epici per poi terminare, al culmine del phatos, in assoli di chitarra squisitamente progressive. Fantastico e molto evocativo.
Alla fine ho scelto di arrotondare il voto per eccesso (il giusto sarebbe 7,5) perché dopo una seconda visione i pregi hanno avuto la meglio sui difetti comunque presenti.
Quindi mi sento di consigliare questa serie ai fan delle saghe robotiche e fantascientifiche, soprattutto a quelli che cercano anche contenuti più adulti oltre alle solite scazzottate tra mostri e colossi metallici.


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kaio1982

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Spesso capita di leggere opinioni su quanto possono esser state ingenue o semplicistiche le serie anni '70, ma anche di quanto sovente tali giudizi siano basati più su ricordi d'infanzia o addirittura su semplici pregiudizi, piuttosto che su una visione recente e basata su analisi obbiettive.
Questa premessa mi è venuta spontanea proprio visionando con attenzione "Shin Getter Robot-The Last Day", che, pur vantando pregi indiscutibili, è caratterizzata da un'infinità di ingenuità (appunto) che ne appiattiscono in maniera indelebile il valore effettivo.

La trama è basata interamente sulla devastante energia prodotta da raggi Getter, ai quali un ormai pazzo professor Saotome è completamente assuefatto, e incapace di comportarsi da essere umano. Nel frattempo, una viscida e mostruosa razza aliena è in procinto di invadere la Terra (originale vero!), con la chiara intenzione di sfruttare i devastanti raggi Getter per dominare l'universo. Naturalmente, per contrastare sia Saotome che gli invasori, i protagonisti Ryoma Nagare, Hayato Jin, Musashi Tomoe, Benkei Kuruma, Go Saotome e Genki Saotome hanno a disposizione un nuovo e potentissimo robot: si tratta appunto dello Shin Getter, un'evoluzione tecnologica del vecchio Getter Robot, della serie originale del 1974.
Questa trama è molto adeguata allo stile chiassone ed esagerato di questa divertente serie, ma assolutamente troppo semplicistica, anche per il genere dei super robot. Lo stile è sicuramente intrigante e cattivo al punto giusto, grazie anche all'ottima caratterizzazione dei personaggi, ma decisamente troppo mirato verso un pubblico giovane, che troverà questa serie appagante.
La sceneggiatura (al contrario di numerose serie anni '70-'80, tra cui "Daimos", "Il Grande Mazinga", "Jeeg", "Danguard", "God Sigma" e "Baldios") è confusionaria oltre ogni limite e presenta spesso scene che definirle incasinate e disordinate è davvero riduttivo. Troppe volte si assiste a una sovrapposizione di robot e alieni, che appaiono all'improvviso in un tripudio di squartamenti, esplosioni e grida di eroi sicuramente molto divertenti, ma decisamente troppo confusionari. Se a tutto questo aggiungiamo un finale decisamente grottesco, ecco che "Shin Getter Robot-The Last Day" diventa un discreto anime robotico, concettualmente semplicistico, esattamente come i suoi predecessori tanto criticati.

Dal punto di vista tecnico, "Shin Getter Robot-The Last Day" è mediamente molto buono, ma non perfetto. Il character design è ottimo, tamarro e adulto (anche se presenta tratteggiature eccessive) per quanto riguarda Ryoma, Hayato, Go e il professor Saotome, mentre è davvero antiquato e poco ricercato per il resto dei personaggi. Il mecha design è quasi identico alla serie originale, ma naturalmente è il dettaglio infinitamente superiore dei vari mecha a fare la differenza. Gli alieni hanno un design molto tradizionale, con un sacco di viscidi tentacoli, un aspetto insettiforme, bocche giganti piene di denti e dimensioni colossali. I fondali non sono niente di speciale sia sulla Terra che nello spazio, dove i pianeti hanno un dettaglio piuttosto basso. Le animazioni sono eccelse praticamente sempre, fatta eccezione per la qualità dozzinale riposta nella pioggia, mentre ho trovato le musiche buone e il doppiaggio italiano eccellente.

Nonostante gli enormi difetti mi sento di consigliare questa serie un po' a tutti, dal momento che la visione di "Shin Getter Robot-The Last Day" risulta molto godibile.


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Rygar

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Posso affermare senz'ombra di dubbio che al momento Getter Robot: the Last Day sia l'anime che io ho più rivisto in assoluto nonostante sia un prodotto non immune da una discreta mole di difetti. Il fatto che l'abbia visto così tante volte è riassumibile nella sua incredibile epicità e nel suo altissimo grado di spettacolarità che questa serie sa offrire, oltre che ad una mole di combattimenti più che considerevole. È sempre un piacere osservare delle manovre di aggancio estreme e come, con crudele gioia, si distruggano gli orripilanti alieni invasori.

Getter Robot The last Day è un anime della stagione estiva 1998 composta da 13 episodi. Tale opera deriva da un remake (in chiave alternativa) delle precedenti serie della saga (Getter Robot e Getter Robot G). L'adattamento italiano fu repentino tanto che la serie ha fin da subito creato un cospicuo numero di fans.

Trama: tramite lo studio e l'utilizzo dei misteriosi raggi Getter (una forza di origine sconosciuta che stimola la vita e l'evoluzione), l'umanità è riuscita a progredire, tuttavia è proprio per colpa dei raggi Getter che una razza aliena dalla forma indefinita e mutevole intende colonizzare la luna ed invadere la terra. Grazie all'entrata in scena di Getter Robot, l'umanità riuscì a sconfiggere gli alieni sulla luna e a riportare la pace sulla terra; tuttavia sulla terra il professor Saotome (maggiore studioso al mondo dei raggi getter e creatore di Getter Robot) viene misteriosamente ucciso e la colpa ricade su Ryoma Nagare, uno dei piloti della squadra Getter. Dopo 8 anni Saotome ricompare e intende realizzare "l'ultimo giorno del mondo". Ryoma viene scarcerato per fermare i suoi folli piani, ed è in quel momento che fanno la loro ricomparsa gli alieni, decisi a tutto pur d'impossessarsi della misteriosa forza dei raggi getter e colonizzare definitivamente la terra.

Grafica: la grafica non sembra essere il punto forte di The Last Day. Questo dipende sostanzialmente dal cambio di studio e da una certa disuniformità stilistica che si manifesta particolarmente attraverso i dettagli. Le ambientazioni spesso sono piuttosto ben realizzate e curate (ma non iperdettagliate) le animazioni sono altalenanti, splendide per le trasformazioni dello Shin Getter, talvolta più scattose e scarne per i mostri (si perdono le pupille degli occhi mostruosi o talvolta scompaiono o riappaiono magicamente certi dettagli, altra nota sui dettagli: spesso cambiano repentinamente, come i pomelli delle leve di trasformazioni, dapprima colorate, poi uniformi, ecc…), il character design è "brutto", in perfetto stile Nagai/Ishikawa, che spesso sfocia nel mostruoso, il mecha design è altalenante. I Getter precedenti (fino al G) sono profondamente stravolti rispetto al design originale, spesso perdendo in funzionalità e armi (oltre che alla mera estetica, soprattutto il Poseidon), mentre lo Shin Getter è semplicemente fantastico in tutte le sue versioni. L'alien design è deliziosamente orrendo.

Sonoro: eccelso con lode. L'intero comparto sonoro di quest'anime è un tripudio per l'udito. L'opening è un concentrato di epicità allo stato puro, lo stesso dicasi per l'ending. Gli OST sono semplicemente fantastici, tali da esaltare e gasare lo spettatore, lo stesso si può dire per gli ottimi effetti sonori. Encomiabile l'adattamento italiano che supera di gran lunga il doppiaggio originale giapponese. Si sente che si sono impegnati a fondo per rendere al meglio i vari personaggi (tra risate grottesche ed urli esaltanti).

Personaggi: basterebbe una parola per definirli, epici. I personaggi di Getter Robot the Last Day ripescano dal loro glorioso passato assumendo tinte più cupe, grottesche e misteriose. La loro caratterizzazione è molto ben fatta, giungendo all'estremizzazione dei loro caratteri. Si può parlare di lavoro introspettivo così come di evoluzione dei personaggi (che pur conservando il loro "stile" riescono a mutare nel corso della storia).

Sceneggiatura: assieme alla grafica, anche la sceneggiatura rappresenta il punto debole dell'anime. La gestione temporale è estremamente altalenante, si compiono salti nel futuro (anche di decine di anni) e tali salti ricevono delle spiegazioni non sempre chiare. Il ritmo si altalena dal frenetico al medio/lento, tale alternanza di ritmi narrativi è spesso giustificata dalle scene di combattimento. Il fanservice è quasi del tutto assente (una sola scena in tutto l'anime), in compenso la violenza sovrabbonda con scene di crudeltà e truculenza. I dialoghi puntano tutto sull'epicità e sulla spettacolarizzazione, tralasciando spesso la logica e puntano fin troppo spesso sulla strategia narrativa del "non detto", le frasi spesso risultano troncate alla fine.

Finale: una battaglia di proporzioni universali, poiché lo scenario della battaglia finale è l'intero universo. La battaglia per l'ultimo giorno del mondo insorge in tutta la sua ferocia e drammaticità, e com'è d'uopo, tra mezzi discorsi e dialoghi epici. molti misteri rimarranno tali fino all'ultimo.

In sintesi: guardare Getter Robot the Last Day è come tuffarsi in un universo iper caotico stracolmo di cose non spiegate e quasi mai intuibili. Non si cerchi una logica, non si cerchi una spiegazione, non si cerchi una ragione. Si accetti quest'ondata di furiosa emotività (oltre alla qualità altalenante dei disegni) e questa spettacolarizzazione della guerra. Solo in questo modo è possibile cogliere la vera essenza quest'anime, ed è solo in questo modo che mi sento di consigliarlo.


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Mac Parak

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Consideratemi un folle. Sono fan sfegatato della Getter Saga e questa serie di 13 episodi la custodisco gelosamente in VHs (a oggi, 2011, non v'è ancora in DVD). Uscita nel 1998 (azz se passa il tempo) divenne un successo mondiale. Forse il suo successo fu anche spiegato dai tempi in cui il download non era così diffuso, celere e sicuro per miliardi di utenti che invece popolavano le videoteche per prenotarne le copie in arrivo.

Malinconia a parte, questa è una serie robotica adulta, ben concepita e strutturata egregiamente, con fondali ben realizzati, musiche da dieci e lode e grafiche, per l'epoca, sopra le righe. La trama è oscura e misteriosa e l'atmosfera cupa ne fa una serie adulta e distante anni luce dalle serie animate anni '70. Tuttavia la violenza e la sezione dark in cui è inserita si rifanno molto ai manga originali, intrisi di violenza e sangue. Qui i personaggi del manga e dell'anime sono stati un po' rimodellati e messi in una veste molto più curata e matura. Compare per la prima volta il Shin Getter Robot - che ha poi avuto altre due serie sino al 2004 - che elimina, a livello mnemonico e tecnologico, il vecchio sistema Getter, confinato nei primi episodi a mera arma da guerra costruita in serie, nel colore bianco. Compare anche il Black Shin Getter, robot pilotato da un Ryoma cattivo e vendicativo.

L'anime presenta una trama intrisa di misteri che, ahimè, spesso riesce solo a confondere le idee e a non dare spiegazioni utili alla comprensione del mondo nagaiano. Tant'è che molte affermazioni sono sempre tagliate a metà lasciando sì una certa dose di suspense, ma dando anche in pasto molta più confusione in più, tenendo conto che pure il finale è molto poco chiarificatore.
Nel complesso do 10 poiché la serie ha riesumato i mitici robot di Go Nagai evolutisi negli anni successivi (Mazinkaiser, Kotetsu Jeeg, Shin Mazinger Z, Mazinger SKL) e perché ha avuto una forza estremamente magnifica sotto l'aspetto grafico e contenutistico.
Mac Parak


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Anonymous

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Innanzitutto ci tengo a fare notare che questa serie si presenta come un sequel diretto di un CD Drama, dove i protagonisti vanno verso la Luna per espandere i loro studi riguardo ai raggi Getter, quindi è da considerarsi come una sorta di spin-off che ospita degli elementi completamente diversi da quelli del classico anime di Getter Robot. La serie narra le vicende che si verificano dopo il ritorno dalla Luna da parte dei protagonisti, quindi non si assiste a un vero e proprio sequel, ma a un nuovo capitolo che prende molti elementi da quello precedente.
Shin Getter Robot: The Last Day, ha sofferto di un continuo cambiamento di staff dopo i primi 3 episodi, il che ha costretto gli autori a cercare un modo per sviare i numerosi elementi che hanno proposto i primi 3 episodi; il tutto ha generato delle contraddizioni assurde che non fanno altro che rendere la trama più confusa e intricata che mai, senza contare che molti misteri non verranno svelati fino alla fine dell'anime.
I colpi di scena che presenziano all'interno dell'anime sono troppo assurdi e privi di senso, si verificano senza un minimo preavviso e non hanno un grande impatto che permetta di smuovere la trama all'interno dell'anime, infatti ci si baserà sul carisma dei protagonisti e sulle loro battaglie per creare dei possibili avanzamenti di trama.
Quindi non ci si può aspettare una trama coinvolgente da questa serie OAV, ma una serie di combattimenti altamente frenetici, che vengono accompagnati da una soundtrack e da delle animazioni di buona qualità.

I protagonisti sono il classico Getter Team e dei nuovi protagonisti che dovrebbero presentare una rifacimento al team di Getter Go, quindi si può intuire che l'anime cerca di creare una sorta di cambio generazionale, senza dovere sottostare alle "restrizioni" che può imporre la storia originale.
Il team originale ospita personaggi del calibro di Ryoma e Hayato, che esibiscono un carisma tutto loro, ma anche una cattiveria e una violenza che li allontana dai personaggi dell'anime originale per avvicinarli a quelli del manga. Insieme a loro ci sarà Go, ovvero il "personaggio chiave" che dovrebbe avere un grande ruolo all'interno della serie; il problema è che tale personaggio non viene "valorizzato" a causa dei numerosi cambiamenti di staff, senza contare che ha un carattere particolarmente silenzioso, il che rende ulteriormente difficile una possibile caratterizzazione da parte di quest'ultimo.
I nemici sono gli invasori, ovvero degli alieni mutaforma che mirano a invadere l'intero pianeta. Anche se rappresentano il nemico principale, sono privi di caratterizzazione, anzi, possiamo considerarli dei nemici che si basano sul loro istinto e che non hanno un vero e proprio obiettivo morale, ma bisogna ammettere che è raro vedere degli esseri così resistenti, capaci di mettere in seria difficoltà i protagonisti per la maggior parte delle volte.

I disegni e le animazioni sono in grado offrire uno spettacolo nei primi 3 episodi, mentre tendono a scadere un po' in quelli seguenti, ma si rientra sempre nella qualità delle serie OAV. Ovviamente il tratto esalta il "tamarro" dei protagonisti, per esempio abbiamo Ryoma, un ex-detenuto, che esibisce un volto altamente aggressivo e dei vestiti malridotti e disordinati.
La Soundtrack tende ad esaltare l'epicità delle battaglie all'interno dei primi 3 episodi, infatti si può notare un tema "trionfale" che accompagna il getter robot nelle sue furiose battaglie, inoltre tengo a fare notare l'esaltante "ma ga Sono Toki da" di Ichiro Mizuki, che combina la sua epicità con la passione, l'energia e la rabbia che spingono i protagonisti a combattere contro un nemico che minaccia il loro futuro.
In seguito ai 3 episodi, la soundtrack subirà dei drastici cambiamenti, che porteranno dei brani rock al posto di quelli precedenti (sono ben pochi quelli che riescono a mantenere la loro presenza all'interno della serie).

IL punto debole, che presenta un drastico calo di qualità all'interno della serie, sono gli episodi centrali, dove assistiamo a uno scontro tra due forze che non riescono a sviluppare un possibile avanzamento di trama, per il resto ritengo che The Last Day sia una serie OAV godibile, anche se non ha potuto esprimere il suo vero potenziale a causa dei ripetuti cambiamenti all'interno dello staff.

torakiki

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torakiki

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Il voto è una media tra il 10 del charter/mecha design e il 6- della trama, che è confusa e inutilmente piena di misteri.
La storia in realtà parte bene, molto simile a Giant Robo, ma poi si perde lasciando vuoti narrativi che non vengono mai riempiti, anzi si nota una certa frettolosità nel finale, come se le troppe divagazioni avessero bruciato lo spazio per le parti importanti, cosa che tra l'altro si nota pure nel remake di Jeeg.
La regia preferisce impegnarsi nelle scene di combattimento, rendendole epiche e spettacolari: stupende sono la lotta tra il Getter1 e l'esercito di Getter Dragon e la prima apparizione del mitico Black Getter, e nota d'onore va all'ultima battaglia di Musashi.

Capitolo a parte meritano i personaggi: se Ryomo, Hayate, Musashi e Benkei sono caratterialmente resi in maniera eccelsa e fedeli alla loro controparte cartacea, in quanto eoni lontani dalle versioni semplificate delle vecchie serie televisive, quelli nuovi faticano a spiccare, perché troppo piatti, e il confronto con i primi è pietoso. Aggiungiamo poi i salti mortali fatti per cambiare il sesso ad alcuni personaggi e storie di clonazione non meglio specificate, e il risultato è disastroso.

L'impressione è che la storia sia stata scritta in fretta, o peggio a tamburo battente, pescando a piene mani da precedenti storie di successo come Giant Robot ed Eva.
Quindi il voto positivo lo do soprattutto per l'esaltazione che la serie mi ha dato, ricordando che pure la serie originale e quasi tutte le serie robotiche anni 60/70 erano piene di contraddizioni, semplificazioni e buchi narrativi, anche se noi ce le guardavamo lo stesso affascinati e assolutamente "non critici".

Lorenzo

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Lorenzo

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Quarta serie della saga di Getter Robot del 1998, per la prima volta completamente slegata dalle precedenti, presenta per me un primato singolare: è in assoluto l'anime più criptico, caotico, ed incomprensibile che abbia mai visto in vita mia. L'ho guardato due volte: dopo la prima sono rimasto sconcertato e volevo buttarlo via; alla seconda visione, dopo alcuni mesi, ci ho capito qualcosa di più, anche se resta comunque molto oscuro, e l'ho apprezzato e ne ho riconosciuto il valore sicuramente più della volta precedente. Ma non mi era mai capitato di vedere niente di simile.
Dopo le prime due serie storiche e il misconosciuto Getter Go, la saga recupera le atmosfere e i toni cupi del manga, completamente abbandonati dalle serie televisive e dagli oav. Il mecha e il chara-design sono molto diversi, i personaggi quasi irriconoscibili (il più somigliante è forse Hayato), il prof. Saotomè del tutto differente dal passato, e per chi era abituato ai Getter degli anni '70 può essere uno shock!
Non saprei raccontare la trama nemmeno approssimativamente: l'unica è vederlo, non senza prima aver letto qualche recensione come quella su questa pagina tratta da Wikipedia per prepararsi ad una visione ostica. Piuttosto confuso e reticente nella narrazione, presenta un gran numero di punti oscuri e irrisolti, rimandi, allusioni misteriose, concetti poco chiari, il tutto con ogni probabilità volutamente. Non si sa bene quale fosse il fine del Maestro Nagai con quest'opera così poco accessibile, in ogni caso, come dicevo poc'anzi, ha sicuramente un suo valore e una sua rispettabilità, anzi, molti fan la considerano migliore delle precedenti proprio perchè recupera lo stile del manga originale "tradito" dalla prima messa in onda televisiva dell'anime. Personalmente continuo a preferire di gran lunga quest'ultima, ma, ripeto, rispetto anche questa serie oav, che fra l'altro, almeno da un punto di vista formale e figurativo, ha non di rado momenti suggestivi. Non lo consiglierei però a chi è nato e cresciuto con i vecchi Getter e magari non ha mai sentito parlare del manga: potrebbe restarci male!;-)


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Gackt

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Dopo aver visto Violence Jack e Devil Lady, questo Getter Robo ne esce sicuramente vincitore (anche se alla fine non si tratta di una serie eccellente). Vediamo qui il lato "sci-fi" di Go Nagai, lontano (ma non troppo) dai toni dark e splatter delle due serie che ho citato prima.

Shin Getter Robo -the last day- è un remake della storica serie di Getter Robo, anche se pare che si distacchi e ne modifichi la trama, pur riutilizzandone i personaggi. La storia è comunque comprensibile con un po' di attenzione, dato che il frenetico primo episodio permette di ricostruire gli eventi passati. La narrazione segue un iter particolare, dato che i primi tre episodi (molto frenetici) fungono da prologo, mentre la vera storia inizia nel quarto episodio, con la nuova ambientazione della terra post-apocalittica, e con una nuova squadra di personaggi (quella del "ricambio generazionale" è una tecnica narrativa che vediamo anche in Digimon e Lodoss War). La trama è parecchio assurda. Per quanto qualcuno possa trovarla avvincente, le motivazioni dietro gli eventi sono alquanto forzate e poco interessanti, così come il continuo "cambiar bandiera" di alcuni personaggi è poco credibile.

Ciò che piace di questa nuova serie Getter è la realizzazione tecnica: buone animazioni, buona colonna sonora e un accattivante chara design: basti pensare a Ryoma, uno dei personaggi più cool che abbia mai visto. Allo stesso modo ho apprezzato tantissimo il creature design e i mecha (in particolare il nuovo Getter Robo e lo Shin Dragon, mentre il Black Getter mi è sembrato un Batman robotico). Peccato che non giochi a suo favore la trama, così come la caratterizzazione a dir poco assente dei personaggi: nessuno di essi viene approfondito psicologicamente, e non risultano mai abbastanza chiari i loro pensieri o le loro motivazioni.

Insomma Shin Getter Robo è un anime riuscita al 40% direi, che poteva sviluppare meglio molti punti. Sicuramente lo apprezzeranno i fan di Go Nagai e del Getter.


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Arioch

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
A distanza di più di 20 anni dalle storiche serie TV degli anni '70, uscì questa fiammante miniserie di 13 OAV dedicata al rimodernamento di Getter Robot. Benché ripresenti gli stessi personaggi protagonisti delle vecchie avventure, questa storia non è un seguito, bensì una vicenda alternativa in cui le premesse sono solo parzialmente coincidenti. Non esistono più il popolo Hachu e l' Impero dei Cento Oni: i nemici sono una razza di viscidi alieni tecno-organici chiamati semplicemente "invasori", mentre Goro e Brai, i due imperatori delle armate sotterranee nemiche nelle prime due serie tv qui compaiono solo come citazioni, in quanto mostri frutto di esperimenti genetici. Benché, come detto, la serie ripresenti tutti i vecchi protagonisti, la loro caratterizzazione è molto più vicina al manga originale di Ken Ishikawa che alla versione edulcorata delle serie TV: abbiamo quindi un Ryoma violentissimo, un Hayato freddo e calcolatore ed un Professor Saotome allucinato ed ossessionato, ben diverso dal bonario e umano scienziato che conoscevamo. Particolarmente felice è stata a mio avviso la scelta di riprendere il design del manga non solo per quanto riguarda i personaggi, ma anche i mecha: in questo modo particolarmente Getter 1 e Getter Dragon assumono un' imponenza ed una maestosità che li rende sbalorditivi. La qualità di regia ed animazioni è sopraffina nei primi tre OAV, una vera gioia per gli occhi, mentre cala vistosamente nella parte centrale per poi tornare fortunatamente a subire un' impennata qualitativa negli ultimi tre. Splendida la regia dei combattimenti e delle spettacolari ed improbabili trasformazioni di Getter Robot, anche se in certi punti un po' confusa. Encomiabile il curatissimo doppiaggio italiano, con un picco qualitativo in Francesco Prando che presta la sua voce a Ryoma Nagare in un' interpretazione memorabile. Punto debole di questa miniserie è certamente la trama, a tratti eccessivamente confusa e che non riesce a riannodare alla perfezione tutti i fili sparsi nelle 13 puntate. Tuttavia per chi è cresciuto a pane & Mazinga questa serie di OAV è un prodotto imprescindibile, che non mancherà di entusiasmare i palati dei nagaiani più incalliti, avvinti dagli spettacolari combattimenti e dalle inverosimili armi nominate a gran voce dai piloti, mentre lo consiglio con riserve (specie per l'ottima realizzazione tecnica dei primi tre episodi) a chi non appartiene a questa categoria di spettatori. Per parte mia la considero una delle perle delle mia videoteca.


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DarkAlex1978

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
Questa prima miniserie di Getter Robot, come ormai è divenuta tradizione in quelle successive, è ambientata in un ambientazione alternativa. In questo mondo parallelo non esistono gli altri robot giganti come Mazinga e nemmeno i nemici storici dello stesso Getter (l'Impero dei Dinosauri e gli Oni); Getter Robot lotta invece per 15 anni contro una razza di orride quanto letali creature spaziali mutaforma, conosciute semplicemente come "Invasori". La storia inizia alcuni anni dopo la fine della guerra, dove il Getter Robot ma specialmente il più potente Getter Robot G, sono ormai stati prodotti in serie ad uso militare. Troviamo quindi volti familiari, ma invecchiati e provati da tanti anni di combattimenti e piano piano, lo spettatore può ricostruire gli eventi che hanno portato fino a quel punto.

Su questa miniserie ci sarebbe molto da dire, ma spoilerarla (ciò che ho narrato prima viene spiegato immediatamente) sarebbe un peccato. La storia di per se è interessante ed i personaggi ben costruiti, anche se soffre di un fastidioso difetto che si ripete continuamente: i personaggi hanno l'abitudine di lasciare le frasi a metà ogni volta che hanno un'epifania rivelatrice (tipo "Ma allora vuoi dire che..." oppure "no, non mi dirai che è..."), particolare che dopo un pò rompe veramente gli zebedei, in quanto sarebbe felice di capire anche lo spettatore. Al suo debutto animato, vediamo lo Shin Getter Robot, un Getter potentissimo e dalle immense capacità distruttive, accompagnato da altri nuovi robot come l'americano Stealther.

Il grosso problema della serie è appunto quello dei dialoghi, che magari sarà popolare in Giappone ma che personalmente ingarbuglia quella che è sì una trama contorta, ma che sarebbe molto più godibile altrimenti. La serie la giudico molto buona, ma purtroppo non è per tutti.