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Titolo originale
Tokyo Godfathers
Titolo inglese
Tokyo Godfathers
Titolo Kanji
東京ゴッドファーザーズ
Nazionalità
bandiera nazione Giappone
Categoria
Film 
Genere
Avventura  Commedia  Drammatico 
Anno
2003
Stagioni
Episodi
1
Stato in patria
completato
Stato in Italia
completato
Disponibilità
Metacinema   (compralo su Amazon.it)
Valutazione cc
8,544   (#63 in anime) (86 valutazioni, 35 recensioni e 51 voti)  Calcolo della valutazione
Opinioni
 35  1  0 - 98,59% promosso
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21 (by Redazione)
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Trama:

Introduzione

Dopo aver adorato Perfect Blue e mentre sto bramando di vedere altri episodi di Paranoia Agent, mi “imbatto” nell’ultima opera cinematografica di Satoshi Kon, che nel giro di qualche hanno è salito al secondo posto dei registi che più apprezzo, secondo solo a Miyazaki. Ritengo i suoi anime profondi e decisamente bilanciati; puntano meno sull’impatto visivo ma curano molto i personaggi e la loro psicologia. Le trame offerte sono piuttosto contorte e articolate, ma sono supportate da un buon ritmo e da inaspettati colpi di scena che tengono sempre viva l’attenzione dello spettatore. Altri registi, come per esempio Oshii, riescono a creare opere forse ancor più profonde, ma ritengo che per archiviare tale fine tendano ad appesantire troppo la narrazione, tanto che spesso rischiano di risultare, a spettatori poco avvezzi al genere, indigeste. Satoshi Kon sembra invece capire quando l’attenzione dello spettatore sta scemando ed inserisce improvvise e inaspettate sequenze di una certa forza. Questa tecnica è usata in modo magistrale in Tokyo Godfathers, che offre una trama inaspettatamente semplice e potenzialmente poco movimentata.

I personaggi

Ovvero uno dei punti di forza di questo piccolo gioiellino. I tre protagonisti formano a tutti gli effetti una vera propria famiglia, atipica quanto volete, ma che dimostra di avere legami più forti di quelle “legali”.
Il terzetto è formato da Miyuki, una ragazza scappata di casa dopo aver avuto problemi con il padre. Pur affermando di poter tornare a casa quando vuole, non si dimostra pronta ad affrontare la sua famiglia, che probabilmente la sta cercando. E’ scontrosa e apparentemente distaccata, e mostra nei suoi atteggiamenti molta paura nell’esprimere apertamente i propri sentimenti.
Gin invece è un uomo di mezza età , che un tempo aveva una moglie, una figlia e un regolare lavoro. Attualmente, visti alcuni eventi avversi nel suo passato, si è lasciato andare e vive nelle strade, spesso in preda ai fumi dell’alcool. Sembra essersi creato una serie di motivazione che spieghino il suo degrado e che lo facciano ancor più sembrare un rifiuto della società. Questo probabilmente per autodifesa, una serie di bugie per evitare di affrontare e raccontare il suo vero passato, molto più dignitoso di quello che racconta.
Il personaggio più interessante è sicuramente Hana, ovvero un travestito che dopo una delusione amorosa decide di lasciare il locale dove lavorava e di vivere nelle strade. A tratti grottesco e ridicolo, dimostra di essere il più coerente e il più saggio dei tre. Sembra a rifarsi al ruolo letterario del “fool”, ovviamente rivisitato e adattato alla storia raccontata. Questi, aiutati da piccoli espedienti del regista, da soli riescono a sostenere una trama che avrebbe potuto risultare piuttosto noiosa, vista la sua semplicità.

Analisi tecnica

Tokyo Godfathers, come già accennato, non vuole stupire lo spettatore con effetti speciali né con animazioni stellari. Il budget riservato ad aspetti come l’animazione non deve essere elevatissimo: ad un occhio critico la cosa è evidente, ma non vedo motivo per cui lo staff avrebbe dovuto spendere ulteriori sforzi su questo aspetto. Tutto è perfetto così com’è, tutto è estremamente bilanciato. Seppure non troveremo sullo schermo 10 persone che si muovono insieme, tutti i personaggi hanno movimenti realistici e ben studiati. Lo stesso vale per le scene chiave, dove la cura aumenta in modo sensibile.
Decisamente diverso il discorso per fondali, personaggi e musiche, aspetti questi che risultano sempre molto curati.

Conclusioni

Dopo qualche titubanza iniziale questo film mi è decisamente piaciuto. Satoshi Kon è riuscito a raccontare una storia semplice, ma ben ideata e piacevole. Tra qualche risata, in genere un po’ amara, qualche sequenza in grado di far riflettere, eventi inaspettati e a volte un po’ forti, il film scorre molto bene verso una fine probabilmente prevedibile, ma che lascia lo spettatore a mio parere soddisfatto.
Inoltre, se forse la trama può risultare sulla carta un po’ povera, va considerato che gli argomenti trattati sono decisamente spinosi. Sorprende vedere con quale disinvoltura e semplicità il regista sia riuscito a trattarli.
Per tutti questi motivi, mi auguro di vedere Tokyo Godfathers nei cinema italiani ;-)

Trama

Tre senza tetto trovano, in una magica vigilia di Natale, un bambino abbandonato nella spazzatura. Dopo qualche discussione decidono di riportarlo direttamente alla madre, senza passare per la polizia. Con i pochi indizi che hanno i disposizione, inizia una sgangherata ricerca, nella quale i protagonisti finiranno per confrontarsi con i propri passati…

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