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Fede kyuujuusan

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
"Nakitai Watashi wa Neko o Kaburu - 泣きたい私は猫をかぶる", traducibile come "Voglio piangere, sono nei panni di un gatto", in italiano tradotto in "Miyo - Un amore felino", è un film d'animazione giapponese, nato come opera originale nella primavera del 2020.

Il film ci racconta la storia di Miyo, la nostra protagonista, divisa tra la scuola e le difficoltà che le presenta la vita, come il divorzio dei genitori o le complicate relazioni con i compagni di classe, nello specifico con Hinode, un suo compagno di classe della quale è innamorata; lui sembra non essersi accorto di lei, o meglio sembrerebbe non ricambiare.

Tutto lo sviluppo della trama ruota attorno alla ricerca da parte di Miyo di avvicinare Hinode, finché un giorno, in un matsuri estivo, incontra un gatto "venditore di maschere", rinominato il Mascheraio, che le propone di diventare lei stessa un gatto, aiutata dalla magia, appunto, di una maschera. Neanche a dirlo, ci ritroviamo catapultati in una giornata tipo di Miyo, che se ne va gironzolando come un gatto, diretta indovinate un po' dove!? Alla casa di Hinode, infatti il ragazzo passa intere giornate con "il gatto", senza sapere che in realtà sia Miyo.

L'anime è uno scolastico-sentimentale, ma la parte soprannaturale della "metamorfosi" in gatto di Miyo porta tutto su un altro livello, dove tutto sembra possibile e dove tutto può avvenire, senza chiedersi il perché o darsi un qualche tipo di spiegazione.

Senza dire troppo sulla trama, gli eventi e le situazioni che la ragazza va ad affrontare sono l'essenza stessa della storia, e devo dire che poche volte ho visto una crescita e un'evoluzione così "reale" in un personaggio, partendo da uno scopo tanto capace di farti appassionare alla storia quanto leggero: quello di avvicinarsi al ragazzo che le piace.

Per come è andata la storia, la ragazza da una semplice opportunità riesce ad avere una crescita personale a 360°, sfruttando quello che la situazione le stava regalando e andando incontro a tutte quelle questioni, situazioni e paure che non aveva il coraggio di affrontare.
Dal punto di vista emotivo la ragazza è solita tenersi le cose dentro, senza mai esternarle, anche se apparentemente sembra non scalfirla niente e nessuno e andare sempre contro tutto e tutti, pur di difendere le cose a lei care; insomma, Miyo è senza dubbio la protagonista del film, ma non solamente sulla carta, tanto quanto nel come vive la storia, crescendo e componendo lei stessa il percorso da seguire, in modo da sviluppare e cambiare tutte quelle situazioni negative che le si presentano davanti in situazioni positive dalle quali imparare e migliorare, affrontandole senza paura e percorrendo sempre la propria strada.

È difficile da spiegare senza poter parlare liberamente della trama, ma tutto il film, dai protagonisti ai personaggi secondari, è una "scoperta" di quante cose le persone non facciano trasparire apertamente e in date situazioni - insomma, semplicemente la trama si incentra anche sugli altri personaggi, se non troppo approfonditamente, tracciando anche le loro storie e vissuti.

L'anime, naturalmente, oltre alla trama centrale presenta anche tante altre situazioni che tra una scena e l'altra portano quella ventata di divertimento, tanto quanto basta per conoscere Miyo e i personaggi che la circondano; la parte comica è piacevolmente presente, ma senza interrompere troppo la linea di trama che il film segue.

Disegni ben fatti e caratterizzati, sfondi e fondali in generale non lasciano mai delusi, che si tratti di case, alberi, ponti oppure oggetti di vita quotidiana, protagonisti compresi, li ho trovati ben curati e caratterizzati.

Il comparto audio... beh, senza dubbio eccellente, iniziando con le soundtrack durante i dialoghi che riescono ad avvalorare ancora di più la situazione e finendo con le vere e proprie colonne sonore del film.

Infine, credo veramente che questo sia uno dei film che, tirate le somme, meriti un bel 10 pieno. Non ho trovato una singola cosa fuori posto, il tempo di visione è volato via senza neanche essermene accorto; è esaustivo e con un buon finale, insomma consigliato e promosso a pieni voti.


 2
Marco Senpai

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
"Miyo - Un amore felino" è un film uscito recentemente per la piattaforma "Netflix", disponibile sottotitolato in lingua italiana.

La storia segue le vicende di Miyo, una giovane studentessa innamorata persa di un ragazzo, Hinode. Un altro personaggio, che ci viene presentato, è un bizzarro gatto, che dona a Miyo una maschera, che le permetterà, a sua volta, di prendere le sembianze di un felino.

Le premesse non sono particolarmente interessanti, ma il punto di forza della pellicola è l'evoluzione nel corso della storia della protagonista. Quest'ultima ci viene presentata come una ragazza estroversa e energica, ma allo stesso tempo si nasconde dietro a una "maschera", che le permette di avvicinarsi alla persona di cui è innamorata. I due protagonisti sembrano agli antipodi, ma si scoprirà che hanno più parallelismi in comune di quanto si possa immaginare. Meno individualizzati sono i comprimari, che non spiccano quanto i protagonisti. In particolare mi riferisco alla grande quantità di personaggi, che vengono introdotti verso la fine, dove, appunto, non c'era abbastanza spazio per caratterizzarli al meglio.

Nonostante ciò, mi ha colpito particolarmente l'antagonista stravagante, che è una sorta di diavolo tentatore, che provoca continuamente Miyo. Anche se è proprio l'ingenuità della protagonista che porterà la storia a dei risvolti inaspettati. Tuttavia, meno convincenti saranno le reazioni di Hinode nello scoprire determinati avvenimenti soprannaturali. Questo credo sia a causa della durata del film: probabilmente, se l'opera fosse stata più longeva, avrebbe sistemato certi difetti, come queste forzature, oppure avrebbe potuto approfondire meglio i comprimari.

Nulla da dire sulle animazioni e le OST, che sono ottime. In particolare la canzone di chiusura, che riassume alla perfezione il messaggio del film. Ho trovato ben curate anche le abitazioni e il "character design", sebbene non sia estremamente originale. Inoltre, ho visto molti rimandi a "La città incantata" di Miyazaki e anche ai film di Shinkai. Effettivamente il film unisce un'ambientazione fiabesca a una storia sentimentale, che ha reso l'opera più moderna.

Nonostante alcuni difetti, il film ci descrive la storia di una protagonista memorabile e trasmette molti messaggi allo spettatore. Non assegno il massimo dei voti, ma consiglio vivamente la visione del film.


 9
selene90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Il 18 giugno 2020 approda su Netflix il film “Miyo - Un amore felino” (“A Whisker Away”), con la sceneggiatura di Mari Okada, acclamata dal pubblico in particolare per “Anohana”, come serie, e per il suo esordio alla regia con lo spettacolare “Maquia”.

La trama ha come protagonista Miyo, una giovane liceale allegra e decisamente sopra le righe, innamorata del suo compagno di scuola, Hinode, che stuzzica pubblicamente ogni giorno, nonostante il palese disagio del ragazzo. Quando a Miyo capita tra le mani una maschera che, indossata, le permette di trasformarsi in una gattina, approfitta della situazione per avvicinarsi sotto mentite spoglie a Hinode, il quale accoglie l’animaletto a braccia aperte, parlandole di volta in volta dei propri problemi. Essere Taro, così viene soprannominata da gatta, per Miyo è l’apice della felicità, non ha tutti i problemi che ha da umana... è così che esprime il desiderio di restare gatto per sempre, dando origine a catastrofiche conseguenze.

Per chi ha dimestichezza coi lavori della Okada, saprà che pone particolarmente l’enfasi sulla componente drammatica, spesso sfruttando tematiche serie, come il disagio adolescenziale (come era successo con “Kokoro ga Sakebitagatterunda”), il che pone sovente la storia di fronte alla possibilità di cadere troppo nello “smielato” e dimenticarsi le tematiche.
Miyo si fa carico di proporre una protagonista apparentemente sempre felice e spensierata, che ha alle spalle un disagio troppo grande: sua madre l’ha abbandonata; il padre si è risposato con una donna che lei finge soltanto di accettare; e soffre per la mancanza di un solido sostegno, dal momento che anche le sue compagne di classe la bullizzavano perché “neanche la madre l’aveva voluta”. I suoi unici punti di riferimento sono la migliore amica e, per l’appunto, Hinode, che lei ama.

La maschera da gatto che permette la trasformazione è sia reale che metaforica, ed è la classica maschera che viene indossata per fuggire alla tristezza e ai problemi. Non è un caso che lei decida di restare gatto, proprio perché i problemi reali sono troppo difficili da superare, mentre un gatto non deve preoccuparsi di niente. Allo stesso modo, viene inserita la tematica dell’empatia, enfatizzata nel momento in cui Miyo non riesce più a tornare umana. In che modo lei si è preoccupata di sondare i sentimenti delle persone che la circondavano? Non ha mai dato una possibilità alla matrigna, o fatto il tifo per la felicità del padre, ad esempio. Miyo parte dal presupposto che, anche scomparendo, a nessuno importerebbe, restando esterrefatta nello scoprire che non solo i suoi genitori, ma anche i suoi amici la rivorrebbero indietro più che mai.

Sostanzialmente, se ci fermassimo qui, direi che il film risulterebbe positivo in tutto, tuttavia mi è sembrato che più volte la sceneggiatura facesse acqua. Soprattutto perché vengono inseriti molti argomenti interessanti a inizio storia che, verso la fine, non trovano il meritato spazio di approfondimento. Se infatti il bilanciamento commedia/dramma, che intervalla dialoghi più commoventi a gag simpatiche, funziona, avrei preferito ci fosse una maggiore cura anche della parte finale, che sembra ‘rushata’, ponendo l’attenzione a dialoghi un po’ troppo stucchevoli.

A livello tecnico, il chara è abbastanza anonimo, ma ho trovato sicuramente più piacevole il comparto sonoro, per quanto non memorabile.

Insomma, per me, è un film con alti e bassi, che risulta sicuramente piacevole da vedere, tutto sommato.


 1
JOA20

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
"Ah, quanto vorrei essere un gatto..."
È difficile negare di averlo pensato, quando si vedono quelle palle di pelo spaparanzate al sole o sul divano di casa. Miyo Sasaki, la protagonista del film, lo capisce benissimo. Lasciata da sua madre, con una nuova matrigna in casa, la ragazza reagisce alla difficile situazione familiare dedicandosi anima e corpo al suo rapporto con Kento Hinode, un compagno di classe per cui ha una cotta. Sulla strada per la scuola lei cerca sempre di sorprenderlo con un "Hinode Sunrise", ma lui non le dà corda. La stravaganza della ragazza spinge i suoi coetanei a soprannominarla "Muge", Miss Ultra Gaga and Enigmatic. Miyo ha un segreto: durante un festival, uno strano essere con le sembianze di un "maneki neko" (gatto della fortuna) le ha donato una maschera che, se indossata, le permette di trasformarsi in un gatto, e la ragazza ne approfitta per legare con Hinode, che nomina il micio "Taro", come il cane di famiglia ormai defunto, e si confida con esso, ignaro della sua vera identità.

"A Whisker Away", il titolo inglese ("A un baffo di distanza"), suggerisce abbastanza chiaramente il tema della storia. Miyo vuole avvicinarsi a Hinode e al contempo fuggire dalla propria situazione familiare, ma fino a che punto è disposta a spingersi? Diventare un gatto non è una cosa priva di rischi, come la ragazza scoprirà nel corso della storia. Una maschera, per quanto realistica, non permette di rivelare la parte più intima di sé. Hinode è espansivo con il micio e freddo con la ragazza, il che la pone di fronte a un dilemma: rivelarsi e rischiare di perderlo oppure tenere il segreto e non potersi mai aprire del tutto?

Dal punto di vista tecnico, i character design sono nella media, non brutti ma nemmeno degni di nota. Le animazioni e gli sfondi tengono una qualità costante per l'intera durata del film. I personaggi non hanno grande originalità e alla fine solo i due protagonisti vengono approfonditi a un livello accettabile, gli altri sono quasi anonimi (come gli spaventapasseri che la ragazza vede al posto delle persone quando è particolarmente tesa), a parte l'amica di Miyo e la matrigna che cerca continuamente di formare un rapporto di amicizia con la figliastra. La trama è abbastanza semplice, ma alcune tematiche avrebbero potuto essere sviluppate meglio, per dare maggiore profondità all'opera.
Piacevole da vedere, ma non stra-consigliato a chi vuole qualcosa di più di una love story tra due ragazzi, per quanto tenera.