Synduality: Noir
"Synduality Noir" è un'opera in due stagioni composta da ventiquattro episodi, prodotta tra il 2023/24 e distribuita da Disney +.
Innanzitutto, se siete di quelli che "la CGI mai nella vita", lasciate perdere. Non è totalmente fatto in computer grafica, ma è molto presente. A me non piace, ma onestamente non l'ho trovata molto invasiva. Quest'opera è tratta da un videogame, ma ne esiste una light novel e un manga. Non chiedetemi cosa è nato prima di chi, perché non ne ho idea!
Si tratta di una storia di fantascienza ambientata in un mondo distopico.
Non avevo grosse aspettative, ma è venuto fuori che è un anime fatto indiscutibilmente bene graficamente e con una storia piacevole, intricata senza esagerare e piuttosto scorrevole.
Non so se ne faranno una terza stagione, ma anche così è piuttosto conclusiva e chiude quello che potrebbe essere un primo arco narrativo.
Dicevo... un mondo distopico post-tragedia! La Terra è divenuta invivibile per delle piogge (che non sono acide) di una sostanza che bene sembra non fare (altre spiegazioni non ce ne stanno), e per degli esseri metallici (che sembra possano essere legati alle radiazioni della pioggia) con forme strane, vagamente insettoidi, che di tanto in tanto attaccano le città umane richiamati dalla presenza dei cristalli che gli umani usano come fonte di energia.
Pare che dopo l'evento catastrofico il genere umano scampato si sia riunito sottoterra in una città che cento anni fa è caduta in rovina, mentre il genere umano ha riconquistato la superfice e vive in città cupola fortificate e iper-tecnologiche. Le ambientazioni esterne sono fatte da antiche città (simili alle nostre) in disfacimento, enormi deserti rocciosi e di tanto in tanto natura selvatica.
Il maggior problema è reperire cibi freschi e materie prime come fonte di energia. Per le risorse si usa creare cibi artificiali in 3D, per il resto esistono i "Drifters", ovvero una sorta di avventurieri, cercatori che a bordo di mobile suit chiamati Coffin girano per le rovine del passato raccattando materiali e cristalli energetici. Capita di scontrarsi con questi mostri metallici e di difendere le città da questa minaccia.
I Drifters sono accompagnati nelle loro missioni, facendo coppia con degli androidi umanoidi chiamati "Magus", che fungono da computer senzienti a bordo dei Coffin. Non è chiaro perché, ma la maggior parte dei Magus ha l'aspetto di bellissime giovani ragazze - ce ne sono anche di maschi, vecchi o infantili, ma la maggior parte sono della prima categoria. Tra questi, i più potenti sono i "Magus 0", ovvero quelli creati dalla vecchia civiltà del sottosuolo decaduta.
Il nostro protagonista è Kanata, un ragazzo che vorrebbe diventare un Drifter, ma per incapacità fa il meccanico riparatore di Coffin in una delle compagnie di cercatori. Mentre è in missione di ricerca, Kanata trova in delle rovine una Magus di tipo 0 addormentata (o in stasi, se vogliamo, trattandosi di un androide), e la porta con sé, supponendo che sia difettosa o rotta. La ragazza si sveglia, e con somma sorpresa non ricorda nulla del suo passato, la memoria le è stata completamente cancellata, sembra non sia rotta, ma essendo terribilmente goffa e incapace di fare qualsiasi cosa, si presume che sia difettata.
Va beh... com'è e come non è, finisce per diventare la sua Magus, a bordo del suo Coffin, e si scopre che è terribilmente brava e potente, tanto quanto imbranata e impacciata nel resto, tanto da permettere persino a Kanata di diventare un Drifter e realizzare il suo sogno.
Non volendo farvi spoiler, non dirò altro della trama.
La storia da questo punto in poi diventa una crescita emotiva e sentimentale tra Kanata, Noir (il nome della Magus) e altri personaggi, con tanto di ricostruzione sugli eventi del passato, un po' di misteri, nuovi pericoli imminenti e la possibilità di migliorare il futuro del genere umano.
Una storia semplice, ma molto carina.
Una storia in cui si riflette sull'abuso della tecnologia ma anche su cosa significa il diritto alla vita, fosse essa di carbonio o di silicio. Il potere dei sentimenti ma anche l'importanza dell'interazione, dei ricordi e della memoria. Per certi versi mi ha ricordato la trama di "Blade Runner", ma con molto meno noir e tragedia.
Come detto, non mi aspettavo tanto da un prodotto tratto da un videogame, in cui l'azione è la base principale, ma ne è emersa una storia che riesce ad emozionare e tratta temi profondi come l'amicizia tra uomini e macchine. Con i fatti di oggi, e le I.A. sempre più presenti, pone dubbi interessanti. Certo, non aspettatevi un trattato filosofico, ma piuttosto una storia interessante.
Non è essente da difetti, la psicologia di alcuni personaggi è stereotipata, piena di cliché, ma è inevitabile in una storia che rimane un'avventura leggera che non propone grandissimi drammi, ma si lascia guardare piacevolmente.
Senza voler esagerare, un bel 7 per me è giustificato.
Innanzitutto, se siete di quelli che "la CGI mai nella vita", lasciate perdere. Non è totalmente fatto in computer grafica, ma è molto presente. A me non piace, ma onestamente non l'ho trovata molto invasiva. Quest'opera è tratta da un videogame, ma ne esiste una light novel e un manga. Non chiedetemi cosa è nato prima di chi, perché non ne ho idea!
Si tratta di una storia di fantascienza ambientata in un mondo distopico.
Non avevo grosse aspettative, ma è venuto fuori che è un anime fatto indiscutibilmente bene graficamente e con una storia piacevole, intricata senza esagerare e piuttosto scorrevole.
Non so se ne faranno una terza stagione, ma anche così è piuttosto conclusiva e chiude quello che potrebbe essere un primo arco narrativo.
Dicevo... un mondo distopico post-tragedia! La Terra è divenuta invivibile per delle piogge (che non sono acide) di una sostanza che bene sembra non fare (altre spiegazioni non ce ne stanno), e per degli esseri metallici (che sembra possano essere legati alle radiazioni della pioggia) con forme strane, vagamente insettoidi, che di tanto in tanto attaccano le città umane richiamati dalla presenza dei cristalli che gli umani usano come fonte di energia.
Pare che dopo l'evento catastrofico il genere umano scampato si sia riunito sottoterra in una città che cento anni fa è caduta in rovina, mentre il genere umano ha riconquistato la superfice e vive in città cupola fortificate e iper-tecnologiche. Le ambientazioni esterne sono fatte da antiche città (simili alle nostre) in disfacimento, enormi deserti rocciosi e di tanto in tanto natura selvatica.
Il maggior problema è reperire cibi freschi e materie prime come fonte di energia. Per le risorse si usa creare cibi artificiali in 3D, per il resto esistono i "Drifters", ovvero una sorta di avventurieri, cercatori che a bordo di mobile suit chiamati Coffin girano per le rovine del passato raccattando materiali e cristalli energetici. Capita di scontrarsi con questi mostri metallici e di difendere le città da questa minaccia.
I Drifters sono accompagnati nelle loro missioni, facendo coppia con degli androidi umanoidi chiamati "Magus", che fungono da computer senzienti a bordo dei Coffin. Non è chiaro perché, ma la maggior parte dei Magus ha l'aspetto di bellissime giovani ragazze - ce ne sono anche di maschi, vecchi o infantili, ma la maggior parte sono della prima categoria. Tra questi, i più potenti sono i "Magus 0", ovvero quelli creati dalla vecchia civiltà del sottosuolo decaduta.
Il nostro protagonista è Kanata, un ragazzo che vorrebbe diventare un Drifter, ma per incapacità fa il meccanico riparatore di Coffin in una delle compagnie di cercatori. Mentre è in missione di ricerca, Kanata trova in delle rovine una Magus di tipo 0 addormentata (o in stasi, se vogliamo, trattandosi di un androide), e la porta con sé, supponendo che sia difettosa o rotta. La ragazza si sveglia, e con somma sorpresa non ricorda nulla del suo passato, la memoria le è stata completamente cancellata, sembra non sia rotta, ma essendo terribilmente goffa e incapace di fare qualsiasi cosa, si presume che sia difettata.
Va beh... com'è e come non è, finisce per diventare la sua Magus, a bordo del suo Coffin, e si scopre che è terribilmente brava e potente, tanto quanto imbranata e impacciata nel resto, tanto da permettere persino a Kanata di diventare un Drifter e realizzare il suo sogno.
Non volendo farvi spoiler, non dirò altro della trama.
La storia da questo punto in poi diventa una crescita emotiva e sentimentale tra Kanata, Noir (il nome della Magus) e altri personaggi, con tanto di ricostruzione sugli eventi del passato, un po' di misteri, nuovi pericoli imminenti e la possibilità di migliorare il futuro del genere umano.
Una storia semplice, ma molto carina.
Una storia in cui si riflette sull'abuso della tecnologia ma anche su cosa significa il diritto alla vita, fosse essa di carbonio o di silicio. Il potere dei sentimenti ma anche l'importanza dell'interazione, dei ricordi e della memoria. Per certi versi mi ha ricordato la trama di "Blade Runner", ma con molto meno noir e tragedia.
Come detto, non mi aspettavo tanto da un prodotto tratto da un videogame, in cui l'azione è la base principale, ma ne è emersa una storia che riesce ad emozionare e tratta temi profondi come l'amicizia tra uomini e macchine. Con i fatti di oggi, e le I.A. sempre più presenti, pone dubbi interessanti. Certo, non aspettatevi un trattato filosofico, ma piuttosto una storia interessante.
Non è essente da difetti, la psicologia di alcuni personaggi è stereotipata, piena di cliché, ma è inevitabile in una storia che rimane un'avventura leggera che non propone grandissimi drammi, ma si lascia guardare piacevolmente.
Senza voler esagerare, un bel 7 per me è giustificato.
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