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MayuriK

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Mettete insieme “Cowboy Bebop”, un anime Trigger, personaggi assurdi e un pizzico d’ironia, e otterrete “Space Dandy”!
“Space Dandy” è una serie anime andata in onda nel 2014 e nata da un’idea del mitico Shinichirō Watanabe (“Cowboy Bebop”, “Samurai Champloo”...) e prodotta dallo Studio Bones. Non si tratta della classica serie: infatti, oltre ad avere episodi autoconclusivi, la sua particolarità sta nel fatto che tutti gli episodi sono diretti e scritti da diverse persone. Oltre a Watanabe, abbiamo nomi del calibro di Ichirō Ōkouchi, Sayo Yamamoto e Masaaki Yuasa.

È difficile dare un giudizio sulla trama: spesso ci troviamo davanti a situazioni assurde e passiamo da episodi più spensierati e comici (la maggioranza) ad altri più seri e riflessivi; tutti sono carini, ma alcuni risultano particolarmente belli.
Le differenti regie inoltre influenzano le animazioni e i disegni: noterete infatti diverse firme stilistiche, che saranno più o meno diverse tra loro. In generale comunque, il livello tecnico si attesta su un ottimo livello e lo stesso vale per il comparto sonoro.
L’unico lato negativo che ho trovato è che l’anime non approfondisce quasi per nulla la ‘lore’ dell’enorme universo in cui si ambienta, né tantomeno la storia dei personaggi, che è lasciata da parte.

Tra i pro: progetto originale e innovativo; personaggi simpatici e bizzarri; storie sempre diverse e particolari; ottimo comparto tecnico.

Tra i contro: trama verticale quasi del tutto assente; non viene approfondita molto la storia dei personaggi

Voto: 8/10

In definitiva, “Space Dandy” è un anime che consiglio vivamente a chi sia appassionato di animazione e voglia vedersi qualcosa di diverso dal solito, che possa divertire e far ridere; da vedere assolutamente senza pretese sulla trama.


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Metaldevilgear

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
"In Giappone ci sono moltissime persone di talento che purtroppo non possono esprimere appieno il loro potenziale e in completa libertà. Ecco perché ho scelto di lavorare in questo modo con quest'opera. Qualche anno fa un'opera d'animazione per debuttare doveva per forza avere fra i protagonisti una ragazza giovane e carina (ride), mentre le cose ora sono cambiate, e penso che sia grazie anche a Space Dandy" - Shinichiro Watanabe, Torino, 2017.

Da aggiungere non ci sarebbe davvero molto altro. "Space Dandy" è probabilmente una delle serie più significative e influenti del suo decennio dal punto di vista produttivo e creativo, e gli effetti lo stanno già dimostrando nel breve tempo. Poco importa che questa atipica "antologia" animata abbia raggiunto o meno i gusti personali miei, di Tizio, Caio e Sempronio. Quando ci si autodefinisce "appassionati di animazione giapponese", ci si dovrebbe almeno rendere conto di quanto preziosa sia l'idea (al di là della finissima confezione tecnica) su cui si fonda un'opera corale e unica come questa, nel particolare contesto in cui è stata partorita: corale, nel suo riunire sotto lo stesso vessillo centinaia di individualità artistiche diverse, non solo per stile ma anche per età, esperienza e provenienza; unica, nel costituire qualcosa di mai vistasi prima sul formato televisivo. Il che fu, in parole povere, prendere tutte queste persone, e dirgli "Questo è il soggetto: un dandy, un aspirapolvere e un gatto extraterrestre che vagano per lo spazio. Interpretatelo a modo vostro, sbizzarritevi, vi do carta bianca". Cosa quasi impensabile, incanalare un prodotto simile nei circuiti commerciali dell'animazione nipponica dell'ultimo decennio. Definiamolo pure come una specie di museo con esposti quadri rappresentanti lo stesso soggetto, venuto alla luce nell'ormai lontano (?) 2014 su approvazione del magnanimo Masahiko "studio Bones" Minami-san, tra i pochi presidenti/producer rimasti a non aver rinunciato alla concretizzazione di un'utopia: "un posto dove lavorare più liberamente, più in grande". Un azzardo (naturalmente) non ripagato dal ritorno economico, ma che ripaga di soddisfazione chi vi ha preso parte.
Aprendo la parentesi personale, non si tratta neppure della mia serie preferita concepita da Watanabe (e non "di Watanabe", che in questo discorso smarrisce il suo senso) tantomeno fu la mia preferita nella sua annata. Non è un "capolavoro" e non ne ricorderò a memoria tutte le puntate. Perché è naturale che, in un caleidoscopio narrativo dove la discontinuità è volutamente padrona (seppur ritrovando un filo conduttore), si individuino segmenti qualitativamente inferiori, o meno interessanti. Ma questo non conta effettivamente granché, assieme alle mie preferenze. Conta la modestia nel riconoscere il valore di ciò che plasma una passione, al di là dell'autoerotico "culto" del gusto personale. Conta mettersi per un attimo nei panni di un artista emergente che sogna di farsi un nome, per diventare magari un grande regista e dedicare la sua vita ad intrattenere noi, pubblico, coi cartoni animati (e tutto questo malgrado un compenso disumano). Credo insomma che, nel capire o meno in cosa Space Dandy sia eccezionale, stia la differenza tra un appassionato e un consumatore di anime.


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Helena90

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Che dire? "Space Dandy" è un anime del 2014 prodotto dallo studio Bones sotto la regia di Shin'ichiro Watanabe, autore di importanti opere tra cui "Cowboy Bebop". Cito quest'opera non a caso, in quanto le due serie hanno non poche cose in comune.
Anche "Space Dandy" gode di un'ambientazione spaziale estremamente futuristica, il protagonista ha il compito di cacciatore di taglie come attività di guadagno degli uron (la valuta infatti è la stessa!), compie i suoi spostamenti tra un pianeta e l'altro a bordo di una navicella spaziale (la Aloha Oe) insieme alla sua compagnia composta da personaggi particolari. Ancor meno che in "Cowboy Bebop", la trama è qui ridotta all'osso e l'anime si compone perlopiù di episodi conclusivi (alcuni belli, altri meno), in cui assistiamo alle disavventure più assurde di questa strana combriccola.

Tuttavia, non dobbiamo pensare a una sorta di seconda stagione di "Cowboy Bebop" oppure a uno spin-off, perché "Space Dandy" è un anime totalmente indipendente e con tante cose da dire allo spettatore, cose che esprime senza pietà con la sua prorompente forza visiva.
Il punto forte della serie è proprio il comparto grafico così vivace, acceso e anche psichedelico, che travolge lo spettatore in un turbinio di emozioni. Evidente la mano di Yuasa nell'episodio 16, che in questa serie calza veramente a pennello e, anzi, mi sarebbe piaciuto vederlo di più.
Anche il comparto sonoro non è male, adoro la opening! E anche le musiche all'interno della serie sono veramente perfette, molto meno la ending, in verità.
Ritornando alla serie, devo ammettere che inizialmente non mi aveva colpito granché. Complice l'assenza di una trama, non apprezzavo il tono eccessivamente scanzonato e irrealistico della serie, con un protagonista troppo fissato con i corpi femminili e un gatto scroccone (QT invece mi è sempre piaciuto!) che escono da situazioni pericolose praticamente indenni. Ma con il tempo ho capito l'andazzo generale, ho imparato ad apprezzare e anche ad amare la loro caratterizzazione, in realtà meglio riuscita qua che in "Cowboy Bebop" (forse per il minor numero di personaggi), che chiude il cerchio con quel finale geniale in perfetto stile Dandy!

Ho trovato onestamente leggermente superiore la seconda stagione alla prima, in quanto presenti toni un po' meno scanzonati e più seri, ma senza abbandonare lo stile dandyano.
Incredibile ma vero, in questa seconda parte mi sono persino innamorata di Dandy. Avrei voluto una relazione tra lui e Scarlet (troppo poco presente), ma mi ritengo soddisfatta dall'episodio interamente dedicato ai due.
Mi sono divertita veramente molto nel seguire questa serie così ricca di citazioni, nonostante qualche episodio non proprio al top e qualche scelta poco gradita (la navicella dell'Impero Gogol a forma di Statua della Libertà con una pallina osé in bocca, per esempio).
Sicuramente consigliato, ma, se posso esprimere un parere personale, non troverete qui le stesse emozioni suscitate con "Cowboy Bebop". Emozioni che ti lasciano il vuoto dentro per giorni qui non ce ne sono, ma l'anime merita comunque la visione, perché, anche se non trasmette profonde sensazioni, resta comunque una delle opere più belle degli ultimi tempi.


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erika zago

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
"Space Dandy" è un anime composto da ventisei episodi del 2014. La storia è ambientata nello spazio in un futuro lontano, e racconta le avventure di Dandy, un cacciatore di alieni rari che cattura per farli registrare e avere un compenso in denaro, però con poco successo. Questo personaggio è molto pigro, sfacciato, con in testa solo il bel corpo di una donna: in questo anime infatti il fanservice sarà all'ordine del giorno. Insieme a lui troviamo QT, un vecchio modello di robot, somigliante molto a un aspirapolvere, e Meow, un alieno con le sembianze molto simili a un gatto. Gli episodi sono tutti autoconclusivi nel vero senso della parola, e cioè raccontano una storia completamente diversa ad ogni episodio, che può finire anche con la morte dei personaggi, per poi ricominciare come se niente fosse successo; perciò, a parte la premessa iniziale, non abbiamo una vera e propria trama.

L'anime, perlopiù comico, in alcuni episodi andrà a trattare anche temi molto profondi, tra i miei preferiti ci sono quelli che faranno conoscere meglio i personaggi di Meow e QT. Gli altri secondo me verranno affrontati in modo un po' sbagliato, questo perché, anche se a me il fanservice non disturba affatto, il personaggio di Dandy l'ho trovato un po' fastidioso, alcune sue frasi che volevano dare un insegnamento e che finivano elogiando il bel fondoschiena o seno di una donna mi hanno fatto storcere il naso. Possono piacere queste cose, ma, quando vai a trattare un certo tipo di argomento e poi ti ritrovi in mezzo queste frasi molto superficiali, l'atmosfera e il messaggio vengono meno.

Molto presenti in questo anime sono anche alcuni personaggi secondari: Honey, attraente cameriera del Boobies, un locale che Dandy frequenta molto spesso, dove le cameriere servono in bikini; Scarlet, che lavora presso il centro di registrazione degli alieni rari, in ricerca di un amore ma che non sopporta per niente Dandy, credendolo un incapace. Questi due personaggi non mi hanno fatto impazzire: la prima è semplicemente un'oca bionda e la seconda è molto burbera e arrogante. Infine, quella che ho preferito è l'organizzazione malvagia che in ogni episodio cercherà sempre di catturare Dandy, senza che quest'ultimo ne sia a conoscenza, fallendo miseramente.

Lo stile di quest'anime mi è piaciuto molto, ricorda molto l'America degli anni '80, colorato e stravagante, così come l'intro e l'ending.

Per finire, do a quest'anime un 7. Nel suo genere non è malvagio, però non è sicuramente un capolavoro, almeno secondo il mio punto di vista; un'altra stagione la troverei inutile, e non credo proprio la guarderei. Si salva per lo stile e alcuni episodi, giusto cinque o sei, gli altri non è che siano orrendi, ma facilmente dimenticabili. Lo consiglierei a qualcuno amante del genere comico con pochissime pretese.


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Eoin

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
“Space Dandy” è un anime di ventisei episodi di durata canonica del 2016, per la regia generale di Shingo Natsume e supervisionato da Shinichirō Watanabe. Prodotto dallo studio Bones, è disponibile in streaming in Italia grazie a VVVVID.

La serie segue le avventure dell’equipaggio di cacciatori d’alieni della nave spaziale Aloha Oe, capitanato da Space Dandy. Non UN, non LO, egli si chiama semplicemente Dandy, e, come ci verrà ricordato dalla voce narrante e dagli eventi mostrati su schermo, il nostro protagonista è dandy solo di nome. Nella sua prima apparizione, lo vediamo intento a difendere il valore di un posteriore femminile ben modellato contro quello delle mammelle, troppo inflazionate, al suo robot aiutante/aspirapolvere/navigatore QT, il quale, per tutta risposta, non può che rivolgergli sguardi dubbiosi e confusi.
I due viaggiano per l’universo in cerca di forme di vita extraterrestri particolarmente rare che, se registrate presso un apposito ufficio, possono fruttar loro laute ricompense. Proprio per questa loro attività, prenderanno a bordo un alieno felino che, a causa della loro incapacità di comprenderne il vero nome, diventerà semplicemente Meow.
La vicenda prosegue così, tra una fallimentare cattura e una visita al BooBies più vicino, mentre i protagonisti sono inconsapevolmente braccati dalle forze al soldo del minaccioso impero Gogol.

Nonostante il concetto di una nave di “cacciatori di taglie” che solca il vuoto di un immenso e multietnico universo rimandi istantaneamente a “Cowboy Bebop” (anch'esso diretto da Shinichirō Watanabe), i punti di contatto tra le due opere sono generalmente trascurabili. Dandy ricorda, più del malinconico Spike Spiegel, lo sweeper Ryo Saeba di “City Hunter” (meno l’abilità nel combattimento corpo a corpo e con la pistola): entrambi amano le donne, hanno una mente tendenzialmente perversa e emergono come piuttosto pigri, almeno finché qualcuno non stuzzica i loro istinti primordiali.
Ciuffo impomatato, gergo da teppista e atteggiamento spavaldo, Dandy è una figura apparentemente povera di sfaccettature, al di là del cafone dal cuore tenero e pieno di risorse. Eppure, in svariati episodi, egli vien fuori come più riflessivo ed enigmatico, una forma di vita misteriosa dalle sconfinate potenzialità, nonché degno simbolo di una serie eclettica e allucinata.
Anche i suoi compagni non sono da meno: nonostante mantengano nella maggior parte dei casi delle caratteristiche di base molto nette, QT e Meow, grazie ad appositi episodi loro dedicati, risultano realistici e umani (per quanto robot e alieno, rispettivamente). Leggermente meno intriganti gli altri comprimari principali per i quali, ad eccezione di qualche inaspettato colpo di scena, avrei preferito personalità meno convenzionali e più sovversive, specialmente considerando il contesto. Più convincenti i personaggi di passaggio, adeguatamente bizzarri.

Pop e tamarro fino al midollo, “Space Dandy” è un anime la cui forza sembra risiedere nella frenesia delle varie scene, in una comicità iperbolica e nel marcato citazionismo (che spazia dagli anime ai film, di fantascienza e non), ma che non ha paura di presentare episodi dal ritmo decisamente più pacato e contemplativo, in cui ogni attore dà il meglio di sé, e tematiche anche impegnative, sempre diverse e attuali. Nonostante ogni episodio sia collegato ai precedenti e ai successivi dall'esile filo dei tentativi di cattura di Dandy da parte dell’impero Gogol, a sorprendere è la natura estremamente stand-alone degli stessi, al punto che persino il termine autoconclusivo risulta eufemistico: raramente eventi passati vengono citati, quasi non fossero mai esistiti, e spesso non vi è una vera risoluzione delle avventure dell’equipaggio della Aloha Oe, lasciate in sospeso, mentre nella puntata successiva prende il via una nuova storia.
Questa mancanza di continuità, che nega un’omogeneità narrativa alla serie e ne rende lo scorrimento meno fluido, si sposa però alla perfezione con la volontà dell’ispirata direzione artistica di affidare numerosi episodi a diversi registi e di realizzarli con stili differenti, che vanno a modificare radicalmente la fisionomia dei personaggi e la grafica generale di “Space Dandy”, al punto che, più che un unico anime, sembra la proiezione di un concorso per cortometraggi animati indipendenti, ognuno con il proprio peculiare comparto visivo e sonoro e genere d'appartenenza. Toni psichedelici, cupi, surreali, estremizzazione dei contrasti, ricorso alla grafite o all'impressionismo esasperato, sfondi in CG o in animazione tradizionale, ambientazioni dettagliate o approssimative... Sono innumerevoli le sperimentazioni effettuate (con successo) nel corso della serie, che si manifesta come un’autentica meraviglia per gli occhi. Lo stesso dicasi per il character design: curato, gradevole e proporzionato, il suo tratto viene frequentemente sconvolto per adeguarsi al diverso stile grafico del relativo episodio. Strabiliante la gigantesca varietà di forme di vita aliene rappresentate, tutte ben distinte le une dalle altre. Sono presenti anche alcuni cali, ovviamente, ma sono riconducibili alla tipologia di disegno “ufficiale”, più che a quella rimaneggiata per fini artistici.
Ottime anche le animazioni, tendenzialmente fluide e iperdinamiche.
Impossibile non menzionare la musica, ugualmente eclettica ed estroversa, che si avvale di due azzeccate sigle di apertura e chiusura, capaci di catturare perfettamente lo spirito dell’opera, e che spazia tra svariati generi, dal pop al funky, dal jazz alle sonorità tropicali, con malinconiche ballate rock e ritmati pezzi dance e techno, lasciandosi influenzare dal sound occidentale, oltre che nipponico. Il doppiaggio giapponese è appropriatamente espressivo e coinvolgente.

“Space Dandy”, in conclusione, può deludere chiunque sia in cerca di un erede spirituale di “Cowboy Bebop”, con cui condivide alcune vaghe premesse iniziali e la natura episodica, ma da cui non ha certamente tratto lo spessore emotivo e l’approfondita caratterizzazione dei personaggi, in grado di far perdonare l’esistenza di puntate non legate alla trama principale. Nondimeno, la serie non cerca nemmeno tale confronto, ma esprime la propria indipendenza in una continua esplosione cromatica e in una narrazione volutamente folle e parodistica, ma che non disdegna la trattazione di argomenti più seri. Bello da guardare e da ascoltare.


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Inazuma Sensei

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
"Space Dandy" è una serie anime del 2014 divisa in due stagioni, che insieme formano un'unica storia, nonostante gli episodi siano quasi esclusivamente autoconclusivi. Alla regia c'è Shin'ichiro Watanabe, il "padre" di "Cowboy Bebop", e già questo potrebbe essere un bollino di qualità; in più è affiancato da tutta una serie di registi, sceneggiatori e animatori di un certo calibro, ad esempio Masaaki Yuasa ("Kaiba", "The Tatami Galaxy", "Ping Pong The Animation").
Insomma, con un cast così stellare sembrava impossibile sbagliare... E infatti niente è stato sbagliato!

"Space Dandy" è sicuramente una delle serie migliori che abbia mai visto in vita mia. Ha tutto: personaggi interessanti e divertenti, animazioni stratosferiche, una mescolanza di generi e tematiche tale che, se anche non ti dovesse piacere un episodio, più in là ne troverai quasi certamente altri che faranno per te.

Ma partiamo dall'inizio. Space Dandy, il protagonista, è un Dandy spaziale, come recita lo stesso narratore all'inizio di ogni puntata. È un cacciatore di alieni che viaggia per il cosmo a mo' di Spike Spiegel sulla sua nave spaziale Aloha Oe insieme a un robottino-aspirapolvere di nome QT e un gatto alieno, che conosce nel primo episodio, con un nome bizzarro che gli altri per semplicità abbreviano in "Miao".
A questo cast di base si aggiunge tutta una serie di altri comprimari, dagli alleati ai nemici; tra questi ultimi si annovera l'Impero Gogol, interessato a Dandy per una ragione sconosciuta per buona parte della serie, personificato principalmente dal Dottor Gel e dal suo assistente Bee, che assumono un po' il ruolo di "cattivacci comici" degli anime di una volta, tipo il trio di "Yattaman".

In ogni caso, c'è molto più di quanto appare a prima vista. Se nella prima metà della serie le storie sono praticamente tutte allegre e spensierate, con qualche breve stralcio di serietà qua e là, da un certo punto in poi la maturità delle sceneggiature aumenterà sensibilmente, dando origine ad episodi davvero particolari, come la bellissima puntata 21. Tutto questo però senza abbandonare il velo di allegria tipico della serie, personificato in particolare dal personaggio di Dandy, questo davvero ben scritto con tutte le sue sfaccettature.

Le puntate autoconclusive potrebbero scoraggiare la maggior parte degli utenti, tanto più che potrebbe straniare il fatto, apparentemente senza senso, che eventi catastrofici come la morte di vari personaggi in più di un episodio non abbiano ripercussioni su quelli successivi; ma, oltre al fatto che la mancanza (apparente) di una trama orizzontale non farà poi troppo sentire la sua mancanza, c'è una spiegazione precisa a tutto ciò, che verrà disseminata nel corso della serie fino al raccordo di tutto negli ultimi episodi.

Tirando le fila, "Space Dandy" è una di quelle serie a cui trovo ben poco da recriminare. Una regia capace, sceneggiature intriganti, animazioni straordinarie, musiche bellissime, non ci sono che superlativi assoluti per descrivere quest'opera.

Se non si meritano come minimo un 9 o anche un 10 anime come questi, non saprei proprio a chi altri darli.


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Fish!!

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
"Space Dandy" è un anime di ventisei episodi, composto da due stagioni senza soluzione di continuità. Non esiste una vera e propria storia che si dipana lungo l'arco delle puntate. Solo poche cose restano fisse durante l'intera serie: Dandy è un cacciatore di alieni rari, assieme a lui viaggiano Meow (sostanzialmente un gatto antropomorfo) e QT (un robot-aspirapolvere), amano andare da Boobies, una specie di "Hooters spaziale", e vengono inseguiti senza saperlo e senza un apparente motivo dall'impero Gogol. Solo sporadicamente si trovano dei riferimenti a eventi già visti in precedenza, per il resto ogni episodio è a sé. La bellezza di questo anime risiede proprio in questa particolarità. Sì, perché ogni puntata è diversa dalle altre, non solo nel tema trattato ma anche nello stile grafico e narrativo. Episodi grotteschi, epici, ironici, romantici, filosofici, fantascientifici o semplicemente caotici, con disegni che passano dal pastello ai colori più accesi e vivaci, e con immagini una volta ben delineate, un'altra fumose e ingarbugliate.

"Space Dandy" risulta perciò un anime assolutamente sperimentale, che sfrutta le possibilità infinte dell'universo in cui l'intera storia si ambienta, per dire la sua su tutti i generi narrativi. C'è la puntata zombie, quella musical, quella con i robottoni e le guerre galattiche, quella d'amore e perfino quella con ambientazione scolastica. Sono troppi i generi toccati per citarli tutti qui. Senza parlare poi dei rimandi e delle citazioni che riempiono ogni puntata; è impossibile riuscire a coglierle davvero tutte. Una ad esempio è incarnata dal Professor Ger, uno scienziato scimmia che guida una navicella spaziale a forma di Statua della Libertà (versione sadomaso tra l'altro), chiaro riferimento al Pianeta delle Scimmie. Un'altra si trova al termine dell'episodio zombie, con il cameo di George Romero.
Nello scorrere degli episodi si vede tutto l'influsso dei grandi artisti che hanno contribuito all'opera, alcuni dei quali sono sceneggiatori, registi o disegnatori di alcuni degli anime più belli degli ultimi anni ("Cowboy Bebop", "Samurai Champloo", "Gurren Lagan", "Afro Samurai", solo per citarne alcuni).

Alla fine guardare "Space Dandy" è quasi come vedere ventisei anime diversi, ma uguali, tutti con una forte carica emotiva rivolta verso gli ambiti più disparati.

Anche il protagonista, Dandy, è conforme a questa duplice caratteristica di pluralità racchiusa in un singolo elemento. In tutta la serie Dandy è lo stesso, con gli stessi atteggiamenti, lo stesso carattere, gli stessi modi di fare. E assurdamente il suo character design non è affatto strano o particolare, anzi è abbastanza comune nell'animazione giapponese, ricorda molto Onizuka di "GTO". È il classico protagonista che sembra sciocco, un po' burbero, sfacciato, nullafacente e buono a nulla, ma che in realtà mette sempre tutte le sue energie in ciò che fa, che ha un lato sentimentale non trascurabile, fortissimi valori, e un passato alle spalle che non si può dimenticare. Tutto questo permane da un episodio all'altro, rendendo Dandy unico per tutta la serie. Ma per ogni puntata viene approfondita, studiata e sviluppata una o più delle mille caratteristiche che lo contraddistinguono.

Anche gli altri protagonisti principali, come Meow o QT, vengono pian piano analizzati, e alcuni episodi sono interamente dedicati a loro. Nella seconda stagione, invece, iniziano a prendere corpo anche personaggi secondari, ma sempre presenti in tutto l'arco narrativo, come Honey, sexy cameriera di Boobies, e Scarlett, ispettrice del dipartimento registrazione alieni, che sarà tra l'altro protagonista, assieme a Dandy, di un bellissimo e commovente episodio romantico.

L'opening dell'anime, proprio come Dandy, sprizza energia da tutti i pori, è piacevole, vivace, coloratissima e mette il sorriso e il buonumore all'ascoltatore. Ho trovato questa sigla d'apertura così bella da ascoltarla ad ogni episodio, senza saltarla a piè pari come faccio spesso, e questo per me è un pregio non indifferente.

Per quanto riguarda i difetti di "Space Dandy", ritengo che il più evidente risieda proprio nella caratteristica di avere episodi indipendenti l'uno dall'altro. Infatti può capitare che non esistendo una trama da seguire lo spettatore tenda ad annoiarsi, non sente il pathos che una serie più convenzionale saprebbe dargli e che lo spingerebbe a seguire la serie con maggior interesse. Però a differenza degli anime con una storia ben delineata, in questo caso, non esistono episodi scialbi; alla fine di ognuno, si resta sempre seduti a guardare lo schermo con il sorriso sulle labbra.

Per concludere, "Space Dandy" è un anime assolutamente piacevole, ed è successo più volte che un episodio mi tirasse su di morale. Riuscire a cambiare lo stato d'animo dello spettatore in poco più di venti minuti è una cosa che solo pochi anime riescono a fare, e questo ci riesce benissimo.

Pan Daemonium

Episodi visti: 13/26 --- Voto 8
Prima metà dell'anime

Parliamo di uno di quegli anime (molti, in realtà) che possono anche piacerti, provocarti sorrisi o gran risate, lasciarti con la lacrimuccia o lieto e sollazzato, ma che, alla fin fine, non sono recensibili perché poco c'è da dire.

Al contrario di altri lavori prodotti con Watanabe come personaggio di spicco, ossia "Cowboy Bebop" e "Samurai Champloo" (ma fra i due soprattutto il primo), "Space Dandy" non rappresenta qualcosa di davvero memorabile, inducente riflessione e tale che senti la prorompente voglia di dir la tua al riguardo - non relativamente alla tua interpretazione di un qualcosa, dacché non parliamo di anime psicologici o enigmatici - o almeno di far sapere a tutti e anche a te stesso, in forma scritta, quanto hai goduto assistendo a quel capolavoro.
Ricordo bene ciò che provavo durante e alla fine di "Cowboy Bebop". È quel qualcosa che ti rimane dentro per diverse settimane dopo la fine della serie, quel qualcosa che "Space Dandy" non offre. D'altronde parliamo di un'opera di stampo comico, che è prodotta genuinamente, con un'ottima grafica e musiche interessanti, ma non di egregio livello. Non si può dire che il protagonista e il resto siano un'innovazione: il Dandy ha atteggiamenti tipici dei personaggi fujisawiani, con quel tocco di aggressività alla teppista nipponico anni '80. I co-protagonisti alla fine fungono da colonne supportanti il Dandy, ma non assurgono a quel ruolo che avevano gli altri in "Cowboy Bebop" e, magari, anche in anime come "Ergo Proxy". L'ultimo episodio tenta, strenuamente, di concentrare l'attenzione sul piccolo robot, ma, a mio avviso, fallisce abbastanza mostrandosi come una sorta di copia di "Futurama"-"Evangelion" (o magari è solo una mia impressione e gli autori non avevano alcuna intenzione di riferirsi ad essi). Gli altri personaggi sono così di sfondo che non si può dir nulla al riguardo. Relativamente all'ambientazione, è la solita spaziale. Ci sono decine di anime simili, al riguardo, "Cowboy Bebop" compreso, alla fin fine.
La nota positiva è che fa il suo buon lavoro nell'intrattenere, riesce sempre a strapparti il sorriso, se non più, come nell'episodio relativo all'alieno camaleontide, e raramente annoia.

Seconda metà dell'anime

Non avrei mai immaginato che "Space Dandy" avesse una continuazione. Quei tredici semplici episodi, sostanzialmente fini a sé stessi nella propria simpatia e nella propria vitalità, sono divenuti ventisei. Credo, però, ci sia una sostanziale differenza: mentre nella prima parte la serietà era bene o male un'eccezione, ora diviene molto più presente, le storie risultano molto più spesso del passato ben costruite, con significati più tenaci e meno non-sense. Per ben due volte, ad esempio, si cerca di costruire un episodio attorno a una storia amorosa coinvolgente Dandy, cosa impossibile da fare nella prima serie, data la frivolezza sostanziale che sprizzava. Inoltre appare anche una certa volontà da parte dei produttori di unire e compattare i temi di "Space Dandy", vale a dire dare un significato all'autoconclusività delle storie, alla loro separatezza e all'apparente (ma reale) mancanza di concatenamento fra passato, presente e futuro: il fatto, per esempio, che il Dandy dell'episodio 8 paia sostanzialmente immemore di ciò che ha fatto nell'episodio 3 può essere dovuto meramente alla 'conclusività' degli episodi, nondimeno i creatori hanno avuto la brillante idea di dare alle puntate finali il compito di spiegare tutto ciò tramite il Pyonium - ovviamente una risposta ascientifica, ma con un capo e una coda e una certa serietà, sebbene frammista a sprezzante ironia.

A mio parere, in conclusione, "Space Dandy" è un'opera di altissimo livello, stando ai livelli degli ultimi anni. Lo spettatore ha a disposizione ben ventisei storie differenti, alcune memorabili, altre obliabili, alcune comicamente serie, altre comicamente comiche. Soddisfa, insomma, tutti i gusti, usando stereotipi antichi, ma sempre funzionanti, richiami a vari anime del passato e manifestando una roboante vitalità ed energia à la "Gurren Lagann".
Probabilmente un'ulteriore stagione sarebbe stantia, ma una parte di me si augura che i livelli possano rimanere così alti per più di ventisei episodi.


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Giuseppes93

Episodi visti: 13/26 --- Voto 9
"Space Dandy" è un anime del 2014, realizzato dallo studio Bones, di tredici episodi, la cui seconda parte andrà in onda nelle TV giapponesi questa estate.

La storia è ambientata in un futuro non precisato e vede come protagonista Dandy, un cacciatore di alieni che vaga per lo spazio con la propria astronave alla ricerca di prede sempre più rare, per poterne intascare la ricca ricompensa e spendere tutti i soldi ai Boobies, locali disseminati nello spazio, dalle intuibili caratteristiche. Ma Dandy nelle sue eroiche imprese non viaggia da solo: con lui ci sono un aspirapolvere parlante di nome QT e un gatto parlante di nome Miao (in realtà ha un altro nome, ma Dandy lo chiama così) e tutti insieme daranno vita a una serie di episodi (tutti autoconclusivi) da far morire dalle risate.

Nella realizzazione di questa serie, poi, gli autori non si sono proprio risparmiati nel riempire ogni singola puntata degli alieni più strambi, ridicoli e assurdi, ai limiti dell'umana immaginazione.
Come questo improbabile trio e il bizzarro universo in cui si muove può lasciare facilmente intendere, infatti, la serie si caratterizza per una spiccata vena demenziale e comicità di fondo, pertanto consiglio questa serie solamente a chi apprezza il demenziale e non-sense. Tuttavia debbo segnalare comunque la presenza di (rari) episodi "più seri", in cui Dandy mostrerà non solo di essere un completo idiota pervertito, ma anche una persona di gran cuore e sani principi.

Dal lato tecnico, i disegni son molto ben realizzati e dai colori vivaci e accesi, seppur con alcuni cali abbastanza vistosi e alquanto inspiegabili in alcuni episodi, e stesso dicasi per le animazioni.
Ottime invece le musiche, dalla colonna sonora alle sigle di apertura e chiusura.

Aspettavo questa nuova serie diretta da Shinichirō Watanabe ("Cowboy Bebop", "Samurai Champloo") da molto e devo dire di essere rimasto pienamente soddisfatto: nonostante sia molto diversa dalle precedenti opere dell'autore, "Space Dandy", grazie a un protagonista indovinato e carismatico e alle numerose scene comiche, saprà regalarvi ad ogni episodio venti minuti di sane risate, ma non solo.


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Vagabond90

Episodi visti: 13/26 --- Voto 8
"Space Dandy is a dandy guy in the space"

Dunque... è difficile giudicare un'animazione come questa, perché pur inserendosi nel filone fantascientifico ne scardina completamente i cliché, tramite una serie di espedienti del tutto nuovi.
Innanzi tutto c'è da dire che "Space Dandy", prodotto dallo Studio Bones, nasce dalla mente geniale di Schinichiro Watanabe ed è da lui diretto, inoltre nella sceneggiatura è affiancato da Dai Sato, che già aveva lavorato assieme a lui alla sceneggiatura del grande "Cowboy Bebop": già le sole premesse lasciavano ben sperare. Fin da subito poi Watanabe aveva dichiarato però che rispetto a "Cowboy Bebop" qui sarebbe andato a realizzare - citando le sue testuali parole - qualcosa in cui la parte umoristica avrebbe investito l'80% dello sviluppo e la parte drammatica solo il 20%; insomma, quasi un'inversione tematica rispetto a "Cowboy Bebop". I primi tredici episodi di "Space Dandy" in effetti non l'hanno smentito, è decisamente un anime che sa scimmiottare le varie situazioni ricorrenti del genere spaziale-fantascientifico e si prende anche in giro spesso e volentieri.

Venendo ai fatti, Dandy è un cacciatore di alieni rari che una volta portati all'apposito centro di registrazione gli fruttano quanto basta per poter vivere una vita da vitellone scansafatiche a bordo della sua navicella spaziale, l'Aloha Oe. Ad affiancarlo nelle missioni di caccia di volta in volta saranno QT, un robot ideato per le faccende domestiche ma che Dandy impiega come navigatore di bordo galattico e database degli alieni sconosciuti, e Meow, un alieno che nelle sue sembianze ricorda quelle di un gatto che però è su due zampe, e con la mania dei social network.

Lo schema di base dell'episodio tipo viene mantenuto simile a "Cowboy Bebop", e cioè i protagonisti sono cacciatori spaziali che si guadagnano da vivere con delle "taglie", ma qui in "Space Dandy" i toni sono decisamente più umoristici e demenziali: Dandy sembra molto più interessato a mantenere i suoi capelli in ordine e brillanti e a frequentare di tanto in tanto il Boobies di turno, che non a farsi un nome tra i cacciatori di alieni (per inciso, il Boobies è come una catena di ristoranti spaziali, un ibrido tra un McDonald's e un maid café giapponese, con la particolarità di essere serviti da procaci cameriere in divise molto succinte).
Ogni volta che Dandy goffo e scomposto entra in azione si generano sempre una serie di situazioni esilaranti, e il più delle volte per un motivo o per un altro l'alieno da catturare gliela fa sotto il naso e gli sfugge di mano.
Alle calcagna di Dandy c'è il perfido professor Gel con il fido aiutante Bee, alle dipendenze dell'impero Gogol, che spartisce politicamente l'universo con l'impero Jaicro. Per motivi a noi ignoti, o semplicemente per una serie di coincidenze, sono convinti che Dandy nasconda un potere terribile capace di dominare l'universo.

La storia non è di certo articolata come in "Cowboy Bebop", anzi gli episodi sono per lo più autoconclusivi e spesso e volentieri i nostri eroi si ritrovano in dei loop spazio-temporali da cui è impossibile uscire. Insomma, l'effetto flemmatico è volutamente calcato e portato all'esasperazione.
Un'altra delle caratteristiche peculiari dell'anime è la descrizione di un universo popolato dalle forme di vita più disparate e buffe, mentre di solito nel genere fantascientifico ci sono sempre i buoni-umani che devono combattere i cattivi-alieni mostruosi; qui c'è invece una convivenza tra le varie razze cosmiche determinata dalla "globalizzazione" dell'universo, e così viene meno l'immagine dell'eroe terrestre idealizzato aitante e bello: ne abbiamo invece uno un po' zotico e indolente, ma in genere non si può parlare di buoni e cattivi, ma solo di una fauna eterogenea, di un coacervo delle più disparate culture aliene. In questo senso l'anime mi sembra particolarmente riuscito, soprattutto in quegli episodi in cui vengono descritti pianeti o micro-cosmi che seguono delle leggi biologiche totalmente inventate e differenti da quelle umane, come nel caso del pianeta vegetale, un'esplosione di colori e sensazioni, o di quello dei libri, grigio come la materia cerebrale.

Il mio giudizio critico era già positivo con la prima tornata di tredici episodi, ma la seconda metà dei restanti tredici episodi andati in onda da luglio, poi, ci ha regalato altre sorprese narrative grafiche e musicali imprevedibili, che mi hanno fatto gradire ancora di più il lavoro fatto con "Space Dandy": si ricomincia con altri loop spazio-temporali e stavolta la variazione tematica è stata talmente ampia che era impossibile rimanere annoiati o perplessi.

Spesso si realizzano episodi di rivisitazione di generi e di anime di successo, ricchi di citazioni, ma la cosa non si ferma ad una mera operazione di maniera, consegnando a questo modo un registro unico a "Space Dandy", dissacrante, non sempre di senso compiuto, perciò demenziale, e di analisi critica.

C'è stata un'alternanza più o meno prestabilita tra episodi sgargianti e volutamente kitsch - esplosione di colori e azione - supportati dalle colonne sonore che omaggiano un tipo di musica vintage, ed episodi più riflessivi e pacati imperniati di questioni metafisiche - seppure sempre stemperati da toni demenziali al momento giusto - ricchi di fondali mozzafiato, con un universo illustrato in stile in parte espressionista, in parte dettagliatamente scientifico, tra pianeti che si autodistruggono sotto le leggi inesorabili del cosmo, stelle supermassive che esplodono nel loro ultimo stadio e diventano così densamente cariche di materia da formare buchi neri e i lampi gamma, e infine l'eterno ritorno nel Big Bang. Chi ama l'universo e le sue leggi apparentemente caotiche non può non rimanere affascinato da questi scombinati racconti.

Dal punto di vista grafico e dell'animazione, dopo iniziali perplessità, non ho potuto che aderire felicemente allo stile volutamente scanzonato; i fondali sono sempre molto belli e colorati, le animazioni invece alle volte più fluide alle volte molto meno. Il character design di base mi è piaciuto molto, suscettibile di variazione, a seconda della qualità dell'animazione nei vari episodi. Il che tutto sommato non è stato disturbante, ma anzi un elemento aggiunto e di coesione, se si pensa a "Space Dandy" come a un anime sperimentale.
La colonna sonora è un ottimo accompagnamento di un mondo "alieno", con atmosfere lunari e stranianti al punto giusto, quando per Dandy si tratta di visitare habitat incontaminati.

Anche se l'idea di base era quella di realizzare un prodotto umoristico, certi episodi sono riusciti a distinguersi anche per la loro bellezza tematica e grafica. Certe volte mi sono fatto grasse risate, altre volte ho avuto da sorridere, e in alcuni casi ho anche avuto modo di riflettere.

La gamma tematica così vasta consegna al mondo dell'animazione un prodotto peculiare, stimolante e divertente che non si vedeva da lungo tempo sulla piazza. Così, al termine della serie, non ne vorremmo ancora di "Space Dandy"?