Goodbye, Lara
Retto fino all'episodio 5. Non ci siamo proprio e speravo fosse una cosa completamente diversa. Qualcosa di divertente, di spensierato, di romantico... invece mi ritrovo una serie che non sa nemmeno dove vuole andare a parare. A volte è umoristica, a volte è tragica, a volte vuole incentrarsi su certi personaggi poi di colpo si butta su altri, il tono varia in continuazione... ho letto altrove sul sito che la produzione è stata incasinata e che ciascuno nella sala creativa aveva idee diverse. Se quello che ci troviamo fosse praticamente un Frankenstein messo insieme da parti diverse dei vari progetti proposti si spiegherebbero tante cose... per questo tutti preferiamo gli anime tratti dai manga. Almeno sono figli di un unica coerente visione, bella o meno.
È la prima recensione che pubblico, preso dal bisogno di scrivere ciò che penso su questo meraviglioso anime di cui ho appena visto l'ultimo episodio. È una recensione scritta molto di getto e con una leggera dose di rabbia, che sarà motivata a tempo debito.
Per evitare qualsiasi problema: spoiler alert, non andate oltre se non l'avete finito.
Come punto di partenza va evidenziato un dato di fatto, che piaccia o meno a chi ha guardato questa serie con scarsissima attenzione: Goodbye Lara è uno yuri, che narra una bellissima storia d'amore tra la marinide Lara e l'umana Mari. Se si perde di vista l'identità yuri di questa serie diventa impossibile farne un'analisi seria e si finisce per non comprendere niente di questa delicatissima e a tratti tragica storia.
Lara è cresciuta per tutta la sua vita con l'ossessione, istillatale dal padre-re, per l'amore: vive per cercare il principe della sua vita e nel farlo rischia di morire andando dai "perfidi umani", peraltro contravvenendo alla legge dei suoi. Qui la sua storia si intreccia con quella di Grace, la terribile strega che rivede sé stessa in Lara e nella sua curiosità verso gli umani, la quale darà a Lara una spinta nella sua ricerca ossessiva, come se volesse usarla per compiere ciò che non era riuscito a fare lei in passato: trovare l'amore con un umano.
Sia nella pressione del padre che in quella di Grace, Lara si ritrova costretta a cercare questo amore che le è stato imposto come unica possibilità della sua vita, o da sacrificare per salvare il regno dei marinidi, o per soddisfare l'ossessione della strega. Fino all'episodio 12 è una ragazza ossessionata da un obiettivo che, senza neanche rendersene conto, non è il suo, ma è il frutto di condizionamenti che ha subito sin da bambina, cresciuta in una società che la vuole ridurre alla sua sola funzione biologica.
Alla luce di quanto scritto, trova spiegazione un finale apparentemente senza senso: Lara, dopo aver rifiutato le imposizioni familiari/sociali, andando via spezza anche quel destino prescritto da Grace, quello dell'amore fiabesco eterno e ideale, per cercare sé stessa, un obiettivo per cui vivere, un obiettivo che sia solamente suo e di nessun altro.
Lara così rompe quella finta dicotomia che le era stata imposta e, pur non negando mai i sentimenti che la legano a Mari, che non sono assolutamente oggetto di discussione, sceglie di andare via e sperimentare una vita nuova. Finalmente liberata la testa da quei pesanti fardelli patriarcali e favolistici, è animata da una nuova consapevolezza, nata proprio dalle esperienze vissute con Mari che l'hanno portata a comprendere il reale carattere del suo amore, veramente "vero" e non frutto delle pressioni del padre o di Grace. È un amore sovversivo tanto sulla terra quanto per i marinidi, che rifiuta la totalità del sentimento tipico del romanticismo becero ribaltato da questa opera, che lascia uno spazio di autonomia al soggetto e che non lo rende schiavo di un copione già scritto.
Goodbye Lara non è "una storia d'amore", è la ribellione alla banalità di queste, è un grandissimo rifiuto dell'amore romantico, inteso come sentimento che travolge e totalizza l'esperienza di vita di un individuo, ed è la storia di una ragazza che sceglie di vivere come vuole nonostante le conseguenze che deve subire, e subirà, per questa sua scelta, di vivere né per amore né per legge.
Per concludere, non credo che questa recensione sia esaustiva rispetto alle tematiche di questa piccola perla di anime (per esempio molto si potrebbe dire su Luca e su come Lara proietti su di lui quel suo ideale di vero amore romantico, oppure sul personaggio di Mari) ma credo di aver scritto tutto ciò che ritenevo necessario esternare, perché un anime del genere merita di essere visto, compreso e apprezzato.
Per evitare qualsiasi problema: spoiler alert, non andate oltre se non l'avete finito.
Come punto di partenza va evidenziato un dato di fatto, che piaccia o meno a chi ha guardato questa serie con scarsissima attenzione: Goodbye Lara è uno yuri, che narra una bellissima storia d'amore tra la marinide Lara e l'umana Mari. Se si perde di vista l'identità yuri di questa serie diventa impossibile farne un'analisi seria e si finisce per non comprendere niente di questa delicatissima e a tratti tragica storia.
Lara è cresciuta per tutta la sua vita con l'ossessione, istillatale dal padre-re, per l'amore: vive per cercare il principe della sua vita e nel farlo rischia di morire andando dai "perfidi umani", peraltro contravvenendo alla legge dei suoi. Qui la sua storia si intreccia con quella di Grace, la terribile strega che rivede sé stessa in Lara e nella sua curiosità verso gli umani, la quale darà a Lara una spinta nella sua ricerca ossessiva, come se volesse usarla per compiere ciò che non era riuscito a fare lei in passato: trovare l'amore con un umano.
Sia nella pressione del padre che in quella di Grace, Lara si ritrova costretta a cercare questo amore che le è stato imposto come unica possibilità della sua vita, o da sacrificare per salvare il regno dei marinidi, o per soddisfare l'ossessione della strega. Fino all'episodio 12 è una ragazza ossessionata da un obiettivo che, senza neanche rendersene conto, non è il suo, ma è il frutto di condizionamenti che ha subito sin da bambina, cresciuta in una società che la vuole ridurre alla sua sola funzione biologica.
Alla luce di quanto scritto, trova spiegazione un finale apparentemente senza senso: Lara, dopo aver rifiutato le imposizioni familiari/sociali, andando via spezza anche quel destino prescritto da Grace, quello dell'amore fiabesco eterno e ideale, per cercare sé stessa, un obiettivo per cui vivere, un obiettivo che sia solamente suo e di nessun altro.
Lara così rompe quella finta dicotomia che le era stata imposta e, pur non negando mai i sentimenti che la legano a Mari, che non sono assolutamente oggetto di discussione, sceglie di andare via e sperimentare una vita nuova. Finalmente liberata la testa da quei pesanti fardelli patriarcali e favolistici, è animata da una nuova consapevolezza, nata proprio dalle esperienze vissute con Mari che l'hanno portata a comprendere il reale carattere del suo amore, veramente "vero" e non frutto delle pressioni del padre o di Grace. È un amore sovversivo tanto sulla terra quanto per i marinidi, che rifiuta la totalità del sentimento tipico del romanticismo becero ribaltato da questa opera, che lascia uno spazio di autonomia al soggetto e che non lo rende schiavo di un copione già scritto.
Goodbye Lara non è "una storia d'amore", è la ribellione alla banalità di queste, è un grandissimo rifiuto dell'amore romantico, inteso come sentimento che travolge e totalizza l'esperienza di vita di un individuo, ed è la storia di una ragazza che sceglie di vivere come vuole nonostante le conseguenze che deve subire, e subirà, per questa sua scelta, di vivere né per amore né per legge.
Per concludere, non credo che questa recensione sia esaustiva rispetto alle tematiche di questa piccola perla di anime (per esempio molto si potrebbe dire su Luca e su come Lara proietti su di lui quel suo ideale di vero amore romantico, oppure sul personaggio di Mari) ma credo di aver scritto tutto ciò che ritenevo necessario esternare, perché un anime del genere merita di essere visto, compreso e apprezzato.
E' una bella reinterpretazione della sirenetta. Originale, con la trasposizione nel mondo odierno, nella realtà di oggi, che di certo avrebbe spaventato chiunque avesse vissuto due o tre secoli fa.
Per fortuna non ha nulla dell'infantilismo dell'animazione Disney, coi soliti colori con cui la casa statunitense dipinge le sue opere: il nero e il bianco (a eccezione delle Follie dell'Imperatore).
La storia della sirenetta Lara rientra a pieno nel canone del realismo fantastico del dramma di scuola giapponese, con le sue immancabili venature tragiche, che nessuno al di fuori dell'animazione nipponica sa riprodurre, e che danno sempre quello spessore e vita propria che distinguono sempre le reinterpetazioni giapponesi di opere apparentemente frustre, e anche sfruttate a fondo dalla macchina hollywoodiana, di cui Disney fa parte.
Un finale degno di un film d'essai di Truffaut. Bello.
Per fortuna non ha nulla dell'infantilismo dell'animazione Disney, coi soliti colori con cui la casa statunitense dipinge le sue opere: il nero e il bianco (a eccezione delle Follie dell'Imperatore).
La storia della sirenetta Lara rientra a pieno nel canone del realismo fantastico del dramma di scuola giapponese, con le sue immancabili venature tragiche, che nessuno al di fuori dell'animazione nipponica sa riprodurre, e che danno sempre quello spessore e vita propria che distinguono sempre le reinterpetazioni giapponesi di opere apparentemente frustre, e anche sfruttate a fondo dalla macchina hollywoodiana, di cui Disney fa parte.
Un finale degno di un film d'essai di Truffaut. Bello.
Ennesimo anime originale bocciato. E poi si lamentano perché non ne fanno di più. Se la qualità è roba tipo questa, dusk beyond the end of the world e sparks of tomorrow (che non è originale ma ha cambiato così tante cose dal romanzo da cui è tratto che praticamente lo è) allora ci credo.
Perché? Perché presenta lo stesso problema di base degli altri: "Ho pensato a una premessa e al finale, ma non ho idea di cosa metterci in mezzo per renderlo interessante". A parte i primi due episodi e gli ultimi due o tre, tutto il resto sembra un mucchio di inutili filler. Persino Luca, pur essendo un bel personaggio, alla fine risulta superfluo. Come alla fine sembrano superflui tutti i personaggi, Mari compresa, perché la storia non ti lascia dentro niente.
Non ti lascia dentro niente perché nemmeno l'autore sembra sapere cosa voleva dire fino alla fine. Si è capito che voleva fare una decostruzione della Sirenetta (e già l'idea in sè è pessima perché il decostruzionismo mi fa schifo, è la filosofia dei dementi) ma senza sapere come e cosa decostruire esattamente. Alla fine il messaggio si suppone volesse essere femminista, anche per come cerca di ritrarre la strega come "povera vittima incompresa ingiustamente demonizzata" e il re suo padre come un bigotto cattivo cattivo ma la cosa non convince, così come non convincono i tentativi disperati di farti odiare la famiglia di Lara, principalmente perché la storia abusa talmente tanto del meccanismo "Questo personaggio è cattivo, no in realtà è buono, no in realtà è cattivo" che perde d'impatto.
Alla fine il messaggio della serie sarebbe "non hai bisogno di amare nessuno, tranne te stesso/a". Avevo previsto fin dall'inizio che sarebbe andata a finire così. Nessuna storia d'amore. Non ho mai creduto all'idea dello yuri perché, francamente, tutte le interazioni tra Lara e Mari mi sono sempre sembrate normali rapporti di amicizia. Erano solo i soliti maniaci dello slash ad insistere, decisi come sempre a vedere attrazione omoerotica ovunque (ammetto che il bambino travestito - ugh - era un campanello d'allarme ma poi mi sono ricordato che negli anime queste cose ci son sempre state, per loro semplicemente non hanno lo stesso significato). Le stesse persone che hanno fatto i capricci quando hanno capito che tra Bakugo e Kirishima di My Hero Academia o tra Keith e Lance di Voltron non sarebbe mai successo nulla (diamine, ricordo di aver letto di fan che aggredivano verbalmente gli autori sui social... dei folli). Vederli agitarsi dopo il finale è altrettanto gratificante. Semplicemente non riescono ad accettare di essersi presi in giro da soli.
In conclusione, Goodbye Lara è una serie vuota, che, come altri anime originali, cerca di compensare puntando tutto sull'animazione, che è la sola cosa fatta bene. E ci credo, visto che alla regia c'è gente che appunto fino a ieri faceva quello: l'animatore. Solo che, appunto, c'è una ragione per cui gli anime fatti bene hanno gente messa ad animare ed altra gente messa a scrivere.
Un altro punto a sfavore è che la serie mi sa tanto di essere stata concepita per il mercato estero: i designs scopiazzati dalla Disney, l'idea di base del decostruzionismo (che gli americani adorano e cercano di imporre come modello culturale a tutti i paesi nella loro sfera), il tema pseudo-femminista... se questo è il risultato, è l'ennesima prova di perché i veri fans anime non vogliono che questo accada. Perché accettare l'influenza americana negli anime porta solo peggioramenti. Gli anime sono diventati popolari proprio perché offrivano un alternativa migliore (anche perché libera da influenze e temi politici e sociali) ai prodotti occidentali. L'ultima cosa che vogliamo è che li imitino.
Se volete una reinterpretazione anime e moderna della Sirenetta guardatevi ChaO. E' migliore sotto ogni aspetto. Storia, romance, temi ed anche animazioni.
Perché? Perché presenta lo stesso problema di base degli altri: "Ho pensato a una premessa e al finale, ma non ho idea di cosa metterci in mezzo per renderlo interessante". A parte i primi due episodi e gli ultimi due o tre, tutto il resto sembra un mucchio di inutili filler. Persino Luca, pur essendo un bel personaggio, alla fine risulta superfluo. Come alla fine sembrano superflui tutti i personaggi, Mari compresa, perché la storia non ti lascia dentro niente.
Non ti lascia dentro niente perché nemmeno l'autore sembra sapere cosa voleva dire fino alla fine. Si è capito che voleva fare una decostruzione della Sirenetta (e già l'idea in sè è pessima perché il decostruzionismo mi fa schifo, è la filosofia dei dementi) ma senza sapere come e cosa decostruire esattamente. Alla fine il messaggio si suppone volesse essere femminista, anche per come cerca di ritrarre la strega come "povera vittima incompresa ingiustamente demonizzata" e il re suo padre come un bigotto cattivo cattivo ma la cosa non convince, così come non convincono i tentativi disperati di farti odiare la famiglia di Lara, principalmente perché la storia abusa talmente tanto del meccanismo "Questo personaggio è cattivo, no in realtà è buono, no in realtà è cattivo" che perde d'impatto.
Alla fine il messaggio della serie sarebbe "non hai bisogno di amare nessuno, tranne te stesso/a". Avevo previsto fin dall'inizio che sarebbe andata a finire così. Nessuna storia d'amore. Non ho mai creduto all'idea dello yuri perché, francamente, tutte le interazioni tra Lara e Mari mi sono sempre sembrate normali rapporti di amicizia. Erano solo i soliti maniaci dello slash ad insistere, decisi come sempre a vedere attrazione omoerotica ovunque (ammetto che il bambino travestito - ugh - era un campanello d'allarme ma poi mi sono ricordato che negli anime queste cose ci son sempre state, per loro semplicemente non hanno lo stesso significato). Le stesse persone che hanno fatto i capricci quando hanno capito che tra Bakugo e Kirishima di My Hero Academia o tra Keith e Lance di Voltron non sarebbe mai successo nulla (diamine, ricordo di aver letto di fan che aggredivano verbalmente gli autori sui social... dei folli). Vederli agitarsi dopo il finale è altrettanto gratificante. Semplicemente non riescono ad accettare di essersi presi in giro da soli.
In conclusione, Goodbye Lara è una serie vuota, che, come altri anime originali, cerca di compensare puntando tutto sull'animazione, che è la sola cosa fatta bene. E ci credo, visto che alla regia c'è gente che appunto fino a ieri faceva quello: l'animatore. Solo che, appunto, c'è una ragione per cui gli anime fatti bene hanno gente messa ad animare ed altra gente messa a scrivere.
Un altro punto a sfavore è che la serie mi sa tanto di essere stata concepita per il mercato estero: i designs scopiazzati dalla Disney, l'idea di base del decostruzionismo (che gli americani adorano e cercano di imporre come modello culturale a tutti i paesi nella loro sfera), il tema pseudo-femminista... se questo è il risultato, è l'ennesima prova di perché i veri fans anime non vogliono che questo accada. Perché accettare l'influenza americana negli anime porta solo peggioramenti. Gli anime sono diventati popolari proprio perché offrivano un alternativa migliore (anche perché libera da influenze e temi politici e sociali) ai prodotti occidentali. L'ultima cosa che vogliamo è che li imitino.
Se volete una reinterpretazione anime e moderna della Sirenetta guardatevi ChaO. E' migliore sotto ogni aspetto. Storia, romance, temi ed anche animazioni.
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