Classroom of the Elite 4th Season: Second Year, First Semester
Commento tutti e cinquantaquattro gli episodi che vanno dalla prima serie del 2017 alla quarta stagione uscita quest’anno (2026).
Il mio voto è otto, anche se il protagonista non mi piace del tutto, frutto di un esperimento sociologico per la selezione di individui in grado di primeggiare in ogni campo, dalla cerimonia del tè alle arti marziali, dallo studio alla psicologia. Può essere il migliore, ma sembra e si comporta come uno qualunque, ma quando appare, conquista le persone, specialmente del sesso opposto. Ayanokoji è in grado di prevedere le mosse di chiunque ed elaborare una strategia per vincere le situazioni senza apparire troppo. Non vuole dare nell’occhio, ma il suo talento non può rimanere celato, anche perché qualcuno lo vuole fuori dalla scuola in cui si ritrova, per continuare a forgiarlo.
La scuola è una scuola d’élite, che garantisce il successo a chi fa parte delle classi alte: ci sono quattro classi per anno, e i migliori finiscono in A, mentre quelli promettenti ma difettosi in qualcosa finiscono in D. Un uomo ha salvato Ayanokoji, portandolo via dalla White Room degli esperimenti a costo della vita sua e del figlio, e ora Ayanokoji può vivere una vita finto normale, visti i metodi di insegnamento particolari e i caratteri competitivi dei vari studenti. Nell’ultima serie il protagonista avrà addirittura una taglia sulla testa...
Lo studio che si occupa di tutto è Lerche, che conosco come quello che ha animato una delle mie serie preferite: mi riferisco a “Given”, opera molto diversa da questa e non solo perché è un boys’ love.
Tratto da una serie di romanzi di Shogo Kinugasa, il character design originale è di Shunsaku Tomose, mentre molti artisti si occupano solo di alcune serie delle quattro già uscite.
In attesa della quinta, do come annunciato un otto, sia pure con qualche titubanza.
Il mio voto è otto, anche se il protagonista non mi piace del tutto, frutto di un esperimento sociologico per la selezione di individui in grado di primeggiare in ogni campo, dalla cerimonia del tè alle arti marziali, dallo studio alla psicologia. Può essere il migliore, ma sembra e si comporta come uno qualunque, ma quando appare, conquista le persone, specialmente del sesso opposto. Ayanokoji è in grado di prevedere le mosse di chiunque ed elaborare una strategia per vincere le situazioni senza apparire troppo. Non vuole dare nell’occhio, ma il suo talento non può rimanere celato, anche perché qualcuno lo vuole fuori dalla scuola in cui si ritrova, per continuare a forgiarlo.
La scuola è una scuola d’élite, che garantisce il successo a chi fa parte delle classi alte: ci sono quattro classi per anno, e i migliori finiscono in A, mentre quelli promettenti ma difettosi in qualcosa finiscono in D. Un uomo ha salvato Ayanokoji, portandolo via dalla White Room degli esperimenti a costo della vita sua e del figlio, e ora Ayanokoji può vivere una vita finto normale, visti i metodi di insegnamento particolari e i caratteri competitivi dei vari studenti. Nell’ultima serie il protagonista avrà addirittura una taglia sulla testa...
Lo studio che si occupa di tutto è Lerche, che conosco come quello che ha animato una delle mie serie preferite: mi riferisco a “Given”, opera molto diversa da questa e non solo perché è un boys’ love.
Tratto da una serie di romanzi di Shogo Kinugasa, il character design originale è di Shunsaku Tomose, mentre molti artisti si occupano solo di alcune serie delle quattro già uscite.
In attesa della quinta, do come annunciato un otto, sia pure con qualche titubanza.
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