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SABATO 31 OTTOBRE 2026

You and I are Polar Opposites



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esseci

Episodi visti: 25/25 --- Voto 8,5
“L'amore non completa, mette a fuoco: non ci si innamora di chi colma i vuoti, ma di chi insegna a guardarli senza vergogna”.

Il titolo "You and I Are Polar Opposites" si ispira chiaramente a delle formule più collaudate della commedia romantica: gli opposti si attraggono, si scontrano, si fraintendono e infine trovano un loro equilibrio di attrazione/repulsione. Sotto le apparenti spoglie della solita rom-com ad ambientazione scolastica, mi è sembrato che la serie tratti questa formula inossidabile e senza sorprese non come un teorema sentimentale, un assioma incontrovertibile bensì come una implicita domanda: due persone diverse stanno bene insieme perché compensano le rispettive mancanze oppure perché imparano a riconoscersi senza pretendere di cambiarsi?
Forse sto attribuendo a questa serie significati o interpretazioni eccessivamente personali e probabilmente dettate dall'età (non propriamente definibile "adolescenziale"); tuttavia, quest'opera di Kocha Agasawa sembra trovare il suo centro narrativo non tanto nella conquista amorosa e nelle solite scaramucce da melodramma o soap opera quanto nella più silenziosa e difficile "autenticità": riuscire a esprimere ciò che si prova senza trasformare ogni relazione in una recita di ruoli. E a differenza di "The ramparts of ice" (serie pregevole), mostra il lato più frivolo, ingenuo ma non per questo superficiale delle interazioni amichevoli o amorose adolescenziali senza scadere nel tossico o nelle paturnie psicologiche sconfinanti nel patologico che molto spesso inquinano le narrazioni degli amori scolastici.

Da quanto ho potuto appurare, il manga omonimo originale, concluso in otto volumi e 65 capitoli, "accompagna" i personaggi fino alla fine delle scuole superiori e l’anime prodotto da Lapin Track, diretto da Takakazu Nagatomo e sceneggiato da Teruko Utsumi, eredita questa struttura progressiva e corale senza ridurla all'apparente storia d’amore principale, quella tra Suzuki e Tani, ossia i due compagni di classe "diversi" ma non complementari per necessità, che per i loro caratteri e per la relazione che si instaurerà tra loro rappresentano per primi la premessa della serie descritta dal titolo stesso.
Suzuki potrebbe sembrare la classica protagonista estroversa e solare ma in realtà la sua vivacità nasconde una sorta di dipendenza dal giudizio altrui: è allegra, espansiva e socievole, ma tende ad adeguarsi al gruppo e teme che ogni deviazione dal comportamento atteso possa esporla alle critiche degli altri e all'emarginazione. Tani rappresenta il suo apparente contrario: riservato, misurato, poco interessato alle convenzioni del branco e capace di dichiarare con semplicità ciò che pensa anche se va contro il mainstream del gruppo o delle persone con cui interagisce.

La prima differenza sostanziale rispetto a molte commedie romantiche scolastiche è che la relazione non viene trattenuta in divenire artificiosamente per decine di episodi: Suzuki e Tani si dichiarano e iniziano a frequentarsi abbastanza presto e progressivamente iniziano a frequentarsi come una coppia impegnata a scoprire e a capire come convivere con differenze, insicurezze e cambiamenti nel tempo.
In sostanza, fortunatamente, l’interesse si sposta dal “si metteranno insieme?” al più concreto “come si fa a stare insieme e possibilmente senza perdere se stessi?”.
Suzuki non deve diventare introversa e isolarsi per meritare Tani, né Tani deve trasformarsi in un ragazzo espansivo per adeguarsi a lei. La serie ha il pregio di mostrare una relazione tra due adolescenti che si costruisce progressivamente tra alti e bassi con un approccio costruttivo e positivo, in cui entrambi iniziano a riconoscere il lato problematico delle rispettive qualità in cui la socievolezza di Suzuki può diventare conformismo al mainstream e la sincerità di Tani può trasformarsi in una forma di allontanamento e distanza anche involontaria.
La peculiarità positiva per lo spettatore è assistere ai loro tentativi più o meno goffi di trovare una soluzione alle differenze che riscontrano man mano che imparano a conoscersi mostrando la capacità di modulare e mediare i loro tratti caratteristici e non di cancellarli. La relazione tra loro acquista una credibilità perché non contrappone una ragazza fragile a un ragazzo risolto o viceversa ma mette di fronte due adolescenti con pregi e fragilità espresse in modi differenti che devono trovare un modo per capirsi e conciliarsi per quanto possibile.

La seconda differenza sostanziale dai clichè del genere rom-com scolastica che piacevolmente emerge dalla visione della serie è quella relativa all’attenzione che la sceneggiatura riserva ai personaggi c.d. "comprimari". Suzuki e Tani costituiscono una sorta di porta di ingresso nel mondo di "You and I are polar opposites", ma poi, e per fortuna, non monopolizzano la serie. Yamada, Nishi, Taira, Azuma, Watanabe, Sato e Honda non rappresentano solo delle semplici spalle comiche o catalizzatori di equivoci: ognuno di loro possiede un diverso approccio o rapporto con l’amore, con l’immagine di sé e con il bisogno di essere accettato.
E la coralità non è soltanto quantitativa, perché i personaggi citati sono sfaccettati e cambiano comportamento a seconda di coloro con cui si interfacciano: chi appare sicuro in gruppo può rivelarsi esitante nell’intimità, chi sembra leggero può diventare sorprendentemente attento, chi analizza lucidamente gli altri può non comprendere affatto se stesso. È questa variabilità a renderli "tridimensionali" perché, per fortuna, non sono definiti da un singolo aspetto, trauma, da una mania riconoscibile o dall’interesse romantico che dovrebbero incarnare.

L’amicizia nel gruppo di ragazzi, inoltre, non viene trattata come una premessa o un punto di passaggio per il possibile conseguente innamoramento. Le conversazioni di gruppo, le uscite, le battute e i piccoli momenti di imbarazzo hanno un valore autonomo che non determina nulla se non creare delle situazioni di cameratismo e condivisione tipiche dell'adolescenza. E l’ambiente scolastico non è l'unico sfondo nel quale far maturare le coppie, ma la serie offre diverse situazioni ambientate al di fuori della scuola in modo da non rappresentarla come unico "incubatore" in cui ciascuno dei personaggi ha la possibilità di interfacciarsi con persone e situazioni diverse e ha modo di sperimentare le conseguenze delle proprie parole e azioni.
La serie riesce così a essere spensierata senza risultare superficiale. Evita il melodramma perché non ha bisogno di ingigantire ogni insicurezza o punto debole dei personaggi fino a trasformarli in un catalizzatore omnicomprensivo delle dinamiche narrative: i personaggi possono fraintendersi, sentirsi esclusi o temere di non essere ricambiati, ma la criticità resta proporzionata nella sua gravità alla loro età, alla loro esperienza e grado di maturità e sensibilità.
Anche quando soffrono, continuano a frequentare gli amici e vivere giornate ordinarie: la loro adolescenza non è narrata come una successione di catastrofi emotive assolutizzanti.

Se accennassi alle altre coppie che si formano o a quelle che invece non si perfezionano, rischierei la tagliola dello spoiler. La serie, mostrando le dinamiche e le interazioni degli altri protagonisti in modo approfondito, mostra allo spettatore non solo una storia "sfaccettata" e "completa" ma anche come le coppie si formano per dinamiche completamente diverse da quelle dei due protagonisti principali citati in precedenza oppure non si formano perché i sentimenti non maturano nello stesso modo e momento.
Ed è proprio nella descrizione del percorso della mancata formazione della coppia che dimostra la maturità della serie: l'attrazione non produce automaticamente una relazione sentimentale e la compatibilità apparente non garantisce che due persone siano pronte a riconoscersi come partner nello stesso momento.
Da persona con qualche primavera alle spalle, ho apprezzato particolarmente questa dinamica potenziale apparentemente sprecata: la rinuncia all’idea che ogni sentimento sincero debba culminare immediatamente in una coppia (per intenderci alla "love is in the air") rende la serie incredibilmente realistica. "You and I are polar opposites" mostra che esistono affetti autentici che arrivano nel momento sbagliato, oppure che non trovano una forma condivisa. E ciò non rappresenta un fallimento narrativo malo interpreterei piuttosto come il riconoscimento che la maturità sentimentale consiste anche nel riuscire a gestire l’incertezza e che una interazione di complicità e condivisione con una persona debba per forza sfociare in una relazione codificata.

In questo modo la serie va oltre il luogo comune del titolo: gli opposti possono attrarsi, ma possono anche non capirsi e respingersi. La serie non è una sorta di "Love actually" perché non sembra mirare a costruire esempi di coppie ma, piuttosto a rappresentare l'idera che ogni legame possiede una chimica e delle dinamiche peculiari. La comicità è ampiamente presente ma utilizzata in modo tarato per l'adolescenza e per non sminuire i personaggi: la classica sproporzione tra causa scatenante e conseguenze e reazioni rende al meglio le emozioni totalizzanti dell'adolescenza senza rendere caricaturali i personaggi.

Da quanto scritto finora il lettore che sia arrivato a questo punto del mio modesto commento potrà intuire che ho particolarmente apprezzato la serie; tuttavia non posso negare esistono dei limiti. Lo stile costantemente positivo della trama può far apparire le esistenze dei protagonisti come una sorta di percorso senza particolari ostacoli cui si aggiunge una coralità non distribuita uniformemente tra i vari personaggi: alcuni avrebbero meritato e potuto ricevere uno sviluppo maggiore.

"You and I are polar opposites" è una rom-com scolastica positiva non perché elimini l’insicurezza tipica degli adolescenti, ma perché non la narra come una sorta di colpa da cui si possa "guarire" necessariamente attraverso le interazioni romantiche.
E, soprattutto, perché sembra comunicare che nelle interazioni romantiche anche adolescenziali non è necessario dimostrare se gli opposti si attraggano ma se due persone, opposte o simili, siano in grado di concedersi abbastanza spazio da continuare a crescere anche quando decidono di frequentarsi


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GialluGamer97

Episodi visti: 26/25 --- Voto 8,5
Attenzione: questa recensione fa riferimento solo alla seconda serie dell'anime

Seconda e ultima stagione di questo anime carinissimo! È stato davvero piacevole da seguire: mi ha divertito molto e mi ha anche emozionato.

La storia riprende da dove si era interrotta e ho trovato molto interessante la sua evoluzione. Tutti i personaggi sono carinissimi e finalmente vediamo molti di loro crescere caratterialmente, oltre alla formazione di nuove coppie e al rafforzarsi di alcune amicizie.

Ho amato tutti i personaggi, non ce n'è stato uno che abbia odiato — nemmeno il pessimismo di Taira è riuscito a farmelo stare antipatico — e ci sono state alcune coppie che ho adorato particolarmente. Prima di tutto Yamada e Nishi, che sono carinissimi, ma anche Azuma e Taira, il cui rapporto ho trovato davvero bello. Nishi e Azuma, invece, sono i due personaggi che ho apprezzato maggiormente singolarmente: le ho adorate! Rispetto alla prima serie, mi è giusto un po' dispiaciuto che, man mano che la storia avanzasse si dava maggiormente spazio a queste 3 coppie lasciando abbastanza in secondo piano i restanti personaggi.

I disegni e le animazioni sono al livello della prima stagione, così come il doppiaggio giapponese e le musiche. Anche le opening e le ending le ho trovate molto simpatiche.

Per quanto riguarda il finale, mi è piaciuto davvero tanto e l'ho trovato bello e soddisfacente, soprattutto grazie ai diversi scorci sulla vita dei personaggi dopo il diploma. Però, cacchio, avrei voluto tanto vedere una cosa! E no, non mi riferisco a Gapacho: lui deve rimanere un mistero! Mi riferisco, invece, ai Tairazuma. Sicuramente è bello anche lasciare spazio all'immaginazione, cercando di ricostruire le cose attraverso gli indizi disseminati qua e là, ma ho amato talmente tanto questo personaggio che avrei voluto vedere un finale più diretto per lei.

In ogni caso, è stato davvero bello e mi rende un po' triste pensare che sia arrivato al termine. Mi ha fatto proprio piacere guardarlo e sono felice che sia stato adattato completamente. È un'opera che rimarrà scolpita nella mia anima, pronta per essere rivista in qualunque momento!


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Sguaida

Episodi visti: 25/25 --- Voto 9
Penso sia abbastanza raro vedere una serie in cui la seconda stagione supera la prima per qualità, impatto, profondità. E penso sia a maggior ragione raro vederlo in serie romcom dove la normalità è dettata da un fitto schema di situazioni stereotipate che si ripetono costanti ed analoghe
La prima stagione di "You and I are Polar Opposites" era stata comunque molto godibile e piacevole: veloce nell'incipit, strutturata bene, carina, divertente, brava nell'approfondire tanti personaggi senza perdere di colpi e senza annacquare complessivamente le vite di tutti. La seconda stagione riesce ad alzare ulteriormente i livelli della prima grazie, sopra tutto il resto, alla scelta di dare ulteriore complessità ai personaggi. I momenti introspettivi sono tanti e di quasi tutti i protagonisti delle vicende, che risultano così adulti e stanno in piedi da soli sulle loro gambe senza essere visti costantemente come parassiti della coppia principale. Per usare una allegoria: nessuno di loro risulta essere una Luna che brilla solo grazie al Sole, ma brillano grazie a loro stessi. Una scelta veramente apprezzabile per avvicinare lo spettatore a tutto il contesto e dare maggiore struttura.
Forse ecco questa seconda stagione risulta essere meno commedia, meno leggera, ma non per questo meno godibile. Anzi, a mio giudizio come dicevo all'inizio si finisce per apprezzare enormemente di più proprio la seconda a discapito della prima, comunque ottima


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GialluGamer97

Episodi visti: 12/25 --- Voto 8,5
L’ho trovato davvero molto carino e divertentissimo. Mi è piaciuto il fatto che parta subito spedito, con uno sviluppo iniziale rapido e coinvolgente. I personaggi sono tutti molto simpatici, e Suzuki è semplicemente adorabile. Anche l’evoluzione del suo rapporto con Tani è davvero dolce.

Ho apprezzato inoltre che vengano approfonditi diversi personaggi e le loro relazioni, insieme alla loro crescita, senza focalizzarsi esclusivamente sui protagonisti.
Lo stile di disegno mi è piaciuto molto: è vivace e colorato. Anche le animazioni sono ottime, così come il doppiaggio giapponese e le musiche, che trovo molto azzeccate. Tra l’altro, l’opening è davvero carinissima.


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the22dragons

Episodi visti: 12/25 --- Voto 8,5
A mio avviso, decisamente la miglior commedia romantica della stagione, e forse dell'anno.

"You and I are Polar Opposites" tratta argomenti tipici delle romcom adolescenziali e degli amori tra i banchi di scuola, ma la sua caratteristica è il modo semplice e diretto con cui lo fa, bruciando tutti i normali cliché del genere.

Si presentano tutte le tipiche situazioni e possibili problemi che ci si potrebbe aspettare in questo tipo di opere, ma i personaggi le risolvono in un batter d'occhio, semplicemente essendo sinceri e diretti (seppure magari nell'ovvio imbarazzo), evitando così sul nascere quei fraintendimenti infiniti che occupano gran parte delle altre serie.

Il cast è fantastico, ogni personaggio è molto ben caratterizzato, pur rimanendo realistico, e anche i personaggi comprimari ricevono il loro giusto spazio e approfondimento.

Il mix che ne deriva porta a tante risate, ma anche ad affezionarsi un po' a tutto il cast, con mille momenti in cui le scene mostrate suscitano un'infinita tenerezza e voglia di tifare per loro.

Probabilmente, a breve ci sarà una seconda serie, e già non vedo l'ora!


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Johnny Ryuko

Episodi visti: 12/25 --- Voto 8,5
Attenzione: la recensione contiene spoiler

Vado dritto al punto: "You and I are Polar Opposites" è la commedia romantica della stagione.

I miei due centesimi li ho lanciati sul tavolo, il mio lavoro qui è finito.

Scherzi a parte - al solito, occhio, perché la recensione contiene spoiler da qui in avanti - sarà un'opinione parziale, perché mi riservo un secondo giudizio questa estate, quando arriverà la seconda stagione, già annunciata. Ipotizzo anche che chiuderà la storia, perché questa prima stagione ha coperto esattamente metà del manga, per mia sorpresa piuttosto breve e anche pubblicato in Italia. Purtroppo, non l'ho letto, ma sono invogliato al recupero.

Non mi dilungherò molto sulla trama, perché, se leggete queste righe, avrete probabilmente già visto l'anime. Devo ammettere che all'inizio il titolo non mi ispirava granché, ma, visti i giudizi positivi pressoché unanimi, gli ho dato una chance, e il respiro diverso rispetto a molte delle romcom contemporanee si apprezza nell'immediato.

Ho un mio metro di giudizio su questo genere, è anche uno di quelli che più seguo nonostante tante cialtronate, basta dare un'occhiata alle mie altre recensioni/valutazioni. "You and I are Polar Opposites" lo reputo, se non allo stesso livello, appena un gradino sotto ottime opere quali "The Dangers in My Heart", "My Dress-up Darling", "Insomniacs After School". Commedie senza dubbio, tanto romantiche, ma scritte bene, con personaggi "intelligenti", coerenza narrativa, sviluppo, protagonisti di spessore e personaggi secondari di pari livello.

Tutti elementi presenti anche in "You and I are Polar Opposites". Che opera anche un piccolo cambiamento rispetto allo standard: la coppia nasce subito, al primo episodio. Una gal casinara e un tipo serioso ma solo apparentemente introverso non sono il massimo della novità. Miyu però è sì appariscente ma anche insicura e inesperta nelle relazioni sentimentali, mentre Yusuke è tutt'altro che timido. È lui infatti che coglie i segnali - chiamalo scemo - e prende l'iniziativa. Di lì non è proprio tutta discesa, perché i due ci vanno fin troppo piano per certe cose, e anche all'ultimo episodio vedere che si imbarazzano per piccolezze è tenero ma un pizzico ridondante. Insomma, c'è un progresso tra i due, anche se abbastanza lento, ma confido che nella seconda stagione si acceleri. È questo l'unico difetto, se vogliamo, della serie. Come detto però in ottica di un prosieguo della storia a stretto giro di boa, risulta veniale. Il gradino successivo sembra proprio dietro l'angolo.

L'anime ha il suo grande punto di forza in due elementi strettamente collegati: i compagni di classe che ruotano attorno alla - oserei definire solo sulla carta - coppia principale e le tematiche che introducono. Taira e Azuma ci raccontano della pesante insicurezza e invidia della felicità altrui di lui, e della disillusione nei confronti della vita di lei. In particolare, Azuma risulta parecchio sfaccettata: ha già avuto diversi ragazzi ma senza alcun coinvolgimento emotivo, ed è stata delusa anche a causa di intrecci sentimentali dalla sua vecchia compagnia delle scuole medie. Da una parte sembra farsi scivolare queste delusioni addosso, dall'altra i focus su di lei evidenziano come in realtà non si fidi di nessuno e accetti una certa socialità, almeno all'inizio, per questioni di comodo. Eppure, Taira la fa ridere, in un modo o nell'altro, con la sua goffaggine e le sue considerazioni sibilline ma anche profonde. Di grande rilevanza il dialogo mentre attendono il treno, quando Taira le sottolinea che non merita e non dovrebbe accettare di farsi trattare in un certo modo, per esempio dagli ex annoiati che ogni tanto le scrivono con un unico scopo. Tra i due si crea una strana chimica, e di questo se ne accorge spesso proprio Miyu, che li guarda di sottecchi.

L'altra "couple in the making" è quella formata da Yamada e Nishi. Yamada è un ragazzo semplice e sincero, viene presentato un po' come il buffone della classe. Eppure, è abbastanza sicuro delle sue azioni e, quando nota Nishi, compagna di un'amica di lui e timida a livelli patologici - non è una esagerazione -, frequentante un'altra classe, prova subito ad avere un'interazione, a stabilire un contatto. Ma lo fa, dopo un primo approccio diretto, forse in maniera anche inconscia, con estrema delicatezza. L'istinto gli suggerisce di non forzare la mano - i Giapponesi già ci vanno piano negli anime, figuriamoci -, ma passo dopo passo Nishi si apre, fino all'appuntamento dell'ultimo episodio. Lei è un personaggio tenerissimo, che soffre di un'ansia sociale di un grado abbastanza alto. Fa fatica a interagire con gli estranei, figuriamoci con i ragazzi. Tant'è che in prima battuta si pone una domanda non scontata: "Sono interessata a Yamada perché lui si interessa a me solo perché è stato il primo? Un ragazzo sarebbe valso l'altro?" È una riflessione tutt'altro che banale, perché porta lo scegliere di frequentarsi - qui siamo agli albori, ma nella prossima stagione è lecito immaginarsi passi avanti - a un livello successivo.

Faccio una parentesi critica. Molte romcom, a mio avviso, nel formare la o le coppie, fanno il cosiddetto salto della quaglia. Si passa dal gesto estemporaneo allo scoprirsi innamorati dell'altra persona. "You and I are Polar Opposites", così come "The Dangers in My Heart", "My Dress-up Darling", "Insomniacs After School" e poche altre commedie di questo genere - e qui si capisce perché invece su certi titoli anche mainstream il mio giudizio è tranchant -, pongono l'accento sulle personalità dei protagonisti in ballo. Non c'è solo il vuoto gesto, non esiste solo l'azione palese (l'impegno a scuola, nello sport, nell'attività di famiglia), si guarda soprattutto alla motivazione del gesto, al detto ma anche al non detto, a come certe emozioni scivolano fuori e lasciano qualche indizio che l'altro interpreta. Verosimiglianza è la parola chiave. Non realismo a tutti i costi, parliamo pur sempre di anime. Ma tante romcom incensate, che non cito perché è inutile, non voglio scatenare flame, sono prive di questo elemento.

Che invece in "You and I are Polar Opposites" è ben presente. È infatti evidente la cura con la quale i personaggi e le dinamiche tra di loro sono state scritte, badando a quei dettagli solo all'apparenza insignificanti che creano appunto verosimiglianza rispetto alle relazioni tra adolescenti, anche in un'ottica di coppia.

"You and I are Polar Opposites", con leggerezza, affronta in maniera anche molto diretta argomenti spinosi. Alcuni li ho già citati. Quello principe nelle primissime battute e poi proseguito in una certa misura da Taira, che ne è palese vittima, è quello del prestigio sociale e del giudizio altrui. La stessa Miyu viene sfiorata dal dubbio di come gli altri possano prendere il suo rapporto con Yusuke: lei è una ragazza popolare, lui è un po' un individuo ombra nell'ambiente di classe. Quando però comprende che chi per lei conta davvero, gli amici più stretti, fa il tifo per la coppia, il dilemma ha il destino che merita: evapora, perché non si pone. Come detto, invece, Taira ne è un po' il portavoce, fa fatica a capacitarsi dei due fidanzati e si stranisce della sempre più frequente interazione che ha con Azuma. Vedremo se riuscirà a guarire dalla sua distorta mentalità, ma, dato il tono della serie, le prospettive sono buone. A proposito di questo tema, è chiave un ragionamento fatto da Yusuke durante gli episodi della gita: il ragazzo si dice contento della sua "nuova" vita, con una ragazza e nuovi amici, ma non era scontento del pregresso, non era infelice. Da solo o quasi, come era prima, si trovava anche bene, a Yusuke piacciono entrambe le versioni di sé stesso. Si va quindi oltre il classico introverso e isolato che di punto in bianco viene travolto dalla baldoria della comitiva, un altro tassello non scontato.

Non mi spertico oltre, l'avrete già capito. "You and I are Polar Opposites" è una romcom intelligente, con un buon ritmo, ben scritta, che ha nella coralità e nello spessore degli argomenti trattati i suoi punti di forza. Tecnicamente si difende molto bene, sia nelle animazioni che nelle musiche. Devo d'obbligo sottolineare la qualità della sigla di apertura, realizzata in tecnica mista, senza dubbio una delle migliori degli ultimi tempi per creatività, regia e montaggio. Sarebbe una serie da 8/8+, metto un 8,5 sulla fiducia, nella speranza di un'ottima seconda metà, per la quale dobbiamo attendere davvero poco, luglio è dietro l'angolo.