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LUNEDÌ 26 OTTOBRE 2026

Smoking Behind the Supermarket with You



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menelito

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Ho iniziato questo anime con delle aspettative un po' alte e avevo il timore di poter rimanere deluso. Ebbene, posso dire che le mie paure erano felicemente mal riposte.

La storia è molto semplice, ma forse è proprio questo uno dei suoi punti di forza visto che non si perde tempo con un mucchio di "filler" e si va dritti al sodo, ovvero alla parte più divertente dell'intera storia: le conversazioni fra i protagonisti. Perché si, sono stato 12 episodi a guardarli parlare del più e del meno e mi sono goduto alla grande ogni minuto di questo processo. C'è stato solo un episodio un po' estemporaneo dove la storia divergeva parzialmente dal tracciato, ma è stato sorprendentemente piacevole (quindi pure l'unico "filler" sono riusciti a farlo bene).
Ora parliamo della cosa che più ruba l'occhio ad un primo sguardo: "una romcom che non è incentrata su ragazzi e ragazze in età scolastica ma su degli adulti? Nani!?!?" Ebbene si, questo anime si accoda ai pochi che si sono distaccati dallo status quo di questa industria. Per carità, rimane una commedia romantica quindi sono presenti alcuni dei cliché a noi tanto cari, ma rimane comunque una piacevole variazione del percorso.
Parlando di personaggi, ho assolutamente ADORATO i protagonisti. Penso di non essere l'unico ad esser stato catturato dalla personalità magnetica di Tayama, classica donna tosta che nasconde i suoi lati più delicati, ma che ogni tanto lascia cadere la maschera. Anche Yamada non è affatto male (chi sa, sa) e pure il buon "vecchietto" Sasaki ha i suoi punti di forza, dimostrandosi un mc che ho seguito con gran piacere. Un po' a sorpresa, ho apprezzato pure i personaggi secondari. Su questo aspetto, se proprio vogliamo trovare un pelo nell'uovo, c'è il fatto che lo show sia troppo esplicito a rivelarci chi è una semplice comparsa, visto che chi ha questo status riceve la classica maledizione riservata alle comparse degli anime romcom: privazione degli occhi... e di tratti distintivi in generale. Ho invece trovato molto buffo il fatto che abbiano "rubato" gli occhi pure al boss dell'ufficio nonostante lui compaia in multiple scene, pare quasi una stilettata indiretta all'archetipo del superiore rompi*****.
Le animazioni non sono particolarmente spettacolari, e non è certo il tipo di storia che lo richiede, ma nei momenti salienti la pulizia dell'immagine risulta impeccabile, quindi ritengo che abbiano fatto un buon lavoro tenendo anche conto che non ho notato particolari difetti di animazione, a parte la già citata questione degli occhi.
Scelta ottima per la colonna sonora, mi chiedo se sia stato un fattore il fatto che uno dei due addetti alle musiche avesse in precedenza lavorato praticamente solo sulle live action... posso dire che, per quanto mi riguarda, le musiche di sottofondo hanno elevato la qualità della storia creando un'atmosfera davvero "chill".
P.S.: OP davvero carina, l'ho ascoltata più volte con piacere.

Complessivamente, mi sono divertito parecchio, e ne è prova il fatto che mi sono divorato questo anime in appena due-tre giorni, cosa che ormai faccio abbastanza raramente. Trama non complicata, personaggi gradevoli, ottima atmosfera, buon ritmo... l'unico vero difetto è che non è ancora uscita la seconda stagione!
Consigliatissimo.


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Johnny Ryuko

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Ho lasciato decantare qualche giorno per buttare giù qualche riga su Smoking Behind the Supermarket with You - da qui in poi lo abbrevierò SBS per comodità - perché mi ha lasciato sentimenti oserei dire contrastanti.

Da un lato si è rivelato un più che piacevole slice of life, con finalmente protagonisti adulti, che nel panorama degli anime è un evento abbastanza raro. Dall'altro nasconde sotto un velo piuttosto leggero alcuni difetti che non possono essere ignorati.

Attenzione: da qui in poi la recensione conterrà spoiler.

Quando tempo fa è stato annunciato l'anime e poi anche la pubblicazione del manga in Italia, mi ha stranito che il tema e persino il titolo facessero riferimento al fumo. In Giappone, soprattutto nelle grandi città, il rapporto con il fumo è strano. Quando ci sono stato, ho visto io stesso i lavoratori in pausa andare a fumare nei vicoli di servizio dietro le attività commerciali, o la gente stipata nei cubi trasparenti a Tokyo. Eppure sono stato in locali dove era consentito accendersi una sigaretta, specie quelli la cui clientela tipo erano i lavoratori in pausa pranzo. Insomma qui in Italia la sigaretta, per chi ha il vizio, la si accende più a cuor leggero, senza rischio di essere guardati male.

L'innesco narrativo funziona ed è anche comprensibile, soprattutto per chi fuma o ha fumato. La sigaretta, per quanto è chiaro faccia male, è un momento di pausa anche mentale, di introspezione, di stacco dalla quotidianità. Lo dice una persona che ha fumato per tanti anni e che ha smesso da un po'. Non è il tabacco che manca, è quella parentesi della giornata in cui puoi essere con te stesso.

Questo momento il protagonista Sasaki, un tipo salary man quarantenne single con il vizio del fumo, lo declina anche nella visita serale, prima di rientrare a casa ai soliti orari improponibili da impiegati giapponesi, al supermarket del quartiere. Per godere del sorriso e della gentilezza della cassiera Yamada. Sasaki prima fumava davanti al supermarket, poi l'angolo fumatori è stato depennato ma questo lo porta per caso a conoscere Tayama, un'altra dipendente del market che, staccato il turno, si concede una sigaretta sul retro dell'edificio. Il punto di incontro è appunto il fumo e il momento tra i due diventa una costante ricercata da entrambe le parti.

Qui però irrompe il difetto macroscopico della serie: bisogna fare un grande sforzo per credere che Sasaki non si accorga che Yamada e Tayama siano la stessa persona. In avvio è giustificabile che il nostro protagonista venga tratto in inganno dal totale cambio di look: Yamada è sorridente, attenta, accorta nei gesti e sobria nell'aspetto. Tayama all'opposto è aggressiva nel vestiario come nel carattere, sfrontata e subdola quando vuol far cadere Sasaki in qualche tranello verbale. Questo dualismo si ribalta anche in un ricordo di Yamada che, all'inizio del suo lavoro al supermercato, in un momento di sconforto, viene rincuorata da un misterioso individuo alto che, almeno all'inizio, sembra non riconoscere in Sasaki. Evidentemente i giapponesi hanno difficoltà a memorizzare i volti delle persone.

Battute a parte, SBS si configura come una serie di episodi quasi a se stanti, interazioni di Sasaki con Yamada e, soprattutto, Tayama, che a piccoli passi cementano il loro rapporto. L'originalità, se vogliamo, sta nella gestione della crescita di questo rapporto tra i due. Sasaki sembra rifuggire da qualsiasi coinvolgimento romantico e, da buon uomo nipponico, si imbarazza con un nonnulla. Soprattutto Tayama invece stuzzica il nostro, all'inizio forse per divertimento, poi è chiaro che da parte sua ci sia più della semplice curiosità nei confronti di Sasaki. È interessante anche che la ragazza resti quasi "incastrata" nel suo doppio ruolo, senta quasi la necessità di svelarsi e al contempo vuol però proteggere quel che ha creato con Sasaki, questa bolla di serenità racchiusa dalla nuova di fumo delle loro sigarette. Vuol davvero liberarsi del suo Tontosaki? In questo SBS funziona davvero molto bene, nel costruire questo scambio a piccoli mattoncini e l'evoluzione, soprattutto nel finale, è senz'altro percepibile.

Purtroppo però SBS, oltre al macroscopico già citato, ha anche altri problemi. È un racconto episodico e inevitabilmente alcune storielle sono davvero tanto fini a se stesse e anche noiosette da seguire, riempitivi e nulla più. I personaggi secondari, per quanto simpatici e funzionali, sono poco più che comparse, l'universo di SBS è davvero tanto piccolo.

Non metterei però sul tavolo un altro elemento, ovvero una storia che sembra progredire pochissimo: perché Sasaki è uno scapolo? Che cosa è successo davvero con la ragazza che frequentava ai tempi dell'università? E perché Yamada/Tayama sembra una ragazza disillusa dalla vita? Cosa l'ha segnata? L'anime è troppo breve per provare a rispondere a queste domande, scalfisce solo la superficie. Mi auguro trovino risposta nel manga e in un'eventuale seconda stagione.

A conti fatti SBS si configura come un buon anime tendente all'ottimo. Influisce sicuramente il fatto che io sia un ex fumatore e che la mia età sia ben più vicina a quella di Sasaki che di Yamada. Mi ha intrattenuto, sebbene sia necessario farsi andar giù le zavorre di cui sopra. E soprattutto, e chiudo perché sembra che ci siano solo aspetti negativi, la solita tendenza degli scrittori giapponesi nel forzare atteggiamenti adolescenziali in adulti fatti e finiti. Sasaki in alcune occasioni appare fin troppo ingenuo.

Smoking Behind the Supermarket with You è comunque una serie che esce fuori, in parte, dai binari del già visto, sia nei protagonisti che nel setting. Lo fa un po' poco sui temi, sebbene qui e lì si parli di sfruttamento sul posto di lavoro e argomenti più "pesanti". Ma d'altronde pur sempre di una commedia si sta parlando. Ed è una commedia di valore, vivace e dai dialoghi brillanti. Sul voto ero molto indeciso, per il mio metro di giudizio sarebbe un solido 7,5 ma lo avvertirei quasi come un torto. Gli do un 8, per quanto non sia pieno. Ma è un anime differente in parte dagli standard e per questo va premiato.


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GialluGamer97

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
L'ho trovato simpatico e divertente. Mi piace il modo in cui Tayama stuzzica Sasaki e come, nonostante il loro strano rapporto, ci sia anche un supporto reciproco. La trama l'ho trovata piuttosto semplice, ma funziona benissimo, e anche i retroscena dei personaggi sono ben fatti. Ci sono dei buoni colpi di scena e sono rimasto genuinamente sorpreso quando ho scoperto che Yamada fosse Tayama, soprattutto per come riesca a non saltare fuori la cosa.

I vari personaggi sono tutti abbastanza simpatici. Tolti i due protagonisti, che sono veramente carini, gli altri sono più che altro di contorno e non hanno un vero peso nella storia, ma non per questo ho trovato meno piacevoli i momenti in cui compaiono. È comunque gradevole cambiare ogni tanto scenario e personaggi.

Graficamente mi è piaciuto, anche perché lei è veramente bella, e anche le animazioni mi sono parse fluide. Il doppiaggio giapponese è perfetto e, rispetto al manga, aiuta a dare una caratterizzazione ancora migliore a Yamada. Infine, ho trovato ottime anche le musiche, con opening ed ending che ho ascoltato molto volentieri.

Riguardo al finale, è stato ok, soprattutto considerando che si tratta di un finale di stagione. Tutto continua così com'è e le giornate vanno avanti. Chissà se ne vedremo una seconda stagione, ma in ogni caso ho intenzione di recuperare il manga prima o poi.


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esseci

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8,5
"il nostro è un rapporto che si dissolve se ci si soffia sopra"...

Sasaki, l'attempato e un po' scialbo protagonista della serie, prova a riassumere dopo 12 episodi con una perla di "smoking poetry" il rapporto che lo lega a Yamada/Tayama. Una saggezza poetica di rara bellezza, all'altezza della serie "Smoking behind the supermaket with you", anime che si contende con "Love unseen beneath the clear night sky" il posto tra le rom-com che ho apprezzato maggiormente nella stagione estiva 2026 appena conclusa.

Tuttavia, mi sento di integrare il pensiero espresso dal tonto protagonista della serie e piuttosto se dovessi definire in un'aforisma la serie opterei per qualcosa di più certo e positivo:
"La terapia del quotidiano, quando la felicità arriva da una sigaretta fumata in due nel posto sbagliato, con la persona giusta".

A tarda primavera 2026, la distribuzione delle serie anime offre l'esca che cattura gli spettatori: il rilascio in un'unica soluzione di 12 mini-episodi di "Smoking Behind the Supermarket with You" ("Super no Ura de Yani Suu Futari"), l'adattamento dello Studio Asahi Production dell'apprezzato manga di Jinushi.
Un antipasto che è stato apprezzato dai cultori di rom-com e che non ha fatto altro che aumentare l'hype per l'uscita per la stagione estiva della serie con gli episodi di durata canonica, diventando un banco di prova interessante.

La serie fortunatamente è lontana dall'offrire le classiche rom-com adolescenziali trite e ritrite: la componente romance è presente ma non assolutamente predominante; "Smoking..." potrebbe essere inserita nel genere "slice of life", un'opera appartenente al genere "iyashikei" in salsa metropolitana, intrisa di fumo e disillusione adulta, che si prende anche la libertà di scavare ironicamente nelle crepe e rughe evidenti della rigida facciata sociale giapponese.
Senza essere tacciato di blasfemia, il leit-motiv della serie è il fumo, o meglio i momenti in cui i vari personaggi si prendono una pausa per fumare che diventa segno di ribellione o solo di fuga da una realtà opprimente che costringe a non essere se stessi.

Questo tema è ben evidente nella protagonista femminile, alias Yamada e la sua vera alter ego Tayama, per alimentare la solita discussione sul conflitto tra "Tatemae" (la facciata pubblica) e "Honne" (i veri sentimenti, il vero sè).
Yamada, spinta dalla sua curiosità verso l'ingenuo protagonista Sasaki, incarna perfettamente questa scissione quasi schizofrenica.
Dietro la cassa del supermercato, Yamada è l'archetipo dell'impiegata perfetta: un sorriso standardizzato, una gentilezza d'ordinanza quasi stucchevole, una maschera sociale imposta da una cultura del lavoro che esige l'annullamento dell'individuo a favore del servizio.
Al di fuori dalle luci della ribalta, Yamada torna se stessa: piercing, abbigliamento aggressivo vagamente rock, atteggiamento deciso e in apparenza scontroso e sarcastico e l'onnipresente sigaretta accesa.

Purtroppo per lei, questa transizione diventa un "travestimento" prima per un gioco goliardico con Sasaki e poi una protezione per l'incertezza che Sasaki apprezzi maggiormente la versione "carina e gentile" rispetto a quella più "diretta e abrasiva" della vera Yamada. Senza dimenticare che per Yamada il gioco delle identità rappresenta una sorta di "valvola di decompressione psicologica" dalla variegata clientela con cui ha a che fare ogni giorno che la costringono ad essere quello che non è.
La serie analizza con lucidità come gli adulti siano costretti a performare anche contro la propria identità e come gli unici spazi di autenticità rimasti siano paradossalmente quelli marginali, nascosti dietro un paravento nel retro di un supermercato tra i cassonetti della spazzatura l'immancabile vendor machine.

Tornando al "fumo" come protagonista o meglio come strumento di comunicazione, vettore di emozioni, sentimenti ed empatia, fa specie come in un'epoca di imperante salutismo con conseguente guerra ai fumatori, l'anime compia una scelta controtendenza e coraggiosa: eleva il fumo a catalizzatore sociale.
Di per sé non è un aspetto originalissimo, visto che l'uomo per natura ha la tendenza a raggrupparsi e riunirsi per "passioni" (vedi alcol, droghe, attività sportive, ecc.).
Dietro un supermercato, la sigaretta livella le rigide gerarchie sociali: non ci sono più salaryman sfruttati o cassiere sottopagate o direttori di supermercato asfissianti e pretenziosi, ci sono solo delle persone che condividono lo stesso "vizio" ma, soprattutto, lo stesso identico bisogno di respirare fuori dalla quotidianità.
Non è più un piacere edonistico in quanto tale, ma uno strumento di fuga con le sue ritualità. Ogni atto dei momenti tra i due nel retro del supermercato, come l'atto di scambiarsi un accendino o accendersi una sigaretta con quella dell'altro, diventa un rituale di socializzazione. Il fumo, visivamente reso con volute lente e quasi ipnotiche, si trasforma in una metafora di comunicazione ed empatia, quella che nel lavoro sembra non essere ammessa.
La forza di questa serie la percepisco nei momenti in cui i due protagonisti aspirano ed espirano le loro sigarette persi nei loro pensieri e dialoghi frammentati in una sorta di rifugio temporaneo dove due "solitudini" possono sfiorarsi senza l'obbligo di performare o produrre valore per i propri datori di lavoro e per la società.

Un altro aspetto gestito in modo ironico ed anche intelligente è il rapporto tra Sasaki (45 anni) e Yamada/Tayama (24 anni). Pur correndo il rischio di incorrere in dinamiche di "age gap" morbose o moralizzatrici, l'opera si inserisce nel contesto dei rigidi costumi giapponesi con delicatezza e maturità.
Un po' stucchevoli ma molto divertenti le interazioni tra i due che sembrano un gioco dialettico di equilibristi tra il rispetto reverenziale per l'età e per lo status e la voglia di abbandonarsi alla comunicazione spontanea.
Sasaki (in presenza, perché al telefono con Yamada si dimostra molto più spigliato e sensibile) si muove con la esagerata goffaggine dell'adulto consapevole della differenza di età e sembra terrorizzato dall'idea di risultare inappropriato o invadente, in un quadro mentale caratterizzato da una ingenuità senza limiti.
Dall'altra parte, Tayama, intuita la passività più o meno motivata di Sasaki, usa la sfrontatezza della giovinezza per accorciare le distanze, ma sempre mantenendo quel confine invisibile dettato dal rispetto emotivo reciproco.
La serie evolve lentamente verso l'agognato romanticismo da manuale tanto agognato dallo spettatore ma non forza i tempi, preferendo restare in una specie di limbo in cui si privilegia la complicità platonica e il conforto emotivo, sebbene sul finale entrambi sembrano finalmente comprendere i loro diversi "tempi" amorosi (quello lento e compassato dell'adulto ormai disilluso e quello molto più vivace ed impaziente della ragazza esuberante e umorale).

Pensando ad altre opere viste in passato sul genere slice of life adulto, ho avuto l'impressione che "Smoking..." si collochi in una nicchia propria a cavallo tra "After the rain" e "Wotakoi". Dal primo prende spunto sul possibile legame tra un uomo di mezza età rassegnato ed una ragazza liceale che ha perso l'entusiasmo della sua età nonché l'ambientazione lavorativa e dal secondo la volontà/necessità di trovare una via di fuga dal lavoro per dedicarsi alle passioni comuni.
Rispetto al primo, Smoking tuttavia è meno lirico/idealizzato e più concreto e ironico, mentre rispetto a "Wotakoi" utilizza il vizio del fumo e non una passione "costruttiva" in un ambientazione più intima e crepuscolare, basata sulla comunicazione più matura e non necessariamente verbale.

In conclusione, "Smoking Behind the Supermarket with You" si è dimostrata un'opera di sottile fattura intellettuale, probabilmente più orientata più ad un pubblico maturo. Riesce nell'intento non facile di raccontare il Giappone contemporaneo privandolo del solito rutilante e mitico esotismo, mostrando attraverso una narrazione crepuscolare di luci soffuse e ambientazioni anonime un quadro del Paese del sol levante più realistico e umano in cui a volte, per sopravvivere alla rigidità sociali, sembra sufficiente trovare qualcuno con cui condividere un momento di relax nel retro di un supermarket qualunque.