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Elam

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Parte bene, poi rallenta, infine affonda e si dimentica, ecco in sintesi narrato il ritmo di questo anime ecchi molto particolare. La storia è particolarmente demenziale e ricca di 'tamarrate' ecchi solo per veri esperti di genere. Purtroppo, però, dopo pochi episodi perde del tutto la carica e mostra il fianco a un grosso problema che accennerò più sotto.

Ecco un breve riassunto della storia, quasi senza spoiler: in Giappone sono passati decenni da quando le espressioni sessuali sia nel pubblico che nel privato sono state bandite. Tutta la popolazione ha l'obbligo di indossare un micro-terminale detto PM che ha il compito di monitorare se il suo utilizzatore pronuncia parole ritenute sconce. Inoltre tutti sono tenuti a seguire la legge denominata Retta Via. Informazioni base sulla propria sessualità e sulla riproduzione sono state bandite, tanto che molti giovani crescono nell'innocenza, pena l'arresto e il carcere.
La nostra storia narra di Okuma, figlio di un noto terrorista, che al fine di riabilitare il suo nome, va in una scuola dall'alto profilo morale, frequentata da Anna, la figlia di Sophia e Matsukage Nishikinomiya, i due politici che hanno fatto approvare la legge restrittiva (ma vorrebbero renderla ancora più restrittiva con cinture di castità hi-tech). Anna è l'unica bambina che abbia dimostrato a Okuma quando era alle elementari un po' di empatia, e il ragazzo vede erroneamente in lei un simbolo di purezza. Ma nella scuola conosce Ayame Kajo, leader e fondatrice dei SOX, una tizia che va in giro nuda, coperta solo con un lenzuolo svolazzante e mascherata con un paio di mutante.
In questo futuro distopico, Ayame dapprima costringerà Okuma, ma poi tra i due nascerà un sodalizio, al fine di combattere contro la censura, distribuire materiale pornografico tra i giovani e diffondere la conoscenza.
L'anime si distribuisce in due archi narrativi: il primo narra della costituzione del gruppo SOX e della loro battaglia, in particolare contro una legge che vuole introdurre una cintura di castità.
Il secondo arco invece narra della battaglia contro un antagonista ladro di mutande sporche che rischia di gettare cattiva luce anche sull'operato del SOX.
Infine il dodicesimo episodio conclusivo non aggiunge nulla ai precedenti e non chiude nemmeno la storia.

Nonostante la partenza demenziale, divertente, surreale, con ambientazione distopica e una sorta di obiettivo nobilitante (nel loro tipo di distopia), quest'anime fallisce nel suo obiettivo. C'è un'ipocrisia di fondo che accompagna i protagonisti, incapaci ad uscire dal ruolo che devono recitare in anime di questo genere. Immaginate che sia un anime a tema ambientalistico in cui i suoi protagonisti cercano di sensibilizzare i compagni di scuola sui temi ambientali, senza mai metterli in pratica. Immaginate che sia un anime a tema sportivo in cui i suoi protagonisti cercano di sensibilizzare i compagni di scuola su allenarsi bene e tenersi in forma, salvo poi fare tutto il contrario. Ecco, in quest'anime Ayame va in giro nuda, distribuisce materiale pornografico, parla in modo sconcio, ma non pratica e anzi si imbarazza se vede Okuma in mutande. Tutti i membri del SOX hanno questa ipocrisia di fondo, anche se coniugata in modo differente.
Attorno a loro girano molti altri studenti, tra cui spicca Anna, presidentessa del consiglio studentesco per la morale, che si lascia andare ad effusioni sessualmente esplicite senza mai che il suo congegno PM suoni o che il povero e fesso Okuma ne approfitti.
Ritroviamo quindi situazioni harem, spinte, al limite dell'ecchi, senza mai che i protagonisti escano dal ruolo del bravo ragazzo o delle brave ragazze. Non cadono in tentazione, ma integerrimi trattano e visionano materiale di ogni natura, come se si scorressero le bollette da pagare o le notizie sportive.
Francamente dopo un po' ci si stufa.
Inoltre, dopo la visione dei primi episodi, in particolare col secondo arco narrativo, si subisce l'effetto assuefazione sia per la trama ridicola sia per l'appiattimento delle situazioni, sempre uguali.

Mi spiace, ma non lo consiglio, anche se la scena in cui Anna che si lancia dall'altura e lascia alle sue spalle un arcobaleno non l'avevo mai vista prima.


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Kumamon

Episodi visti: 13/12 --- Voto 9,5
La storia si svolge in un futuro in cui le espressioni sessuali sono bandite.
Okuma, uno studente, incontra Ayame, una ragazza che ha una doppia vita: a scuola è una normale studentessa, ma in segreto è un membro della SOX, un'organizzazione che diffonde oscenità per interferire con l'operato del governo. Ayame costringe Okuma ad entrare nella SOX, e da qui parte la serie...

La serie mi è piaciuta proprio perché tratta argomenti come la sessualità in maniera leggera, demenziale e... volgare. Il suo punto di forza è proprio l'umorismo sui tabù delle oscenità e dell'erotismo in generale, oltre alle gag assurde.
Ci sono anche delle riflessioni sul perché le oscenità ci attraggano.
Un difetto della serie è che l'umorismo si spinge oltre il buon costume, quindi le nudità parziali (ricordo che la serie è ecchi) e le battute potrebbero dare un po' fastidio alle persone a cui questo umorismo non piace; se lo siete, vi sconsiglio di vederlo. Invece, curiosi che volete vedere una novità, guardatelo pure!


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Sublime.itnb

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
La storia è originale, anche se ho trovato alcune situazioni un po' spinte, diciamo. Ovvio che, essendo un ecchi comico, queste forzature dovrebbero essere giustificabili, ma, in fondo, vanno anche oltre l'idea da cui erano partite (non posso citare scene causa spoiler).
La "SOX", l'organizzazione che fondano i protagonisti dell'anime, intende prevalentemente ridare la conoscenza sessuale ai giovani. Nel momento in cui le vicende superano questo scopo e si spingono verso le perversioni (restando anche dentro la SOX), sfuma la genialità della trama.


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frakk

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
E' un anime demenziale sul sesso ed è molto interessante come gioca sulla censura, sia visiva che di linguaggio, tutt'altro che banale. Consideriamo anche la situazione giapponese, in cui le immagini delle parti intime sono sempre censurate, "pixelate". L'opera riesce a ribaltare questa situazione, a insorgere, costruendo su questo elemento la cifra comica e narrativa della storia.

Inoltre, questa insorgenza contro la censura ha carattere fortemente libertario e non solo liberatorio. Il rischio di scadere in una volgarità che "ristabilisce" un ordine sessuale già esistente, patriarcale (es.: uomo potente che esercita oscenità e la rivendica per ristabilire il proprio "diritto") è sempre forte in queste situazioni, ma qui viene evitato con cura.
La SOX è capeggiata da una donna e composta da un solo uomo, tra l'altro obbligato. Il punto di vista della storia è di Okuma, ma viene trascinato in questa avventura che trasformerà il suo ideale di purezza. La sessualità propagandata è molteplice, anche disordinata, e si evolve nella scoperta della sua molteplicità.

Dal punto di vista della trama perde nella seconda parte della serie, come rilevato da molte recensioni, dove sono minori le evoluzioni dei personaggi o nuove entrate. Consigliato per spirito, idee e divertimento, in attesa di una seconda serie. Ma un doppiaggio in Italiano quanto sarebbe difficile?


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June

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Prima di cominciare, "Shimoneta" non va preso sul serio. Non bisogna pensare di aver davanti un grande anime o chissà cosa di complicato. Immaginatevi di dover guardare un programma come "Ciao Darwin", sarebbe impossibile apprezzarlo con la stessa attitudine con cui si guarda il TG, giusto? Proprio il programma di Canale 5 ha più di qualche similitudine con "Shimoneta": battute sconce, doppi sensi e chi più ne ha più ne metta.
La cosa paradossale è che il principale difetto della serie emerge proprio a ridosso del finale, quando gli autori hanno provato a dare un senso a una cosa che senso non ha. Hanno addirittura provare a inserire un colpo di scena! Questo tentativo di creare una trama avvincente è, a mio parere, l'errore più grosso della serie, specie se proprio gli antagonisti, l'organizzazione "La Raccolta dei Tessuti" e il loro capo (odioso, personalmente), risultano essere i personaggi più insulsi, e finiscono per togliere spazio che sarebbe potuto andare a favore di altri protagonisti, Fuwa su tutti.

Resta comunque il fatto che "Shimoneta" diverte per la maggior parte del tempo, quindi, avendolo guardato in primo luogo per farmi una risata, non posso che ritenermi soddisfatto e consigliarlo!


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Zen Arcade

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
"Shimoseka" è un'opera che al momento della sua uscita ha destato scalpore tra gli appassionati di anime e, di conseguenza, ha goduto di una buona popolarità.
La trama di fondo è piuttosto stravagante: in un Giappone distopico è stata varata dal governo una legge che prevede la completa repressione della sessualità dei giovani tramite l'abolizione di qualsiasi volgarità (sia verbale che visiva), cosicché questi ultimi possano crescere immacolati e diventare dei cittadini dotati di una moralità integra.

La serie, effettivamente, rispecchia quelle che potrebbero essere le attese di uno spettatore, una volta che vengono comprese tali premesse. Nulla di speciale a livello tecnico: disegni e animazioni sono sugli standard del 2015 e il comparto sonoro, tra doppiaggio e colonna sonora, fa il suo lavoro. La caratterizzazione dei personaggi viene ridotta all'osso, così come la complessità della trama viene sacrificata e ridotta quasi a pretesto per quelle che sono le vere attrazioni di questa serie, ovvero i dialoghi surreali infarciti di sconcezze e le rocambolesche gag, entrambi a sfondo puramente (e puerilmente) sessuale, a cui partecipano tutti i personaggi (in particolar modo, l'eroina della storia Ayame Kajo).
La serie riesce a strappare più di una risata grazie, appunto, all'attitudine demenziale dei vari personaggi e a situazioni al limite del surreale (su tutte, la scena in cui Ami regala i biscotti a Tanukichi). Tuttavia, il tutto diventa piuttosto ripetitivo e il divertimento tende a venir meno, specie negli ultimi episodi, proprio laddove risulta evidente il tentativo di dare un senso all'intera vicenda.

Tutt'altro che imprescindibile, "Shimoseka" è una delle tante commedie leggere che non ha assolutamente nulla da dire a livello artistico, ma che, anche se solo a sprazzi, riesce a intrattenere grazie alla sua assurdità.


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ZioBurlone

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Se siete alla ricerca di un anime divertente senza peli sulla lingua, questo non potete non vederlo.
La prima puntata mi ha letteralmente ucciso dal ridere. Se le battute a sfondo sessuale, i doppi giochi di parole o le allusioni volgari vi piacciono, questo fa per voi. L'anime è sempre molto divertente, tranne in alcuni spunti di riflessione, ovviamente spezzati da qualche battuta.
A me le commedie a sfondo sessuale piacciono molto, e questa ha tutte le carte in regola per essere una delle migliori (ovviamente è censurata benissimo, sia nelle parole che nelle immagini. Non è una semplice censura nera o sfocata, ma sottilissime allusioni che lasciano a bocca aperta dal ridere ogni volta).
Se vi piace il genere, è un must.


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KibiRain

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
"Shimoneta" ("Shimoneta to Iu Gainen ga Sonzai Shinai Taikutsu na Sekai", abbreviato anche in "Shimoseka") nasce come light novel, per la quale è stato poi fatto un adattamento manga e infine questo adattamento anime. L'autore è Hirotaka Aragi e lo studio di produzione è la J.C. Staff; in Italia i diritti sono invece di Dynit.

La trama è ambientata in un Giappone completamente purificato da parole e atti osceni, dove sono state approvate leggi per eliminare tutto il materiale pornografico presente nella regione e per dare un'educazione ai giovani ad alto contenuto di moralità. Tutti sono controllati dai PM, dispositivi in grado di riconoscere le parole sconce, i movimenti della mano che disegnano cose oscene, gesti e qualunque cosa sia riconducibile alle oscenità. In questo mondo alcuni adolescenti sfidano queste leggi per cambiare il posto noioso in cui vivono.

Iniziamo dicendo che è un anime comico e riesce nell'intento di far ridere con gag molto allusive e situazioni assurde e deliranti; se ciò si fosse protratto per tutti gli episodi, sarebbe stato un prodotto migliore, invece ha i suoi alti e bassi. La comicità serve, perché l'anime pecca di una trama sconclusionata che alla fine non porta da nessuna parte, e i nemici incontrati lungo il percorso sembrano solo un riempimento di episodi, dato che poco c'entrano con la trama centrale, ovvero la lotta al controllo delle oscenità.
Anche la caratterizzazione dei personaggi è molto campata in aria, il cambiamento di Anna ad esempio non è molto chiaro. Si potrebbe dire che le piacciano le oscenità senza sapere nemmeno cosa sono e, per quanto mi sia sforzata di comprenderlo, risultava strano. Un'altra questione sospesa è quella sul papà di Kosuri: cosa avrà fatto per spingerla a unirsi prima alla SOX e poi a tradirla? Lo stesso protagonista inizialmente non sembra interessato alla causa, per non parlare del suo rapporto con la senpai Anna e di quello con Kajou lasciato in sospeso (in qualche episodio sembra innamorato di lei...). La scelta poi di dare spazio a personaggi poco interessanti come Kosuri piuttosto che a personaggi come Fuwa, dotata di grande intelligenza nonostante non comprenda le oscenità - e ciò la rende piuttosto comica -, mi ha fatto storcere un po' il naso.

Il character design è piacevole per quasi tutti i personaggi e visivamente risulta davvero niente male, i problemi di fondo sono appunto dati dalla trama e dai personaggi che si evolvono in maniera sconclusionata. Da vedere solo tra un anime e l'altro come riempimento, e se siete amanti delle battute allusive e delle gag ecchi.


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grandebonzo

Episodi visti: 12/12 --- Voto 3,5
In un futuro distopico in cui ogni aspetto comportamentale, persino il linguaggio, è disciplinato da un governo che si erge a guida morale, in un Paese psicologicamente schiavo (e complice) del sistema, strangolato da regole inflessibili, trova la propria collocazione "Shimoseka", anime che, azzardando analogie con il conformismo etico imperante in Giappone, costruisce il suo manifesto artistico su una pungente satira alle moderne storture sociali. Tra le allettanti premesse abbiamo infatti una marcata dicotomia: da una parte, l'anelito alla libertà, un ideale per cui combattere, dall'altra, la sicurezza infusa da un tradizionalismo conservatore e annessi privilegi da difendere.
Chi sfiderà lo status quo sarà dunque un terrorista o un eroe? Questione di punti di vista.

Un concept notevole, che, con la giusta dose di dissacrante ironia, avrebbe potuto veicolare riflessioni di una certa portata culturale, nonché stigmatizzare tra le righe le incongruenze etiche del Giappone contemporaneo. Ma non è il caso di "Shimoseka", purtroppo: gli elementi della S.O.X., la protagonista brigata per la libera diffusione della sessualità, riescono a banalizzare questa idea in pochi secondi.
Riflettendoci a freddo, è probabilmente ozioso pretendere risvolti di una certa profondità in prodotti di questo calibro: alla resa dei conti, ci ritroviamo infatti davanti una dozzinale commedia ecchi, senza di certo ambizioni eversive. Un'opera, tra l'altro, di infimo valore, dove non è più l'umorismo a dar vigore al messaggio, ma il messaggio ad essere prostituito e svilito a mero pretesto per dar vita a una grossolana comicità.
La modesta caratura di questo prodotto è riscontrabile principalmente nella caratterizzazione dei personaggi, che, invece di catalizzare su di sé la critica sociale che vorrebbero patrocinare, elevandosi a bandiera di una rivoluzione, sono ahimè figure sciatte e contraddittorie, non di rado squallide marchette nei confronti di un ipotetico pubblico. Basti pensare alla straripante Ayame, anima della S.O.X. e indefessa dispensatrice di volgarità, che, per accondiscendere alle aspettative di otaku/acquirenti di action figure, da eroina dissidente si trasforma all'occasione in pudica verginella. Oppure all'infoiata ma pur sempre liliale Anna, il cui precipitare in una spirale di ninfomania non è supportato da alcuna considerazione sugli effetti deleteri della repressione sessuale, ma è solo una scusa per sdoganare scene ai limiti del pornografico.

Il lenocinio perpetrato dalla produzione mostra però subito il fianco: lo shock per l'iniziale e sovrabbondante dose di oscenità esaurisce in un paio di episodi il suo effetto sorpresa, e il successivo, rabberciato tentativo di imbastire una trama non basta a mettere la stampella a una già claudicante sceneggiatura. La mancanza di idee si fa cronica nel finale, quando, pur di rinverdire l'interesse scemato, si fa largo uso di espedienti pescati a piene mani dai più scontati cliché del genere: la lolita fallocefala e il feticista di intimo sono esempi paradigmatici di questa disarmante insipienza registica.

Il livello tecnico dell'anime si attesta su una generale mediocrità, con animazioni non certo esaltanti ma un buon character design; aleggia tuttavia perenne una diffusa sensazione di trascuratezza. Il comparto sonoro non è certo memorabile.

A che pro dunque prendere in considerazione la visione di "Shimoseka"? Non è satira, non ha una trama solida e non fa ridere, a meno che siate cultori di una comicità spiccia stile "La dottoressa ci sta col colonnello" - senza offesa per Lino Banfi e Alvaro Vitali, decisamente più godibili. E' solo un ecchi malriuscito che, in modo imbarazzante, tenta di darsi un tono.
Bocciato senza appello.


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Nyx

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Pur non ritenendomi affatto un moralista bacchettone e pur vivendo felicemente di determinati spunti erotici e richiami sessuali di vario genere, in alcuni momenti non ho proprio potuto fare a meno di pensare a quanto degradata sia la moralità in generale (sì, anche la mia) e a quanto ossessionanti possano essere le continue e reiterate provocazioni di carattere sessuale che ogni sacrosanto giorno ci vengono propinate quasi in ogni dove: si tratta di un vero e proprio bombardamento sessuale, al quale la maggioranza di noi si sarà senza alcun dubbio così abituata da non farci praticamente neanche più caso, eppure è senza dubbio un richiamo particolarmente efficace qualora si voglia attirare l'attenzione, un ormai ottimo veicolo anche per mezzi pubblicitari di ogni tipo. Eppure... eppure ci potrebbe essere ben di peggio, a ben vedere: avete mai pensato a una forma di dittatura che prevede una moralizzazione forzata della popolazione? Qualcosa che impedisca, con sanzioni severissime, anche solo il pensare determinate cose, qualcosa che bandisca le riviste, le parolacce e qualsiasi altro tipo di oscenità in generale... ci avete mai pensato? Gli autori di "Shimoseka" a quanto pare sì, ed è proprio grazie un'idea di questo tipo che nasce questa serie animata.

In un Giappone portato a una moralità imposta coattivamente qualcuno decide di opporsi in modo drastico attuando un'opera di puro "terrorismo sessuale", cercando di far riacquistare alla popolazione una "normalità" senza alcun dubbio migliore di quella artificialmente imposta. Da tutto ciò (manco a dirlo) nasceranno una serie di situazioni assurde e imbarazzanti e assolutamente esilaranti: si tratta infatti di un'opera ecchi con risvolti comici demenziali e pur tuttavia capace di far comprendere, sin dal primo episodio, l'assurdità di un'imposizione di questo tipo, che rischia oltretutto di ottenere il risultato opposto a quello auspicato, generando degli individui sessualmente repressi e capaci di esplodere da un momento all'altro.
Sarebbe anche da pensare a quanto il Giappone faccia realmente attenzione a un certo tipo di moralità, tuttavia potendo tranquillamente essere preso ad esempio negativo per tutta una serie di eccessi e depravazioni che definire eccessive sarebbe solo un valido eufemismo. Quest'opera credo sia nata anche a seguito di una riflessione di questo tipo, o perlomeno può facilmente condurvi.

Graficamente l'opera si assesta su livelli medio-alti, con disegni e colori vivaci, adeguati al genere di racconto che si ha intenzione narrare. I personaggi hanno una caratterizzazione medio-buona, ma alcuni di essi andranno un pochino "indebolendosi" strada facendo, perdendo spessore, e di altri forse si sarebbe benissimo potuto fare a meno. Buona la soundtrack e relative OST, in particolar modo quelle di apertura e chiusura.

Parlando di "Shimoseka" ci è impossibile non menzionare l'odiosissima e onnipresente censura, e mai come in questa serie è in qualche modo giustificata, visto che, sia a parole che coi fatti, si andrebbe spesso e volentieri a superare abbondantemente il limite massimo di decenza; tuttavia, seppur sia stata realizzata in modo simpatico e scherzoso, la censura è riuscita comunque ad arrecarmi un fastidio non indifferente che avrei preferito evitare.

Ricapitolando, "Shimoseka" parte da un'idea semplice e geniale (per un ecchi), inizia nel migliore dei modi e riesce a divertire come poche altre opere sarebbero capaci di fare, tuttavia la trama prende una piega debole e banale nelle battute conclusive, vanificando tutto quel che di buono si era fatto precedentemente; anche il finale vero e proprio risulta deludente, debole e abbozzato alla meno peggio, frettolosamente direi: è un finale che non riesce a chiudere la serie pur non trattandosi (a mio avviso) di un tentativo di tenere aperta la storia per una possibile seconda serie, credo sia semplicemente stato fatto male, con troppa leggerezza. Nelle ultime quattro puntate sono riuscito a trovare ben poco da salvare, non mi sono affatto divertito come nei passaggi precedenti e questo, purtroppo, in sede di valutazione, deve avere il suo peso. Posso serenamente assegnare un 7 a questo titolo, anche se credo si dovrebbe parlare di un 6 e mezzo stiracchiato, ed è un peccato, con degli sviluppi maggiormente curati quest'opera poteva ambire a tutt'altro tipo di giudizio.


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Fish!!

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
"Shimoneta" è eccessivo. Troppo eccessivo. Ecco perché è assolutamente fantastico! È da un po' che non vedevo un anime così brillante, fresco, innovativo, divertente e un po' assurdo. Nei dodici episodi di cui è composto non ci si annoia mai. Anche quando inizia ad essere ripetitivo la sceneggiatura cambia, introducendo più azione o stacchetti divertenti.

La storia si incentra su un gruppo di ragazzi che vuole sovvertire l'attuale legge morale che proibisce la nudità, la sessualità e le cose sconce in generale, in un Giappone in cui, tra l'altro, gli abitanti sono costantemente monitorati. Per raggiungere il loro obbiettivo, i nostri "terroristi", vestiti in maniera a dir poco imbarazzante, si inventano mille modi per far scoprire ai loro compagni di scuola la sessualità e "come si fanno i bambini": video di animali che copulano, riviste osé, disegni a mano libera, dall'hentai allo yaoi! La protagonista, poi, infila in ogni frase che pronuncia una volgarità, così senza motivo, e le allusioni all'interno dei dodici episodi non si contano! Ce n'è di ogni e le gag sono davvero tantissime. Ecco perché dico che è eccessivo, ma è da intendersi positivamente!

Anche se da quanto appena esposto può sembrare che l'anime non abbia una trama ben definita, non è assolutamente così. Magari non sarà un capolavoro come sceneggiatura (forse è l'unico punto debole dell'opera), però si fa seguire. La trama è abbastanza lineare, ma con tutte le gag presenti non annoia mai. I personaggi sono molti, ben caratterizzati, e ognuno ha la sua evoluzione durante i dodici episodi. Inoltre, inaspettatamente, questo anime è molto meno ecchi di tanti altri, pur avendo una trama che pone il fanservice su un piatto d'argento. Anzi, questo anime non vuole essere ecchi: non ci sono mai inquadrature da sotto la gonna, o ragazze in posizioni poco convenienti, se non, ovviamente, nelle immagini propagandate dai protagonisti agli altri ragazzi. In questo anime la sessualità è trattata direttamente, in modo esplicito e quasi provocatorio. L'erotismo è il tema dell'anime, non lo stile con cui è realizzato!

Per quanto riguarda invece il comparto grafico, "Shimoneta" presenta linee semplici e colori brillanti. Le animazioni sono fluide e ben realizzate e non si utilizza mai la computer grafica. Il character design è quello classico dell'animazione giapponese: niente disegni moe o altri stili particolare. Nel complesso è stato fatto un ottimo lavoro, senza cali nella qualità dell'opera durante il suo svolgimento, e può sicuramente soddisfare il grande pubblico.

In conclusione, "Shimoneta" è un anime davvero interessante, lo consiglio vivamente. In un periodo in cui il fanservice spopola e i personaggi sono resi appositamente formosi e attraenti, questo anime spicca proprio per il differente uso che fa della sessualità. Inoltre ci si fanno davvero un sacco di risate dall'inizio alla fine!
A chi ha letto il manga "My Balls" (in italiano "Le mie Palle") piacerà sicuramente!


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yellowcat

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Po#ca #acca che risate! Ecco ciò che avrei voluto scrivere di questo anime.
Ahimè, la nostra storia non ha funzionato, seppure i presupposti non mancassero.

Dunque, parliamo di una serie il cui livello di demenza è talmente alto che si rischia di incorrere in severi deficit cognitivi, ma io, intrepida, ero pronta a correre il rischio dopo la prima puntata.
Lo scenario è un Giappone sterile e puro (agh!), ripulito da qualsivoglia forma di oscenità, in cui il frigido governo controlla la virtù dei propri cittadini tramite dei collari elettronici che ne analizzano parole e gesti. Teatro delle vicende sarà l'istituto che primeggia a livello nazionale per i propri standard morali.

I protagonisti sono: Ayame, intraprendente e sfrontata, vicepresidentessa del consiglio studentesco, che nasconde (neanche troppo) uno spirito d'indomita perversione, figlia orgogliosa di un partigiano dell'oscenità; e poi Okuma, un povero ragazzo, vittima dell'esplosiva Ayame (in realtà è proprio una vittima designata, un agnello sacrificale direi), che lo costringerà a prender parte alle sue pruriginose azioni sovversive. Il nostro povero giovine è cotto della presidentessa del consiglio Anna, personaggio interessante nella sua ingenua focosità.

Chi approda a questo anime certo non stava puntando a dissertazioni filosofiche, quindi è ovvio che lo valuterò per quel che è. Sicuramente buona parte del punteggio è da attribuire all'originalità dell'idea di partenza, bella la grafica, divertente la sigla, innovativo anche il modo in cui l'autore spogli il genere ecchi dell'atmosfera conturbante che vi dovrebbe regnare.
Il problema è che, dopo le prime puntate, la trama diviene tremendamente ripetitiva, ci si accorge di quanto i personaggi siano del tutto statici, il finale sembra arrangiato alla buona e anche la bella Ayame dopo un po' stanca.

Facendo un bilancio complessivo, visto l'inizio a dir poco esplosivo, non si può che restare delusi nel doverlo classificare come uno dei tanti ecchi in circolazione.


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AlexHylian

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Questo anime è stato davvero bizzarro e abbastanza divertente.
L'idea e la trama sono davvero ottime, infatti la storia prende tantissimo lo spettatore per la prima metà degli episodi, solo che annoia un po' verso la fine, siccome gli avvenimenti tendono a ripetersi più volte. La storia inizia in un universo dove sono severamente vietate a tutti le parole sconce. Per questo ogni individuo è munito di un PM che segnala ogniqualvolta che una persona sfida la legge dicendo parole con doppi sensi, etc. In questo mondo però vediamo come protagonisti dei "terroristi", che tentano in tutti i modi di divulgare alle persone i segreti pornografici, sempre in modo allegro e simpatico.
L'arte di questo anime sta tutto nelle censure! Ogni parola viene censurata con effetti sonori particolari e, in caso visivo, con delle "toppe" abbastanza particolari.
E quindi Ayame, la fondatrice della SOX (una squadra terrorista), insieme al protagonista Tanukichi, più altri membri, cercheranno di ripristinare il linguaggio della popolazione, includendo anche le parole che sono state proibite alla gente.

La morale alla fin fine c'è: insegna che c'è molto peggio rispetto a dei doppi sensi e alla innocua conoscenza sessuale. E' un ecchi che consiglierei solo se volete farvi qualche risata.

P.S. La ending è davvero bella! Difficilmente ve la dimenticherete.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Faccio subito una premessa: questa è una delle poche volte che assegno davvero a malincuore un voto basso a un anime. "Shimoseka", infatti, si fonda su un'idea di base che ho trovato brillante, originale e provocatoria al tempo stesso; ma ciò che mi ha spinto ad assegnargli un voto sotto la sufficienza è la constatazione che questa idea non è poi stata sviluppata nel modo che sarebbe stato lecito aspettarsi. Quindi, almeno secondo il mio punto di vista, "Shimoseka" è una sorta di "vorrei, ma proprio non ci riesco", ed è un vero peccato, in quanto quest'anime puntava senza dubbio a colpire bersagli piuttosto grossi, ed io in genere apprezzo sempre molto tutto ciò che va decisamente controcorrente (anche se non sempre condivido le tesi proposte).

Cominciamo con la trama: in un futuro più o meno lontano o, se preferite, in un mondo alternativo, il Giappone viene investito da un'ondata moralizzatrice volta a cambiare i costumi della società e trasformare la nazione in un "bel paese" in cui ogni sorta d'immoralità viene spietatamente bandita. Viene così vietata anche la più insignificante manifestazione di oscenità quale può essere una parolaccia o un commento o un'azione vagamente riconducibile al sesso; per garantire il rispetto delle regole, ad ogni individuo viene fatto indossare uno strumento capace di captare tali manifestazioni, trasformando un comune cittadino in un ricercato della polizia. In un contesto del genere viene presentato Okuma, un ragazzo figlio di un terrorista osceno che si iscrive nell'istituto con l'indice di moralità più alto del Giappone, al fine di far dimenticare le sue origini e seguire la bella e pura Anna di cui è da sempre segretamente innamorato. Il ragazzo dovrà presto rivedere i suoi piani, in quanto verrà presto coinvolto nelle attività della Sox, un gruppo terroristico che si oppone allo stato delle cose e che è guidato da Ayame Kajo, una ragazza tanto affascinante quanto sboccata che va in giro a diffondere il suo credo ricoperta solo da un lenzuolo bianco e da una mutandina che le copre la faccia.

Dietro una trama così "stravagante" si nasconde in realtà una satira del Giappone dei giorni nostri in cui si sta cercando di diffondere un certo modello di moralità di tipo verginale, in cui le persone devono lasciarsi alle spalle la propria componente sessuale e adottare comportamenti preconfezionati basati su una certa idea di perbenismo. Aggiungerei, ma questa è una mia idea, che in realtà l'unica cosa che interessa è che il giapponese medio sia produttivo e che forse un'eccessiva libertà sessuale può creare dei problemi al raggiungimento di questo fine. E quindi bisogna porvi rimedio.
Mi fa sorridere chi, parlando di anime, li giudica come portatrici di una "propaganda sessuale alternativa": in realtà a me pare tutto l'opposto. Migliaia di anime in cui ragazzi resistono alle provocazioni di ragazze che li stuzzicano in tutti i modi possibili servono solo a dimostrare a tutti che è quello l'esempio da seguire, che è effettivamente possibile e degno di lode anteporre la condotta morale alla lussuria.
"Shimoseka" giudica, invece, questi pseudo-modelli moralistici come un subdolo tentativo di privare l'uomo della sua libertà individuale (nell'anime i censori bruciavano le riviste sconce allo stesso modo in cui i nazisti bruciavano i libri) e come un qualcosa di irrealistico, perché il desiderio di trasgredire coverebbe sempre sotto le ceneri pronto a riemergere alla prima occasione.

Dopo aver detto tutto questo come faccio a mettere cinque a quest'anime? Per farlo bisogna distinguere l'idea di base dal prodotto finale: tra le due cose, in "Shimoseka", c'è un divario enorme. L'anime, come detto, nasce come una satira; ma la satira è qualcosa che "attraverso la risata veicola delle piccole verità". Ed è proprio questo il punto: "Shimoseka", a mio parere, non fa ridere. Anzi, alla lunga diventa estremamente noioso, riproponendo all'infinito le stesse battute e le stesse situazioni che poi non sono troppo lontane da quelle che troviamo nella maggior parte degli anime e dalle quali avrebbe dovuto discostarsi o che avrebbe dovuto riproporre in modo alternativo. E ciò è un peccato mortale per un'opera di questo tipo.
Non ho ben capito se la censura è stata intenzionale oppure obbligata, per cui non mi pronuncio su questo argomento e non ne terrò conto in sede di valutazione. Ad ogni modo l'ho trovata molto fastidiosa specie in quelle scene, come quella dell'agganciamento degli insetti, che invece avrebbero garantito un grande surplus al valore umoristico dell'opera.
In definitiva, il mio parere non è positivo e me ne dispiaccio; spero che in futuro qualcuno ritenti un'operazione simile riuscendo dove, invece, questo "Shimoseka" ha fallito.


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Shimoneta to Iu Gainen ga Sonzai Shinai Taikutsu na Sekai", per gli amici "Shimoseka". Un anime che, in un modo o nell'altro fa riflettere... dodici puntate esilaranti, che puntano tutto sul fattore commedia ecchi, aggiungendoci un tocco demenziale. Uscito nel 2015, rappresenta forse uno dei prodotti più seguiti e discussi della stagione estiva. Ma, e qui la domanda sorge spontanea, è veramente questo capolavoro?
Se da un lato è stato in grado di divertire e appassionare, dall'altro non ha saputo, a mio avviso, coinvolgere appieno lo spettatore. La carica demenziale presente aggiunge un tocco di vitalità al tutto, ma allo stesso tempo allontana pressoché definitivamente ogni sviluppo sentimentale "serio" che avremmo potuto trovarvi. Una storia semplice, che non si attiene semplicemente ai vecchi stereotipi, ma, allo stesso tempo, non è capace di offrire qualcosa di veramente forte e appassionante. Fermandoci al mero svago, la qualità di "Shimoseka" è indiscussa, ma sarà sbagliato aspettarsi qualcosa di più... perché non ci sarà.

In un Giappone futuristico, ogni tipo di perversione è stato negato da un'organizzazione governativa di pubblica sicurezza. Uno scenario che ricorda molto "1984" di Orwell o "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury. Un mondo utopistico, in cui la società non è soggetta ad alcun sentimento sconcio o forma di perversione. Le riviste porno, così come altri arnesi del genere, sono state bandite dal Paese, e chiunque professi le proprie convinzione su tali questioni è considerato come un delinquente.
In una realtà come questa, ecco che compare Okuma Tanukichi, figlio di un "terrorista" delle oscenità, ma desideroso di far dimenticare a tutti questa sua discendenza nefasta. Si è iscritto a una delle migliori scuole del Paese per seguire più da vicino Anna, una fanciulla che ammira e ama (in maniera sana e pura). Ma il suo destino cambierà definitivamente dopo l'incontro con una fanciulla mascherata (la maschera è un paio di mutande), che ha il coraggio di sfidare le autorità, dire cose sconce in pubblico e distribuire immagini di donne nude. Ayame Kajou è il suo nome, e coinvolgerà Okuma all'interno della sua piccola società segreta: la SOX.

L'inizio è molto promettente, un misto di pura follia e genio creativo. Quel pizzico di perversione che risiede in ognuno di noi si risveglia nel difendere i poveri cittadini del Giappone, oppressi da un regime autoritario, ma ancora di più dalle loro stesse convinzioni. I vari personaggi vengono presentati con il passare delle puntate, e ognuno di loro aggiungerà qualcosa di nuovo a una vicenda già di per sé intrigante e divertente. Anna è la perfezione fatta in persona, ma, come potremo vedere, anche lei possiede un lato oscuro, che si risveglierà in seguito all'incontro con Okuma.
L'intento è quello di porre Anna come "antagonista" di Ayame. La prima onesta e pura, ma internamente "marcia"; mentre la seconda, che all'apparenza sembra essere un demonio delle oscenità, nasconde invece un animo puro e sincero. I sentimenti di Okuma oscilleranno tra queste due nel corso della serie, ma, ovviamente, non ci sarà partita.
Per quanto riguarda lo spessore caratteriale dei personaggi, non saprei bene come definirlo: sembrano essere promettenti, all'inizio, ma il successivo avanzare della vena demenziale li renderà un pochino troppo scontati. Da questo punto di vista, la troppa gaiezza costituisce un limite di quest'opera.

La grafica è ottima, se non di più. I vari protagonisti mostrano un design originale e promettente, e lo stesso vale per la città e gli sfondi presenti. I colori chiari e luminosi fanno brillare ancor di più la commedia in questione, mentre le musiche ne esaltano la vivacità.
Ben sviluppato il doppiaggio, così come la regia delle dodici puntate.

Insomma, tecnicamente "Shimoseka" non ha niente da invidiare alle altre opere, sebbene sembri un'ironia la censura presente nella serie. In un anime in cui si parla di essere onesti con sé stessi e accettare le oscenità come qualcosa di naturale, la pesante censura delle scene di nudità, dei gesti volgari e delle varie frasi, mostra un controsenso di fondo. Pazienza.
Non ci sono ancora notizie di una seconda stagione, ma il finale aperto lascia presupporre che, magari in futuro, avremo ancora a che fare con la temibilissima SOX.

Voto finale: 7 meno, meno


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traxer-kun

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Nell'animazione giapponese il genere ecchi è, senza dubbio alcuno, intrinsecamente legato a quell'ormai sempre più ampia fetta produttiva destinata a un consumo esclusivamente commerciale. I tòpoi ormai consolidati di questo genere, che spesso - per non dire sempre - è associato ad altri contesti e stereotipi (vedasi l'harem, l'ambientazione scolastica, la commedia slapstick, et cetera) cui solitamente fa da contorno, vengono nella quasi totalità dei casi riferiti a un target di pubblico maschile senza troppe pretese a livello di trama e character development, ma il cui unico fine è quello di sollazzarsi in un po' di fanservice erotico che può essere più o meno spinto.
Alla luce di ciò, veniamo all'oggetto della recensione, ovvero la serie televisiva Shimoneta to Iu Gainen ga Sonzai Shinai Taikutsu na Sekai (che d'ora in poi, per ovvie ragioni, chiamerò semplicemente Shimoneta): quest'ultima fa senz'altro parte di questa nutrita categoria di opere, in quanto ne rimarca diversi elementi tipici, ma al tempo stesso bisogna riconoscerne il merito di proporre qualcosa di più. O perlomeno, bisogna riconoscerne il tentativo.

In un ipotetico Giappone futuro, la società ha raggiunto il maggior grado di purezza possibile, poggiando le proprie fondamenta sull'esaltazione della moralità e del buon costume. Per raggiungere questo status quo, ogni oggetto, atto e comportamento ritenuto osceno è stato bandito, e la popolazione viene monitorata ventiquattro ore al giorno per mezzo di speciali collari, al fine di rilevarne ogni eventuale condotta illecita. Okuma Tanukichi, studente al primo anno delle superiori, si iscrive a un'Accademia tra le più prestigiose per standard morali dell'intero Paese, desideroso di dimostrare alla bella e castissima Anna Nishikinomiya, presidentessa del consiglio studentesco, il suo valore. Tuttavia, ben presto il giovane si ritrova invischiato in un'organizzazione eversiva, denominata SOX, che fa capo ad Ayame Kajou, il cui scopo è quello di diffondere le oscenità tra gli ignari studenti della scuola.

Ciò che salta subito all'occhio già ai primi minuti di visione della serie è l'onnipresente e sfacciatissima irriverenza che ne caratterizza la sceneggiatura. Shimoneta non aspetta nessuno; al pari del malcapitato protagonista, veniamo trascinati a forza nella spirale di volgarità, battutacce e oscenità gratuite scatenata da Ayame Kajou, la travolgente fondatrice e leader dell'organizzazione SOX. Ma anche se il primo impatto con il tipo di comicità risulta spiazzante - per usare un eufemismo -, non si può fare a meno di constatare come la cosa, nel contesto in cui viene inserita, regga benissimo. Per capire la dinamica di ciò, occorre concentrarsi un attimo sul concetto di volgarità che viene qui presentato: l'originalità sta appunto nel fatto che va palesemente e (soprattutto) consapevolmente contro la tendenza presa dagli anime contemporanei del suo genere. Nell'animazione giapponese, un elemento comune delle commedie ecchi è la tendenza ad amplificare la carica erotica, paradossalmente, attraverso la sola suggestione. Questi anime, nel 99% dei casi, non fanno che offrire spunti; per via della loro natura più "soft" non si abbandonano del tutto al contenuto sessuale, ma si limitano a stuzzicare la fantasia dello spettatore, in termini sì provocatori, ma mai espliciti. E proprio qua sta il punto: tutto quello che l'ecchi medio ti nasconde, Shimoneta te lo sbatte in faccia, consapevolmente e con gli interessi. Le pantsu indossate in testa dai membri della SOX sono proprio il simbolo di tutto ciò; il genere viene spogliato di tutta la sua provocante quanto innocua sfumatura simil-sessuale, in favore del più libero, entusiastico e dirompente inno al sesso e all'indecenza. E ciò va anche a sottolineare i toni satirici della serie, incarnati dalla società utopica - o, volendo, distopica - in cui si muovono i personaggi, nella quale il concetto di "sconcezza", o di qualsiasi espressione offenda il pudore e il buon gusto, non esiste; il che è l'esatto contrario della realtà nipponica, che vede in un certo tipo di animazione e cultura otaku una delle tante valvole di sfogo di una società troppo chiusa e alienata. Dunque, il soggetto che sta alla base di Shimoneta si può dire assolutamente convincente, sia per l'idea originale sia per l'intelligente autoironia con la quale la stessa è stata trattata. Un ulteriore esempio infatti è la mole quasi impressionante di intenzionali e studiatissime censure, che cercano senza troppa convinzione di epurare la serie dalle numerose volgarità (sia visive che auditive) proposte, riallacciandosi scherzosamente al tema portante della trama; per non parlare poi del bizzarro quanto inoppugnabile simbolismo inserito praticamente ovunque, che oltre a fungere spesso da spunto per svariati siparietti comici ironizza sull' "iconografia" - passatemi il termine - della sexualité di concezione comune. Alle prime battute, dunque, Shimoneta si presenta bene; i veri dolori infatti iniziano a palesarsi e ad accumularsi solo in seguito.

Prima di tutto, uno sguardo sui personaggi. Magari sbaglio io a considerare il character development come metro di valutazione, essendo l'anime in questione una commedia senza troppe pretese, ma non ho potuto fare a meno di notare come la caratterizzazione di quasi tutti i personaggi sia a senso unico e ricalchi i più comuni cliché del genere. Questo si nota maggiormente nei comprimari, alcuni dei quali si presentano come delle vere e proprie macchiette inserite solo per accentuare gli onnipresenti toni da commedia. D'accordo, magari lo sviluppo dei personaggi non sarà il cardine di questa storia, ma il problema è che questa mancanza viene a galla proprio a causa dell'evolversi dell'intreccio.
I primi episodi infatti, come detto poco prima, convincono e divertono. Tuttavia, man mano che la storia procede, ci si accorge di come gli autori si limitino a riproporre sempre le solite situazioni, utilizzando lo stesso tipo di comicità e ancorandosi ai soliti temi; il soggetto è senza dubbio originale, ma l'autocompiacimento purtroppo produce l'effetto opposto. Difatti verso metà serie la stessa trama subisce uno stallo, la narrazione si fa prolissa e al tempo stesso il ripetersi degli eventi comincia a risultare tedioso, nonché banale; finito l' "effetto sorpresa" gli elementi comedy si impadroniscono della sceneggiatura, che nel suo voler stupire e "rompere" a tutti i costi, assume toni sempre più deliranti e assurdi, con l'unico risultato di farsi via via più stucchevole e fine a sé stessa. Gli esempi più eclatanti si riscontrano nei personaggi di Gouriki e Tsukimigusa (ma non solo), i cui "risvolti" si dimostrano del tutto fuori luogo e inutili, se non appunto per creare qualche siparietto. E l'apice di tutto ciò si raggiunge nell'arco narrativo finale, dedicato a "Il bianco della vetta", che, oltre a essere alla stregua di un riempitivo, mette in evidenza le numerose difficoltà della sceneggiatura, il cui forzato arrancare ha effetti negativi su tutto il meccanismo narrativo. L'epilogo, infine, come ci si poteva aspettare, non c'è. La serie si interrompe lasciando la vicenda in sospeso, ma in modo anonimo e senza infondere nello spettatore il minimo desiderio di proseguire; ulteriore sintomo del livello di stagnazione raggiunto, e di come gli autori avessero ormai del tutto esaurito le idee.

Shimoneta è una normale commedia ecchi, che parte in modo atipico ma che fa l'errore di crogiolarsi nel suo maggiore punto di forza, che immancabilmente gli si rivolta contro. Fosse stata una miniserie di sei episodi avrebbe senz'altro avuto un diverso ritmo, e con l'apporto di mani più esperte alla sceneggiatura forse avrebbe anche potuto ritagliarsi un piccolo spazio in cima a un genere ormai abusato e spremuto fino alla buccia. Tuttavia, questa possibilità si sgretola definitivamente con l'evolvere della trama, sempre più piatta, ripetitiva e insicura; se a ciò poi aggiungiamo una cattiva gestione dei personaggi, molti dei quali inseriti solo in funzione di una scialba comicità, a mio parere Shimoneta raggiunge a fatica la sufficienza.


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rum42coach

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Raramente capita di guardare un anime di genere ecchi diverso dal solito, accattivante e con elementi originali. Questo a causa della saturazione oramai raggiunta in questo genere (o quasi), che apre poche prospettive al fine di scoprire nuove leve nel mondo dell'animazione. Premesso ciò, "Shimoneta" o "Shimoseka" entra di prepotenza nel catalogo degli ecchi a sfondo comico-demenziale più interessanti degli ultimi anni per una serie di motivi che elencherò ed esaminerò a breve. Al momento basti sapere che è una serie che diverte tanto e intrattiene per la durata complessiva di dodici puntate.

La trama è quanto di più semplice possa esserci al fine di giustificare dinamiche erotiche e perverse, ossia abbiamo un Giappone sotto una legge che stabilisce l'ordine morale pubblico, impiantando persino dei microchip ai collari della popolazione, impedendo a loro di compiere atti osceni e "malsani" secondo la legge. Ebbene, un'associazione segreta si propone di contrastare questa legge e questo modo di vivere del Giappone... insomma, risate assicurate!

La trama descritta nasconde in realtà, ed è facile accorgersene dalle prime puntate, una satira non tanto velata nei confronti della società giapponese (e non solo), nella fattispecie il voler censurare ad ogni costo determinati prodotti reputati osceni-sessuali oppure limitare le parole sessuali al minimo, con la conseguenza che si sopprimono gli istinti dell'uomo e della donna. Non si nasconde certamente la regia nel mostrare a tutti i costi oggetti di perversione di ogni tipo, da quelli fallici a strumenti di uso poco comune, aiutandosi pure con gag continue a sfondo sessuale, le quali non piaceranno ai più sensibili, ma piaceranno a coloro che si divertono per mezzo di queste trovate erotiche e giochi di parole che, a mio modesto parere, ricordano i film degli anni '80 in Italia, la cosiddetta "commedia all'italiana". Inoltre ho notato una chiara critica alla scuola giapponese, bonariamente e teoricamente incentrata sulla perfezione, nonché sui dogmi morali del cittadino modello, salvo concentrare al suo interno, consci o inconsci, dei veri e propri diavoli del sesso. In effetti non è raro che nel Sol Levante si verifichino atti molesti a ragazze e depravazione di ogni tipo, malgrado proprio questo tipo di formazione scolastica "pulita". Probabilmente il personaggio di Anna, del quale parlerò a breve, è il messaggio chiave che l'anime aspira a donare allo spettatore, invitandolo a non commettere gli stessi errori della ragazza e, soprattutto, dei suoi genitori.

Passando a parlare dei personaggi, inizio a scrivere che sono tutti divertenti e caratteristici, appropriati a un anime di tale genere. Certo, non c'è nessuna introspezione degna di particolare attenzione, tranne forse una, però è apprezzabile la familiarità che si ha con i personaggi dopo poche puntate, a dimostrazione che ci si affeziona facilmente alla loro allegria e specialmente alle loro epiche scorribande. La protagonista Ayame è simpaticissima, oltre ad essere una vera schiacciasassi, poiché è una maga del doppio senso, riuscendo a inserire in qualsiasi frase-argomento un doppio senso neanche velato, ma diretto e schietto. D'altra parte la giovane Ayame è a capo dell'associazione segreta SOX, quindi è colei che dirige le operazioni dei suoi membri, inventandosi strategie assurde e demenziali, pur nella loro semplicità efficaci. Proprio lei e la SOX sono elementi imprescindibili della serie, tra i più riusciti senza dubbio. Poi c'è il co-protagonista maschile Okuma, meno volgare rispetto ad Ayame e onestamente meno interessante rispetto a quest'ultima. Nonostante ciò svolge alla perfezione il suo ruolo, ovvero spalla di Ayame e ideatore di piani diabolici quando serve. Tra gli altri personaggi cito Anna, simbolico individuo che appare sotto una luce del tutto diversa da quella che nasconde nel suo più interno, costituendo la prova schiacciante e lampante degli effetti negativi che provoca la legge sull'ordine morale pubblico. Infatti la povera Anna, avara di conoscenze sessuali, ai primi sintomi di eccitazione, si darà alla pazza gioia convinta che ciò sia giusto. Il resto non lo scrivo per non 'spoilerare' troppo, ma vale assolutamente la pena gustarsi questo anime, anche per i suoi personaggi fuori dagli schemi.

Questa serie, come anticipato in precedenza, non è riservata a chiunque, perché è abbastanza spinta sia sul lato ecchi in senso puro (le scene Anna-Okuma) sia in quanto a riferimenti sessuali abbastanza diretti e poco velati. Le censure in verità ci sono, potendo peraltro essere "aggirate" facilmente con un poco di fantasia e di immaginazione dello spettatore, ragion per cui sono piacevoli, e arrivo persino a definirle adeguate, dal momento che aggiungono quel pepe di satira che non guasta a codesto anime. Perle come la realizzazione di una vagina artificiale a base di patate e amido, con procedimento illustrato dai protagonisti, o ancora il coraggio di mettere in ogni episodio una perversione sessuale, spinta ed estrema, è da elogiare, secondo me.

I difetti? Ci sono, naturalmente, altrimenti darei 10 a questo anime. Innanzitutto la trama generale, pur intrigante, alla lunga perde abbastanza mordente, preferendo puntare esclusivamente sulle battute a doppio senso invece che su una storia credibile e magari altri messaggi satirici, che diminuiscono nella seconda parte della serie. Inoltre l'eccessiva demenza dell'anime si rivela, a lungo andare, un'arma a doppio taglio contro la bontà dell'opera, per la ragione che, quando l'originalità si trasforma in abitudine, rimane poco e niente, a parte le risate.

La parte tecnica è sorprendentemente buona, cosa non così scontata in un anime così di nicchia. Invece i disegni, sebbene semplicissimi come del resto le fisionomie dei personaggi, sono buoni, e lo stesso si può dire delle animazioni, raramente erronee nei momenti salienti. L'audio è anch'esso di qualità medio-buona, anzi una soundtrack nello specifico mi ha colpito positivamente. Mi riferisco a quella che si sente quando Okuma e company si trovano in una situazione di pericolo... fa molto "Psycho"!

"Shimoneta" è un anime consigliatissimo a tutti coloro che hanno voglia di vedere un prodotto d'animazione leggero, divertente, a forti tinte ecchi, anche volgare, benché a volte banale. A me è piaciuto e mi sarebbe piaciuto assegnarli più del 7 che merita, però nel complesso ci sono difetti i quali mi spingono a confermare il voto ipotizzato a fine serie, apprezzando comunque il tentativo di essere diverso dai suoi simili, nel bene e nel male. Osare è rischioso, ma spesso ripaga!


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Kairte

Episodi visti: 12/12 --- Voto 10
Voglio premiare con il voto massimo questa opera che, nonostante sono convinto molte persone non siano concordi con questa mia affermazione, ritengo sia il miglior anime comico che abbia mai visto (mi dispiace, caro "Excel Saga", hai perso il primato). Voglio sottolineare il fatto che l'ho voluto posizionare nella categoria "comica" e non "demenziale". Ed è proprio questo è il punto focale di tutto; nell'ambiente totalmente fantasioso in cui si svolgono gli avvenimenti tutto ha perfettamente senso.
La trama narra le vicende di Okuma Tanukichi e di Ayame Kajou, che, in un mondo in cui tutto ciò che è osceno è bandito (proprio qualsiasi cosa), fondano una società segreta chiamata SOX. Questa verrà definita terrorista, in quanto va contro le leggi stabilite "sull'ordine della morale pubblica", tentando di ristabilire la normalità in cui tutti possono esprimere la propria sessualità. Il tutto si svolge in un liceo leader a livello nazionale per gli standard morali, la cui presidente del consiglio studentesco è la bella e innocente Anna.

La trama è fantastica, a dir poco esilarante e, perché no, originale. Ne fanno da padrona frasi sconce e oscenità di qualsiasi tipo, ovviamente tutto censurato (le censure sono davvero divertenti, facendone un vero e proprio caposaldo della serie). Gli avvenimenti sono a tratti folli; nonostante ciò si avvertono sensazioni epiche in momenti assurdi. Le oscenità che accompagnano ogni episodio sono la chiave della serie, e sono alla base di tutto quello che avviene. L'ho trovata perfetta dall'inizio alla fine, ogni episodio è diverso dall'altro e non ho mai trovato un punto in cui mi sono annoiato. (Voto trama: 10)

Passiamo ai personaggi. Dal primo all'ultimo sono interessanti e particolari. Il protagonista è il tipico ragazzo a modo, trascinato dentro a forza dalla co-protagonista Kajou, leader fondatrice della SOX. Questi formano una coppia scoppiettante ed esilarante. La prima che "infila oscenità in ogni buco" (parole sue), mentre Okuma che si sconvolge per ogni assurdità pronunciata dalla compagna. L'altro personaggio principale è Anna, ingenua e innocente, di cui ovviamente il protagonista si innamora all'istante, tanto da prenderla come esempio di vita. Non mancano altri personaggi fantastici che si inseriranno negli episodi successivi, di cui però non voglio parlare per evitare spoiler. Credo fermamente che i personaggi siano il punto forte della serie. (Voto personaggi: 10+)

Il comparto audio e video è eccellente. Le musiche di sottofondo accompagnano perfettamente la trama, la opening e soprattutto la ending sono esilaranti, tanto che mi sono sempre soffermato ad ascoltarle in ogni puntata (cosa che io solitamente non faccio). Le animazioni sono ottime, senza sbavature, svolgono perfettamente la loro funzione nella serie. Non dimentichiamo le censure, particolarità che potrete ammirare episodio per episodio. (Voto audio/video: 9)

Non ho nessun dubbio sulla valutazione che voglio dare a questa serie, perché, a mio avviso, fa esattamente quello che vuole fare, ovvero divertire e far ridere. Credo che sia questo il punto focale: non mi interessa se ci sono anime più profondi e con una trama migliore se poi non sono in grado di intrattenere o non fanno quello che inizialmente i registi si erano prefissati. Per cui, se siete amanti del genere, fiondatevi immediatamente a godere di questi fantastici dodici episodi; di contro, se siete un po' sensibili a battute volgari o nudità (nonostante siano censurati), questo anime non fa per voi: lasciate perdere. Il finale è aperto, per cui rimango speranzoso in una seconda serie.
Voto globale dell'opera: 10


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Kida_10

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Un'opera demenziale e divertente che si sforza di proporre una comicità diversa dal solito, e che nonostante le difficoltà ci riesce ottimamente: questa è la prima cosa che viene in mente parlando di "Shimoneta to Iu Gainen ga Sonzai Shinai Taikutsu na Sekai", letteralmente tradotto come "Un mondo noioso dove il concetto di battute sconce non esiste", e meglio conosciuto come "Shimoseka", serie della stagione estiva 2015 composta da dodici episodi di durata canonica e tratta dall'omonima light novel, scritta da Hirotaka Akagi e illustrata da Eito Shimotsuki.

La storia è ambientata in un surreale futuro nel quale l'educazione e il rispetto sono divenuti i cardini fondamentali della società, e il Giappone un paese modello. Per permettere tutto questo, è stato severamente vietato qualsiasi tipo di linguaggio spinto o di allusione sessuale, e ogni singolo individuo è controllato tramite un particolare apparecchio posto come collare. Tanukichi Okuma, il protagonista principale, è un nuovo studente della più prestigiosa "scuola morale pubblica" del Giappone, ed è appena entrato a far parte del corpo studentesco, quando incontra casualmente "Il blu del campo innevato", un famoso terrorista che mira a diffondere materiale proibito per tutto il Paese con lo scopo di far filtrare informazioni ormai dimenticate dalla maggioranza della popolazione.

La trama è semplice e si sviluppa ottimamente. L'idea di base è di una demenza incredibile, e forse è proprio per questo che riesce a divertire lo spettatore. "Shimoseka" è un susseguirsi di scene esilaranti, di situazioni improbabili e assurde, un insieme di personaggi pervertiti e dalle psicologie malate. L'opera si presenta come una classica commedia il cui solo scopo è intrattenere e strappare qualche risata, ragion per cui, una volta raggiunto questo obbiettivo, tutti gli altri difetti diventano quasi insignificanti. Ovviamente i personaggi non sono credibili, la loro caratterizzazione è debole sotto questo aspetto, la trama non propone chissà quali colpi di scena, e forse non riuscirà a coinvolgere più di tanto, ma finché le scene comiche funzionano a dovere non sono poi grandi problemi.

Tecnicamente è stato svolto un ottimo lavoro. Il comparto grafico propone un bel design dei personaggi, delle animazioni molto fluide e godibili, e dei fondali ben dettagliati. Purtroppo la censura era inevitabile, ma comunque non rappresenta un grande ostacolo, anzi in alcuni casi si rivela persino divertente. Il comparto sonoro presenta opening ed ending dai toni allegri e scherzosi, in linea con la serie, un doppiaggio più che adeguato e delle ottime OST che si sposano alla grande con l'atmosfera richiesta.
Il finale è perfetto, divertente e in linea con l'intera serie. La speranza per una seconda stagione rimane sempre viva, augurandoci, nel caso, che il livello globale rimanga invariato.

In conclusione, "Shimoseka" si dimostra essere una commedia ben riuscita, in grado di proporre, finalmente, qualcosa di originale. Una delle migliori serie di questa stagione estiva, estremamente consigliata.