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Kuba16

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
I rapporti umani, si sa, soprattutto oggi, sono molto complessi e sovrastrutturati, per questo soltanto riflettere sulla loro natura rappresenta un notevole atto di coraggio.
Se nella prima stagione abbiamo potuto vivere un Hachiman aspro, acerbo nel rapportarsi con le persone che si stanno avvicinando a lui (e alle quali inconsapevolmente si avvicina) e sprezzante nel leggere le azioni altrui, si nota col passare del tempo come la serie maturi insieme a lui. L'incedere delle puntate non riguarderà più solo la costruzione di una relazione esperienziale tra i tre componenti del Club del Volontariato, ma si soffermerà sulla natura stessa del rapporto tra di loro, sia attraverso l'incidenza positiva o negativa di personaggi "esterni" (menzioni speciali vanno sia alla professoressa, illuminante in ogni suo intervento, sia alla kohai Iroha, che ricopre il difficile ruolo di mina vagante) sia attraverso le interazioni dirette e indirette tra i veri protagonisti di questa vicenda. Una vicenda umana, che profuma di quella sottile malinconia che si può assaporare durante un crepuscolo primaverile, un intreccio unico nel suo genere per la straordinaria peculiarità e completezza di ogni suo componente, ma che al tempo stesso potrebbe riguardare ognuno di noi, se soltanto avessimo il coraggio di cercare, nel mare magnum della società liquida priva di appigli, qualcosa di reale.


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AnthonySoma-sensei

Episodi visti: 26/13 --- Voto 9
Nella società odierna è sempre più difficile collocare e concettualizzare un aspetto sociale come quello delle "relazioni", in quanto grande parte degli esseri umani conformano e omologano le proprie abitudini e le proprie preferenze a quelle del contesto socio-culturale nel quale dimorano. Naturalmente si tratta di una questione da non prendere sotto gamba, poiché non solo l'esperienza individuale e collettiva diviene prevalentemente meccanica e monotona, ma allo stesso tempo si escludono anche tutti coloro che non seguono le tendenze, perché magari la pensano in maniera diversa o decidono di assumere atteggiamenti e comportamenti differenti dalla classica routine quotidiana. Dunque le relazioni si tramutano in qualcosa privo di senso, in un significato che si diversifica dai canoni semplici della realtà e che ovviamente si attualizza attraverso delle mere "maschere" e recite di convenienza da parte degli individui che interagiscono fra di loro.

Ebbene sì, alla domanda: "Quanti amici hai?", come dovremmo tecnicamente rispondere? Dieci, cento, mille?! Viene da sorridere pensando a come molto spesso il concetto di "amico" venga erroneamente confuso con quello di "compagno" oppure "pari", in quanto c'è una bella differenza a livello relazionale nel valutare l'uno o l'altro. Non credo debba stare qui a spiegarvi la divergenza, ma è importante sia chiaro che, pur essendoci una flebile disparità etimologica nelle due terminologie, la distanza fra l'uno e l'altro è pressoché abissale! Probabilmente questa grande diversificazione il nostro protagonista, Hachiman, è riuscita a comprenderla durante il suo lungo e travagliato percorso di maturazione e crescita: Hachiman è proprio uno fra quei ragazzi che evita in maniera inesorabile le relazioni non solo a causa di ciò che ha potuto sperimentare in prima persona, ma principalmente perché consapevole che le relazioni o i legami fra gli esseri umani sono in molti casi falsi e di convenienza. La condizione di isolamento del protagonista deriva proprio dal fatto di non voler interagire generalmente con degli individui che non farebbero altro che utilizzare l'amicizia come uno strumento per poter raggiungere egoisticamente i propri obbiettivi oppure per avere sempre delle figure a cui riferirsi nel momento in cui si devono superare ostacoli o affrontare problemi. L'amicizia non è semplicemente questo... non è un "dare" e "avere", è qualcosa di tremendamente più profondo, capace anche di cambiare letteralmente gli individui, quando ne sono "realmente" coinvolti e influenzati. È proprio questo l'obbiettivo di Hachiman, andare alla ricerca di qualcosa di reale, vero, sentito, dei legami che vanno al di là dei soliti scambi e delle solite relazioni di convenienza: questo qualcosa di reale, però, non è semplice da cogliere, proprio a causa della società materialistica e cieca nella quale ci ritroviamo; diventa un tantino più complicato capire di chi ci si possa fidare, chi possa essere considerato veramente un "amico/a" o chi, invece, non fa altro che indossare delle maschere per raggiungere esclusivamente i propri scopi. Per Hachiman una possibile uscita da questa spirale falsa e senza senso potrebbe essere rappresentata da Yui e Yukino, le due ragazze che affiancano il protagonista durante le vicende di vita quotidiana e scolastica, le quali hanno avviato un profondo processo di maturazione psicologica nella visione del mondo di Hachiman.

Da una parte si colloca Yui, una ragazza sincera, solare e caratterizzata da schemi piuttosto stereotipati e classici del genere, i quali però non assumono quasi mai un'accezione negativa e non inficiano l'analisi molto interessante del personaggio stesso; dall'altra, Yukino, una liceale dal passato per certi versi ancora misterioso e soprattutto dal presente ancora incerto, data la sua mancanza sia di una rappresentazione stabile di sé stessa sia di ciò che la circonda... in altre parole, è impegnata ancora perennemente nella costruzione della propria identità e immersa nella risoluzione del costante conflitto con la sua famiglia esigente e poco attenta alla sua figura, insomma una ragazza che affronta problemi adolescenziali in maniera più approfondita e matura rispetto ai suoi coetanei. La caratterizzazione narrativa e psicologica dei singoli membri del trio consente a ognuno di supportare l'altro, e specialmente di maturare e migliorarsi sempre più sia dal punto di vista individuale che a livello di gruppo/pari.

C'è stato un profondo cambiamento nel comparto grafico tra la prima e la seconda stagione, ove i colori sono divenuti più accesi e il character design è stato migliorato notevolmente. Con tutta probabilità sarà dovuto a una questione di abitudine, ma onestamente preferisco la versione di Hachiman della prima stagione, le espressioni facciali e la sua fisionomia originale mi hanno trasmesso maggiormente la sua condizione e la sua considerazione dell'adolescenza e delle relazioni in generale; ritengo che anche la comunicazione non verbale diventa uno strumento molto importante per comprendere atteggiamenti e comportamenti di uno specifico personaggio. Per il resto le OST mi sono piaciute, variando tantissimo, e il doppiaggio è stato davvero ottimo.

Nel complesso "Oregairu" è un anime che, attraverso la continua introspezione del protagonista, consente allo spettatore di riflettere su tematiche molto importanti, partendo dall'adolescenza per arrivare fino all'amicizia. Si tratta di una commedia romantica che non segue i classici schemi e che per la prima volta mi ha permesso di sperimentare un legame fra fratello e sorella "quasi normale", senza troppi equivoci strambi o le solite scenette fanservice. La trama segue semplici vicende di tutti i giorni, ma coadiuvate dal buon comparto dei personaggi secondari permette all'autore di descrivere nei minimi dettagli la monotona e falsa routine odierna degli adolescenti, da cui Hachiman si vuole tanto allontanare e che gli consente di essere sempre molto riflessivo e critico su ciò che lo circonda.
Consiglio naturalmente la visione dell'anime, il quale non deve affatto essere preso alla leggera: la profondità e la spontaneità dei dialoghi consentono allo spettatore di immergersi in una maniera tale nella storia, da non accorgersi neanche che sono trascorsi venti minuti dall'inizio dell'episodio.
Il mio voto finale è 9.


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costychan

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Nella prima stagione vengono presentati i personaggi nei loro modi di fare e vicende che si susseguono in maniera abbastanza piacevole.

Nella seconda tutto cambia, perché i personaggi sviluppano il loro comportamento e fortificano il loro rapporto tramite la risoluzione dei problemi: assistiamo al raggiungimento massimo di ciò nell'ottavo episodio, dove vediamo Hachiman che inaspettatamente si commuove, poiché tiene alle ragazze, non conserva più la sua tipica incapacità sociale, tant'è che nel corso della serie aiuta numerose persone, fino a quando non si viene a creare il vero problema di non trascurare i propri amici, che non può fungere sempre da aiutante; proprio qui entra in campo la saggia professoressa zitella, che gli dà delle dritte per risolvere questa situazione. Possiamo quindi dire che quest'ultima ha il ruolo d'aiutante e Haruno e la madre di Yukino di antagoniste: infatti Haruno vuole mostrarsi sempre superiore e ricordare a Yukino come stanno realmente le cose, e la madre non pone tanta fiducia nella figlia. Gli altri personaggi non sono altro che un branco di gatte morte e di deficienti.

Apprezzo il cambiamento di Hachiman, la candida Yukino, la solare Yui, i dialoghi profondi e confusionari, e gli sbagli che si attengono alla realtà adolescenziale; inoltre la serie insegna che non possiamo sempre puntare gli occhi sugli altri agendo singolarmente, ma in solidarietà, e, quando c'è da dire qualcosa che non va, bisogna dirla a tutti i costi.
L'unica pecca che ho trovato è che il nostro trio non riesce a cavare un ragno dal buco nelle solite discussioni che fa; spero quindi che nella terza stagione si risolvano e che i rapporti amorosi vengano approfonditi.

In conclusione, "Yahari Ore no Seishun Lovecome wa Machigatte Iru. Zoku" è un'opera che ci lascia dentro moltissime cose e il miglior slice of life di sempre. Voto 8, meritatissimo.


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Hatake Rufy

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Oregairu ritorna con la seconda stagione, continuando la vicenda del classico triangolo tra i protagonisti, Hachiman, Yukino e Yui.

La trama è in pratica il sequel della prima stagione, in cui vedremo uno sviluppo di trama in crescendo già a partire dalle prime puntate, per poi regalare un finale non proprio gradito ad alcuni.
Ciò che rende questa stagione ottima è l'incredibile passo in avanti compiuto dai personaggi, che si adattano perfettamente alla trama, regalando quindi un'ottima sceneggiatura in grado di farsi valere appieno. Nella prima stagione abbiamo un po' conosciuto i nostri tre protagonisti, per poi indirizzarci verso una trama solida, che però si rende fluida e matura in questa seconda stagione. Un altro lato positivo della serie è che non si rende sdolcinato un momento drammatico, in quanto sarebbe del tutto forzato, come capita in varie serie animate, bensì si rende più serio possibile il tutto, come solo Hachiman può fare.
I personaggi, infatti, si dimostrano subito "diversi" dai classici: con diversi intendo che non sono quei protagonisti un po' impacciati e troppo timidi da non capire cosa voglio realmente, bensì sono più maturi, e questo li porta ad affrontare non solo loro stessi, ma anche a confrontarsi tra di loro.

Hachiman continuerà ad essere il solito tipo freddo, ma il rapporto creato nel club di volontariato almeno lo ha tolto dalla via del solitario, e questo gli dato come una scossa, infatti egli comincia a guardarsi intorno, così da maturare e capire quali sono i passi da compiere. Yukino è l'altra tipa fredda che non lega con molti, ma lo stare insieme ai suoi pochissimi amici ha dato anche a lei una scossa, infatti la gelida ragazza incomincerà a sciogliersi e a farsi conoscere meglio; uno degli aspetti che amo di questo personaggio è che ciò che pensa lo dice subito alla persona interessata, senza divagare troppo. Infine, la dolce Yui decide di affrontare sé stessa e cercare di maturare in tutti i modi, così da non sembrare più solo una ragazzina.

Il comparto visivo fa passi in avanti rispetto alla prima stagione, dando più colori ai disegni e giocando un po' con la luminosità, regalando un'ottima grafica; il comparto sonoro invece è nella norma, ma degno del titolo che porta.

Infine concludo con un commento: il finale di questa stagione mi e sembrato un po' forzato, tale da valutare l'ultima puntata come la peggiore dell'intera serie, infatti la sceneggiatura è sempre stata molto seria e compatta, ma in questo finale ho intravisto qualcosa che non mi è piaciuto. Sicuramente non è un cattivo finale, bello nel suo genere, ma che comunque non si dimostra "all'altezza" delle precedenti puntate.
Consiglio comunque questa stagione a chi ha visto già la prima, in quanto la storia si estende, spero, a una terza stagione. Voto: 8 meno


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Nagisa98

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
"Yahari Ore no Seishun Lovecome wa Machigatteiru. Zoku", seconda stagione di "Oregairu", è un anime di tredici episodi prodotto nel 2015, questa volta dallo studio feel.

Confrontando le due serie, sicuramente saltano agli occhi alcune differenze sostanziali: la trama vede sempre come protagonisti i nostri Hachiman, Yukino e Yui, che cercano di risolvere i problemi degli altri studenti al Club di Volontariato, tuttavia è l'atmosfera che aleggia durante tutta la serie a modificare i toni più allegri e spensierati della prima.

Questo è dovuto soprattutto alla nuova visione della realtà che il nostro protagonista acquista: se in precedenza avevamo elogiato la misantropia di Hachiman, il cinismo con cui criticava l'ipocrisia degli adolescenti comuni, adesso anche lui inizia a capire quanto sia in parte sbagliato il suo modo di agire, voler essere l'unico che resta ferito, senza però capire che ciò ferisce le persone che tengono a lui. Questo suo atteggiamento causerà dunque una sorta di alone di angoscia, di distacco fra i tre protagonisti, che perdurerà quasi fino alla fine della serie, quando Hikki si deciderà a comunicare apertamente agli altri quello che vuole veramente e ad uscire dal guscio. Ovviamente la crescita del personaggio principale non può che essere lodata, tuttavia il lungo, lento cammino percorso per riuscire a raggiungerla non risulta molto leggero da sostenere: come ripeto, infatti, fino all'episodio 8 circa i toni sono un po' pesanti e differiscono da quelli della prima stagione, in cui i dialoghi erano sempre stati molto complessi, ma alleggeriti dall'atmosfera circostante. A proposito di sceneggiatura, la troviamo elaborata e per niente scontata come di consueto, tuttavia questa volta si è un po' esagerato, proponendoci monologhi e conversazioni il cui significato implicito non è tanto facile da comprendere - in confronto i strani discorsi di Minori sono una bazzecola, come tutte le altre questioni in cui bisogna scavare a fondo in "Toradora". Il problema è che non sono riuscita trovarne il succo neanche alla fine, tant'è che in ogni episodio si accumulavano dubbi che pensavo si sarebbero sciolti nel finale, che al contrario più aperto non si poteva fare. Naturalmente ciò è dovuto al fatto che la light novel non si era ancora conclusa, ma propinare allo spettatore una seconda stagione che gli ingarbuglia ancora di più le idee e non gli dà qualcosa di certo non lo trovo molto appropriato. A tutto questo aggiungiamo due archi che non mi hanno fatto proprio impazzire, quali quello delle elezioni del presidente del consiglio degli studenti e del festival natalizio. C'è da dire che hanno contribuito a non ricadere nei soliti cliché, ma purtroppo rientrano nella parte di serie in cui Hachiman è molto distante da Yui e Yukino, quindi il peso da sopportare è stato un po' eccessivo per me, anche se necessario per giungere a una sorta di svolta.

Parlando di personaggi, ribadisco che è da segnalare la presa di coscienza di Hachiman, e anche la nuova luce sotto cui vengono posti i compagni di classe quali Ebina, Tobe, Yumiko, che all'inizio vengono criticati, ma, in fondo in fondo, è come loro che si desidera essere. Ho lasciato apposta fuori Hayato, che occupa un ruolo quasi centrale e che inizia ad essere approfondito, ma purtroppo la sua caratterizzazione accennata viene lasciata in sospeso. Stessa cosa per Yukino, personaggio di cui si è così a lungo parlato, tanto da non farmi capire più quale sia la sua personalità definita, già di per sé molto complessa.

Giudizio molto positivo per quanto riguarda il lato tecnico: abbiamo infatti un nuovo character design, molto più dettagliato e piacevole da guardare rispetto al precedente. OST e sigle sono al pari della prima serie.

Insomma, "Oregairu Zoku", sebbene benefici di nuove e interessanti svolte, o di alcune conversazioni davvero meravigliose come quelle tra Hachiman e Komachi o Hikki e la prof. Hiratsuka, viene penalizzato da molti aspetti che non si possono ignorare. Pertanto è un voto in meno rispetto alla prima serie, la cui originalità si un po' persa con la nuova: 7 e mezzo.


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granmango

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
"Yahari Ore no Seishun Lovecome wa Machigatte Iru. Zoku" è la seconda serie anime tratta dalla light novel di Wataru Watari (tenete a mente la particolarità di questo nome quando vi si proporranno quelli dei principali personaggi della serie) e rappresenta un notevole sviluppo su tutti i campi rispetto a quella precedente.
Già la prima stagione, che a una prima occhiata poteva sembrare il più stereotipato degli anime scolastici, portava una ventata di novità nella categoria, grazie a quell'idea dal gusto alessandrino per cui non è necessario distanziarsi dai modelli precedenti per eccellere, ma, anzi, è attendendosi perfettamente a un canone già prefissato che si può mostrare la propria originalità e grandezza (così com'è accaduto per buona parte della storia dell'arte da Michelangelo a Mozart); tuttavia, questa seconda serie prende i punti di forza che precedentemente erano intessuti nello schema della vita scolastica e li eleva a un livello tale che tutto il resto diventa solo di contorno.

E quali sono questi punti forti? A farla da padrona è l'analisi introspettiva di come la vita ponga davanti a tutti noi dei problemi, diversi per ciascuno, e di come ognuno scelga o riesca ad accettarli, conviverci, evitarli o superarli. Questo attraverso una continua evoluzione dei personaggi che ci vengono raccontati attraverso l'occhio cinico del wannabe freddo calcolatore Hachiman, aiutato dalle sue riflessioni preziose e spregiudicate.
Trovo, inoltre, particolarmente degno di nota come, a differenza di altri anime, la suddetta evoluzione avvenga in tempi umani, a differenza di altre serie che (seppure tra le mie preferite) mostrano un protagonista il cui cinismo non resiste che due o tre episodi, nel migliore dei casi, alla presenza delle protagoniste (vedi "Clannad", "Sakurasou no Pet na Kanojo").
Continuando nell'elenco dei fattori positivi, non posso non far notare che tutti i personaggi sono sì stereotipati, ma nascondono tutti (ma proprio tutti) dietro la propria maschera un attore con la sua specifica caratterizzazione e retroscena. A riguardo ho apprezzato particolarmente la figura di Hayato, prima nel suo genere nella mia esperienza, e il fatto che tra le due protagoniste ci sia una perfetta parità in campo amoroso, in una bellissima battaglia all'ultima emozione.

A ciò si aggiunge un character design eccezionale, con due delle protagoniste più belle che abbia mai visto, e una regia che rasenta davvero l'eccellenza.
Per finire devo parlare di quel fattore che non è descrivibile se non per gli effetti che produce, ovvero la piacevolezza e il coinvolgimento. E devo dire che, per non lasciarla finire troppo in fretta, mi sono dovuto costringere a non guardare la serie tutta d'un fiato.

Un must da vedere nella mia classifica personale.


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MaoMao

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
<b>Attenzione: la recensione contiene lievi spoiler</b>

Avevo visto la prima serie di questo anime ed era molto interessante, attendevo con ansia questa seconda serie; dopo aver visto tutti questi altissimi voti mi aspettavo un grandissimo lavoro, cosa che purtroppo non è stato.

L'anime è disegnato bene, con begli sfondi, le ragazze sono tutte molto belle, tutte idol a giudicare dalla loro bellezza. Per quanto riguarda le canzoni, sono orecchiabili, l'unica degna di nota è quella che si sente solo all'ultima puntata di questa seconda stagione, mentre per le musiche di sottofondo non sono nulla di che, attinenti alla scena, ma non degne di nota.

Questo è un classico anime dove il personaggio principale è unico nel suo genere e, nonostante tutto, fa innamorare di sé tutte le ragazze che lo circondano, ma questo anime è tendente al genere "slice of life", quindi dovrebbe con il proseguire della storia far crescere tutti i personaggi e far prendere loro una decisione (cosa che negli altri anime del genere non succede quasi mai e si resta lì in sospeso per sempre). Come già detto in precedenza, il punto forte di un anime del genere dovrebbe essere proprio la storia, e invece da quel punto di vista la seconda serie è inutile, i personaggi migliorano un po' il loro carattere, ma alla fine sono tredici puntate dove non si capisce nulla di nulla. L'amico del protagonista non ci dice cosa farà del suo futuro e non lo fa intuire (anche se glielo viene chiesto apertamente più volte), non si capisce se anche la idol si è innamorata del protagonista e si aggiunge al suo harem, non si capisce cosa farà del suo futuro Yukino, non si capisce cosa vorrà fare Yui, e soprattutto non si capisce se al protagonista interessano le ragazze e se ha delle preferenze per le due dolci, bellissime compagne. Avrei potuto capire di avere una seconda serie inutile per la storia, se l'anime fosse stato il solito harem ecchi dove lui non decide mai, ma non per un anime che è più orientato allo psicologico e slife of life.

Purtroppo questa seconda serie è stata inutile: se faranno una terza serie, potreste anche non vedere questa seconda serie, non vi cambierà nulla.
Il colpo di grazia alle tue speranze ti viene dato vedendo il finale dell'ultima puntata, perché resti lì a bocca aperta, in quanto tutto resta sospeso, pure la frase finale! E capisci che hai visto tutta questa serie per nulla. Che tristezza.
Ne sono rimasto molto deluso, ma assegno comunque un 4, perché questo anime possiede dei bei disegni e si distacca dai soliti anime, ma di certo una serie del genere non merita la sufficienza.


 6
npepataecozz

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
La prima serie di "Yahari Ore no Seishun Lovecome wa Machigatte Iru" si era già dimostrata come una produzione di primissimo livello, che affiancava a un'ambientazione piuttosto ordinaria una serie di personaggi davvero inusuali che, pur ricoprendo il ruolo di emarginati (per scelta o meno), nascondevano una personalità decisamente brillante e anticonformista attraverso la quale riuscivano ad evidenziare quanto di marcio ci fosse nel finto buonismo che guidava il comportamento della società in cui vivevano. Con questa serie si cerca di fare un ulteriore passo in avanti, spostando il centro dell'analisi dall'ambiente esterno agli stessi protagonisti, cerchiando in rosso tutte le menzogne che essi raccontavano a sé stessi per giustificare la propria condizione. Ne deriverà un lento processo di crescita che li cambierà profondamente fino a diventare quasi irriconoscibili rispetto all'immagine che avevamo di loro all'inizio.

Il club di volontariato sta conoscendo un periodo di profonda crisi: Hachiman si ostina a utilizzare i suoi metodi per risolvere le richieste che arrivano; questi metodi, nella pratica, hanno come strumento principale l'umiliazione dello stesso Hachiman. Al ragazzo, che si considera da sempre un emarginato fiero della sua condizione, questo particolare sembra non interessare, in quanto dal suo punto di vista il suo sacrificio non comporterebbe nessun cambiamento della condizione in cui ha deciso di vivere. Le sue due compagne di club, Yuchino e Yui, però la pensano diversamente: oltre a ferire inconsapevolmente sé stesso, i suoi metodi finiscono per ferire indirettamente anche loro. Nasce così un clima di guerra fredda che mette a repentaglio la sopravvivenza stessa del club.

Devo dire che questa seconda stagione mi ha soddisfatto quasi completamente: il tentativo di portare il livello di questa storia a uno stadio superiore è perfettamente riuscita. I motivi di questa scelta sono comprensibili: un cast di personaggi simile a quello che troviamo in questo "Yahari Ore no Seishun Lovecome wa Machigatte Iru" non lo si trova facilmente in giro, per cui era giusto cercare di sfruttarlo nella maniera migliore possibile. Lasciarli lì a poltrire nella sede del club in attesa di qualche sciocca richiesta sarebbe stato davvero uno spreco.
Come già detto, invece, i protagonisti, pensando, agonizzando, lottando, riescono a fare breccia nelle mura che si erano costruiti attorno, iniziando un percorso di crescita personale e di avviamento alla maturità. Essi non sono in grado di trovare una soluzione a tutti i problemi; ma, piuttosto che rassegnarsi, decidono di provare lo stesso e, se commetteranno un errore, riproveranno ancora. Insomma, un bel cambiamento.
Per il resto l'anime rimane divertente come al solito: alcune scene - come quella del brainstorming - sono da oscar della risata. I battibecchi tra Hachiman e Yukino sono molto meno frequenti, ma risultano pungenti come al solito.
Infine, la parte sentimentale. Il triangolo che si scorgeva appena nella prima serie esplode nella seconda e diventa uno dei più ostici che abbia mai visto: personalmente non riesco a capire quale sarà la scelta finale di Hachiman, ma qualunque essa sia non potrà non farmi provare dispiacere per colei che resterà esclusa.

Dopo tutti questi elogi, ecco due critiche: la prima è che secondo me certi passaggi sono troppo lenti e basati su riflessioni lunghissime e non sempre pienamente comprensibili; la seconda riguarda invece il finale aperto. Se si ritiene che questo anime abbia ancora qualcosa da dire, va bene usare questo tipo di finale; quello che però non mi è piaciuto è che la storia venga troncata improvvisamente come se un fulmine si fosse abbattuto sulla macchina da presa.
Ad ogni modo, sono piccoli difetti che non minano la qualità complessiva di un anime che, pur cambiando impostazione, è riuscito nuovamente a conquistarmi. Speriamo facciano in fretta a mettere in produzione la terza serie: sono troppo curioso di conoscere il finale di questa strana, bellissima storia.

skywatcher

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
"Yahari Ore no Seishun Love Come wa Machigatte Iru. Zoku" (o più semplicemente "Oregairu. Zoku") è il sequel di "Oregairu", anime fedelmente tratto dalla splendida light novel di Wataru Watari.

La storia riprende dal punto in cui si era fermata la prima stagione, pertanto ritroviamo la stessa ambientazione e gli stessi i personaggi. Tuttavia, mentre la prima (ottima) serie si era focalizzata sulla caratterizzazione dei protagonisti e in particolare sulla cesellatura della figura di Hachiman e della sua filosofia, in questa seconda stagione il tema centrale è lo sviluppo e l'evoluzione dei personaggi. Questo determina non solo un netto cambio di registro nella narrazione, ma produce di fatto anche un salto di qualità dell'opera, che diviene una vera storia di formazione, che esplora la natura e le dinamiche dei rapporti interpersonali.

Ma cos'è che innesca questo sviluppo nella trama? Sappiamo che le soluzioni proposte da Hachiman alle richieste fatte al service club consistevano nell'affrontare direttamente il problema nel modo più diretto ed efficace possibile, trascurando però tutti gli effetti negativi (soprattutto su Hachiman stesso) che queste soluzioni spesso comportavano. Hachiman continua a usare i suoi metodi anche all'inizio di questa seconda stagione, ma il suo modus operandi comincia presto a ferire le persone che a lui tengono, Yukino e Yui, per le quali anche Hachiman stesso inizia a provare affetto. Ciò innesca una serie di incomprensioni nel loro rapporto, uno stallo dal quale il protagonista potrà uscire solo iniziando a domandarsi cosa veramente egli cerchi negli altri e cosa egli sia disposto a sacrificare della filosofia nella quale si era barricato.

"Oregairu. Zoku" risulta di fatto un'opera che ridefinisce i canoni della commedia romantica, semplicemente perché ha ben poco da spartire con gli anime classici di questa categoria. I personaggi si allontanano dagli stereotipi del genere e mostrano uno spessore psicologico strabiliante, tanto che ciascuno di essi, preso singolarmente, potrebbe benissimo sostenere l'intera serie. Alla fine il triangolo sentimentale diviene solo uno dei tanti aspetti della narrazione, e nemmeno il principale.
In molti episodi il tono più leggero che caratterizzava la prima stagione è accantonato per lasciare spazio a tensione e riflessioni che generano un ritmo emotivo molto più incalzante e un intreccio psicologico complesso e profondo.
Qual è la natura del nostro vero "io" e quanto questo dipende da quello che gli altri vogliono vedere in noi? Sono possibili rapporti reali, genuini, oppure nel rapportarci agli altri inevitabilmente nascondiamo qualcosa di noi? Cosa porta alcuni di noi a dipendere dagli altri tanto da essere incapaci di fare le nostre scelte? Queste e altre domande emergono nel corso dei tredici episodi della serie, che forse sono davvero troppo pochi per un'opera di tale respiro e profondità.

Se ci sarà qualcuno (e ahimé ci sarà...) che criticherà la serie per il finale totalmente aperto (d'altronde la light novel è ancora in corso...) o perché non si saprà chi vince o perde nel triangolo amoroso, beh... allora questo qualcuno avrà totalmente perso il vero punto centrale della storia.
"Oregairu. Zoku" è infatti un anime rivolto a chi sa apprezzare una vera storia di crescita. Molti di noi che sono passati per esperienza diretta in circostanze simili si potranno identificare in tante situazioni e stati d'animo, nei pensieri contorti e nelle paure dei protagonisti. Un percorso spesso sofferto, come soltanto i sentimenti dei giovani possono essere. La storia di come tre amici chiusi in sé stessi per diversi motivi possano riuscire ad emergere dal loro guscio, attraverso tensioni, dubbi, tristezza e sorrisi.

Sebbene i momenti romantici siano pochi, proprio per il fatto di essere rari essi acquisiscono una forza e un potere di suggestione incredibili, anche grazie a un comparto tecnico e a una regia magistrali. Mi preme sottolineare in particolare la straordinaria cura per i dettagli nelle scene chiave: i primi piani dei volti, ogni piccolo movimento o gesto, i suoni, i colori delle ambientazioni, il voice acting fantastico... tutto è così espressivo e carico di significato che è impossibile non restarne colpiti. Tre scene esemplari a questo riguardo sono ad esempio quella di Yui e il suo "suki nano" (ep. 4), la scena della richiesta di Hachiman ("honmoto", ep. 8) e la scena finale della serie (ep. 13). Magnifiche!

Siamo partiti dall'autoisolamento e dal cinismo, e siamo arrivati alla crescita, alla ricerca di un'identità, al capire che è attraverso un rapporto genuino con gli altri che realmente possiamo non solo capire chi realmente essi siano, ma anche definire il nostro vero io.
E qui è la vera bellezza di "Oregairu": i personaggi cambiano con gli eventi e gli eventi cambiano i personaggi. In modo sottile ma continuo, in modo naturale e senza forzature. E noi accompagniamo i protagonisti in questa evoluzione, condividendo le loro sensazioni, le loro scoperte e cambiando insieme a loro!
Così, mentre nella prima stagione parteggiavamo per Hachiman e il suo modo di essere, solo contro il mondo, chiuso in una disperata difesa dei propri principi, durante la seconda stagione facciamo il tifo affinché egli esca allo scoperto mostrando i suoi sentimenti e riesca ad emendare il suo modo di essere, così da costruire un legame reale con gli altri, a costo di lottare, di soffrire e di ferire anche le persone care. Questa è la strada che Hachiman intraprende, un passo alla volta, faticosamente... e insieme a lui Yui (per me il miglior personaggio della stagione), che si rivelerà molto più matura di quanto pensiamo, e Yukino, che cercherà di liberarsi dalle sue paure.

"Oregairu. Zoku" è questo percorso, questa ricerca, questa conquista, tratteggiati attraverso sorrisi, lacrime, riflessioni e poesia. Che cosa si può chiedere di più a un anime? Capolavoro.

Eversor

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9,5
Yahari Ore no Seishun Rabukome wa Machigatte Iru. Zoku", che per gli amici può essere benissimo chiamato "Oregairu. Zoku", rappresenta la seconda stagione di "Oregairu". Dopo quasi due anni, ecco che esce il seguito di un anime che, con la sua incredibile forza emotiva e i ragionamenti quasi perversi del protagonista, è riuscito a far innamorare lo spettatore.
Tredici episodi (decisamente troppo pochi per un'opera di tal fattura) nel pieno della commedia scolastica, arricchita, peraltro, da un abbondante dose psicologica e da un dolce sfondo sentimentale, che rende il tutto ancor più toccante.

Hachiman Hikigaya non è un protagonista, bensì il protagonista. Un ragazzo svogliato, non particolarmente carino, dalla mentalità contorta e alquanto singolare. I suoi modi di fare possono sembrare odiosi, e forse lo sono, ma è impossibile non innamorarsi di lui.
Insieme a Yukino Yukinoshita e Yui Yuigahama formano il club di volontariato, in cui i tre, e unici, membri si impegnano ad aiutare qualsiasi studente venga a chiedere loro soccorso. Tuttavia, come sarà ben presto chiaro, le missioni si faranno sempre più complesse, non solo per la risolubilità del caso, ma soprattutto per le difficoltà e le incrinature che incominceranno a nascere negli animi dei nostri protagonisti.
Diversi modi di pensare e piccole questioni di cuore rischieranno di mettere a repentaglio il club del volontariato. Ce la faranno i nostri tre "eroi" a superare le difficoltà della vita di tutti i giorni? Perché, in fin dei conti, si parla di questo: una normale avventura scolastica, con i soliti problemi adolescenziali. Il tutto, però, visto sotto l'ottica alquanto perversa di Hikigaya.

Oltre che una trama appassionante e in continua crescita, il vero punto di forza è, senza ombra di dubbio, la carica espressiva dei personaggi. Innanzitutto non seguono nessuno dei classici stereotipi dell'animazione. Vengono ripresi alcuni tratti tipici delle fanciulle "da anime", ma il cuore sta, appunto, all'interno di queste.
E se la gelida Yukino si scioglie man mano grazie all'aiuto di Hikigaya, Yui mostrerà un comportamento ben più maturo di quello che pareva all'inizio. I personaggi crescono con il passare delle puntate e, con essi, anche le relazioni che stringono tra loro. Litigano, formano nuove amicizie e cercano di innamorarsi... tutto normale per un ragazzo delle superiori. Beh, con l'unica eccezione di Hikigaya.
Ciò che colpisce maggiormente è la capacità di trattare temi sentimentali con la leggerezza di una carezza. Niente atti drammatici da teatro, niente protagonisti ignoranti che non capiscono quando una ragazza ci prova con loro. In questo caso i ragazzi interessati sono ben consci dei loro sentimenti, e proprio questa consapevolezza non può che creare problemi. In quanto conoscere qualcosa non ci fornisce dati su come risolverla.
In aggiunta alla prima stagione, vediamo la comparsa di Iroha, una studentessa di prima, dunque un anno più giovane di Hikigaya e gli altri. Si rivolge al club di volontariato, e in particolare a Hikigaya, per risolvere alcune questioni di cuore, ma, come sarà ben presto chiaro, i piani sono destinati a variare irrimediabilmente.

Una grafica più che eccezionale accompagna una colonna sonora degna di nota. I colori intensi, ma non troppo luminosi, creano atmosfere cariche di emotività e passione. Le musiche, d'altra parte, mostreranno grande maestria nella gestione dei tempi e dei vari momenti della serie.
Lo spettatore non può che innamorarsi dei grandi occhioni di Yui, o dello sguardo profondo di Yukino. Una cura dei dettagli esemplare, che fa assaporare allo spettatore il gusto di una commedia coi fiocchi.
Le voci dei doppiatori sono, a mio avviso, molto azzeccate. Ma, di fatto, avevamo già avuto il piacere di apprezzarle nella prima serie.
La regia segue la linea generale, creando una storia armonicamente legata e senza accelerazioni o decelerazioni di cattivo gusto. In sole tredici puntate è stata in grado di creare un prodotto d'eccellenza.

Vorrei continuare ad elogiare all'infinito un'opera che, sia per il potenziale di partenza che per gli sviluppi, non ha che qualche difetto. Il maggiore? E' semplicemente troppo breve. Giunti all'ultimo episodio, il magone per la ventura separazione è quasi insopportabile. I protagonisti chiudono il sipario con un ultimo, e incredibile, dibattito.
Non voglio annunciare nulla, e dunque tratterrò il desiderio sfrenato di comunicare tutto, lasciandovi un unico suggerimento: rispetto alla prima stagione, c'è molto più "amore".
Vedremo mai una terza serie? Le novel vendono bene e il successo, almeno in quanto a gradimento, è assolutamente indiscutibile. Forse dovremo aspettare un po' di tempo, ma il mio cuore freme, in attesa di vedere come andrà a finire la storia.
Forse non esisterà la perfezione assoluta, ma "Oregairu" si avvicina molto...

Voto finale: 9 e mezzo


 8
Hach.man

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
"Yahari Ore no Seishun Lovecome wa Machigatte Iru. Zoku" è un anime del 2015 di tredici episodi prodotto dallo studio feel. La serie è la seconda stagione animata tratta dall'omonima light novel di Wataru Watari.

Trama
La storia riprende da dove si era fermata, ovvero dagli eventi successivi alla festa d'istituto. Tempi duri per il club del volontariato, tra richieste e problemi interni. Le cose si fanno tese tra Hachiman Hikigaya, lo studente antisociale alla ricerca di qualcosa di reale, Yukino Yukinoshita, la principessa di ghiaccio senza amici, e Yui Yuigahama, la tipica ragazza della porta accanto.
Litigi, scontri, amicizia e amore. Uno spaccato della vita di tre adolescenti che cercano di crescere senza sapere come fare.

Punti di forza
- La crescita dei personaggi: la prima stagione di "Oregairu" aveva consegnato alla storia degli anime alcuni tra i personaggi con la caratterizzazione migliore mai vista. Nella seconda stagione assistiamo alla crescita di questi adolescenti, che cercano di scoprire sé stessi e di trovare qualcosa di nuovo, di vero. Hachiman, cinico alla ricerca della realtà; Yukino, fredda alla ricerca di un'identità; e Yui, solare alla ricerca di un rapporto speciale. Tutti e tre hanno un obiettivo, ma devono diventare grandi e fare i conti con i sentimenti. Nessuno escluso.
- La psicologia nello scolastico: rispetto alla prima stagione, "Oregairu. Zoku" si addentra ancor più nelle emozioni dei personaggi. Ogni parola, ogni movimento, ogni cenno, tutto ha un significato nascosto, tutto può essere valutato in vari modi. L'insicurezza dei ragazzi, l'instabilità delle relazioni e le difficoltà del diventare adulti vengono mostrati allo spettatore con un livello di introspezione mai visto in alcun anime scolastico. "Oregairu. Zoku" è un vero e proprio viaggio nei problemi e nei pensieri tipici di alcuni adolescenti che si confrontano tra di loro in una società fatta di menzogne e segreti.
- Il cambio di studio: Brains Base aveva fatto un ottimo lavoro con la prima stagione, ma feel riesce a superarlo, rendendo "Oregairu. Zoku" una perla dal punto di vista tecnico. Animazioni fluide, chara più adulto e consono alla caratura dei personaggi, scenari e colori accesi e realistici, OST di livello, con menzione per l'opening. Alcune scene sono fatte con maestria a livello grafico e sonoro. Un lavoro sopraffino.

Punti di debolezza
- La tendenza all'harem: in alcuni punti "Oregairu. Zoku" sembra tendere al genere harem. Pur apprezzando il genere, ritengo che questo anime nello specifico sia così unico e fuori dagli schemi rispetto ad altri scolastici, che farlo diventare un harem lo renderebbe monotono e già visto. "Oregairu. Zoku" riesce a dimostrarsi un'opera più che valida senza l'ausilio di fanservice o dell'espediente harem.
- Il finale: l'ultima puntata lascia aperte varie questioni. Di per sé è ottima, ma il problema sorge nell'eventualità più che auspicabile di un seguito. Per ora gli undici volumi della light novel sono stati adattati (con numerosi tagli) e sembra che la fine sia vicina. Terza stagione? Film? OVA? Se ne riparlerà fra qualche anno.

Voto 10/10
Come prima, più di prima. La seconda stagione di "Oregairu" ha confermato le mie premesse e si è dimostrata ancor meglio del previsto, grazie all'ottimo lavoro dello studio feel, che ha cancellato le mie perplessità.
"Oregairu" va visto. Sempre e comunque. Non solo perché è un capolavoro di caratterizzazione e un excursus di dialoghi di qualità eccelsa. "Oregairu" è lo scolastico più profondo e introspettivo mai prodotto, una ventata di unicità in un genere a volte troppo monocorde. Bastano i tre personaggi principali, le loro azioni, le loro motivazioni e il modo in cui comunicano tra di loro come ragion d'essere visto.
Fantastico. Sublime. Ho finito gli aggettivi per questa serie. Must see and see again.

"Questi sono forse i migliori giorni della nostra vita. Rammentare i rimpianti del passato ti fa desiderare la morte e l'ansia pensando al futuro ti fa cadere in depressione. Per esclusione, il presente è il momento migliore."
L'unico e il solo, Hachiman Hikigaya.

Kida_10

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
"Yahari Ore no Seishun Lovecome wa Machigatte Iru. Zoku", letteralmente "La mia giovane commedia romantica non va come mi aspettavo. Continua", è un anime della stagione primaverile 2015, composto da tredici episodi di durata canonica e tratto dalla light novel di Wataru Watari. Dato il successo e l'apprezzamento ottenuto dalla prima stagione, e dalla novel stessa, questo sequel era probabilmente una delle serie più attese dell'intero 2015.

La storia inizia esattamente dov'era rimasta in sospeso per lungo tempo: Hachiman Hikigaya ancora una volta si era sacrificato per risolvere i problemi, passando per il cattivo di turno. Dopo tutte le sue fatiche e i suoi sacrifici, il protagonista otterrà un po' di gratificazione e magari qualche ringraziamento? Ovviamente no, e l'ultimo a preoccuparsene sarà prorpio Hachiman stesso, che continuerà imperterrito a rimanere impassibile nei confronti del mondo che lo circonda. Le attività del club di volontariato riprenderanno come di consueto, ma forse nel trio dei protagonisti inizierà a smuoversi un sentimento nuovo...

"Oregairu. Zoku" non è una serie completamente esente da difetti, tuttavia questi ultimi diventano insignificanti di fronte alle innumerevoli e innegabili qualità dimostrate.
Come per la precedente stagione, anche in questo caso i personaggi si dimostrano esserne il vero punto forte, fra i meglio caratterizzati e analizzati di sempre. Hachiman non si smentisce, continua a regalare piccole perle che riescono puntualmente a spiazzare lo spettatore, a farlo riflettere, e a fargli guardare il tutto da una prospettiva diversa. Sicuramente uno dei personaggi più carismatici e particolari in assoluto, che sarebbe in grado di sostenere la serie da solo, semplicemente mettendosi seduto in una stanza vuota a parlare con sé stesso del nulla. Ad affiancarlo troviamo nuovamente Yukinoshita Yukino e Yuigahama Yui, le quali continuano imperterrite a vivere incatenate dalle loro convinzioni, dettate da una società crudele e menefreghista. In questa seconda stagione è stato inoltre introdotto un nuovo personaggio, Isshiki Iroha, una ragazza di un anno più giovane dei tre protagonisti, che causerà non pochi problemi al club di volontariato, ad Hachiman in particolare.

L'analisi dei personaggi, del loro carattere e del loro modo di approcciarsi ai problemi che devono affrontare è sicuramente la parte maggiormente curata. Ciò che vuole presentare "Oregairu" è proprio questo alla fine, ragion per cui è un'opera che riesce a differenziarsi nettamente dalle classiche commedie a sfondo scolastico e sentimentale che puntualmente vengono propinate.
La trama si sviluppa bene, senza fretta e senza forzature di alcun tipo. I rapporti che intercorrono fra i personaggi progrediscono ottimamente, in maniera spontanea e naturale, e il cambiamento è lampante.
Come per la prima stagione, anche in questo caso si è deciso di trasporre fedelmente la light novel di riferimento, saltando ovviamente alcune parti ritenute meno importanti; l'ovvia conseguenza è che il finale rimane ancora una volta aperto, e per fortuna! In questo modo la speranza per una terza stagione rimane viva, soprattutto considerando il successo ottenuto.

Tecnicamente è un lavoro che rasenta la perfezione. Ottimo il nuovo character design, anche se inizialmente bisognerà farci l'abitudine, ottime le ambientazioni, varie e dettagliate, e altrettanto si può dire per le animazioni molto fluide. Il comparto sonoro ripropone un doppiaggio impeccabile, una nuova opening melodiosa e delle OST adeguate. Le atmosfere ricreate sono incredibili, di una sensibilità e profondità immensa, impossibile non rimanerne coinvolti ed emozionati. La regia riesce a trasformare i momenti divertenti in attimi di riflessione nel giro di pochissimi istanti, spiazzando puntualmente lo spettatore.
Impossibile anche non elogiare la qualità e la profondità dei dialoghi contenuti in queste tredici puntate, in particolar modo quelli tra Hachiman e Yukino, due pessimisti estremamente riservati e indisponenti, costretti a collaborare e a dover andare d'accordo.

"Oregairu. Zoku" è, secondo la mia opinione, una di quelle opere che si devono guardare obbligatoriamente, senza scusanti. Una serie riflessiva e a tratti anche divertente, curata nei minimi dettagli, dotata di una trama tutt'altro che banale e di personaggi spettacolari. Una serie che si assume la responsabilità di trattare in maniera seria e non demenziale una fase della vita che tutti abbiamo vissuto, anche se ognuno in modo differente, e che per alcuni potrebbe essere stata tremendamente infelice, probabilmente a causa di una società ferma alle apparenze e alle banalità. Meglio portare una maschera, diventare popolari ed essere visti di buon occhio, oppure essere sinceri con sé stessi e rischiare di essere emarginati e giudicati male? A voi la risposta.
Per me "Oregairu" è un capolavoro.