Switched
Uno shōjo mascherato da soprannaturale: ecco cos’è in realtà questa serie.
Ayumi Kohinata ha quella che si potrebbe definire una vita perfetta, a cui si aggiunge il tassello di essere riuscita a mettersi insieme a Koshiro, suo amico d’infanzia e cotta di sempre.
Il giorno del loro appuntamento, Ayumi riceve una telefonata da Zenko Umine, una sua compagna di classe, che le annuncia che sta per buttarsi giù dal palazzo alle sue spalle.
Quando Ayumi si gira, Zenko si lancia nel vuoto e Ayumi sviene.
Al risveglio, scopre di essere finita nel corpo di Zenko, mentre Zenko è finita nel suo.
Fin da subito, la trama non è particolarmente originale: lo scambio di corpi è già presente in molte altre opere, così come la dinamica della ragazza brutta e derisa che si scambia con la ragazza bella e amata da tutti.
Ciò che poteva rendere la serie più particolare era il dettaglio della luna rossa, condizione necessaria affinché lo scambio di corpi avvenga.
Purtroppo, si capisce solo dopo alcuni episodi che tutta la serie è uno shōjo che cerca di distinguersi grazie all’elemento soprannaturale, ignorando però molti elementi importanti.
Anche il ritmo narrativo ne risente: sei puntate dalla durata variabile (dai 30 ai 45 minuti) non sempre aiutano.
Nelle puntate da mezz’ora il ritmo è più sostenuto, mentre in quelle da 45 minuti la storia rallenta, concentrandosi sui pensieri e sentimenti dei personaggi — i classici che si vedono nelle opere shōjo.
A spiccare sono soprattutto i personaggi maschili, due idol provenienti dallo stesso grande gruppo, i Johnny’s West.
D’altronde, a chi interessa approfondire la luna rossa o il fenomeno paranormale dello scambio di corpi, quando ci sono due “figoni” che ruotano attorno alla protagonista, cullandola in una sensazione di dolce protezione?
Ayumi incarna la tipica protagonista shōjo: benvoluta da tutti, ingenua, e spesso vittima delle trappole orchestrate da Zenko, ignorando gli avvertimenti di chi le sta intorno.
Il risvolto che assume Koshiro negli ultimi episodi sembra un blando tentativo degli sceneggiatori di “parargli le chiappe”: non sia mai che un idol interpreti un ruolo completamente negativo.
Ho comunque apprezzato la recitazione delle due protagoniste, brave nel rendere due personaggi così agli antipodi.
La serie tenta anche di lanciare il messaggio che non è l’aspetto esteriore a contare, ma ciò che si ha dentro.
Kaga riesce a comunicarlo bene; peccato che tutto venga vanificato da Ayumi, che decide di diventare la ragazza paffuta e simpatica, quella che invita a pizzicarle le guance e che durante un’abbuffata di budini mangia a più non posso, motivata dal tifo degli altri.
Da persona che ha sempre avuto qualche chilo di troppo, ho trovato questo messaggio assolutamente sbagliato.
Non è mangiando ancora e ancora che si dimostra di essere simpatici o che si può fare amicizia, e spero che nessuno spettatore abbia preso questa serie come esempio nella speranza di essere accettato dagli altri.
Una volta capito che si tratta di uno shōjo camuffato, il finale appare telefonato, senza alcuna tensione su come finirà tra i quattro personaggi.
Ho persino indovinato alcune battute, perché sono punti cardine dei manga shōjo.
La scena dopo i titoli di coda, a mio parere, doveva essere trasmessa prima: chiarisce perfettamente come si conclude la storia, ma non so quanti l’abbiano effettivamente vista.
Nonostante ciò, la serie si lascia guardare e scorre via, aiutata dal fatto che è composta da pochi episodi e di durata variabile.
Se siete amanti del soprannaturale, però, ve la sconsiglio: ciò su cui si concentra davvero sono i problemi romantici dei personaggi.
Ayumi Kohinata ha quella che si potrebbe definire una vita perfetta, a cui si aggiunge il tassello di essere riuscita a mettersi insieme a Koshiro, suo amico d’infanzia e cotta di sempre.
Il giorno del loro appuntamento, Ayumi riceve una telefonata da Zenko Umine, una sua compagna di classe, che le annuncia che sta per buttarsi giù dal palazzo alle sue spalle.
Quando Ayumi si gira, Zenko si lancia nel vuoto e Ayumi sviene.
Al risveglio, scopre di essere finita nel corpo di Zenko, mentre Zenko è finita nel suo.
Fin da subito, la trama non è particolarmente originale: lo scambio di corpi è già presente in molte altre opere, così come la dinamica della ragazza brutta e derisa che si scambia con la ragazza bella e amata da tutti.
Ciò che poteva rendere la serie più particolare era il dettaglio della luna rossa, condizione necessaria affinché lo scambio di corpi avvenga.
Purtroppo, si capisce solo dopo alcuni episodi che tutta la serie è uno shōjo che cerca di distinguersi grazie all’elemento soprannaturale, ignorando però molti elementi importanti.
Anche il ritmo narrativo ne risente: sei puntate dalla durata variabile (dai 30 ai 45 minuti) non sempre aiutano.
Nelle puntate da mezz’ora il ritmo è più sostenuto, mentre in quelle da 45 minuti la storia rallenta, concentrandosi sui pensieri e sentimenti dei personaggi — i classici che si vedono nelle opere shōjo.
A spiccare sono soprattutto i personaggi maschili, due idol provenienti dallo stesso grande gruppo, i Johnny’s West.
D’altronde, a chi interessa approfondire la luna rossa o il fenomeno paranormale dello scambio di corpi, quando ci sono due “figoni” che ruotano attorno alla protagonista, cullandola in una sensazione di dolce protezione?
Ayumi incarna la tipica protagonista shōjo: benvoluta da tutti, ingenua, e spesso vittima delle trappole orchestrate da Zenko, ignorando gli avvertimenti di chi le sta intorno.
Il risvolto che assume Koshiro negli ultimi episodi sembra un blando tentativo degli sceneggiatori di “parargli le chiappe”: non sia mai che un idol interpreti un ruolo completamente negativo.
Ho comunque apprezzato la recitazione delle due protagoniste, brave nel rendere due personaggi così agli antipodi.
La serie tenta anche di lanciare il messaggio che non è l’aspetto esteriore a contare, ma ciò che si ha dentro.
Kaga riesce a comunicarlo bene; peccato che tutto venga vanificato da Ayumi, che decide di diventare la ragazza paffuta e simpatica, quella che invita a pizzicarle le guance e che durante un’abbuffata di budini mangia a più non posso, motivata dal tifo degli altri.
Da persona che ha sempre avuto qualche chilo di troppo, ho trovato questo messaggio assolutamente sbagliato.
Non è mangiando ancora e ancora che si dimostra di essere simpatici o che si può fare amicizia, e spero che nessuno spettatore abbia preso questa serie come esempio nella speranza di essere accettato dagli altri.
Una volta capito che si tratta di uno shōjo camuffato, il finale appare telefonato, senza alcuna tensione su come finirà tra i quattro personaggi.
Ho persino indovinato alcune battute, perché sono punti cardine dei manga shōjo.
La scena dopo i titoli di coda, a mio parere, doveva essere trasmessa prima: chiarisce perfettamente come si conclude la storia, ma non so quanti l’abbiano effettivamente vista.
Nonostante ciò, la serie si lascia guardare e scorre via, aiutata dal fatto che è composta da pochi episodi e di durata variabile.
Se siete amanti del soprannaturale, però, ve la sconsiglio: ciò su cui si concentra davvero sono i problemi romantici dei personaggi.
Switched è un telefilm giapponese da poco uscito su Netflix. Ho intrapreso la visione senza sapere nulla del prodotto in questione, attirato dal trailer e dall'abbozzo di trama: in breve lo scambio di corpo tra due ragazze, l'idolo della classe con la bruttona. Da un simile antefatto ci si aspetterebbe una commedia, invece il trailer faceva presagire un approccio decisamente più drammatico e adulto, ragion per cui ho deciso di cominciare la visione di Switched.
La trama vede protagoniste da un lato la bella Ayumi Kohinata (Kaya Kiyohara), con un carattere dolce e gentile, amata da tutti in classe e in particolare dai due amici d'infanzia, Shunpei Kaga (Daiki Shigeoka) e Koshiro Mizumoto (Tomohiro Kamiyama), che si è appena dichiarato. Dall'altra parte abbiamo Zenko Umine (Miu Tomita), grassoccia, bruttina e dal carattere schivo e solitario, segretamente infatuata di Koshiro, l'unico ad essersi mai mostrato gentile con lei; il fidanzamento tra Koshiro e Ayumi la fa cadere in uno stato di prostrazione tale da farle decidere mettere in gioco la vita in un rito che le permetterà di scambiare il corpo con quello della rivale.
Lo scambio ha successo e Zenko, nei panni di Ayumi, si trova finalmente fidanzata con il ragazzo dei suoi sogni e al centro delle attenzioni dei compagni. All'opposto Ayumi non solo non riesce a capacitarsi di essere diventata Zenko, ma ora deve affrontare la vita nei panni di qualcuno che viene deriso e bullizzato dalla gente e che non ha nemmeno un buon rapporto con i genitori, a differenza del suo precedente, idilliaco quadretto familiare.
Dicevo all'inizio che una storia del genere si penserebbe adatta per un approccio leggero, invece Switched non vuole far ridere e non regala molti momenti leggeri nel corso dei suoi 6 episodi. Purtroppo, contrariamente alla mie aspettative neppure il lato drammatico è particolarmente approfondito: la storia presenta l'evoluzione delle due protagoniste nei panni dell'altra e potenzialmente è anche molto interessante. Ayumi nel corpo di Zenko rimane comunque la persona buona e gentile che era in precedenza, dimostrando a se stessa e agli altri che anche chi non è un modello (a proposito, pollice in giù per il casting che probabilmente per far risaltare la "bruttezza" di Zenko ha arruolato un cast di comprimari bellissimi, al punto che perfino la "bella" Ayumi non sembra tale rispetto alle sue compagne) può avere molti lati apprezzabili. Allo stesso tempo Zenko, pur nel corpo di Ayumi, rimane la ragazza ombrosa e solitaria che era in precedenza e nonostante il nuovo fisico finisce per rimanere isolata, mentre la sua rivale diventa sempre più popolare a discapito dell'aspetto. Un'evoluzione che ho trovato molto credibile e interessante, non fosse finita in secondo piano rispetto al vero cuore dell'opera.
Si perché in realtà "Switched" è fondamentalmente una storia romantica con elementi creepy e l'aspetto amoroso prende il sopravvento fin da subito, relegando tutte le altre tematiche e situazioni sullo sfondo. Quello a cui il telefilm dà maggiore importanza non è dunque lo scambio di corpo e la maturazione delle due ragazze, che trovandosi una nei panni dell'altra vedono le cose sotto un nuovo punto di vista, avviando un processo di crescita e consapevolezza. Quello che importa agli sceneggiatori è il risvolto romantico della storia. A pochissime ore dallo scambio sia Shunpei che Koshiro intuiscono che l'amata Ayumi è ora nel corpo di Zenko, nonostante l'assurdità della premessa: i due reagiscono in maniera differente alla situazione, ma danno comunque il massimo per soccorrere ad aiutare l'amata e tutto ruoterà intorno a questo triangolo, in cui la vera Zenko entra a fatica. Inoltre il mistero del cambio di corpo e del rito che lo propizia rimane tale soltanto per il primo episodio: già dal secondo si scopre che le "istruzioni" si trovano persino in rete e che esiste addirittura un'organizzazione che si prende cura degli scambiati, tanto sono frequenti. Insomma, lo scambio di corpo diventa una farsa e le vicende, apparentemente incentrate sui tentativi dei protagonisti per far tornare le ragazze nel proprio corpo originale, in realtà si concentrano sulla difficile scelta d'amore di Ayumi (quella vera). Chi merita il suo amore? Lo sbarazzino, romantico Shunpei o il serio e intelligente Koshiro?
Tratto dal manga "Sora wo Kakeru Yodaka" di Shiki Kawabata, pubblicato nel 2014 ma inedito in Italia, "Switched" è tutto sommato un dorama discretamente godibile che per quanto mi riguarda ha il torto di lasciare le tematiche più interessanti sullo sfondo per dare risalto ad una storia d'amore piuttosto stucchevole, con la protagonista che deve decidere chi scegliere tra i due amici d'infanzia belli e puri, al punto da amarla ancora anche quando il suo aspetto viene stravolto. Per questa ragione "Switched" parte forte ma finisce col rallentare sempre più, trasformando lo scambio di corpi in un'operazione quasi banale, da dramma sconvolgente quale era all'inizio. Per fortuna la breve durata, 6 episodi con timing tutti diversi, dai 33 ai 45 minuti (non ho idea del perché), permette di completare la visione prima che il tutto diventi troppo indigesto.
La trama vede protagoniste da un lato la bella Ayumi Kohinata (Kaya Kiyohara), con un carattere dolce e gentile, amata da tutti in classe e in particolare dai due amici d'infanzia, Shunpei Kaga (Daiki Shigeoka) e Koshiro Mizumoto (Tomohiro Kamiyama), che si è appena dichiarato. Dall'altra parte abbiamo Zenko Umine (Miu Tomita), grassoccia, bruttina e dal carattere schivo e solitario, segretamente infatuata di Koshiro, l'unico ad essersi mai mostrato gentile con lei; il fidanzamento tra Koshiro e Ayumi la fa cadere in uno stato di prostrazione tale da farle decidere mettere in gioco la vita in un rito che le permetterà di scambiare il corpo con quello della rivale.
Lo scambio ha successo e Zenko, nei panni di Ayumi, si trova finalmente fidanzata con il ragazzo dei suoi sogni e al centro delle attenzioni dei compagni. All'opposto Ayumi non solo non riesce a capacitarsi di essere diventata Zenko, ma ora deve affrontare la vita nei panni di qualcuno che viene deriso e bullizzato dalla gente e che non ha nemmeno un buon rapporto con i genitori, a differenza del suo precedente, idilliaco quadretto familiare.
Dicevo all'inizio che una storia del genere si penserebbe adatta per un approccio leggero, invece Switched non vuole far ridere e non regala molti momenti leggeri nel corso dei suoi 6 episodi. Purtroppo, contrariamente alla mie aspettative neppure il lato drammatico è particolarmente approfondito: la storia presenta l'evoluzione delle due protagoniste nei panni dell'altra e potenzialmente è anche molto interessante. Ayumi nel corpo di Zenko rimane comunque la persona buona e gentile che era in precedenza, dimostrando a se stessa e agli altri che anche chi non è un modello (a proposito, pollice in giù per il casting che probabilmente per far risaltare la "bruttezza" di Zenko ha arruolato un cast di comprimari bellissimi, al punto che perfino la "bella" Ayumi non sembra tale rispetto alle sue compagne) può avere molti lati apprezzabili. Allo stesso tempo Zenko, pur nel corpo di Ayumi, rimane la ragazza ombrosa e solitaria che era in precedenza e nonostante il nuovo fisico finisce per rimanere isolata, mentre la sua rivale diventa sempre più popolare a discapito dell'aspetto. Un'evoluzione che ho trovato molto credibile e interessante, non fosse finita in secondo piano rispetto al vero cuore dell'opera.
Si perché in realtà "Switched" è fondamentalmente una storia romantica con elementi creepy e l'aspetto amoroso prende il sopravvento fin da subito, relegando tutte le altre tematiche e situazioni sullo sfondo. Quello a cui il telefilm dà maggiore importanza non è dunque lo scambio di corpo e la maturazione delle due ragazze, che trovandosi una nei panni dell'altra vedono le cose sotto un nuovo punto di vista, avviando un processo di crescita e consapevolezza. Quello che importa agli sceneggiatori è il risvolto romantico della storia. A pochissime ore dallo scambio sia Shunpei che Koshiro intuiscono che l'amata Ayumi è ora nel corpo di Zenko, nonostante l'assurdità della premessa: i due reagiscono in maniera differente alla situazione, ma danno comunque il massimo per soccorrere ad aiutare l'amata e tutto ruoterà intorno a questo triangolo, in cui la vera Zenko entra a fatica. Inoltre il mistero del cambio di corpo e del rito che lo propizia rimane tale soltanto per il primo episodio: già dal secondo si scopre che le "istruzioni" si trovano persino in rete e che esiste addirittura un'organizzazione che si prende cura degli scambiati, tanto sono frequenti. Insomma, lo scambio di corpo diventa una farsa e le vicende, apparentemente incentrate sui tentativi dei protagonisti per far tornare le ragazze nel proprio corpo originale, in realtà si concentrano sulla difficile scelta d'amore di Ayumi (quella vera). Chi merita il suo amore? Lo sbarazzino, romantico Shunpei o il serio e intelligente Koshiro?
Tratto dal manga "Sora wo Kakeru Yodaka" di Shiki Kawabata, pubblicato nel 2014 ma inedito in Italia, "Switched" è tutto sommato un dorama discretamente godibile che per quanto mi riguarda ha il torto di lasciare le tematiche più interessanti sullo sfondo per dare risalto ad una storia d'amore piuttosto stucchevole, con la protagonista che deve decidere chi scegliere tra i due amici d'infanzia belli e puri, al punto da amarla ancora anche quando il suo aspetto viene stravolto. Per questa ragione "Switched" parte forte ma finisce col rallentare sempre più, trasformando lo scambio di corpi in un'operazione quasi banale, da dramma sconvolgente quale era all'inizio. Per fortuna la breve durata, 6 episodi con timing tutti diversi, dai 33 ai 45 minuti (non ho idea del perché), permette di completare la visione prima che il tutto diventi troppo indigesto.
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