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Irene Tempesta

Volumi letti: 1/1 --- Voto 6,5
Di Junji Ito si sta parlando molto in questi giorni, sopratutto per la sua annunciata presenza a Lucca Comics.
Così spinta dalle ottime recensioni sull'autore ho acquistato Tomie, pur non amando particolarmente il genere horror.
Il tratto di questo autore è delizioso e molto occidentale, da me graditissimo, e migliora col proseguo dei capitoli.
I corpi deliziosamente proporzionati, espressioni profonde, sfondi ben curati. Un tratto davvero sublime.
La J-Pop ha portato in italia un'edizione corposa e pesante ma ben curata.
La trama è molto semplice: Tomie è una ragazza bellissima, giovane, vanitosa, egocentrica, prepotente, arrogante e cinica che attira fatalmente lo sguardo di chiunque. Ogni uomo che posa gli occhi su di lei si innamora perdutamente della sua bellezza, e accecato dall'amore, sentirà paradossalmente e inspiegabilmente presto il desiderio di ucciderla e farla a pezzettini.
Nessun uomo può scampare a questo destino. Ma Tomie non è umana.
Infatti, una volta fatta a pezzi, ogni parte si rigenera e dona vita a una nuova Tomie. In questo modo nel mondo conviveranno molti suoi cloni, seminando disperazione e morte.
Il volume si divide in piccole storie collegate l'una all'altra da un unico elemento portante, Tomie appunto, ma sono indipendenti o quasi l'una dall'altra perchè in ogni vicenda subentrano nuovi coprotagonisti e nuove situazioni.
Alcune vicende durano solo un capitolo, mentre altre si estendono per più capitoli.
Le varie storie sono nel complesso buone e si lasciano leggere senza sforzo; tuttavia il lato psicologico non viene per niente approfondito. Le storie hanno tutte una certa ripetibilità, e a lungo andare cominciano a stancare.
Ma mi dicono che nelle altre sue opere, come "Spirale" il lato psicologico viene accuratamente approfondito, quindi credo che qui manchi tale componente in quanto suo primissimo lavoro nel 1987 (all'epoca l'autore era un odontoiatra che disegnava fumetti come hobby).
In definitiva un buon volume da leggere senza troppe aspettative e poco memorabile.
Lo consiglio a chiunque voglia avvicinarsi a questo interessante autore.


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Sguaida

Volumi letti: 1/1 --- Voto 9,5
Non è banale ispirazione, quella che Junji Ito trae da H.P.Lovecraft e dalle sue opere, bensì emulazione ed imitazione ed anche omaggio al "solitario di Providence", poichè quanto prodotto dal mangaka sembra davvero celebrare il pantheon di Lovecraft, il suo stile decadente, la sua morbosa scrittura, i parti abietti della sua mente.
"Tomie", come se non più di altre opere di Ito, è semplicemente Lovecfart illustrato. Non più redatto e lasciato da concretizzare ai lettori ed alla loro immaginazione, ma finalmente palesato, mostrato chiaramente in tutto il suo grottesco aspetto. La scelta delle tante vicende, separate ma al contempo collegate, è un omaggio ai saggi brevi di Lovecraft, che proprio su storie intense e brevi costruì il suo pantheon di malignità cosmiche presenti in tutti i suoi scritti; ed allo stesso modo l'orrore ed il disgusto che permeano le vicende sono un rimando alla filosofia dell'americano ed alla sue scelte tematiche: non più la semplice paura, ma un vero e proprio terrore cosmico, la paura dell'ignoto e l'attrazione patologica che esso esercita su di noi. Il senso di abbandono e sconforto presente nella letteratura di Lovecraft è adattato perfettamente da Ito ai suoi disegni, così come quella perdita di lucidità ed umanità che porta alla follia rimangono costanti ed analoghi tra le due opere, fornendo un ponte stabile ed una similitudine forte.

Da seguace di Lovecraft non posso che essere stato rapito da Ito: brutale, soverchiante, sconsiderato, senza mezze misure, eppure appassionante e rapente come pochi altri.


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npepataecozz

Volumi letti: 1/1 --- Voto 6
Tomie, manga horror del 1987 composto da un singolo volume, è una delle prime opere di Junji Itou, un autore che avevo già avuto modo di apprezzare dopo la lettura di un suo lavoro più recente, il bellissimo Uzumaki. Già in Tomie è possibile denotare quello che rappresenterà il tratto caratteristico dei suoi manga successivi: tante piccole storie collegate l'una all'altra da un unico elemento portante ma indipendenti o quasi l'una dall'altra. In Uzumaki, ad esempio, l'elemento portante sarà l'ambiente in cui si svolgono gli eventi; qui, invece, esso sarà costituito dalla protagonista, Tomie, una ragazza irresistibilmente bella in grado di rendere suoi schiavi i ragazzi che le ronzano attorno; dall'attrazione, però, si passerà in brevissimo tempo all'ossessione ed infine alla pazzia, tanto che i suoi "corteggiatori" finiranno per sentire un'irrefrenabile desiderio di ucciderla e fare il suo corpo in tanti piccoli pezzettini. Per Tomie, però, questo non costituirà un problema in quanto le parti in cui sarà stata di volta in volta sezionata hanno una potente capacità rigenerativa; così ogni suo pezzo darà vita ad una nuova copia ed in circolazione avremo tante nuove Tomie.
Essendo una delle sue prime opere di Junji Itou, non mi aspettavo moltissimo da questo manga e devo dire che quest'opera non ha certamente superato le mie aspettative. Penso che il suo difetto principale sia una certa disorganicità: l'autore sembra essere stato indeciso nella scelta del modello da adottare, ossia se creare una serie di storie diverse l'una dall'altra oppure se adottare una sceneggiatura unitaria: così abbiamo episodi che occupano lo spazio di un solo capitolo ed altre decisamente più lunghe; personaggi che scompaiono dopo una storia per poi ricomparire senza un apparente motivo più avanti. Tutto ciò ha generato nel sottoscritto una certa confusione perché ogni volta facevo fatica a capire se si trattava di un nuovo episodio o la continuazione di qualcun altro.
Le varie storie sono nel complesso buone e si lasciano leggere con un certo interesse; però il lato psicologico, che nelle opere successive saranno il marchio di fabbrica delle opere del mangaka giapponese, qui è appena accennato e non fa la differenza.
I disegni sono discreti, con un tratto che ricorda spesso quello occidentale; ma anche su questo punto devo aggiungere che lo stile è destinato a migliorare molto in seguito.
In definitiva un buon lavoro, ma niente di memorabile. Se siete amanti del genere horror potete dargli tranquillamente un'occhiata: in fondo si tratta di un singolo volume, che vi piaccia o meno, la sua lettura non vi ruberà molto tempo.


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Francescoseinen

Volumi letti: 1/1 --- Voto 8
Ho avuto il piacere di acquistare il presente volume unico dopo esserne venuto a conoscenza quasi per caso. Fin dalla prima impressione mi aveva attratto, vuoi per i disegni semplici ed inquietanti, vuoi per l'autenticità che trasmetteva; fatto sta che alla fine l'ho preso nonostante l'elevato prezzo e non me ne sono pentito.

La protagonista di questo lavoro di Junji Ito, uno dei suoi primi manga, è appunto Tomie. Ella è una liceale immortale che incute terrore e ansia a coloro che le stanno intorno. In particolare i ragazzi, letalmente, se ne infatuano con una facilità mistica e inattaccabile fino ad arrivare all'inevitabile morte.
Il manga si struttura in episodi autoconclusivi che vedono ogni volta ragazzi diversi alle prese con Tomie. In ognuno di questi episodi vengono rivelati particolarità e aspetti di Tomie che personalmente mi hanno sorpreso per la sua originalità e genuinità. La lettura procede fluida con le sue tinte horror alla vecchia maniera tipica giapponese: lunghi capelli neri, smorfie inquietanti, il tutto contornato da un'atmosfera nera, rassegnata, malinconica, priva di qualsivoglia buonismo o speranza.

Gran merito alla Hazard per aver portato in Italia quest'opera che, seppur prematura, già ci dà un'idea delle potenzialità dell'autore sia sotto l'aspetto grafico che scenografico. Se si pensa che il prodotto in questione è di nicchia, il costo di 10€ è giustificabile. Inoltre l'edizione non è poi così male: sovraccoperta, copertina e rilegature più che buone e carta spessa. Unica nota di demerito è l'adattamento: infatti in un paio di occasioni ho riscontrato dialoghi posti nei baloon errati e la traduzione non è così esaltante.

In conclusione, un'opera che consiglio senz'altro. Genuina ed autentica come poche. Simpatica la "confessione" dell'autore in una nota a fine volume, il quale dichiara candidamente di aver ricevuto l'idea portante del manga dal suo editore, oltre a rammaricarsi dell'ingenuità e assurdità di questa suo precoce lavoro. Beh, io sinceramente non biasimo queste sue dichiarazioni e anzi sono felice di aver letto questa bella e inquietante storia.


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Rebecca B.

Volumi letti: 1/1 --- Voto 8
Tomie è una bellissima ragazza, capace di far innamorare di sé chiunque lei desideri. Basta trascorrere poco insieme per diventare completamente succubi ad ogni suo desiderio. Finché non si arriva all'inevitabile fine: spinti dalla gelosia e impazziti, gli uomini che Tomie seduce uccidono squartando quest'ultima.
Ma questo non significa la morte della ragazza, anzi, una sua continua rinascita: Tomie è infatti capace di rigenerare se' stessa da ogni ferita.
Non solo. Da ogni suo "pezzo" nascono altre Tomie, belle e diaboliche come la prima.

Un manga da collezione, disegnato superbamente: i pesanti toni di nero riescono a rendere magistralmente le scene raccapriccianti. Che non sono poche: smembramenti, cannibalismo, più delle orribili "larve", che rappresentano la ragazza quando rinasce da una parte del suo corpo tranciata. Insomma, dal punto di vista grafico è pienamente soddisfacente sotto tutti gli aspetti.

La storia è invece composta da capitoli staccati tra di loro. Non c'è una vera e propria continuità temporale (è per questo che considero quest'opera inferiore ad Uzumaki, sempre dello stesso autore). Comunque, in ogni capitolo, Tomie appare sempre più bella e orribile allo stesso tempo. Odiosa, bugiarda, ma anche attraente e sensuale, quest'essere fa di tutto per essere apprezzata e servita come una dea da coloro che la circondano.
Facendo un sacrificio, comprate l'edizione della Hazard, complessivamente buona.


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Tacchan

Volumi letti: 1/1 --- Voto 8
<b>Junji Ito</b>, nato nel 1963, è un mangaka poco noto in occidente che, durante la propria vita, si dedicato quasi completamente alla creazione di racconti horror. La sua carriera ha un’inaspettata svolta quando, a seguito del successo del film <b>The Ring</b>, il genere horror torna prepotentemente di moda. <b>Tomie</b> attira l’attenzione di qualche produttore e viene trasposto, nel 1998, in un film. Il soggetto inquietante, complice la bella e immortale protagonista, con i suoi lunghi capelli, fa sì che ottenga un grande successo di pubblico e diventi il primo di una lunga serie di adattamenti cinematografici che continuarono fino al 2007, creando una vera e propria saga. Junji Ito ha sempre più seguito e i suoi soggetti danno vita, in meno di un decennio, ad una ventina di film. Uno di questi, <b>Uzumaki</b>, che racconta le vicende di una cittadina ossessionata dalle spirali, è stato recentemente adattato anche in italiano <a href="http://www.dynit.it/scheda.asp?mn=3&ctl=3&iddsc=16">grazie a Dynit</a>.

Il primo editore a credere nelle potenzialità del mangaka è <i>Hazard Edizioni</i> che decide di portare in Italia la sua opera più famosa. Nasce così un volume che raccoglie alcuni racconti che vedono come protagonista l’inquietante entità che si nasconde sotto le sembianze di una bellissima ragazza chiamata Tomie. Sfortunatamente in pochi si sono accorti di questo prodotto: ho avuto recentemente, e quasi casualmente, modo di leggerlo e ne sono rimasto colpito.

Tomie è un inquietante essere dalle sembianze di una bella ragazza con il potere di far innamorare di se gli uomini. Crea in loro une vera e propria dipendenza e ossessione che li porta inizialmente a pendere dalle sue labbra, ma che con il passare del tempo sfocia in una incontrollabile follia. Man mano che la gelosia prende il sopravvento gli sfortunati saranno spinti ad uccidersi a vicenda e non è escluso che, in preda ad un raptus di ira, infieriscano sulla stessa Tomie massacrandola nei modi più atroci. Ma con la sua morte gli sfortunati non saranno liberi dall’incubo che li tormenta: una volta che sceglie una vittima inizia a ossessionarla senza lasciargli tregua o respiro. Non si può scapparle, non la si può nemmeno uccidere: è in grado di rigenerare il suo corpo e ogni suo frammento può dar vita a una nuova se stessa, totalmente indipendente e spinta dagli stessi insani impulsi. <b>E’ l’incarnazione stessa delle emozioni più negative che nascono dal desiderio</b>, sentimenti che non possono essere soppressi, ma che prima o poi trovano sempre modo di riaffiorare.

I brevi racconti sono tutti inquietanti, Tomie non si limita ad attaccare solo gli uomini, ma sono spesso proprio le donne a far le spese del suo operato. Il tratto, che predilige l’uso delle chine ai retini, riesce ad appesantire ulteriormente l’atmosfera rendendola ancora più cupa. Con il passare delle pagine diventa inoltre sempre più preciso, gradevole ed efficace.

Si tratta di una serie di vicende autoconclusive che non si strutturano in una storia continuativa, ma che staccano fra loro in modo netto presentando situazioni e ambientazioni molto lontane fra di loro. Questo potrebbe deludere chi spera di trovare una trama che illustra le origini e la fine di Tomie. Invece, pur apparendo sempre con lo stesso aspetto e avendo sempre lo stesso effetto sugli uomini, ha atteggiamenti e comportamenti diversi da episodio ad episodio. D’altra parte in questo modo la sua figura è resa ancor più misteriosa e intrigante, trasformandola in una sorta di leggenda metropolitana. Si tratta comunque di un aspetto molto soggettivo, di certo l’ho trovato un buon horror in grado di suggestionare il lettore e, pertanto, <b>vi consiglio di dargli un’occhiata</b>.

Hazard offre un’edizione con sovracopertina curata e di ottima qualità, ma ad un prezzo, 10 Euro, superiore a quello dei concorrenti. Si tratta anche in questo caso di un prodotto di nicchia e pertanto la scelta dell’editore pare obbligata.