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Irene Tempesta

Volumi letti: 8/10 --- Voto 8,5
Kiseiju è un manga pubblicato per la prima volta nel 1990, ma è solo recentemente che sta suscitando interesse grazie all'anime creato da poco (tra l'altro fedelissimo al manga e bellissimo, lo consiglio a tutti, la Dynit ne sta pubblicando un confanetto dvd e bluray che consiglio vivamente).
In italia è stato portato avanti da due case editrici che però non sono riuscite a concludere la serie.
Negli ultimi anni la Goen ha acquistato i diritti per creare una delle edizioni più belle che abbia mai visto, con un formato grande, una qualità della carta plastificata, sbalorditiva, ottima resa dell'inchiostro, tavole a colori e splendide sovracopertine. Davvero fantastico.
La serie è stata conclusa in 8 volumi e il prezzo si aggira ai 10 euro a fascicolo, ma vi assicuro che sono ben spesi per la qualità del prodotto offerto.
Kiseiju è un manga molto singolare, che ti porta spesso a riflettere.
Il manga si apre con queste frasi : sulla Terra, qualcuno si chiese
"quante foreste sarebbero risparmiate dalle fiamme, se il genere umano venisse dimezzato?"
e "se il genere umano venisse ridotto a un centesimo, anche il numero di veleni da esso prodotti si ridurrebbe di conseguenza"
e ancora "dobbiamo pensare al futuro degli esseri viventi".
Degli esseri non identificati, cominciano a prendere possesso del cervello degli umani. Il protagonista, Shinichi Izumi, viene attaccato da uno di questi parassiti, ma lo blocca in modo che possa limitarsi a controllare solo la sua mano destra.
Da quel momento, tra l'umano e il parassita inizia una bizzarra convivenza.
Destry (così verrà chiamato l'alieno ospite nel corpo di Izumi) è simpatico, sarcastico, intelligente, curioso, protettivo nei confronti di Shinichi, ma questo è dettato anche dal fatto che Destry è incredibilmente egoista, pensa sopratutto alla propria sopravvivenza, per questo proteggerà il corpo che lo ospita ad ogni costo.
Lentamente i due imparano cose l'uno dall'altro e diventano amici. Il loro legame è tenero.
La vita di Shinichi tuttavia, non sarà affatto facile, ora che sa che una razza aliena sta invadendo la terra con uno scopo in particolare: distruggere la specie umana per impedirle di inquinare ulteriormente la terra che abita.
Izumi è un ragazzo come tanti, è un bravo studente, socievole, rispettoso, che cerca di fare tutte le esperienze normali di un liceale, come ampliare la sua amicizia con Satomi, sua coetanea che ricambia il suo interesse.
La vita di Shinichi diventerà presto un groviglio di morte e dolore, il suo stesso corpo muterà sempre più grazie a Destry donandogli capacità oltre la media.
E' un manga horror, vista la tematica, vengono riproposte molte scene splatter in quanto i parassiti sono cannibali. Ma superata la soglia dell'horror, il manga è denso di contenuti che portano il lettore a riflettere su tematiche come la nostra sopravvivenza, il nostro ruolo nel pianeta, con l'inquinamento che produciamo siamo forse noi i parassiti peggiori? Chi è che decide il valore di una vita umana o quella di qualunque altro essere vivente?
La storia si svolge in maniera scorrevole e piacevole. Non e' mai pesante. L'autore dosa perfettamente i momenti ironici con quelli drammatici. Nessun personaggio è lasciato al caso.
I disegni poi, sono stupendi! Hitoshi Iwaaki crea volti incredibilmente espressivi, disegna l'anatomia umana divinamente, creando della tavole meravigliose che l'edizione della Goen valorizza al massimo donandoci immagini di vera bellezza.
Il mio voto è 8,5 per i disegni e la trama. Davvero interessante. E davvero un'ottima scoperta.
Consiglio vivamente non solo la lettura di questo splendido manga, ma anche dell'anime, che come citavo all'inizio, è fedelissimo al manga.
Nell'anime il character design dei personaggi è diverso. Nel manga infatti i personaggi si assomigliano un pò perchè vestiti tutti allo stesso modo, soprattutto gli studenti. Nell'anime invece, ogni personaggio ha tratti estetici caratteristici che personalmente ho apprezzato.
Tuttavia un ulteriore fascino che dà quest'opera sono proprio le divise che rispecchiano l'epoca, l'assenza di cellulari e computer, e il tratto singolarissimo dell'autore.
Lo consiglio davvero a tutti, amanti del genere e non.
Questo è davvero una perla di manga.

Utente39662

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Utente39662

Volumi letti: 8/10 --- Voto 10
Spiegare perché "Kiseiju" è un capolavoro non è affatto semplice, si tratta infatti di un'opera decisamente complicata che ha avuto un secondo successo in questo ultimo periodo grazie al meraviglioso anime prodotto da MadHouse.
Hitoshi Iwaaki non disegna questo manga solo per intrattenere, il suo obbiettivo principale è quello di portare il lettore a riflettere.
Trama: Dei parassiti dalla grandezza di una palla da tennis stanno invadendo il Giappone, si tratta di alieni inizialmente non identificati, con un unico scopo: entrare nel cervello di un corpo umano. A loro volta questi parassiti si cibano di umani.
Ci sono eccezioni e una di queste sono: Shinichi Izumi e Destry (Migi), si tratta rispettivamente di un liceale e di un parassita che ha fallito nella sua missione e non è riuscito accidentalmente a entrare nel cervello di Shinichi. L'alieno penetrerà bensì nella mano del giovane Shinichi, rendendo in tutto e per tutto il suo braccio destro, un braccio alieno.
La vita di Shinichi cambierà da un giorno all'altro, e con essa cambierà notevolmente il protagonista stesso di volume in volume e così la sua relazione con Destry. Voto trama: 10.
Disegni: I disegni di Hitoshi Iwaaki sono più unici che rari, uno stile particolare che si distacca molto dai suoi colleghi degli anni 90. Un tratto pulito, horror e soprattutto ricco di scene splatter, necessario per un'opera come "Kiseiju". Ci sono tavole veramente degne di nota. Voto disegni: 9.5
Edizione Goen 2015: la qualità delle pagine è sbalorditiva, una stampa perfetta e copertine ben curate, costo di 9,95€, che rende semplicemente ancora più godibile l'opera. Voto: 9.5
Valutazione finale: chiunque rimarrebbe sorpreso dall'incredibile contenuto che ci offre Iwaaki, un manga che dovrebbe essere letto da tutti, ricco di significati e riflessioni interiori.
Voto complessivo all'opera: 10.


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Rygar

Volumi letti: 10/10 --- Voto 10
Parlare dell'ospite indesiderato, significa parlare di uno dei manga più rappresentativi degli anni '80 e '90. L'opera vinse nel 1993 il Premio Kodansha come opera generale, e nel 1996, il Premio Seiun come miglior manga dell'anno. L'opera giunse in Italia nel 1998 tramite la defunta Phoenix, ma la casa editrice fallì prima di riuscire a pubblicare gli ultimi due volumi. Nel 2014, in contemporanea con la relativa versione animata, L'ospite indesiderato torna in Italia, con una nuova veste grafica e una nuova traduzione.

Questo è un manga per stomaci forti, non si lesina sulla violenza, sul cannibalismo, sulla morte atroce, sulla lotta per la sopravvivenza e ci s'interroga sull'impatto ambientale che ha l'essere umano sull'ecosistema e sul concetto stesso di alimentazione.
"Un giorno, qualcuno sulla Terra ha pensato di dare un futuro al genere umano", come? Riducendo la popolazione mondiale, affinché l'inquinamento e il consumo indiscriminato di risorse naturali si riducano drasticamente. Per attuare questo piano, sono stati creati dei parassiti vermiformi che s'intrufolano nel cervello degli esseri umani divorandolo, e assumendo il controllo dei rispettivi corpi. I parassiti, in tal modo, possono nutrirsi degli esseri umani. Shin'ichi Izumi è un comune studente liceale. Una notte un parassita tenta di insinuarsi nel cervello, tuttavia viene scoperto dal ragazzo che blocca la sua invasione, utilizzando un cavo come laccio emostatico. Il parassita è intrappolato nella sua mano destra, ed è costretto a nutrirsi di quest'ultima. Da quel momento la vita del ragazzo sarà stravolta, poiché dovrà condividere la sua esistenza con una "mano" mutaforma dotata di volontà propria. Come se non bastasse, la sua vita sarà in costante pericolo a causa della presenza di altri parassiti cannibali mescolati tra la gente.

Che cosa significa convivere con un essere sconosciuto che ha rubato un arto e lo usa a proprio piacimento? Che cosa significa dover lottare contro altri parassiti perché ritenuti "una minaccia" per la loro specie?

Tanti sono gli interrogativi che quest'opera si pone, e tante sono le risposte che vengono fornite al lettore, in un continuo susseguirsi di colpi di scena, di rivelazioni, e di costanti evoluzioni dei vari personaggi. Shin'ichi, da comune studente, diviene freddo combattente nonché tramite tra la società degli esseri umani e dei parassiti. Egli sopporterà il fardello della solitudine, dell'incapacità di essere compreso, dell'impossibilità di poter esternare i suoi problemi, le sue frustrazioni, e la stessa presenza di Destro. Tutto questo viene magistralmente trasmesso al lettore, il quale è bombardato da una carica di sentimenti e forti emozioni, condite con immagini particolarmente macabre.

Ciononostante, l'opera non preclude del tutto la speranza di un futuro migliore e di una redenzione per il protagonista e per il genere umano. Il finale dell'opera è riflessivo, dialogico, globale, si mostra come si è giunti a questo punto e perché. E conclude tutto splendidamente.

Ci si affidi pertanto, alla maestria dell'autore, Hitoshi Iwaaki, e ci si lasci guidare nel suo meraviglioso mondo inquietante, fatto di mostri cannibali e demoni umani che tutto divorano.


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Robocop XIII

Volumi letti: 10/10 --- Voto 8
No, non è né la versione horror di Midori no Hibi nè la storia romanzata di una persona afflitta dal BIID e né la leggenda dell'antenato di Deidara, è "Kiseiju - L'ospite indesiderato".

Una misteriosa nevicata (ciao Juan!) colpisce il mondo, trasportando ovunque piccoli parassiti che prendono il controllo degli esseri umani colpendoli al cervello, utilizzando la loro nuova forma per mangiare altri uomini. Ma "fortunatamente" Izumi Shinichi, 16 anni, secondo anno del liceo, riesce a salvarsi dal brainwashing ma non dall'alieno, che riesce a prendere il possesso del braccio sinistro (in realtà sarebbe il destro, ma la casa editrice ai tempi preferì adottare la lettura occidentale con conseguente ribaltamento delle tavole che trasformò il nome del parassita da "Destro" a "Mancy"). Questa situazione costringe i due protagonisti a una sorta di relazione simbiotica forzata che è alla base del racconto, mentre nel resto del mondo i colleghi di Mancy fanno fuori decine di persone tra il terrore della popolazione, creando il temuto fenomeno degli "omicidi dei macellatori", così chiamati per via delle condizioni in cui vengono ritrovati i corpi delle vittime (diciamo non proprio delle migliori).

Questo manga è un eterno indeciso: lettura per adulti o per ragazzi? La risposta è un mix di entrambi. L'opera intreccia sporadiche scene macabre/gore a combattimenti tipici delle letture per adolescenti, e discorsi in cui il parassita sciorina la sua arte retorica a favore del cannibalismo ai classici upgrade e potenziamenti. Personalmente io avrei preferito una versione più adulta, qualcosa che si avvicinasse un po' di più alle opere di Mohiro Kitoh.

E fortunatamente ciò avviene, e si nota particolarmente nel sesto numero, dove l'autore decide di gestire le situazioni in modo più raffinato, lasciando in bocca al lettore un leggero retrogusto di Urasawa. Meno combattimenti, più dialoghi, narrazione più lenta, nuovi personaggi ben caratterizzati, notevoli sviluppi della trama, come la lotta interiore del protagonista che cerca di contrapporsi all'inevitabile trasformazione dovuta alla sua convivenza con Mancy, e questo che lo porta a una visione più fredda, cinica e distaccata del mondo; la sua "non appartenenza" a nessuna delle due fazioni, in quanto mezzosangue e per questo temuto dagli umani e ritenuto d'intralcio dagli altri parassiti...

L'evoluzione di questo manga è una curva ascendente, che cresce di volume in volume arricchendosi di nuovi pregi e limando i pochi difetti che si portava dietro. Il crescente realismo dell'opera rende più partecipe il lettore, che è anche aiutato da una sublime caratterizzazione.

Il finale. Evitando spoiler, posso solamente dirvi che questo manga è un capolavoro, che ve lo consiglio, ma che purtroppo fa leva su un artifizio che non sono riuscito a mandare giù, e parlo del "niente risposte ai vostri quesiti, arrangiatevi". Ovviamente lo scopo è quello di liberare il lettore da binari di pensiero predisposti e di aiutarlo a sfogare la sua fantasia e a coltivare una personale visione: non è una cosa "sbagliata" e anzi, forse ha salvato l'opera da un finale indegno, ma è questione di gusti e io non ho apprezzato. Tolto quello, una piccola perla.