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GianniGreed

Volumi letti: 2/2 --- Voto 8
Il manga “All you need is kill” è un adattamento a fumetti del romanzo omonimo scritto da Hiroshi Sakurazaka. La sceneggiatura della versione manga è di Ryousuke Takeuchi, mentre i disegni sono del bravissimo Takeshi Obata, disegnatore noto per aver lavorato su “Hikaru no Go”, “Death Note” e “Bakuman”, tra le altre cose.

È la storia di una guerra ambientata in un futuro prossimo nel quale la Terra è stata attaccata da una spietata e letale razza aliena. L’umanità ha iniziato una lunga e logorante guerra contro gli invasori ma la vittoria appare ancora lontana. Il protagonista è una recluta giapponese dell’UDF (United Defense Force), il nuovo esercito mondiale creato per fronteggiare gli alieni. Keiji Kiriya, questo il suo nome, è un soldato privo di esperienza sul campo. Nel giorno della sua prima vera battaglia contro i Mimic, il soldato muore. Per fortuna, o forse no, il ragazzo si risveglia nella sua branda il giorno prima della sua morte. Per qualche motivo è tornato in vita e può ricombattere la battaglia in cui è stato ucciso. Due volte, tre volte, quattro volte, cinquanta volte, cento volte. Keiji a ogni ripetizione conserva i ricordi e l’esperienza acquista nelle battaglie precedenti. Per questo decide di lottare e uccidere tutti i suoi nemici, fino a che non avrà abbastanza esperienza per sopravvivere a tutti gli attacchi degli avversari e capire come uscire dal loop temporale in cui stranamente è intrappolato.

Nel manga la storia è raccontata in modo fedele a quella del libro, anche se leggermente velocizzata in alcune parti, ma ciò non è affatto un difetto. Poi, anche grazie al supporto delle immagini, nel manga non ci sono tutte le descrizioni di personaggi, ambienti e situazioni, perché il lettore può vederle da sé, e ciò alleggerisce di molto la lettura.

I disegni di Takeshi Obata sono molto diversi da quelli di Yoshitoshi Abe, l’illustratore che ha lavorato ai disegni del romanzo originale. Non posso proprio dire quale dei due stili sia il migliore, ma nel caso specifico di questo manga, ho trovato i disegni di Obata molto gradevoli, ben realizzati e adatti al tipo di storia raccontata. Le scene di guerra e battaglia sono spettacolari pur con la loro caoticità, e il design delle armature dei soldati, che nel libro era appena accennato, molto bello visivamente e d’effetto. Un'altra particolarità del manga rispetto al libro è che è stato mostrato l’aspetto dei Mimic, i nemici alieni dell’umanità. Mentre nel libro il disegnatore Abe non aveva mai realizzato una loro illustrazione, con suo piccolo rammarico, qui per forza di cose, Obata li ha disegnati più e più volte.

Come il libro sul quale è basato, “All you need is kill” è un bel fumetto, perciò se vi piacciono le storie di guerra, fantascienza e viaggi temporali con casini e misteri annessi, “All you need is kill” è sicuramente una lettura da tenere in considerazione. Se avete già letto il romanzo, potrete gustarvi la storia con l’aiuto delle immagini, se invece per qualche motivo non avete la possibilità di leggere la versione originale, o magari vi manca solo la voglia, la versione manga è una validissima alternativa. In ogni caso, vale davvero la pena leggerlo.


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Kida_10

Volumi letti: 2/2 --- Voto 8
"All You Need Is Kill" è un manga in due volumi sceneggiato da Ryosuke Takeuchi e disegnato da Takeshi Obata, celebre per essere l'autore di "Death Note" e "Bakuman", portato in Italia da Planet Manga nel giugno del 2014. L'opera trae origine da un'omonima light novel del 2004, scritta da Hiroshi Sakurazaka e illustrata da Yoshitoshi ABe.

Il pianeta terra è stato da tempo invaso da forme di vita aliene chiamate "Mimic", le quali tentano, come nel più classico degli scenari, di eliminare completamente il genere umano. Keiji Kiriya è una giovane recluta che dopo aver perso la vita durante la sua prima battaglia, si ritrova imprigionato in un loop temporale che lo costringe a rivivere quest'ultima infinte volte. Deciso più che mai a sopravvivere, Keiji inizia ad allenarsi seriamente, acquisendo di volta in volta esperienza direttamente sul campo, e ripetendo molteplici volte la sua "ultima giornata".

Un incipit non proprio originale quello del "viaggio nel tempo", ma che permette le più svariate applicazioni, e Hiroshi Sakurazaka è riuscito a sfruttare al meglio l'occasione, costruendo una trama solida, avvincente e ben strutturata. La storia, molto adrenalinica, si sviluppa bene sin dalle prime pagine, in maniera chiara e ordinata, e con ritmi decisamente elevati. Lo scenario, ottimamente ricreato e ricco di particolari, unito ad un'atmosfera costantemente opprimente, e ad una narrazione fluida che si focalizza solo su ciò che è essenziale senza perdersi in frivolezze, riesce a coinvolgere il lettore, catapultandolo all'interno della vicenda. Per quanto riguarda la caratterizzazione e l'analisi dei personaggi, un lavoro più che discreto è stato svolto per i due principali protagonisti, mentre gli altri comprimari altro non sono che fugaci apparizioni prive di mordente, anche se bisogna riconoscere che in soli diciassette capitoli non era semplice fare di meglio. Una trama che si sviluppa velocemente concentrandosi solo sul proprio progredire è dunque una lama a doppio taglio, e se da un lato si ottiene appunto una narrazione più veloce ed accattivante, dall'altro bisogna lasciare in disparte alcuni fattori; sicuramente dei personaggi secondari maggiormente presenti e più incisivi a livello narrativo non avrebbero guastato se inseriti in un'opera più lunga e ramificata.

Come precedentemente riportato, il manga è stato interamente disegnato da Takeshi Obata, autore che non credo abbia bisogno di presentazioni. Gran parte del valore dell'opera va di fatto attribuito proprio alla sua meravigliosa confezione. Il design dei personaggi è aggraziato, i fondali discretamente curati, le atmosfere sempre cupe e ricche di tensione, i combattimenti limpidi e di facile comprensione. Ottimo il design delle armature ed anche quello dei nemici invasori.

In conclusione, "All You Need Is Kill" è il perfetto esempio di opera breve ma intensa. Un concentrato di azione che riesce a intrattenere e a coinvolgere, e che per una volta tanto si basa su una trama degna di tale nome. Una lettura consigliata.


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Hatake Rufy

Volumi letti: 2/2 --- Voto 9
"All You Need Is Kill" è un seinen tratto dalla light novel di Hiroshi Sakurazawa, composto da soli due volumi, distribuiti poco prima del debutto in sala del film Age of Tomorrow - Senza un domani, interpretato da Tom Cruise.
La trama è unica e sorprendente, grazie ad una buona costruzione dei personaggi principali e degli strani eventi in cui essi sono coinvolti. La terra è in guerra contro ospiti indesiderati chiamati mimic, alieni dalla provenienza sconosciuta, che hanno intenzione di sterminare la razza umana; a sua volta l'umanità inventa delle tute meccaniche da combattimento in grado di dare forza e velocità al soldato che la indossa, ma pochi di loro riescono a padroneggiarla, tra cui Rita Vrataski, detta il soldato cremisi, per via della sua tuta dipinta di rosso sangue. Il protagonista è Keiji Kiriya, una recluta che dopo essere morto sul campo si risveglia nella sua branda il giorno prima della battaglia, incredulo pensa sia stato solo un sogno ma durante l'ennesima battaglia muore e si risveglia nuovamente il giorno prima nella sua branda. Ormai convinto di essere bloccato in un loop, Keiji decide di imparare a combattere direttamente sul campo di battaglia, ripetendo più volte il loop.
Dopo Death Note, ancora una volta ho apprezzato i disegni di Takeshi Obata che, grazie ad un buon design ed espressioni facciali molto reali, riesce a rendere il manga ancor più interessante. Sicuramente è uno dei pregi di quest'opera, le vignette sono sempre ben caratterizzate da molti particolari che non lasciano spazi vuoti in nessuna pagina, le tute sono sempre ben disegnate e non mancano di originalità. Come ho già detto, le espressioni facciali sono molto reali e riescono a trasmetterti ansia, paura, freddezza e voglia di vivere che il protagonista prova durante il corso degli eventi, riuscendo a scatenare in te una scossa elettrica in grado di tenerti incollato sulle pagine. Anche l'ambientazione risalta grazie ai disegni di Obata, che passa dall'essere tranquilla all'essere movimentata in pochi attimi; gli occhi innocenti di una recluta in battaglia, cambiano in quelli di un soldato che ha bisogno della battaglia, influenzando l'ambiente circostante che a sua volta diventa freddo ed entusiasmante nello stesso tempo.
Un vero peccato che una simile opera si limiti a soli due volumi, avrei voluto assistere ancora alle battaglie di Keiji ma purtroppo l'opera si chiude troppo presto, ma con un finale degno di nota. Una delle più belle opere mai lette che è riuscita a catturarmi in soli due volumi grazie a Sakurazawa e Obata; ho la tentazione di dare un 10 ma non digerisco ancora la corta longevità dell'opera, però un 9 è più che meritato.


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Calu11

Volumi letti: 2/2 --- Voto 8
"All You Need is Kill" è una storia breve che si sviluppa in due volumi, per diciassette capitoli, e racconta la storia di un giovane ragazzo di nome Keiji, soldato dell'esercito della Terra. Il mondo si trova in guerra con delle creature aliene, dette "Mimic", che ormai hanno preso possesso di quasi tutti i territori. Il protagonista, dopo una prima battaglia con gli esseri, si risveglia trenta ore prima nel proprio letto e questo meccanismo va avanti ogni volta che muore, ucciso da uno degli strani esseri, come una sorta di loop. Attraverso questa abilità Keiji tenta di accumulare esperienza e notizie sugli alieni per cercare di batterli.

Il concept della storia, ispirato alla light novel di Hiroshi Sakurazawa, è molto ingegnoso e trovo l'idea molto originale. Forse due volumi non bastano a raccontare bene la storia, parsa troppo sbrigativa e veloce. I due protagonisti - ah già, c'è pure una ragazza - sono caratterizzati molto bene, peccato invece che non sia la stessa cosa per i personaggi di contorno.

I disegni sono molto curati, così come le ambientazioni. Poche cose sono lasciate al caso. La storia riesce a farti immergere nella lettura e nella visione dei disegni, fatti dal notissimo Takeshi Obata (disegnatore di Death Note e Bakuman, ad esempio).

Il prezzo è onesto, € 4,20 per un volume curato molto bene dalla Planet Manga. Il voto finale è un 8, dato che la storia riesce a coinvolgerti, ma forse pecca per la poca durata della storia. Adatto a chi vuole una lettura impegnata e intrigante ma non molto lunga.


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Metal_Movie90

Volumi letti: 2/2 --- Voto 8
Ho scoperto quest'opera solo dopo la visione del film Edge of Tomorrow con Tom Cruise ed Emily Blunt (come molti altri, del resto). Incuriosito, sono andato a cercare la fonte originale e, tra light novel e manga, ho deciso di leggere prima quest'ultimo in quanto attratto dai disegni di Takeshi Obata, uno dei miei autori preferiti sin dai tempi di Death Note. Non avendo letto il romanzo, non posso valutare la trasposizione, tuttavia mi sembra di capire che la storia del manga è abbastanza fedele e copre tutti i punti fondamentali, a differenza del film che in pratica prende solo lo spunto principale e lo sviluppa in tutt'altro modo.

Che dire, All You Need Is Kill è un'opera breve ma molto intensa e coinvolgente, raramente mi è capitato di leggere 400 e passa pagine di fumetto tutto d'un fiato come in questo caso! Il merito va sicuramente alla fonte originale e all'ottimo adattamento di Ryosuke Takeuchi: il ritmo è perfetto ed è un continuo crescendo fino all'ottimo colpo di scena finale, non credo si sarebbe potuto fare di meglio in due volumi.

Due cose ho apprezzato in particolare. La prima è stata la descrizione, molto precisa e senza dettagli fuori posto, dell'abilità e dell'organizzazione di cui fanno uso i Mimic per alterare il tempo; mi ha fatto molto piacere vedere come l'autore (grande appassionato di informatica) abbia inserito in maniera così accessibile concetti legati all'ingegneria dell'informazione (su cui ho persino fatto alcuni esami all'università!).

La seconda è l'abilità con cui viene raccontato (nel primo volume) lo sviluppo del protagonista Keiji da recluta senza esperienza a macchina di morte attraverso la ripetizione ossessiva del suo ultimo giorno di vita, molto rischiosa sulla carta ma che in fin dei conti non presenta (almeno per me) alcun difetto: è impossibile non rimanere coinvolti nelle vicende del protagonista, le sue emozioni (l'iniziale spaesamento, la progressiva abitudine...) sono vive e palpabili.

A questo contribuiscono, e moltissimo, gli splendidi disegni di Takeshi Obata, che si liberano di quella "freddezza" presente in Death Note (che mi aveva un po' dato fastidio) e ci restituiscono un mondo futuristico spettacolare ed incredibilmente dettagliato. Non c'è nulla che viene sacrificato: i personaggi e le loro espressioni, le armi e le armature, il design dei Mimic; devo ammettere però che per questi ultimi preferisco il film, qui il loro aspetto mi è sembrato un po' ridicolo. Concludendo, i disegni valgono da soli la lettura dell'opera, sarebbero da 10 e lode se non fosse che, in alcune scene d'azione, spesso risulta difficile capire cosa sta succedendo a causa dei troppi elementi (soprattutto linee cinetiche) visualizzati.

Difetti? Sì, ce ne sono. Innanzitutto, come ha già fatto notare un altro recensore, ho trovato troppo di contorno la parte fantascientifica, che di fatto serve solo come setting per descrivere la crescita del protagonista ed il suo rapporto con Rita Vrataski (molto bello ed emozionante); poi proprio con i personaggi si poteva fare di più, alla fine è solo Rita ad avere un background sviluppato e, togliendo Keiji, tutti gli altri personaggi risultano solo macchiette prive di personalità.

Consiglio All You Need Is Kill a tutti quelli che cercano una lettura veloce ma appassionante di stampo fantascientifico, con uno spunto molto originale e supportata da alcuni dei migliori disegni che possiate mai trovare in un manga. Non fatevelo scappare!


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Tacchan

Volumi letti: 2/2 --- Voto 7
"All You Need is Kill" è una light novel di Hiroshi Sakurazaka che è stata trasposta nel film "Edge of Tomorrow - Senza Domani". Quello che sono in procinto di recensire è il suo adattamento in versione manga, i cui disegni sono stati affidati a Takeshi Obata.
Il manga non è male, si legge con piacere e si dimostra molto diverso dal film, soprattutto nella seconda parte. Non ho letto l'opera originale, ma posso immaginare che sia decisamente più simile a questa, mentre sia stato il film a stravolgere un po' tutto.
La trama è simile: la terra è invasa dai Mimic, creature aliene che sembrano essere inarrestabili, grazie al loro potere di ripetere e ripetere le battaglie. Tale dono è stato accidentalmente acquisito da un umano, che si trova in grado, in caso di morte, di ripetere le ultime 30 ore di vita, migliorandosi e imparando dai propri errori, così come fanno i Mimic.
Se l'incipit è lo stesso, diverso è il tono, molto più drammatico, vede nel secondo volumetto molta più attenzione alla protagonista femminile, descrivendo il suo passato e facendocelo comprendere, per poi concentrarsi sul rapporto fra i due protagonisti. L'esito è molto più tragico e meno risolutivo per quel che riguarda le sorti della guerra. Non posso dire altro, deve essere letto. Devo ammettere di avere apprezzato il finale e che l'ho trovato meno piatto di quello del film, che lo addolcisce non poco.
I disegni sono efficaci e belli a vedersi, la narrazione è adeguata, tuttavia non sono presenti grandi alti e in genere non vi è sufficiente tempo per approfondire le cose: levando gli scontri in effetti rimangono poche pagine e questo impedisce all'opera di fare un saldo di qualità. Il manga rimane un lavoro diligente e piacevole da leggere, consigliato se avete visto e apprezzato il film: in questo caso è un extra prezioso e una diversa interpretazione del soggetto, che va letto. Senza aver visto il film, beh, le cose sono un po' troppo veloci e sbrigative, dubbio possa coinvolgere molto.


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Mikymate

Volumi letti: 2/2 --- Voto 7
All you need is kill è il manga in due volumi tratto dall'omonima light novel di Hiroshi Sakurazawa. Premetto subito che non avendo letto la novel, non sono in grado di valutare la fedeltà e la qualità della trasposizione, ma mi limiterò a recensire il fumetto. L'adattamento è stato affidato alla coppia Ryosuke Takeuchi e Takeshi Obata, il primo addetto alla sceneggiatura e il secondo ai disegni.

Difficile fare critiche al tratto ormai celeberrimo di Obata, che anche in quest'opera si dimostra all'altezza della sua fama: l'impostazione grafica delle tavole rende onore al fluire della storia, il tratto si dimostra pulito e i dettagli sono chiari e precisi anche nelle scene di guerra e in quelle più caotiche.

È invece sulla sceneggiatura che il manga perde qualche passo, non so dire se per colpa di Takeuchi o dell'autore della novel stessa: nonostante l'idea del loop temporale sia molto suggestiva, permettendo uno sviluppo della trama non banale, nel corso della storia si accumulano piccoli dettagli che sembrano soffrire di alcune lacune. A partire dalla natura dai nemici, creature mostruose e aliene, di cui alla fin fine non veniamo a sapere quasi niente. Può darsi che lo scrittore abbia voluto appositamente dipingerli in questo modo per enfatizzare il carattere alienante e incomprensibile della guerra, ma così facendo si perde l'opportunità di avere un antagonista credibile e carismatico, barattandolo con uno molto più in stile videoludico. E l'impressione rimane in realtà quella di un nemico solo abbozzato, scelto così per comodità più che per voglia di comunicare qualcosa.
Oltre a questo, ho trovato un po' forzata la spiegazione degli eventi finali (non sto a dirli per evitare spoiler), che mi è risultata non del tutto calzante, come se mancasse qualche pezzo del puzzle, o meglio come se alcuni pezzi fossero stati incastrati a forza per far tornare il tutto.

Eppure, nonostante tutto, All you need is kill si fa leggere, e molto bene.
Questo perché in realtà funziona molto meglio come storia d'amore che non come storia di fantascienza: è l'analisi introspettiva dei due protagonisti che tiene su ed eleva la storia, ed è leggendo tutto come contorno del loro trovarsi che si riesce ad apprezzare al meglio questo manga.
Tutto il caos della guerra e quello che ci ruota attorno non è altro che un enorme processo estraneo che porta Keiji e Rita a scoprirsi esseri simili in un mondo assurdo, e la loro reciproca comprensione permetterà ad entrambi di trovare una propria umanità.


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umbyfish

Volumi letti: 2/2 --- Voto 9
Tralasciando presentazione e trama che hanno già fornito altri recensori, fornisco direttamente la mia opinione.
All You Need Is Kill è un manga che nella sua breve durata riesce davvero a stupire, riuscendo a tenere il lettore col fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina, creando un buon intreccio con un finale che, senza fare spoiler, è tutt'altro che scontato. Ciò che mi ha fatto avvicinare all'opera sono state senza dubbio le matite del maestro Obata che come sempre si sono rivelate magistrali, rendendo le numerosissime scene d'azione con una fluidità impressionante, anche nel caos più totale. Prendendo "il piacere visivo" come garanzia, mi sono ritrovato poi tra le mani un racconto breve che, visto il clamore mediatico che lo ha accompagnato, mi aspettavo già fosse piacevole ed alla fine ne sono stato pienamente soddisfatto. Nonostante le "poche" pagine, la storia raccontata è ricca di particolari e dettagli che bene o male alla fine vengono tutti colmati (alcuni credo siano stati volutamente lasciati aperti, ma nulla che possa minare la completezza della storia) e sul finale, proprio quando si avverte tra le mani l'imminente conclusione del volumetto e si è con una sorta di senso di disagio perché pare mancare qualcosa, la storia culmina e si conclude riuscendo a non essere banale.
L'acquisto quindi è estremamente consigliato anche ai profani dei manga, soprattutto visto che in soli due volumetti (9 euro prezzo di copertina in totale) si ottiene un prodotto davvero degno di nota.

PS. dopo aver concluso la lettura, mi sono incautamente lanciato nella visione del film ispirato dall'opera, "The edge of tomorrow - Senza domani" che è totalmente diverso rispetto al manga (non so quale dei due sia più fedele al racconto originale) e non mi è per niente piaciuto! Quindi anche se siete stati scoraggiati dal film, non rinunciate a questi due volumetti! In comune manga e film hanno solo che il tizio di turno muore e si risveglia, tutto il resto è completamente differente.


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Evicenda

Volumi letti: 2/2 --- Voto 7
Voto [7.5]

Era parecchio tempo che aspettavo questo manga. Affascinatissimo dalla trama della light novel di Hiroshi Sakurazaka, sono andato a vedere il film "Edge of Tomorrow" e successivamente ho preso il manga "All you need is Kill", viste le grosse aspettative che avevo, sapendo la presenza del grande Takeshi Obata.

Trama
Tutta l'umanità sta affrontando una guerra che non ha precedenti: un'invasione aliena che sta uccidendo tutta la popolazione terreste. Questi alieni vengono chiamati Mimic e, per rispondere a questo problema, il pianeta ha creato la UDF: l'United Defence Force.
Ed è proprio qui nel sud del Giappone che si presenta il nostro protagonista, Kiji Kiriya: una giovane recluta che già al primo giorno di battaglia viene ucciso da un Mimic "diverso dagli altri", il quale lo ritrasporta successivamente dopo la sua morte, a due giorni prima della guerra, creando un "loop temporale" da cui il nostro protagonista cercherà di uscirne. In tutta questa realtà vi sarà sempre questa ragazza di nome Rita Vratoski, conosciuta come la Full Metal Bitch: una guerriera formidabile che combatte usando un'ascia gigante. Tra colpi di scena e morti continue, il nostro Kiji rivivrà in continuazione gli stessi giorni, per evolversi, forgiato dalla morte stessa, nel soldato perfetto.

Per quanto riguarda la trama e la questione del loop temporale è sicuramente un qualcosa di già visto, ma mai configurato in ambito militare. Questo mette le basi per trovarci davanti ad una storia frenetica e divertente, dove il nostro protagonista si ritroverà a rivivere sempre lo stesso giorno, diventando sempre più forte e deciso. Indubbiamente la storia oltre ad essere bella e originale, per certi versi, è anche ben scritta, incalzando un gran bel ritmo e non annoiando mai. Cosa sicuramente pregevole data la ripetitività del contesto che comunque funge da leva per la caratterizzazione dei personaggi. Infatti anch'essa è ben strutturata focalizzandosi abbastanza sull'evoluzione psicologica del protagonista e, allo stesso tempo, riuscendo grazie a questa ripetitività a caratterizzare relativamente anche tutti gli altri personaggi secondari. Per quanto riguarda i dialoghi, il livello è un po' più sottotono con tutto il resto: leggeri e piacevoli sì, ma forse non perfettamente integrati nel contesto, risultando leggermente infantile la tonalità con cui venivano affrontati determinati discorsi. Questo ha portato a "steccare" parzialmente l'enfasi, l'ambiente e l'aria che si respira prima della guerra, non rendendola mai triste e melanconica. Un riflesso doveroso per il "mood contestuale" che avrebbe potuto rendere la storia anche un po' più "drama". Tirando le somme rimane comunque una bella storia, ben scritta e veramente tanto ritmata.

Disegni
Eh qui nulla da dire. Obata ha fatto 30. Il suo disegno è eccezionale sia a livello tecnico che logistico.
Per quanto riguarda la parte tecnica i disegni risultano dettagliatissimi e spettacolari, giocando molto bene sulle sfumature. Il tratto invece è liscio ma sempre robusto, mostrando un disegno veramente strutturato soprattutto per quanto riguarda le cura nei dettagli per le armi, armature e vestiti. Anche l'espressività dei personaggi è ben caratterizzata.
Per quanto riguarda la parte logistica Obata è particolarmente bravo a "movimentare" il soggetto all'interno della vignetta, rendendo sempre chiaro quello che sta succedendo. Infine è giusto evidenziare un'altra sua gran qualità: è un mago nel fondere e sovrastare le vignette tra loro, rendendo sempre chiaro il disegno e mai confuso.
Personalmente le tavole più belle sono quelle delle ripetute morti del personaggio, a volte proprio fenomenali. Ripeto, Obata ha fatto 30 (e forse anche 31) creando un disegno perfettamente plasmato nel contesto, riuscendo a tenere il ritmo della storia e per certi aspetti anche premendo l'acceleratore per alcuni fasi.

L'unica cosa da evidenziare è che forse il suo stile è forse un po' troppo "giovanile". Ammetto che il tratto per certi versi non trasmette tristezza, cosa che in un clima del genere forse poteva essere meglio espresso da Kakizaki. Questa prospettiva mi avrebbe particolarmente affascinato, anche se per quello che ho visto Obata a livello logisticico-dispositivo delle vignette è migliore.

Edizione
L'edizione nel suo insieme è più che buona sia per il prezzo 4,20 (prezzo molto basso per la Planet) che per la carta, tutto sommato, sufficiente visto che non macchia e non sporca. Il brossurato però regge poco nel tempo, quindi necessita oggettivamente di bustina. Una bella versione Deluxe non farebbe male.

Concludendo, "All you need is kill" ha sicuramente risposto molto bene alle aspettative. Il voto è quindi di 7.5. In primis per la storia per progettata e sintetizzata in soli 2 numeri offrendo al lettore un clima frizzante e ritmato ed, in secundis, da dei disegni eccezionali di Obata, che si mostra e si consolida come una certezza tra i mangaka. Sicuramente anche l'edizione aiuta, offrendo un prezzo accessibilissimo che forse poteva essere anche gonfiato, visto la grossa campagna pubblicitaria svolta dietro alla light novel di Sakurazaka: un gesto sicuramente ammirevole.
Di conseguenza "All you need is kill" lo consiglio vivamente a tutti coloro che amano gli sci-fi e le storie di guerra. E' indubbiamente una lettura molto leggera sia per contenuti che per durata, ma assolutamente piacevole, ben strutturata e divertente.


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_Protector_

Volumi letti: 2/2 --- Voto 9
"All you need is kill" è un manga tratto dal romanzo di Hiroshi Sakurazaka dal quale nasce al film "The edge of tomorrow - Senza domani" interpretato da Tom Cruise.
Le vicende si svolgono durante l'invasione della Terra da parte di strani alieni di nome "Mimic" e sarà ambientato in Giappone con protagonista Keiji Kiriya, un soldato dell'UDF, che ha il compito di arrestare l'avanzata dell'esercito nemico.
Col primo volume veniamo subito catapultati nel pieno della storia, senza noiosi preamboli, e ci viene mostrato come il protagonista reagisce a questo strano loop nel quale è intrappolato che gli fa ripetere all'infinito la stessa battaglia.
Il secondo volume invece parte presentando il passato di Rita Vrataski, soldato dell'esercito americano, mostrando come rimase coinvolta e il motivo per cui entrò nell'esercito fino ad arrivare al fatidico incontro tra i due protagonisti, per poi terminare nell'intenso colpo di scena finale e nelle toccanti scene che seguono.
La trama è di facile comprensione e le scene d'azione (di cui spesso è difficile rappresentare il movimento a causa della staticità dei disegni) sono sempre chiare. Ci si concentra unicamente sull'avanzamento della trama e non ci si sofferma sullo scenario della guerra, sulla caratterizzazione dei personaggi secondari o degli alieni, ma personalmente l'ho apprezzato dato che sarebbe solo stato un allungamento del brodo.
Dal lato tecnico invece abbiamo disegni e espressioni facciali così realistici da fare sentire sulla propria pelle quello che il protagonista prova, arricchiti dai travagliati ragionamenti del protagonista. Spesso però i fumetti non saranno necessari per trasmettere la tensione, il dolore o la frustrazione, dato che anche due pagine prive di balloon riusciranno a dire così tanto e a trasmettere messaggi unicamente coi disegni, senza parole. La realizzazione di queste pagine, così come le scene di violenza riescono a dare al manga tutta l'atmosfera tetra e pesante necessaria alla trama.
Pur essendo un accanito denigratore dei robottoni, ammetto che lo stile di quelli presenti in questa opera (che possiamo più definire come armature) era davvero fantastico e ricordano molto lo stile di Halo.
Concludendo "All you need is kill" è un'opera breve ma sicuramente intensa, che nonostante la serietà mi ha saputo intrattenere e stupire piacevolmente. Ne consiglio l'acquisto garantendo che se si è in cerca di un buon seinen non ne rimarrete delusi.


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traxer-kun

Volumi letti: 2/2 --- Voto 6
Il manga del 2014 All You Need Is Kill, l'atteso progetto fantascientifico in due volumi che vanta un comparto grafico realizzato dall'ormai apprezzatissimo Takeshi Obata, vede la sua genesi ben dieci anni prima in forma di light novel, scritta da Hiroshi Sakurazaka e disegnata nientemeno che da Yoshitoshi ABe, autore di egregie opere dai temi filosofici e esistenzialistici come Serial Experiments Lain e Haibane Renmei. Gran parte del successo relativo a questo titolo è però dovuto all'adattamento in film internazionale a opera della Warner Bros, diretto da Doug Liman e con la partecipazione di Tom Cruise nel ruolo del protagonista.
Nomi importanti e di grande rilievo insomma, che non possono che aumentare notevolmente l'attesa. Attesa che tuttavia è stata ripagata solo in parte.

Keiji Kiriya, giovane e inesperta recluta dell'esercito terrestre, si trova ad affrontare per la prima volta l'invasione dei Mimic, potenti esseri alieni intenzionati a spazzare via la razza umana. Ferito mortalmente alla sua prima battaglia, Keiji si ritrova suo malgrado imprigionato in un misterioso loop temporale che lo porta a ripetere incessantemente le sue ultime 24 ore di vita; tempo che il ragazzo cercherà di utilizzare a proprio favore, con l'obiettivo di escogitare un modo per cambiare il proprio destino ed evitare così la morte.

La parte grafica dell'opera, come già accennato in precedenza, è affidata al celebre Takeshi Obata. Generalmente i disegni si attestano su un livello più che discreto; il maestro Obata, dotato di indubbio talento, riesce a conferire al fumetto l'atmosfera cupa, pesante e carica di suspense che la storia necessita. Le tavole statiche nonostante siano ben realizzate e ricche di dettagli, risultano - a parte le meravigliose armature - prive di picchi di virtuosismo, e lontane dalla grandezza stilistica e registica dimostrata in Death Note, ma comunque sopra la media.
Il design dei personaggi è quello classico del maestro, di certo non originale (soprattutto per i personaggi secondari e le comparse) ma senza dubbio piacevole.
Il tratto dinamico invece l'ho trovato leggermente sottotono, non del tutto convincente soprattutto nelle battaglie, ma forse la causa è da attribuire alla pesantezza di dettagli dovuta alle armature e alle corazze dei Mimic e alla conseguente difficoltà nel renderne la dinamicità. Un po' sottotono anche i fondali, che a parte rari casi sono abbastanza spogli e privi di grande impatto visivo.

Ora, la trama. Su questo fronte sono combattuto; da una parte ne ho apprezzato l'intensità e l'atmosfera opprimente che la caratterizza, dall'altra non posso fare a meno di notare le (ahimè, non poche) cadute di stile che gli autori si sono fatti sfuggire. Non avendo letto la light novel da cui l'opera è tratta non posso farne paragoni, quindi dovrò limitarmi ad analizzare il manga. Innanzitutto la psicologia può dirsi approfondita solamente per quanto riguarda i due protagonisti, infatti i personaggi secondari sono terribilmente piatti, dimenticabili e privi di spessore, dalla cuoca della mensa, al commilitone di Keiji, al meccanico di Rita. Posso capire che la brevità della storia, basata più sull'evolversi della trama e sull'introspezione del personaggio principale, non lasci spazio alla caratterizzazione di tutti i personaggi, ma in questo caso sembra quasi che il cast secondario sia stato inserito con l'unico fine di creare un contesto, essendo quindi di ben poca utilità. Inoltre devo ammettere che anche la maturazione dei protagonisti mi ha lasciato qualche dubbio, ma non posso entrare nel dettaglio perché potrei incorrere nel rischio di fare degli spoiler.
La storia, o meglio il riadattamento di Ryosuke Takeuchi, può vantare una discreta originalità pur essendo il tema del loop temporale già stato abbondantemente affrontato. Il manga parte subito in quarta, catapultandoci nei numerosi drammi che colpiscono il giovane Reiji. A un inizio d'effetto, segnato dall'incontro del protagonista con la bella Rita Vrataski, segue una seconda parte un po' scialba, dove la storia comincia a rallentare e a perdere di conseguenza parte del proprio interesse, per poi risollevarsi nel ben congegnato colpo di scena finale e nella sequenza che segue, ponendo fine alla vicenda. Il manga si concentra soprattutto sul loop che colpisce Keiji e sugli eventi che ne conseguono, fornendo tutte le spiegazioni sul caso ma non approfondendo particolarmente la trama generale, la razza Mimic e la guerra; la reputo comunque una lecita scelta di sceneggiatura, e come tale la rispetto. Le dovute spiegazioni come già detto vengono fornite, ma in questo caso non brillano per originalità o genialità.
L'impressione finale è che, nonostante il fumetto sia tutto sommato gradevole, la presenza di certe "falle" e ingenuità narrative vada a comprometterne il risultato; inoltre nonostante sia classificata come seinen non posso fare a meno di notare che quest'opera, tralasciando alcune scene di violenza un po' crude, per struttura e trama si avvicini più alla categoria shounen e non presenti niente di particolarmente profondo o psicologico. Più che altro è basata sull'azione e sui combattimenti. Non che sia un grande punto a sfavore, ma le mie aspettative di un'opera matura sono state un po' deluse.
In Italia il fumetto è edito dalla Planet Manga, al prezzo di 4.20 € a volumetto.
In definitiva lo considero un 6,5 pieno, che tuttavia non mi sento di arrotondare a 7 per i motivi sopracitati. Purtroppo, una mezza delusione.


 8
giacgiac

Volumi letti: 2/2 --- Voto 9
"All you need is kill" è un manga di 17 capitoli, distribuiti in due volumi, edito in italia da Planet manga; la storia è tratta dalla light novel del 2004 dall'omonimo titolo e tradotta sempre dalla Panini - che ha voluto cambiarne il titolo in "The edge of tomorrow - Senza domani" - scritta da Hiroshi Sakurazawa e illustrata da Yoshitoshi ABe. L'adattamento in versione manga è ad opera di Ryosuke Takeuchi e l'intero comparto grafico è affidato a Takeshi Obata - già ampiamente famoso per opere come "Hikaru no Go" e "Death Note". La mia prima lettura di quest'opera è avvenuta prima di aver visionato la novel, quindi è con questo manga che ho vissuto per la prima volta tutte le avventure, i crolli psicologici e le angosce del protagonista per la prima volta. Dopo la lettura del romanzo e la rilettura del manga devo dire che se da una parte l'apporto emotivo risulta ovviamente smorzato, dal momento che la storia è sempre la stessa, dall'altra trovo che Obata e Takeuchi abbiano svolto davvero un buon lavoro. Il manga risulta assai fedele all'originale, tagliando solo in minima parte scene del romanzo e riuscendo magistralmente a rendere palpabili le emozioni del protagonista, grazie all'abbinamento di brevi ragionamenti ed espressioni estremamente realistiche. Il punto forte del manga, tralasciando la trama, è sicuramente il disegno. Il lavoro di Obata risulta pregevole sotto davvero ogni aspetto, dal punto di vista della regia, le vignette non sono mai troppe per tavola e i balloon disposti in modo sempre chiaro e mai d'ingombro per la scena. Il character design e mecha design risultano ben studiati e molto armonici, tipici dello stile di Obata; le figure non sono mai sproporzionate, i volti e gli abiti sempre pregni di particolari, così come le armature e gli sfondi; le scene d'azione sono sempre chiare e lineari, la linea si adatta alla violenza intrinseca e alla crudezza dei contenuti di questo genere e rende la scena estremamente plastica e dinamica. Da grande amante del genere cyberpunk non ho potuto non apprezzare un disegnatore esperto ed eccezionale come Obata, uno dei miei preferiti tra l'altro, applicarsi all'adattamento di un'opera fantascientifica di questo calibro, anche se puramente a scopo pubblicitario - guarda caso è uscita poco prima del debutto nelle sale mondiali del film con Tom Cruise -, è stata una gioia davvero inaspettata scoprirlo.
Che altro dire, "All you need is kill" è un'opera breve ma sicuramente densa, intensa e coinvolgente, con dei disegni mozzafiato degni del migliore Obata - posso affermare che sia ad oggi il mio manga preferito dal punto di vista grafico - e con una trama tutt'altro che scontata. Un seinen davvero meritevole, che lascia a bocca aperta e che voglio quindi premiare con un 9.