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LUNEDÌ 28 SETTEMBRE 2026

Amane Gymnasium



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Sorella_Alberta80

Volumi letti: 7/7 --- Voto 9
Tra la Creazione e l'Evasione: la vertigine metanarrativa di Amane Gymnasium di Usamaru Furuya

Quando ci si approccia a un’opera di Usamaru Furuya, la certezza è quella di trovarsi di fronte a un autore mai banale. Tuttavia, Amane Gymnasium riesce a travolgere il lettore ben oltre le più rosee aspettative, affermandosi fin dal primo volume non solo come una delle sue prove più riuscite ed artistiche, ma come una straordinaria riflessione sul senso dell'atto creativo, sul confine tra realtà e finzione e sul rapporto patologico o catartico con l'arte.

La fiaba dell'ossessione e il fascino della "vita segreta"

Il primo volume si presenta con la forza e la compiutezza di una fiaba dal finale d'impatto: la storia di una "bambina cresciuta" che corona il suo sogno d'evasione. Amane, la protagonista, è una donna divorata dalla passione per le autrici classiche di shōjo manga e da un'ossessione sconfinata per le bambole. Per coltivare questo mondo parallelo, Amane attua una vera e propria rinuncia alla vita sociale e alle convenzioni quotidiane.
Il punto di forza risiede nel modo in cui Furuya mette in scena questo doppio binario esistenziale: la "frizzante vita segreta" di Amane non viene trattata con cupo drammatismo o dilacerazione tragica, bensì con un gusto spigliatamente pop, brillante e velato di comicità. Amane diventa una divinità in incognito nel proprio micro-universo, muovendosi con un senso elettrizzante di segretezza che trasforma la sua routine in un'esperienza magica.

Il teatro dei burattini: oscillazione tra pathos e farsa

Dal secondo numero in poi, il manga svela la sua vera ed esaltante natura metanarrativa. Lungi dal ridursi a una semplice parodia dello shōjo o dello shōnena-ai classico, l'opera innesca un delicato equilibrio tra pathos e farsa.
Come lettori ci si trova immersi in una vertigine interpretativa continua: da un lato si viene trascinati dal melodramma passionale degli studenti del Gymnasium (i cui toni richiamano i grandi classici del genere); dall'altro ci si sorprende a sorridere non appena la lente torna nel grigio e odiato mondo lavorativo di Amane, per la quale la realtà "vera" è diventata del tutto secondaria rispetto a quella costruita nella sua mente.
Si crea così uno sdoppiamento quasi ipnotico: Amane Gymnasium è la storia clinica di una patologia dell'evasione o è il dramma romantico di Felix e dei suoi compagni? Furuya lascia al lettore la libertà di scegliere quale piano considerare "finzione" e quale "dramma reale", affrontando con un brio contagioso il tema della fuga dalla realtà attraverso l'arte.

Dalla catarsi psicologica all'emancipazione dei personaggi

Proseguendo nella lettura, l'architettura dell'autore rivela strati sempre più complessi. Nel quinto volume assistiamo al tema affascinante della presa di coscienza delle creature: le bambole comprendono di essere personaggi all'interno di una finzione orchestrata da un'Autrice. Tuttavia, proprio grazie a questa presa di coscienza, acquisiscono il brio e il libero arbitrio per emanciparsene, trasformandosi paradossalmente nelle "levatrici" del risveglio interiore della loro stessa Genitrice, ancora troppo intimorita all'idea di affrontare se stessa.
Con il sesto volume, l'opera compie una virata più psicologica e razionale, riconducendo il potere immaginoso di Amane ai traumi e alle esperienze del suo passato adolescenziale. Se da un lato questo passaggio può far perdere momentaneamente ad Amane la sua aura di "Creatrice assoluta" — trasformando il processo artistico da pura espressione creativa a terapia per elaborare un vissuto doloroso —, dall'altro pone le basi per un epilogo di rara potenza emotiva.

L'addio al Gymnasium: il taglio del cordone ombelicale

Il settimo e conclusivo volume rappresenta il definitivo e commovente addio al Gymnasium. La drammatica sequenza in cui i personaggi-bambola cadono nel precipizio dopo l'ultimo saluto ad Amane racchiude il senso profondo dell'intera opera: è la rottura di una dipendenza morbosamente simbiotica. Se nelle prime fasi i personaggi cercavano la propria autonomia come "figli" pronti a staccarsi dal genitore, nel finale essi accettano di annullarsi affinché la propria Creatrice possa finalmente essere libera di vivere, amare e stare nel mondo reale.
Ma la chiusura di Furuya regala un ultimo, meraviglioso rovesciamento prospettico. L'Amane Gymnasium non viene distrutto per sempre, ma si ricostruisce sotto una luce del tutto nuova, pacificata e solare. Amane non entra più fisicamente nella sua creazione per nascondersi dal mondo, ma la osserva dall'alto — metaforicamente come un volatile — lasciando che i suoi personaggi interagiscano in modo sereno e distaccato. Il Gymnasium cessa di essere un rifugio coatto per diventare la trasfigurazione positiva e poetica della realtà.

Un confronto illustre: l'eredità di Moto Hagio

Posta a confronto con Il Cuore di Thomas di Moto Hagio — celeberrima opera citata dallo stesso Furuya ed esplicitamente omaggiata —, Amane Gymnasium dimostra di saper andare ben oltre il modello di partenza. Se il capolavoro della Hagio rimane un eccellente e iconico shōnen-ai di ambientazione scolastica, il manga di Furuya si spinge a esplorare il senso filosofico e doloroso della creazione artistica.

Amane Gymnasium si consacra così come un'opera eccelsa e memorabile: una narrazione che usa la magia, la maschera e la finzione non per negare la vita, ma per insegnare, infine, ad abbracciarla.


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Asmodeuss

Volumi letti: 7/7 --- Voto 8,5
Ho appena finito di leggere “Amane Gymnasium” di Usamaru Furuya, pubblicato in Italia da Coconino Press. Dopo aver letto e apprezzato “Shinju”, ero curioso di scoprire un'altra opera dell'autore e devo dire che, anche questa volta, Furuya è riuscito a sorprendermi, proponendo una storia molto particolare, surreale e difficile da inquadrare in un genere preciso.

La storia segue Amane Miyakata, una giovane donna che coltiva una particolare passione per la creazione di bambole dalle sembianze umane. Le sette bambole che realizza prendono improvvisamente vita, dando origine a un vero e proprio “gymnasium” popolato dai ragazzi che Amane aveva immaginato e caratterizzato in passato. Da questo presupposto nasce una storia che parte quasi come una commedia surreale, ma che nel corso dei volumi diventa progressivamente più articolata e soprattutto più personale.

I personaggi sono senza dubbio uno dei punti di forza dell'opera. Le sette bambole hanno personalità molto diverse tra loro e, nonostante siano state create dalla stessa Amane, sviluppano desideri, rapporti e conflitti propri. Questo permette a Furuya di costruire dinamiche molto interessanti tra i ragazzi, evitando che rimangano semplicemente delle “creazioni” della protagonista. Anche Amane stessa è un personaggio che cresce molto durante la storia: inizialmente appare come una donna che preferisce rifugiarsi nel proprio mondo immaginario piuttosto che affrontare la realtà, ma il rapporto con le sue creature la costringe progressivamente a confrontarsi con se stessa e con ciò che ha sempre cercato di evitare.

Le tematiche sono molteplici e, dietro l'apparente leggerezza della premessa, nascondono riflessioni più profonde. Il rapporto tra creatore e creatura è sicuramente uno degli elementi centrali, ma Furuya affronta anche temi come la solitudine, l'adolescenza, l'amicizia, l'amore e il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo.

Dal punto di vista artistico, Furuya è sempre una garanzia. Il suo tratto è dettagliato, elegante e particolarmente adatto ai personaggi che popolano il gymnasium. Le tavole riescono a passare con naturalezza da momenti più leggeri ad altri decisamente più intensi, mantenendo sempre una grande cura nei volti, nelle espressioni e nelle ambientazioni.

Nel complesso “Amane Gymnasium” è stata una lettura che ho apprezzato davvero molto. All'inizio non ero completamente sicuro di dove volesse andare a parare una storia basata su sette bambole che prendono vita, ma andando avanti ho trovato sempre più interessante il modo in cui Furuya sviluppa i personaggi e il loro rapporto con Amane.

Il mio voto finale è 8.5/10.


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annadaifan

Volumi letti: 7/7 --- Voto 7
"Amane Gymnasium" è un manga realizzato dall’apprezzato Usamaru Furuya e pubblicato dal 2017 al 2020 in Giappone, si compone di 7 volumetti pubblicati da noi dall’editore Coconino Press.

La protagonista della storia è Amane Miyakata, un’impiegata piuttosto ordinaria di 27 anni che nel tempo libero si dedica alla creazione di bambole. Un giorno riceve dell'argilla da un uomo anziano, proprietario del negozio in cui di solito acquista il materiale necessario per le sue creazioni. Vista la sua passione fin da ragazzina delle opere di Moto Hagio e Keiko Takemiya decide di realizzare delle bambole che hanno le sembianze di giovani ragazzi che popoleranno il suo personale “gymnasium”.
Sorprendentemente queste bambole inizieranno a muoversi per conto loro e Amane si ritroverà a gestire tutte le loro esigenze. I rapporti fra le bambole non saranno facili e Amane dovrà destreggiarsi fra il mondo reale e quello del collegio, grazie anche all’aiuto di un collega di lavoro che si avvicinerà a lei senza farle troppe domande sul suo bizzarro comportamento.

Seguendo le bambole sembra quasi di ritrovarsi in una delle tante storie tragiche degli anni ’70 del mondo shonen ai, colmo di drammi ed episodi violenti. Ma tutto questo è solo nella mente di Amane? Cosa nasconde la ragazza? Cosa c’è dietro alcune porte che sogna di continuo e non ha il coraggio di aprire?

Buona parte di queste domande verranno svelate nei capitoli finali, ma il tutto è fatto in una maniera troppo semplicistica e buonista che possono deludere il lettore.
I disegni sono molto dettagliati e gli sfondi sono ottimi.
In fin dei conti quest’opera è un omaggio al mondo delle storie d’amore fra ragazzi e, infatti, la parte più interessante per me è stata la vita delle bambole nel collegio piuttosto che i traumi subiti da Amane.
Se già siete fan di Furuya considerate quest’opera come qualcosa di distante da ciò a cui ci ha abituato il mangaka, si tratta di una parentesi più leggera dell’autore.


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Irene Tempesta

Volumi letti: 7/7 --- Voto 7
Ho letto diversi manga di Usamaru Furuya, autore particolare, a cui la Coconino press, ultimamente, sta dando molto risalto, arrivando recentemente ad annunciare la pubblicazione in esclusiva assoluta di una sua opera in Italia nel 2025 dal titolo "doppio suicidio d'amore".

"Amane Gymnasium" ha una trama particolare e atipica, nello stile dell'autore, non ci sono momenti morti e il ritmo è serrato e incuriosisce il lettore, tuttavia mi sento di dire che a parer mio ha avuto un finale un po' banale, seppur risolutivo ed esaustivo. L'opera è conclusa con 7 volumi.

Amane è una otaku, con una grande passione per la creazione di bambole, asociale, senza amici, chiusa in se stessa, riservatissima e attenta a non far capire che a ventisette anni non ha mai amato nessuno e non ha mai avuto un fidanzato. Un giorno, grazie ad una argilla speciale, vendutale da un amico, comincia a modellare il suo sogno che ha radici nell'adolescenza: creare 7 bambole, tutti bei ragazzi adolescenti, e creare il suo personale gymnasium, ispirata dal manga di Hagio Moto, "Il cuore di Thomas", che cita spesso. Ma grazie a questa argilla speciale le bambole prendono vita e, dopo l'euforia iniziale, rendono la vita di Amane impegnativa e problematica. Come comportarsi con loro, non più burattini, ma neanche esseri umani? Amane cerca di guidarli alla scoperta del mondo, ma la loro presenza inizia a mettere in questione la quotidianità e il senso della sua stessa vita.

Ogni personaggio ha le fattezze da lei desiderate e anche la personalità e i sentimenti che lei, da adolescente, aveva definito per loro.
Gli intrecci sentimentali e sociali tra i vari componenti cominciano a crearle problemi nel quotidiano. Lei ha un istinto materno molto forte nei loro confronti, vorrebbe guidarli verso un maggior equilibrio esistenziale, ma si sente impotente di fronte alle scelte che aveva fatto su questi personaggi, ormai irreparabili.

Nel frattempo vengono a galla informazioni sulla provenienza di questa argilla misteriosa... Amane si ritroverà ad affrontare temi ben più profondi:
Perché crea bambole?
Non è che, dietro una mera facciata di bellezza estetica artistica, in realtà non si nasconda un gran vuoto affettivo esistenziale? Possono delle bambole colmare quel vuoto?
O il vero senso del vivere una vita piena è altrove? E perché Amane fa sogni ricorrenti dove parti del suo passato non devono riaffiorare?

Furuya mescola con originalità inquietudine esistenziale, senso del bizzarro, portando il lettore a riflessioni sul significato di solitudine esistenziale, e sul valore degli oggetti che possono colmare quel vuoto, sul bullismo, sulle fragilità adolescenziale legate a una famiglia instabile.

I disegni sono molto dettagliati, con sfondi curati e ottimo tratto pulito e preciso.
La Coconino press ne ha fatto un'ottima edizione anche se non ci sono pagine a colori.

Consigliato a tutti i fan di Usamaru Furuya e del fumetto d'autore.