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AkiraSakura

Volumi letti: 15/15 --- Voto 9
In un universo alternativo in cui l'Italia dei giorni nostri è ancora dilaniata dal terrorismo, come lo era in passato negli anni di piombo, un istituto alle dirette dipendenze del governo detto "ente per il benessere sociale" utilizza come sicari delle bambine cyborg al fine di fare contro-spionaggio, contro-terrorismo e di lottare contro gli indipendentisti, un violento gruppo terroristico di estrema destra che reclama l'indipendenza dal sud Italia. Le bambine cyborg, dette "marionette" a causa del forte condizionamento mentale che subiscono dall'ente, il quale vuole far di esse delle perfette macchine per uccidere, sono tutte degli ex rifiuti umani senza possibilità di avere un futuro: alcune sono state vittime di stupro, altre impossibilitate a realizzare i propri sogni a causa di malformazioni fisiche, altre ancora vittime di gravi handicap e situazioni familiari "borderline". Tuttavia, il condizionamento sembra non funzionare alla perfezione, e le "marionette" si ritroveranno a fare i conti con il loro triste passato sepolto, con le passioni umane soppresse, con quella calorosa umanità che il mondo fatto di odio e intolleranza creato dagli adulti vuole in tutti i modi distruggere.

"Gunslinger Girl" è un thriller poliziesco di stampo psicologico che offre molti spunti di riflessione su molteplici tematiche molto difficili da affrontare, che si spingono dal razzismo e dalla vendetta fino ad arrivare al senso vero e proprio della stessa vita. Il manga è liberamente ispirato a vicende realmente accadute in Italia: non mancano riferimenti all'omicidio di Falcone e Borsellino (si pensi al cosiddetto caso Croce), allo strapotere mediatico di Silvio Berlusconi, alle Brigate Rosse, alla corruzione della classe politica, all'ideale della "Padania libera" perpetuato da un certo partito politico del quale il lettore avrà sicuramente intuito il nome in modo autonomo.

Ogni "marionetta" viene affidata ad un "fratello", ovvero un ufficiale addestrato che ha pieno potere su di lei. Alcuni "fratelli" utilizzano le loro bambine killer come se fossero solamente delle fredde armi umanoidi e nulla di più, talvolta trattandole male e offendendole, provocando in loro tormenti interiori degni di nota; altri, invece, rivedendo ad esempio nella loro piccola subordinata cyborg la sorellina defunta, si affezioneranno e la tratteranno come un vero e proprio essere umano (si pensi a Giuseppe Croce e Henrietta). Il punto chiave del rapporto tra le "marionette" ed il loro "fratello" è una questione sottile: sembra infatti che i tutori delle bambine siano anch'essi dei relitti umani dal passato triste, in quanto molti di essi erano stati vittime di atti terroristici, della malavita, di una società malata; anche i "fratelli" a loro volta sono delle "marionette" condizionate dal dolore della perdita, della crudeltà straziante della realtà dell'odio e dell'intolleranza. In questo caso non è l'ente in sé a condizionarli, ma il mondo esterno all'ente, il passato, il bisogno di vendetta.

Le sfortunate bambine killer, che incarnano il contrasto perfetto tra purezza, innocenza e perdita dell'umanità - esse sono infatti pure e innocenti, ma allo stesso tempo assassine dalla psicologia fragile -, vengono catalogate dall'ente come "marionette di prima generazione", e sono caratterizzate da una durata vitale molto breve, che rende la loro condizione ancora più tragica di quanto lo sia già. A circa metà manga comparirà una "marionetta" di seconda generazione, Petrushka, una ex ballerina di sedici anni che ha dovuto rinunciare al suo sogno a causa di un tumore maligno, successivamente resa un cyborg e condizionata in modo più leggero delle altre. Assieme al suo "fratello" Sandro è indubbiamente il personaggio meglio riuscito del manga, che firmerà assieme al suo partner dei momenti carichi di poesia, umorismo, drammaticità, ricerca del senso delle cose e della stessa identità personale; - Sandro infatti è un ex spia che ha studiato psicologia e ha inglobato in sé interessi a lui alieni, al fine di poter comprendere appieno le altre persone, in modo tale da far leva sui loro interessi per poi sfruttarle, carpendo loro informazioni importanti sul boss mafioso di turno. Questo fatto genererà non pochi problemi nell'essenza della sua vera identità di trasformista dedito unicamente all'adattamento, di essere/non essere che è tutto ma allo stesso tempo è nulla. Tuttavia, la storia d'amore tragica che avrà con Petrushka lo cambierà in modo profondo: si vedrà una vera e propria crescita e sviluppo dei due ottimi personaggi, fino al poetico e struggente epilogo del quindicesimo volume.

"Gunslinger Girl" è un manga con una buona dose d'azione, pieno di colpi di scena, che tuttavia riesce a diventare anche estremamente poetico, catartico: si pensi ad alcune bellissime tavole in cui alcuni paesaggi italiani vengono raffigurati in tutta la loro bellezza, mentre le riflessioni delle protagoniste forniscono quel valore aggiunto che rende l'opera anche filosofica, impegnata, alla ricerca di un senso delle cose, delle reminiscenze indelebili, dei ricordi e delle affezioni; - la storia del carabiniere pescatore e del suo rapporto con la rispettiva bambina cyborg, che, osservando la calma della brezza che accarezzava il lago in cui andava a pescare prima di perdere la memoria, sente quel calore umano che il condizionamento le impedisce di ricordare appieno. Cosa c'è al di là delle reminiscenze che le strutture della nostra mente, delle influenze esterne, della stessa natura, inevitabilmente fanno deperire? - Il caldo giusto sta nel calore umano - direbbe una bellissima canzone anni '70 dal sapore mediterraneo scritta da Magol e cantata da Alberto Radius, che perfettamente si adatta alle sensazioni che trasmette questo manga.

I riferimenti alla cultura italiana presenti nel manga, uniti a quelli impeccabili relativi al suo retroscena politico presente e passato sono da ammirare; tuttavia è interessante notare come i personaggi di "Gunslinger Girl" siano tutti estremamente giapponesi nonostante portino nomi italiani; lo sono nel loro modo di porsi, di concepire l'onore e il rispetto, di affrontare la vita. Gli stessi indipendentisti non sono delle persone superficiali e opportuniste, figlie della società dei consumi e della tipica mentalità italiana, ma sono assimilabili a dei samurai che combattono in ciò che credono a discapito della loro stessa vita, per quanto la loro ideologia sia palesemente sbagliata. Idem per i tormentati "fratelli", che sembrano quasi dei moderni ronin in cerca di vendetta che praticano stoicamente la via del bushido.

La struttura del manga consiste in episodi autoconclusivi incentrati ogni volta su personaggi diversi, linee che si intrecciano in modo sapiente fino a congiungersi nell'adrenalinico rush contro-terroristico del quattordicesimo volume (si parla addirittura di minaccia atomica e radiazioni infettive), dopo al quale si separano nuovamente, per poi sfociare nello splendido e commovente finale multiplo del quindicesimo volume: ogni personaggio avrà un finale a sé stante, il migliore dei quali a mio avviso è quello riguardante la storia di Sandro e Petrushka, assolutamente indelebile e sublime. Da citare sono gli episodi della saga di Pinocchio, in cui la fiaba del famoso burattino bugiardo di Collodi viene rielaborata in chiave malavitosa; anche in questo spiazzante intermezzo si nota come l'autore abbia costruito con molta cura le psicologie di tutti i personaggi: ad esempio lo spietato boss mafioso che comanda tutto da dietro le quinte viene altresì dipinto come una persona sola, vuota, in grado di provare sentimenti assai contrastanti.

Dei disegni non mi lamento affatto, sono nella media e funzionali a quanto raccontato. Il design kawaii delle protagoniste contribuisce a rafforzare quel suddetto crudele contrasto tra l'innocenza della bambina e la più completa anti-innocenza dell'assassino; inoltre globalmente la resa grafica a mio avviso migliora nel corso dei volumi. Le scene di combattimento sono comunque sempre di qualità e molto dinamiche, da puro poliziesco d'azione.

In conclusione, questa si tratta di un'ottima lettura impegnata, una di quelle poche che alla fine lasciano qualcosa. Non si tratta di intrattenimento fine a se stesso, ma di qualcosa di molto più profondo. Se togliamo i disegni e le vignette, abbiamo comunque tra le mani un'ottimo romanzo thriller psicologico, che a tratti diventa pure filosofico e carico di stimoli verso molteplici riflessioni. Insomma, una gran bella lettura.

NB: Purtroppo, l'ottima edizione d/visual di questo manga è stata interrotta al decimo volume a causa del fallimento dell'azienda. Pertanto, per conoscere il finale è necessario integrare con le scan. Ne vale veramente la pena, siccome il fumetto è stato interrotto proprio sul più bello, e migliora esponenzialmente fino alla fine. Lasciarlo a metà non avrebbe senso, in quanto nel finale tutti i nodi tornano al pettine.


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Siegfrida

Volumi letti: 15/15 --- Voto 10
Gunslinger girl è un manga di fantascienza molto originale e ben strutturato in ogni suo elemento.
Partiamo dall'ambientazione: siamo in un'Italia di un futuro non molto lontano in cui gruppi di estrema destra compiono attentati terroristici talmente violenti che l'atmosfera che si respira è la stessa degli "Anni di piombo",poiché desiderano a tutti i costi che il nostro paese diventi una repubblica federale perché pensano che il Sud sia capace solo di pesare sulle casse dello Stato ( non è difficile capire che Yu Aida per crearli si sia ispirato ai sapientoni di "Lega Nord").
Per fronteggiare questa minaccia, il governo decide di creare un corpo speciale di combattenti che siano praticamente imbattibili: le marionette. Queste ultime non sono altro che delle povere ragazzine vittime o di abusi o di incidenti oppure gravemente malate, prese con la scusa che un'organizzazione statale ( l'Ente per il benessere sociale) si sarebbe presa cura di loro, che sono state trasformate in cyborg da combattimento e a cui è stato fatto il lavaggio del cervello con un particolare farmaco a causa del quale non ricordano nulla del proprio passato e sono devote solo all'agente con cui fanno coppia, detto anche "fratello".

L'autore sin da subito si dimostra capace non solo di saper disegnare realisticamente armi, macchinari d'ogni genere, gli animali, i paesaggi e le persone ( tant'è che il suo stile può essere definito "stile manga-realistico") e rendere scene perfettamente dinamiche, ma anche di gestire magistralmente la psicologia dei personaggi.
Infatti la serie mostra i lati bianchi e quelli neri di ognuno di loro e come le marionette possano reagire in modo imprevedibile al condizionamento a cui sono sottoposte: alcune s'innamorano follemente del loro "fratello", altre perdono la capacità di interessarsi a tutte le cose del mondo esterno che non siano le missioni loro assegnate, mentre altre ancora sono assillate da domande sulla loro natura: sono solo macchine da guerra o sono ancora esseri umani?

Ciò che colpisce di più è come l'autore riesca a mostrarci come l'odio, la sete di vendetta, l'egoismo estremo e lo scientismo estremizzato portino ad azioni esecrabili e mostruose: alcuni terroristi sono diventati tali perché hanno subito gravi ingiustizie dallo Stato, alcuni "fratelli" trattano le loro marionette come semplici armi o perché non riesco a scorgere la loro umanità a causa del loro "ego" fin troppo sviluppato o perché hanno rinunciato a ogni possibilità di comunicazione dal momento che pensano che sarebbe inutile poiché il condizionamento provoca amnesie e che quindi ogni loro gesto d'affetto verrebbe dimenticato e gli scienziati del gruppo di ricerca cercano in maniera quasi morbosa di controllare l'animo umano.

Comunque, non mancano personaggi spinti da ideali altruistici per i quali sono capaci di sacrificare la vita, né che quelli che commettono le atrocità sopra citate abbiano dei momenti di rimorso in cui cercano di dimostrare a se stessi che sono nel giusto.
Il finale è molto malinconico ma lascia un raggio di speranza su questo mondo oscuro.
Le uniche pecche sono la presenza in alcuni casi di stereotipi, ma possono essere tollerati se si tiene conto che l'autore è un giapponese che vive nel suo paese, e il fatto che gli ultimi numeri vadano comprati online poiché la casa editrice che li stampava in Italia è fallita.

Fanta

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Fanta

Volumi letti: 10/15 --- Voto 10
Un manga favoloso! Mi fa impazzire la psicologia dei personaggi! E' pieno di scene d'azione e non è uno dei soliti manga per ragazzine che parlano d'amore! Disegnato benissimo, è molto appassionante. Quando attacchi a leggerlo è difficile smettere! Consiglio la lettura di questo manga sia per il fatto che comunica al lettore la tensione e le emozioni che provano i personaggi e la storia, tragica e attuale, è davvero stupenda, sia perché non è qualcosa di surreale: parla di un mondo dove ormai il progresso tecnologico è così avanzato che può sostituire arti e altre parti del corpo con "pezzi" biomeccanici, un mondo governato da gente che pensa solo ai propri interessi e che ormai è preso d'assalto dai terroristi. Un mondo dove queste ragazzine vanno incontro ad un destino crudele, sanno maneggiare armi e non esitano davanti a nulla. La serie non è ancora finita, in Italia sono usciti 10 volumi. verso febbraio 2012 dovrebbero uscire l'11 e il 12 che aspetto con ansia. Buona lettura a tutti!


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Horus

Volumi letti: 10/15 --- Voto 9
Gunslinger Girl, composto per ora da 10 volumi, è un manga realizzato da Yu Aida ancora in corso di serializzazione in Giappone, dallo stesso sono state tratte anche due serie anime che ripercorrono grosso modo i primi volumi.

Passando alla trama bisogna subito indicare come il titolo potrebbe rivelarsi in qualche modo fuorviante, infatti leggendo Gunslinger Girl la prima idea è sicuramente rivolta ad un manga pieno di azione, ecco questa aspettativa non è che trovi poi grandissimo riscontro nei vari volumi. In realtà il titolo si riferisce alle “protagoniste” del manga, siamo infatti in un’Italia alternativa ( ma non troppo ) in cui è in corso una vera e propria “guerra civile” tra lo Stato e gli indipendentisti il cui obiettivo è separare l’Italia del Nord da un Sud visto solo come un peso pervaso dalla corruzione. In questa atmosfera realistica i servizi segreti hanno creato l’Ente per il Benessere Sociale che, fingendo di svolgere un’attività di assistenza sociale per gli inabili, in realtà recluta delle ragazzine trasformandole, grazie all’aiuto della scienza e ad un duro addestramento, in delle perfette macchine per uccidere chiamate “marionette”, termine tanto crudele quanto azzeccato, da qui appunto il nome Gunslinger Girl. Tuttavia come detto le aspettative derivanti da questo quadro iniziale non trovano una piena corrispondenza nello sviluppo della trama poiché Aida finisce per usare l’attività delle marionette e quindi le scene d’azione come pretesto allo scopo poi incentrarsi in particolar modo sull’aspetto psicologico dei vari protagonisti, da una parte le marionette, in cui risulta evidente il contrasto tra l’innocenza propria delle bambine e gli istinti da killer, dall’altra i “fratelli” che hanno modi diversi di rapportarsi alla propria marionetta, chi le vede come ragazzine, chi come un mero strumento, un’ arma non molto differente da una pistola, ponendo perciò sotto la lente di ingrandimento anche le relazioni che li legano.

L’edizione della D/Books merita sicuramente un encomio perché è perfetta sotto tutti i punti di vista, ottima carta, ottima stampa, sovra copertine e le tavole a colori, certo il prezzo è quello che è, 7 euro, però per un’ edizione del genere mi sembra anche abbastanza equo. Un contenuto aggiuntivo consiste in un’intervista fatta da Colpi ad Aida e che è spalmata alla fine dei primi quattro volumi, molto interessante anche perché spiega un po’ di cose sulla genesi di Gunslinger Girl e sul motivo che ha spinto l’autore a scegliere proprio l’Italia come luogo in cui ambientare il tutto. Va anche detto che per questo manga la D/Books si è rilevata affidabile perché l’edizione italiana allo stato attuale è esattamente in pari con quella giapponese.

In conclusione Gunslinger Girl è un manga che consiglio vivamente, Aida è molto bravo nel destreggiarsi tra molteplici generi e non manca di affrontare argomenti anche abbastanza duri, ma in fondo la stessa trama di base consiste in una realtà molto cruda, il tutto poi è corredato da un edizione di lusso. Allo stato attuale il manga è giunto al climax grazie agli eventi degli ultimi due volumi editi, perfettamente in linea con quanto detto da Aida stesso che aveva previsto di fare un totale di 12 volumi circa.


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KiraSensei

Volumi letti: 4/15 --- Voto 7
<b>Attenzione possibili Spoiler</b>

Gunslinger Girl è ambientato in Italia, e vede come protagoniste delle bambine dagli 8 ai 13 anni, con questa premessa penserete che sia il solito manga sdolcinato per ragazzine, e invece no!
Queste bambine che hanno avuto malattie gravissime e/o lasciate sole od addirittura orfane vengono prese in consegna da un Ente che con la scusa di riabilitarle le addestra e le sfrutta per i suoi interessi.
Un tutore dell’ente, che verrà chiamato “fratello” dalle ragazzine, le sceglie in punto di morte sul letto dell’ospedale, le quali subiscono un intervento chirurgico che si salva loro la vita ma le trasforma in ragazzine–cyborg dotate di arti ed organi artificiali.
Una volta “rinate” queste ragazzine vengono private della memoria e usate come killer, cecchini o spie dell’Ente stesso.
Le loro capacità potenziate sono messe a disposizione dei loro fratelli per proteggerli e portare a compimento ogni missione senza il minimo rimorso in quanto sono prive di coscienza, secondo l’Ente. Questo non è del tutto vero e si scoprirà quando i sentimenti di queste “bambine” emergeranno dalla regressione mentale che viene fatta loro.
Il loro compito è, assieme ai fratelli, sventare i piani di terroristi e uomini senza scrupoli.
Questo manga non è solamente pieno di pallottole, morti e sangue, ruota attorno anche alle figure delle “ragazzine ” e dei loro “fratelli” e ai loro aspetti sociali e psicologici.
Il tratto è chiaro e pulito, e le scene di lotta sono rappresentate con un ottimo dinamismo che trasmette sentimenti ed emozioni al lettore; il manga è interessante e l’unica pecca forse è il fatto che le vicende siano slegate, fini a se stesse.
Comunque tutto lo reputo un manga da leggere, o perlomeno da conoscere voto 7!


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devilman

Volumi letti: 9/15 --- Voto 10
<i>Meraviglioso</i>! Questa è la prima parola che mi viene in mente per descrivere questo manga.
Non è solo un manga di azione ma ha soprattutto una parte psicologica: la crescita e i sentimenti delle bambine usate come killer, i sentimenti dei loro tutori e il rapporto tra di loro.
Oltretutto il manga è ambientato in Italia e se da un lato ci sono alcune cose stereotipate dall'altro rappresenta abbastanza bene (ricordiamo che comunque è un'opera di fantasia) alcune situazioni politiche che dimostrano che l'autore abbia compiuto un ulteriore sforzo per potersi documentare.
Questo manga è edito dalla D-Visual che lo pubblica con una qualità fantastica a un buon prezzo rendendolo praticamente un acquisto obbligato. Un manga che consiglio caldamente..

Rika

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Rika

Volumi letti: 2/15 --- Voto 9
Magnifico.

Non gli ho dato un pieno voto poiché, come qualcuno di voi ha già detto, l'autore ambienta il suo manga in Italia (tutto orgoglio sino a questo punto), e avendone la conoscenza di un giapponese, di certo finisce per creare alcuni luoghi comuni, o peggio... di fare tenerezza chiamando un personaggio "Mario Rossi" o riferendosi a qualcuno come "Signor Cristiano"... oppure presentare in modo maldestro la nostra criminalità e il nostro governo...
Cosa c'è di bello? Tutto il resto...
La tenerezza, l'azione, il disegno (molto ben fatte le armi, davvero istruttive le schede a riguardo, hihih...), l'idea delle bimbe killer è assolutamente kawaii, la crudeltà e la crudità non sono gratuite, la psicologia dei personaggi è presa in modo ottimo, tanto che è facile calarsi nella mente delle protagoniste.
Nonostante ciò... sono veramente infuriata con questo manga, poichè sono riuscita a trovare solamente 2 numeri, la casa editrice non si è sognata di stamparne altri e li sto aspettando vanamente da anni...
Se qualcuno sapesse qualcosa di come reperire il seguito della storia italiana, me lo faccia sapere!

Tacchan

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Tacchan

Volumi letti: 3/15 --- Voto 8
Il manga <b>Gunslinger Girl</b> arriva finalmente in Italia e lo fa nel migliore dei modi: <b>d/visual</b> offre un’edizione decisamente sopra la media italiana ad un prezzo direi adeguato, visti gli ottimi materiali e la buona stampa. Sono inoltre presenti nel primo volumetto un’introduzione all’opera e una lunga intervista all’autore, che è stata divisa e accompagnerà i lettori per diversi volumi.
Gunslinger Girl non è un titolo che a molti risulterà nuovo: ha fatto infatti una timida apparizione, sottotitolato in italiano, su <b>MTV</b> nel 2005. Un solo episodio che lasciava presagire che qualcuno avrebbe portato almeno la prima stagione, che racconta i primi due volumetti del manga, in Italia. Quel qualcuno sarebbe infatti dovuto essere <b>Shin Vision</b>, ma il progetto si arenò e solo alla scorsa <b><i>Lucca</i></b> si rivide la serie animata di Gunslinger Girl: <b>Fool Frame</b> proiettò in anteprima i primi due episodi già doppiati in italiano. Mentre l’uscita italiana della prima serie in DVD si fa sempre più sicura e prossima, in Giappone è iniziata una nuova serie Tv, che sembra concentrarsi sulla saga di <i>Pinocchio</i>, un giovane spietato killer che conosceremo nel terzo volumetto del manga.

Il manga è iniziato in Giappone nel 2002 ed è tutt’ora in corso. L’autore, <b>Yu Aida</b>, ha uno stile pulito e dettagliato: il character design è particolarmente efficace nel disegno delle ragazze, mentre le controparti maschili denotano spesso un minor dettaglio, ma sono comunque ben rappresentate. Altro elemento che sorprende è l’incredibile cura nei dettagli presente nella realizzazione di automobili e armi, davvero ben realizzate. Molto ben rese anche le sequenze di azione.
Il manga offre due punti di forza: uno è appunto l’azione, che sfocia in inseguimenti, incursioni, sparatorie e imboscate. L’altro è invece lo spazio che viene dedicato all'analisi dei problemi e delle ripercussioni psicologiche che le metodologie usate dai "buoni" ha sulle bambine, utilizzate per fare un lavoro che sconvolgerebbe anche un adulto: il loro triste destino, la loro umanità soffocata, i loro sentirsi semplici oggetti portatrici di morte e i dubbi e le perplessità che nascono nei loro fratelli. A questa va aggiunto per noi italiani una curiosa e affascinante, ma per molte cose confusa, ricostruzione della società e della politica del nostro Paese.

Gunslinger Girl <b>è ambientato in Italia</b> e i protagonisti di queste vicende sono alcuni membri di un'organizzazione chiamata <i>Ente per il Benessere Sociale</i>, che opera per la salvaguardia della popolazione da abusi e criminali, ma che nasconde una sezione speciale, segreta, che agisce in modo poco ortodosso su questioni di maggiore gravità, per esempio il terrorismo. Come strumento usa delle bambine che, salvate da pesanti traumi o menomazioni, vengono condizionale per diventare delle spietate assassine e viene dotato loro un corpo potenziato artificialmente. Mantengono tuttavia la loro umanità, tanto che sono affiancate ad un agente adulto chiamato <i>fratello</i>, responsabile della loro corretta gestione. La modalità con cui operano questi "fratelli" è varia: chi le vede solo come strumenti e le tratta quindi in modo distaccato e freddo, chi invece si affeziona a loro e cerca di donargli l'affetto che necessitano, trattandole quasi come delle figlie, cercando di evitare di sottoporle più del necessario al condizionamento, insegnando loro a comportarsi e a muoversi nella società. Proprio questo rapporto di reciprocità è uno dei cardini di questa opera, avendo queste bambine conservato la propria umanità reagiscono alla loro condizione in modo diverso: sono semplici macchine da guerra? L'affetto che provano per il proprio fratello è vero o frutto del condizionamento? Possono essere comunque felici nonostante le terribili missioni che devono svolgere?

La stessa organizzazione si trova davanti a diversi dilemmi, visto che il farmaco che le condiziona accorcia notevolmente la vita delle bambine e che comunque, rimanendo queste delle persone, spesso agiscono in modo imprevedibile ed incontrollabile. Possono avere crisi e talvolta si attaccano in modo così morboso al fratello, tanto che solo la minaccia che lui possa allontanarsi da loro può portarle ad azioni drastiche e incontrollabili. Senza contare che si tratta di un progetto sperimentale, e non si conoscono tutti gli effetti che la somministrazione continua dei farmaci possa avere.

L'Ente per il Benessere Sociale si schiera principalmente contro un gruppo chiamato PRF, ovvero <i>Padania Republic Faction</i>, che punta a dividere il Paese in due parti visto che la maggior parte dei cittadini del Nord sarebbe stanca di pagare le tasse anche per il Centro e il Sud. Chiaro il riferimento alla <i>Lega Nord</i> (tanto che un personaggio si chiama Bossi, ma non è un caso raro, noterete più nomi presi da personaggi politici o comunque illustri italiani), tuttavia, a parte che il mangaka estremizza le situazioni, introduce anche altri elementi che poco hanno a che fare con la spinta separatista che è effettivamente presente in Italia, confondendo altri fatti di cronaca, come la mafia e l'antiglobalizzazione, e mettendo tutto nello stesso calderone. La miscela che ne esce e comunque curiosa e fa capire come, ad un osservatore esterno, appaia il nostro Paese.

Il manga comunque mi è piaciuto. Mi ricorda molto <i>Gunsmith Cats</i>, sia per alcuni elementi nel disegno (la cura delle auto e delle armi), che per alcune tematiche trattate, ovvero il coinvolgimenti dei minori e molte sequenze legate all'azione (sparatorie, inseguimenti, ecc...). Le due opere sono comunque diverse, il manga di <i>Kenichi Sonoda</i> è molto più simile, esemplificando, ad un poliziesco, mentre qui un ruolo chiave lo ha il rapporto che si instaura fra le bambine e il fratello, vengono spese moltissime pagine proprio per meglio illustrare le loro paure, perplessità e dubbi. L'azione è a volte un semplice contorno, un modo per mostrare quanto sia crudele la condizione delle giovani protagoniste e come si trovino vittime di macchinazioni al di fuori della loro portata. Dopo tre volumi sono arrivato a pensare che non ci sia davvero un buono o un cattivo, ma ci siano soltanto vittime, tra cui le ragazze e in parte i loro "fratelli". Poco importa quale sarà la fazione vincitrice, per il Paese e le persone cambierà poco probabilmente, quello che è certo è che nessuna delle due parti si è fatta scrupoli per sfruttare i mezzi a propria disposizione per prevalere sull'altra. E' più crudele piazzare una bomba o trasformare delle bambine in spietate assassine? Non saprei, probabilmente leggendo Gunslinger Girl vi farete una vostra opinione, ma mi è parso chiaro che l'autore sia ben conscio che nessuna delle due cose è in qualche modo giustificabile.

Un manga quindi interessante, privo forse di una trama che vi terrà sulle spine, ma che fa gran leva sul fattore emotivo e che offre una certa profondità. Sfrutta tematiche abbastanza forti e che colpiscono, innegabile che la scelta del soggetto sia dovuta anche a motivi di marketing (ragazzine dall'apparenza tenera e dolci che in realtà sono spietate assassine), ma a parte questo si nota come l'intenzione di Yu Aida non fosse quella di prendere una scorciatoia, ovvero offrire qualche fanservice e un bel pò di violenza e sparatorie, ma di creare un'opera che spinga il lettore a pensare su certi aspetti controversi della società che ci circonda.

Complice anche la bella edizione offerta da d/visual mi sento di consigliarvi Gunslinger Girl: questi primi tre volumetti mi sono proprio piaciuti.

Galahad

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Galahad

Volumi letti: 4/15 --- Voto 9
Premetto che ho letto la versione inglese scaricata da internet (che furfante!) perchè ero curioso e non mi riusciva di trovare gli arretrati. Ma se voi li trovate, comprateli. Questo manga è un viaggio nella psiche di queste bambine cyborg (solo una domanda, perché niente maschietti? boh...) per niente banale o stereotipato. Non lo considero quindi un manga d'azione, anche se pure quella non manca, e anzi è a livello dei migliori film polizieschi o di spionaggio. Nonostante alcuni luoghi comuni sull'italianità e qualche traduzione un po' buttata lì (dimenticavo di dire che è ambiantato in Italia, infatti!) vi affezionerete alle piccole killer e condividerete i problemi di coscienza dei loro "padroni". Un'opera complessa quindi, non sempre scorrevole o di facile comprensione, ma che merita senz'altro di essere presa in considerazione.