Il dibattito sull'intelligenza artificiale nel mondo dell'intrattenimento digitale non risparmia nessuno, nemmeno le leggende che quel mondo lo hanno costruito mattone dopo mattone. Mentre studi vengono chiusi, artisti perdono il lavoro e i CEO continuano a spingere verso un futuro sempre più automatizzato, anche un semplice gesto di entusiasmo da parte di un veterano può diventare terreno di scontro.

È quello che è successo a Hironobu Sakaguchi, il creatore della serie Final Fantasy, finito al centro di una piccola bufera sui social dopo aver elogiato pubblicamente un trailer generato dall'intelligenza artificiale che immagina un ipotetico remake di Final Fantasy VI. Il video, condiviso da un utente su X, propone una serie di clip dall'aspetto patinato che reinterpreta il classico JRPG del 1994 in chiave tridimensionale, con un'estetica vagamente ispirata al remake di Final Fantasy VII ma con un uso molto più abbondante dell'acqua come elemento visivo. Un esercizio di stile fine a se stesso, che sarebbe probabilmente passato inosservato se Sakaguchi non avesse deciso di ricondividerlo con il commento entusiasta: "Cos'è questo?! È incredibile!", tradotto automaticamente dal giapponese.
La reazione più ironica è arrivata da Akitoshi Kawazu, battle designer dei primi due Final Fantasy e noto anche per il lavoro sulla serie SaGa di Square, che ha risposto con un secco: "No, Sakaguchi-san, avresti dovuto fermarti alla prima riga", lasciando intendere che l'entusiasmo del creatore della saga si sarebbe dovuto limitare alla domanda retorica "cos'è questo?" senza spingersi fino all'elogio vero e proprio. Kawazu ha però precisato di non avere nulla di personale contro Sakaguchi, aggiungendo con un certo distacco che Final Fantasy VI sarebbe effettivamente un titolo adatto a un remake in tre dimensioni, e chiarendo a chi gli chiedeva di elaborare: "Non ho intenzione di trasmettere informazioni corrette a un pubblico ampio e non specificato. Chi non ha visto il post originale non capirebbe nemmeno di cosa sto parlando." In un altro messaggio ha poi aggiunto: "Non sono arrabbiato. Sakaguchi-san non è il mio capo. Quando ero suo subordinato, lo criticavo lo stesso." Sakaguchi, dal canto suo, ha risposto al piccolo polverone che aveva sollevato con la filosofia di chi ha trascorso quarant'anni a rincorrere ciò che lo entusiasma: "Whoa, che reazione selvaggia. L'IA così com'è non funziona ancora, ma sento che potrebbero esserci cose interessanti in arrivo: è questa la sensazione. Alla fine forse sono semplicemente uno che ha macinato quarant'anni di lavoro e vita privata spinto unicamente dalle cose che lo entusiasmano, io sono fatto così." Ha poi pubblicato un'immagine di concept art di Lost Odyssey rielaborata con l'intelligenza artificiale, quasi a ribadire il concetto. La vicenda, nella sua leggerezza, finisce per raccontare qualcosa di più grande: il dibattito sull'IA nella cultura videoludica è talmente acceso che anche un semplice like entusiasta di un veterano del settore è sufficiente a scatenare reazioni, discussioni e precisazioni pubbliche, persino tra vecchi colleghi.
Fonte: pcgamer.com

È quello che è successo a Hironobu Sakaguchi, il creatore della serie Final Fantasy, finito al centro di una piccola bufera sui social dopo aver elogiato pubblicamente un trailer generato dall'intelligenza artificiale che immagina un ipotetico remake di Final Fantasy VI. Il video, condiviso da un utente su X, propone una serie di clip dall'aspetto patinato che reinterpreta il classico JRPG del 1994 in chiave tridimensionale, con un'estetica vagamente ispirata al remake di Final Fantasy VII ma con un uso molto più abbondante dell'acqua come elemento visivo. Un esercizio di stile fine a se stesso, che sarebbe probabilmente passato inosservato se Sakaguchi non avesse deciso di ricondividerlo con il commento entusiasta: "Cos'è questo?! È incredibile!", tradotto automaticamente dal giapponese.
こここ、これは、、😭✨✨✨
— milk-choco (@milkcho35495684) May 17, 2026
やばいこれはすごい、、本当に遊んでみたい、、やっぱり6はすごいや、、😭😭😭
今日は少しFF6進めるかな! pic.twitter.com/q2MPlYj2O1
La reazione più ironica è arrivata da Akitoshi Kawazu, battle designer dei primi due Final Fantasy e noto anche per il lavoro sulla serie SaGa di Square, che ha risposto con un secco: "No, Sakaguchi-san, avresti dovuto fermarti alla prima riga", lasciando intendere che l'entusiasmo del creatore della saga si sarebbe dovuto limitare alla domanda retorica "cos'è questo?" senza spingersi fino all'elogio vero e proprio. Kawazu ha però precisato di non avere nulla di personale contro Sakaguchi, aggiungendo con un certo distacco che Final Fantasy VI sarebbe effettivamente un titolo adatto a un remake in tre dimensioni, e chiarendo a chi gli chiedeva di elaborare: "Non ho intenzione di trasmettere informazioni corrette a un pubblico ampio e non specificato. Chi non ha visto il post originale non capirebbe nemmeno di cosa sto parlando." In un altro messaggio ha poi aggiunto: "Non sono arrabbiato. Sakaguchi-san non è il mio capo. Quando ero suo subordinato, lo criticavo lo stesso." Sakaguchi, dal canto suo, ha risposto al piccolo polverone che aveva sollevato con la filosofia di chi ha trascorso quarant'anni a rincorrere ciò che lo entusiasma: "Whoa, che reazione selvaggia. L'IA così com'è non funziona ancora, ma sento che potrebbero esserci cose interessanti in arrivo: è questa la sensazione. Alla fine forse sono semplicemente uno che ha macinato quarant'anni di lavoro e vita privata spinto unicamente dalle cose che lo entusiasmano, io sono fatto così." Ha poi pubblicato un'immagine di concept art di Lost Odyssey rielaborata con l'intelligenza artificiale, quasi a ribadire il concetto. La vicenda, nella sua leggerezza, finisce per raccontare qualcosa di più grande: il dibattito sull'IA nella cultura videoludica è talmente acceso che anche un semplice like entusiasta di un veterano del settore è sufficiente a scatenare reazioni, discussioni e precisazioni pubbliche, persino tra vecchi colleghi.
Fonte: pcgamer.com
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Ad ogni modo io sono d'accordo sul fatto che ormai siamo alla caccia alle streghe, tipo quello che ha postato una foto di un vero Monet dicendo di averlo fatto con l'IA nello stile di Monet e ha ricevuto migliaia di commenti che spiegavano quanto quel quadro facesse schifo.
Mi hai battuto per pochi minuti, ero venuto a scrivere la stessa cosa
In un mondo ideale le innovazioni come l’IA andrebbero integrate e regolamentate. Ma non siamo in quel mondo e l’uso dilagante dell’IA non fa altro che togliere lavori (necessari, perché l’IA che li rimpiazza è inadatta a eseguirli come si deve), inquinare le discussioni, spargere disinformazione e mettere la gente sempre di più in una posizione dove ognuno crede a quello che vuole credere.
Quindi l’unica opzione per le persone normali è “demonizzare” l’IA generativa sperando che basti finché non arrivano regolamentazioni serie (sempre che ormai non sia già troppo tardi perché possano risolvere i problemi ad essa legati).
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