Il possibile arrivo di PlayStation 6 nel 2027 continua a far discutere, ma questa volta non per le sue potenziali caratteristiche tecniche. Il vero problema potrebbe essere il prezzo: secondo le recenti analisi, produrre una singola console potrebbe costare a Sony circa 900 dollari, una cifra destinata a crescere ulteriormente se i prezzi delle memorie continueranno a salire. Si tratta comunque di stime, non di dati confermati ufficialmente da Sony.

A rendere la situazione ancora più delicata è la posizione espressa da Sony agli investitori: l’azienda ha spiegato di non voler più vendere l’hardware in perdita in modo significativo. Questo non esclude eventuali margini ridotti o un piccolo sussidio sul prezzo iniziale, ma rende difficile immaginare una console dal costo industriale superiore ai 900 dollari proposta al pubblico per 599 dollari.
Un costo dei componenti in aumento
L’insider KeplerL2, spesso citato per indiscrezioni relative all’hardware AMD e PlayStation, avrebbe rivisto al rialzo la stima del cosiddetto bill of materials, cioè il costo complessivo dei componenti interni della console. A marzo, la stima era attorno ai 750-760 dollari; a giugno sarebbe invece salita fino a sfiorare i 1.000 dollari, con un incremento di circa 200 dollari attribuito soprattutto all’aumento del prezzo delle memorie. Va inoltre ricordato che il bill of materials non corrisponde al costo finale sostenuto da Sony: non comprende infatti assemblaggio, trasporto, distribuzione, marketing e margini dei rivenditori. Se queste stime fossero corrette, un prezzo al pubblico compreso tra 900 e oltre 1.000 dollari non sarebbe quindi uno scenario impossibile.
Anche Microsoft si fa i suoi conti
La situazione non riguarderebbe soltanto Sony. Microsoft ha già collegato i recenti aumenti di prezzo delle console Xbox al forte rincaro di memoria e archiviazione, prevedendo ulteriori pressioni sui costi entro il 2027. Nello stesso periodo potrebbe debuttare Project Helix, la futura piattaforma Xbox sviluppata con AMD: se le indiscrezioni su un hardware più vicino a un PC da gaming dovessero trovare conferma, anche Microsoft potrebbe trovarsi davanti allo stesso dilemma di Sony, tra prestazioni elevate e un listino potenzialmente molto più alto rispetto alle generazioni precedenti.
Perché rinviare PS6 non basta
Di fronte a queste prospettive, molti giocatori hanno ipotizzato un rinvio al 2028 o al 2029, nella speranza che il mercato delle memorie possa normalizzarsi. Tuttavia, secondo l’analista hardware e content creator Moore’s Law Is Dead, il 2027 potrebbe essere proprio l’anno migliore per lanciare la macchina, indipendentemente dal prezzo. Il ragionamento è semplice: una console appare più competitiva quando la sua architettura è ancora recente. Un lancio nel 2027 permetterebbe a PS6 di sfruttare tecnologie AMD di nuova generazione, mentre un rinvio rischierebbe di farla apparire meno moderna rispetto alle future GPU PC e ad altri dispositivi in arrivo sul mercato.
Anche KeplerL2 sostiene che un rinvio non garantirebbe un prezzo inferiore: se i costi della RAM restassero stabili, non ci sarebbe un vantaggio concreto nell’attendere; se continuassero a crescere, rimandare il lancio potrebbe rendere la console ancora più costosa. In caso contrario, Sony potrebbe sempre ridurre il prezzo in seguito, come già avvenuto con altre console del passato.
Un equilibrio difficile per Sony
Sony si troverebbe dunque davanti a un bivio piuttosto scomodo. Da un lato, una parte del pubblico potrebbe non essere pronta a una nuova generazione così ravvicinata, specialmente dopo il posizionamento premium di PS5 Pro. Dall’altro, attendere troppo potrebbe compromettere il rapporto tra prezzo e potenza dell’hardware al momento dell’uscita.
Al momento, sia la finestra del 2027 sia le cifre superiori ai 900 dollari restano informazioni non ufficiali. Le stime circolate nel tempo sono state molto variabili, da circa 600-700 dollari fino a scenari prossimi o superiori ai 1.000 dollari, proprio perché dipendono dall’andamento dei componenti e dalle scelte commerciali di Sony. Certamente il lancio di Valve Steam Machine non aiuta l'ottimismo di chi spera in scelte popolari.
La vera domanda, quindi, non è soltanto quando arriveranno PlayStation 6 e Project Helix, ma quanto il pubblico sarà disposto a pagare per una console next-gen. Se i costi dell’hardware non dovessero diminuire, la prossima generazione potrebbe trasformarsi in un prodotto decisamente più elitario rispetto al passato.
Fonte consultata:
Kotaku

A rendere la situazione ancora più delicata è la posizione espressa da Sony agli investitori: l’azienda ha spiegato di non voler più vendere l’hardware in perdita in modo significativo. Questo non esclude eventuali margini ridotti o un piccolo sussidio sul prezzo iniziale, ma rende difficile immaginare una console dal costo industriale superiore ai 900 dollari proposta al pubblico per 599 dollari.
Un costo dei componenti in aumento
L’insider KeplerL2, spesso citato per indiscrezioni relative all’hardware AMD e PlayStation, avrebbe rivisto al rialzo la stima del cosiddetto bill of materials, cioè il costo complessivo dei componenti interni della console. A marzo, la stima era attorno ai 750-760 dollari; a giugno sarebbe invece salita fino a sfiorare i 1.000 dollari, con un incremento di circa 200 dollari attribuito soprattutto all’aumento del prezzo delle memorie. Va inoltre ricordato che il bill of materials non corrisponde al costo finale sostenuto da Sony: non comprende infatti assemblaggio, trasporto, distribuzione, marketing e margini dei rivenditori. Se queste stime fossero corrette, un prezzo al pubblico compreso tra 900 e oltre 1.000 dollari non sarebbe quindi uno scenario impossibile.
Anche Microsoft si fa i suoi conti
La situazione non riguarderebbe soltanto Sony. Microsoft ha già collegato i recenti aumenti di prezzo delle console Xbox al forte rincaro di memoria e archiviazione, prevedendo ulteriori pressioni sui costi entro il 2027. Nello stesso periodo potrebbe debuttare Project Helix, la futura piattaforma Xbox sviluppata con AMD: se le indiscrezioni su un hardware più vicino a un PC da gaming dovessero trovare conferma, anche Microsoft potrebbe trovarsi davanti allo stesso dilemma di Sony, tra prestazioni elevate e un listino potenzialmente molto più alto rispetto alle generazioni precedenti.
Perché rinviare PS6 non basta
Di fronte a queste prospettive, molti giocatori hanno ipotizzato un rinvio al 2028 o al 2029, nella speranza che il mercato delle memorie possa normalizzarsi. Tuttavia, secondo l’analista hardware e content creator Moore’s Law Is Dead, il 2027 potrebbe essere proprio l’anno migliore per lanciare la macchina, indipendentemente dal prezzo. Il ragionamento è semplice: una console appare più competitiva quando la sua architettura è ancora recente. Un lancio nel 2027 permetterebbe a PS6 di sfruttare tecnologie AMD di nuova generazione, mentre un rinvio rischierebbe di farla apparire meno moderna rispetto alle future GPU PC e ad altri dispositivi in arrivo sul mercato.
Anche KeplerL2 sostiene che un rinvio non garantirebbe un prezzo inferiore: se i costi della RAM restassero stabili, non ci sarebbe un vantaggio concreto nell’attendere; se continuassero a crescere, rimandare il lancio potrebbe rendere la console ancora più costosa. In caso contrario, Sony potrebbe sempre ridurre il prezzo in seguito, come già avvenuto con altre console del passato.
Un equilibrio difficile per Sony
Sony si troverebbe dunque davanti a un bivio piuttosto scomodo. Da un lato, una parte del pubblico potrebbe non essere pronta a una nuova generazione così ravvicinata, specialmente dopo il posizionamento premium di PS5 Pro. Dall’altro, attendere troppo potrebbe compromettere il rapporto tra prezzo e potenza dell’hardware al momento dell’uscita.
Al momento, sia la finestra del 2027 sia le cifre superiori ai 900 dollari restano informazioni non ufficiali. Le stime circolate nel tempo sono state molto variabili, da circa 600-700 dollari fino a scenari prossimi o superiori ai 1.000 dollari, proprio perché dipendono dall’andamento dei componenti e dalle scelte commerciali di Sony. Certamente il lancio di Valve Steam Machine non aiuta l'ottimismo di chi spera in scelte popolari.
La vera domanda, quindi, non è soltanto quando arriveranno PlayStation 6 e Project Helix, ma quanto il pubblico sarà disposto a pagare per una console next-gen. Se i costi dell’hardware non dovessero diminuire, la prossima generazione potrebbe trasformarsi in un prodotto decisamente più elitario rispetto al passato.
Fonte consultata:
Kotaku
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io mille euro per una play non le spendo.
ma è una roba mia personale che poi ne spendo 2 mila per comprarmi una statua di one piece ognuno ha le sue priorità
Se non scoppia la bolla dei LLM e non la smettono di tirare su Data Center come se fossero sedi della Coop o dell'Eurospin c'è poco da fare.
Se a questo poi uniamo tempi di sviluppo che non potranno che aumentare, almeno per i giochi AAA, direi che abbiamo la tempesta perfetta.
Qui altro che lusso: voglio proprio vedere chi si sobbarcherà questi costi... E, considerando che questo mercato, per essere profittevole, deve vendere milioni di copie, beh...
A meno che i giochi non te le vendano direttamente a 200-300 euro l'uno. Tipo NeoGeo AES. Torniamo sempre lì. Ma così vendi pure meno.
Ma non è nemmeno finita qui: il problema vero è che quella della IA ha tutto l'aspetto di una bolla di quelle davvero grosse, roba che rischia di far sembrare Lehman Brothers poco più di un ragazzino che ruba una mela al mercato rionale.
Qui rischiamo mooolto di più che non poter giocare al prossimo GTA...
Mamma mia.
Eh ma infatti, fossero solo le console… anche sopra qualcuno ha scritto che gioca col pc, ma pure quelli aumentano.
Comunque alcune riflessioni generali, magari sbagliate, ma sono cose che fatico a capire:
1) sui videogames, parliamo di grosse produzioni, a me sembra che con le ultime generazioni il salto tecnico sia sempre più piccolo, mentre il salto dei costi di produzione sempre più alto. Onestamente ho quasi smesso di giocare con quest’ultima generazione, anche se mi è capito di vedere da altri, quindi può essere una percezione sbagliata, ma c’è davvero bisogno di un budget mostruoso per realizzare GTA6? Non riuscirebbero a fare uscire un buon gioco comunque con meno soldi?
2) sull’Ai, che è direttamente coinvolta in questi aumenti, ma tolto l’uso in ambito creativo, e qui ci sarebbero altri discorsi da fare ma se n’é parlato più volte e non centra adesso, sta portando tutti questi vantaggi, soprattutto considerando i costi? Qua c’è sicuramente chi ne sa di più perché io lavoro in altro ambito, però da che si può vedere ad ora non sembra proprio così…
3) visto il continuo aumento di diversi costi fissi, non c’è solo il problema delle memorie, pensiamo all’energia che influenza tutti i settori, e dato che le grandi società non solo vogliono, ma spesso devono continuare ad aumentare i guadagni (per il sistema ormai esclusivamente speculativo con cui si muovono i sistemi finanziari dominati dai fondi), le uniche soluzioni che hanno sono aumentare i ricavi (prezzi più alti) e diminuire i costi, e i primi che vengono ridotti sono sempre quelli del personale (licenziamenti, delocalizzazioni, ecc…). Ma se le cose costano sempre di più, e le persone guadagnano sempre meno, chi li acquista questi prodotti?
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