Il Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria giapponese (METI) si appresta molto probabilmente a porre fine al Cool Japan Fund, il fondo pubblico-privato istituito nel 2013 per sostenere la diffusione della cultura e dei prodotti giapponesi all'estero. Secondo quanto riportato da Asahi Shimbun, Mainichi Shimbun e altre testate, il METI ha deciso di non includere finanziamenti per il fondo nella richiesta di bilancio per l'anno fiscale 2027, impedendogli di fatto di effettuare nuovi investimenti. La decisione rappresenta un passo verso la sua abolizione, anche se la chiusura formale non è stata ancora ufficialmente annunciata.
 
Cool Japan


Un progetto nato per esportare la cultura giapponese

Il Cool Japan Fund era uno dei principali strumenti dell'iniziativa Cool Japan, lanciata con l'obiettivo di promuovere sui mercati internazionali elementi della cultura contemporanea giapponese come anime, manga, cinema e moda, nella convinzione che questi contenuti potessero rappresentare una delle principali risorse del Paese anche sul piano economico e internazionale.
Il fondo, nato nel 2013, è diventato uno dei progetti simbolo del secondo governo dell'ex primo ministro Shinzō Abe, sostenendo nel corso degli anni numerose iniziative rivolte alla diffusione dei prodotti e dei contenuti giapponesi all'estero.

Tuttavia, i risultati finanziari si sono rivelati molto distanti dagli obiettivi iniziali. Secondo i dati diffusi dallo stesso Cool Japan Fund, le perdite accumulate dal suo lancio nel 2013 hanno raggiunto i 54 miliardi di yen, circa 290,6 milioni di euro, superando di gran lunga l'obiettivo di perdita che il fondo si era prefissato. Solo nell'anno fiscale 2025, l'organizzazione ha registrato una perdita netta di 15,6 miliardi di yen, dopo aver realizzato un modesto profitto di 1,4 miliardi di yen l'anno precedente.

Già nel 2017 Nikkei aveva riportato che la maggior parte degli investimenti effettuati dal fondo quell'anno aveva registrato risultati inferiori alle aspettative. Nel 2022, una sottocommissione del Ministero delle Finanze aveva inoltre discusso la possibilità di ristrutturare o abolire il fondo qualora non fosse riuscito a raggiungere gli obiettivi finanziari stabiliti entro l'anno fiscale 2025.


Gli investimenti nel settore anime e manga

Nel corso della sua attività, il Cool Japan Fund ha finanziato anche diverse iniziative legate all'industria degli anime e dei manga.
Nel 2019 il fondo ha investito 30 milioni di dollari in Sentai Holdings, società madre di Sentai Filmworks, HIDIVE e Anime Network, fornendo ulteriori 3,6 milioni di dollari nel 2020. Durante la pandemia di COVID-19, il fondo aveva inoltre istituito un finanziamento di emergenza destinato a sostenere le aziende in difficoltà.
Già nel 2014 era stato effettuato un investimento in Anime Consortium Japan, joint venture che avrebbe successivamente gestito il servizio di streaming Daisuki, chiuso nel 2017.
Nel 2015, invece, il Cool Japan Fund aveva pianificato un investimento fino a 450 milioni di yen nei progetti di Kadokawa dedicati alla formazione di nuovi professionisti dell'industria anime e manga al di fuori del Giappone. Il progetto prevedeva in particolare l'espansione internazionale delle scuole della Kadokawa Contents Academy, con l'obiettivo di formare almeno 2.000 diplomati entro il 2020.

Questi esempi aiutano a spiegare perché la scomparsa del fondo sia vista da molti come la fine di un'era per i finanziamenti pubblici alla cultura pop giapponese all'estero, anche se il governo giapponese continua, attraverso altri strumenti, a considerare l'esportazione dei contenuti creativi una delle proprie priorità strategiche.