Dopo sette anni lontano da Weekly Shonen Jump, il ritorno di Hideaki Sorachi, il creatore di Gintama, ha portato con sé buone notizie per i fan di lunga data ma anche un allarme preoccupante sul suo stesso futuro all'interno della rivista. Secondo le sue parole, 2nd Year Class B: Hero Destroyers (2-Nen B-gumi Yusha Destroyers), il suo nuovo manga, potrebbe rivelarsi l'ultima volta in cui riuscirà a sostenere il ritmo esigente della serializzazione settimanale di Shueisha.
Class 2-B Hero Destroyerz ha iniziato la pubblicazione il 20 aprile 2026 proprio su Jump, segnando il ritorno di Sorachi alla serializzazione settimanale a quasi sette anni dalla conclusione di Gintama nel giugno 2019. Il lancio era stato accompagnato da grande risalto: una campagna di tre settimane consecutive sulla rivista e un primo capitolo in formato esteso di 66 pagine, ben al di sopra del consueto. Nonostante le aspettative generate, l'autore riconosce di non essere ancora riuscito a ritrovare quello che descrive come il suo "ritmo settimanale", arrivando ad ammettere, con le sue stesse parole, di star "superando completamente le scadenze". Un tipo di commento che in passato sarebbe stato letto come uno dei tipici siparietti autoironici con cui Sorachi è solito raccontare il proprio processo creativo, ma questa volta il tono appare decisamente più serio: l'autore lascia intendere che fisicamente potrebbe non essere in grado di ripetere questo sforzo in futuro.

Sorachi ha rivelato anche che, prima di accettare di portare avanti il progetto, aveva suggerito a Shueisha di preferire la pubblicazione della nuova opera tramite Shonen Jump+, la piattaforma digitale che permette una maggiore flessibilità nel calendario editoriale. Nonostante questo, ammette scherzando di essere stato, parole sue, "ingannato" per tornare alla rivista settimanale tradizionale.
Il tempismo di queste dichiarazioni non è dei più favorevoli: 2nd Year Class B: Hero Destroyers non sta ottenendo il riscontro che ci si aspetterebbe da un ritorno così atteso. La serie si sta avvicinando alla soglia dei sei mesi di pubblicazione, un periodo che ha segnato il punto di cancellazione per diversi manga recenti sulla rivista che non hanno saputo conquistare un numero sufficiente di lettori. È probabile però che il nome di Sorachi gli abbia garantito un margine supplementare che altri esordi più recenti non hanno avuto.
La situazione assume contorni ancora più delicati se si considera il momento attuale del franchise di Gintama, che è tutt'altro che dormiente: un nuovo film anime ha debuttato nei cinema giapponesi nel corso di quest'anno, approdando successivamente in streaming. Ed è proprio per questo che la possibilità che Sorachi non riesca più a farsi carico di una serie settimanale suona come l'ennesimo esempio di un problema che si ripete con preoccupante regolarità all'interno di Jump: il logoramento fisico degli autori costretti a mantenere un ritmo di pubblicazione straordinariamente serrato, settimana dopo settimana, anno dopo anno, spesso fino al limite delle proprie forze.
Class 2-B Hero Destroyerz ha iniziato la pubblicazione il 20 aprile 2026 proprio su Jump, segnando il ritorno di Sorachi alla serializzazione settimanale a quasi sette anni dalla conclusione di Gintama nel giugno 2019. Il lancio era stato accompagnato da grande risalto: una campagna di tre settimane consecutive sulla rivista e un primo capitolo in formato esteso di 66 pagine, ben al di sopra del consueto. Nonostante le aspettative generate, l'autore riconosce di non essere ancora riuscito a ritrovare quello che descrive come il suo "ritmo settimanale", arrivando ad ammettere, con le sue stesse parole, di star "superando completamente le scadenze". Un tipo di commento che in passato sarebbe stato letto come uno dei tipici siparietti autoironici con cui Sorachi è solito raccontare il proprio processo creativo, ma questa volta il tono appare decisamente più serio: l'autore lascia intendere che fisicamente potrebbe non essere in grado di ripetere questo sforzo in futuro.

Sorachi ha rivelato anche che, prima di accettare di portare avanti il progetto, aveva suggerito a Shueisha di preferire la pubblicazione della nuova opera tramite Shonen Jump+, la piattaforma digitale che permette una maggiore flessibilità nel calendario editoriale. Nonostante questo, ammette scherzando di essere stato, parole sue, "ingannato" per tornare alla rivista settimanale tradizionale.
Il tempismo di queste dichiarazioni non è dei più favorevoli: 2nd Year Class B: Hero Destroyers non sta ottenendo il riscontro che ci si aspetterebbe da un ritorno così atteso. La serie si sta avvicinando alla soglia dei sei mesi di pubblicazione, un periodo che ha segnato il punto di cancellazione per diversi manga recenti sulla rivista che non hanno saputo conquistare un numero sufficiente di lettori. È probabile però che il nome di Sorachi gli abbia garantito un margine supplementare che altri esordi più recenti non hanno avuto.
La situazione assume contorni ancora più delicati se si considera il momento attuale del franchise di Gintama, che è tutt'altro che dormiente: un nuovo film anime ha debuttato nei cinema giapponesi nel corso di quest'anno, approdando successivamente in streaming. Ed è proprio per questo che la possibilità che Sorachi non riesca più a farsi carico di una serie settimanale suona come l'ennesimo esempio di un problema che si ripete con preoccupante regolarità all'interno di Jump: il logoramento fisico degli autori costretti a mantenere un ritmo di pubblicazione straordinariamente serrato, settimana dopo settimana, anno dopo anno, spesso fino al limite delle proprie forze.
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Se non vogliamo vedere altri mangaka ammalarsi o cadere in depressione, se non vogliamo un ricorso selvaggio ai programmi IA, allora le case editrici devono concedere agli artisti il tempo necessario per lavorare in condizioni umane. A quei ritmi non è più arte, è solo una catena di montaggio.
Per quanto io ami i manga e li legga, le condizioni di lavoro dei mangaka mi lasciano spesso perplessa e a volte mi fanno dubitare di questa mia passione.
Mah, Topolino è settimanale da decenni e non ho mai sentito di autori ammalati, depressi o morti di troppo lavoro. Stesso discorso per praticamente tutti i settimanali occidentali. Non penso sia questione di tempi ma di troppo lavoro caricato su una singola persona. I giapponesi dovrebbero fare come noi e assumere più gente ad occuparsi di varie questioni (e no, evidentemente gli assistenti non bastano, occorre proprio che alla scrittura ci stia qualcuno e al disegno un altro etc).
Un rallentamento delle uscite non mi piacerebbe, che già trovo la maggior parte dei manga troppo lenti così come sono (anche perché di loro le storie sembrano lente a proseguire nella trama).
Se la qualità non ne risentirà, non vedo perché no.
Le riviste settimanali possono continuare, solo con un maggiore e migliore turnover delle opere che non diventano più settimanali
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