La polemica attorno adattamento animato del manga di Nene AzukiMii-chan to Yamada-san, si è ulteriormente intensificata con un nuovo e significativo sviluppo: la Japan Autism Society, l'associazione giapponese per l'autismo, ha pubblicato un parere formale in cui critica apertamente il modo in cui l'opera ritrae la protagonista, sostenendo che le difficoltà reali delle persone con disabilità intellettive vengano "sfruttate per il successo commerciale".

Come avevamo già riportato a luglio, la sola notizia dell'adattamento anime aveva scatenato una forte ondata di polemiche in Giappone, alimentata anche dall'animatrice e character designer Terumi Nishi, che aveva definito l'opera paragonabile a un "freak show" ottocentesco e aveva minacciato di denunciare pubblicamente chiunque fosse coinvolto nella sua realizzazione. A questo si aggiungeva il fatto che l'annuncio dell'anime era avvenuto il 26 luglio, nel decimo anniversario della strage di Sagamihara, in cui avevano perso la vita 19 persone con disabilità, una coincidenza percepita come una grave mancanza di sensibilità.

Con la conclusione del manga, il cui settimo e ultimo volume è uscito il 9 settembre, la Japan Autism Society, ha preso una posizione ufficiale con un documento intitolato "Un'opinione sul manga concluso Mii-chan and Miss Yamada", che elenca una serie di preoccupazioni concrete. Il primo punto riguarda un video promozionale pubblicato sul canale YouTube YanMaga Daily Life di Kodansha, in cui alcuni editor dell'opera apparivano con didascalie come "voglio vedere Mii-chan subire un destino terribile" e "voglio vedere la feccia di questo mondo". Il video è stato reso privato il 1° agosto, ma l'associazione ritiene che il modo in cui era stato concepito dimostri che l'editore stava incentivando una fruizione di tipo voyeuristico basata sulla sofferenza del personaggio.

Il secondo punto critico riguarda i supporti acrilici "Real Mii-chan", distribuiti come rare esclusive in un sistema di estrazione a sorte, che mostrano il personaggio in lacrime e seminuda. Per la Japan Autism Society questo equivale a "un'ammissione da parte dell'editore di stare mercificando la sofferenza del personaggio", causando disagio a chi ha familiari con disabilità. L'associazione segnala inoltre che stanno già arrivando segnalazioni di casi reali in cui il nome "Mii-chan" viene utilizzato nel linguaggio quotidiano come termine dispregiativo per prendere in giro persone con disabilità intellettive, un effetto collaterale che aveva già preoccupato molti commentatori fin dall'annuncio dell'anime.


 

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Quanto alle possibili soluzioni, la Japan Autism Society considera insufficienti misure come la classificazione per età o la trasmissione fuori dai canali televisivi generalisti, e si mostra particolarmente preoccupata dal contesto complessivo che circonda l'opera. Il documento si chiude con un appello diretto: "Dal punto di vista della nostra associazione, che si adopera per proteggere le persone con autismo, chiediamo la massima comprensione affinché le persone con disabilità non vengano derise o disprezzate, e affinché le loro difficoltà reali, fisiche o mentali, non vengano utilizzate come materiale per ottenere successo economico."

Non tutte le reazioni sono state negative: esiste una parte di pubblico che difende l'adattamento argomentando che richiederne la cancellazione equivarrebbe a un atto di censura che mette a rischio la libertà di espressione, una posizione che ha diviso nettamente l'opinione pubblica giapponese. La Japan Autism Society non è peraltro la prima organizzazione a prendere posizione: nelle settimane precedenti altri gruppi legati alla tutela dei diritti delle persone con disabilità intellettive avevano già sollevato preoccupazioni simili. Il comitato di produzione dell'anime non ha rilasciato nuove dichiarazioni pubbliche dall'ultima comunicazione su X del 27 luglio, in cui negava qualsiasi intenzione discriminatoria e prometteva di adottare precauzioni nella trasposizione del materiale originale.